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Scooter elettrici, compriamo italiano!

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Una panoramica sui principali produttori italiani di scooter elettrici. Da Askoll a Garelli, da Piaggio a Wow, passando per le piccole factory che cavalcano l’onda giovanile. Il made in Italy contro l’invasione cinese.

E chi l’ha detto che gli scooter elettrici sono tutti cinesi? Certo, in Oriente, e soprattutto in Cina, se ne producono la maggior parte e alcuni dei principali leader di settore specializzati (NIU, Lifan o Yadea) trovano terreno fertile sul nostro mercato. Ma pensare che si mangino l’intera torta è sbagliato. Perché l’Italia, per tradizione, è un Paese che di due ruote se ne intende e in questa nuova rivoluzione green della mobilità urbana non intende svolgere il ruolo di semplice spettatore.

Così, come già da tempo siamo importatori di scooter elettrici stranieri, partecipando all’espansione del settore nel nostro Paese, ci stiamo scoprendo anche affidabili produttori.
In Europa siamo certamente tra i Paesi più attivi in questo campo, con diversi player presenti sul territorio. Alcuni possiamo definirli pionieri, altri sono di più recente fondazione, nati sull’onda del crescente interesse verso il segmento a zero emissioni.

Basta dare un occhio al listino intelligente di Vaielettrico per farsi un’idea di quante sono le aziende italiane specializzate nella produzione di due ruote elettriche da città. E, soprattutto, dei prodotti diversificati che commerciano. Certo, forse in media i nostri e-scooter costano un po’ di più dei più affermati concorrenti cinesi, ma vogliamo paragonarne la qualità?

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Piaggio 1 e Vespa elettrica

A proposito di qualità e di Made in Italy, il primo nome sulla lista è quello della Vespa. Un brand iconico che non poteva non adattarsi ai tempi che cambiano. A Pontedera, infatti, oggi si produce anche la versione elettrica dello scooter italiano più famoso, che oltre a garantire prestazioni molto buone sfoggia un look accattivante immediatamente riconoscibile.

Il Gruppo Piaggio ha recentemente affiancato alla sua Vespa elettrica anche un modello di scooter cittadino che piace molto, Piaggio 1, in versione ciclomotore e di categoria superiore (Active), che è tra i modelli più ricercati sul mercato. Anche perchè costa relativamente poco.

Tutto lo stile della Vespa elettrica

Askoll, una garanzia. Garelli, la tradizione

E a proposito di classifiche di gradimento, gli scooter Piaggio se la giocano soprattutto con i modelli elettrici della “veterana” Askoll.

L’azienda di Dueville (Vicenza) è stata una delle prime a credere nella mobilità a zero emissioni: lo scooter eS è storicamente tra i più utilizzati in ambito sharing e per il food delivery. Un successo di affidabilità che ne ha permesso una longevità notevole, pur evolvendosi come naturale che sia.
Oggi la linea eS Evolution è affiancata dai più performanti scooter NGS, anch’essi italianissimi e dal design più moderno.

Askoll eS, un ever green

Tradizione in evoluzione anche per Garelli, marchio storico del motociclismo italiano. Grazie all’apporto del gruppo Armony, la Casa milanese è rinata nel 2018 puntando sulle emissioni zero, con lo sviluppo di motocicli e bici elettriche.
E per rilanciarsi sul mercato quale miglior occasione per tornare a produrre il Ciclone in chiave moderna, riprendendo il design dello storico “tubone” degli anni ’70 e ’80 ma in versione green. Un modello proposto in diversi allestimenti accattivanti, sempre molto giovanile e pratico per la guida in città.

Look sbarazzino per il Garelli Ciclone elettrico

Scooter alla moda: NITO e ME

Tra le aziende che puntano ad attrarre un pubblico giovane, con produzioni artigianali originali, è d’obbligo menzionare la torinese NITO, che sta per Nuova Industria Torinese. I suoi scooter NES (5 e 10) si caratterizzano per le linee retrò e minimal, i materiali pregiati e la possibilità di configurazione di ogni dettaglio. Si punta molto sull’estetica e sull’originalità del design. Le prestazioni sono comunque di qualità.

L’eccentrico Nito Nes 5

Altro progetto completamente italiano, improntato su sostenibilità e creatività, è quello di ME (Motorino Elettrico), azienda bresciana che ha da poco lanciato i suoi due scooter ‘stilosi’, il ciclomotore 2.5 e il più prestazionale 6.0.
Anche qui siamo di fronte a scooter elettrici di tendenza, che puntano molto sul design per piacere soprattutto alle nuove generazioni. Sono anche scooter mediamente più costosi: non si scende sotto i 5.000 euro di listino.

Colorazioni sgargianti per il ME 6.0

Fantic Electric, più italiano di così

E’ elettrico, e italianissimo, anche il nuovo scooter di Fantic Motor, pronto a scendere in strada nella sua versione definitiva vista un mese fa ad Eicma.
La storica azienda ha realizzato uno scooter interamente made in Italy, dal telaio fatto in casa al “cuore” pulsante, un powertrain speciale (e-Power) sviluppato in collaborazione da Dell’Orto, Energica e Reinova.
La prossima primavera Fantic Electric si presenterà sul mercato nelle canoniche versioni L1e (ciclomotore) e L3e (simil 125), con soluzioni da commuting urbano che potrebbe piacere molto.

Fantic Electric, italianissimo

Wow all’attacco! I Wayel…bolognesi

Progetto interessante anche quello proposto da WOW, giovane azienda alle porte di Saronno, che si è data un gran da fare nell’ultimo biennio per farsi conoscere. Due i modelli elettrici in gamma, Wow 774 e Wow 775, più uno in arrivo la prossima primavera, il 778s, più potente, con più autonomia…e più caro.
Si tratta di scooter prestazionali, con un look particolare, batterie a vista e possibilità di ricarica direttamente alle colonnine pubbliche.

scooter listino
Wow 774 e 775, ruote alte da città

Chiudiamo la nostra panoramica sui maggiori produttori italiani di scooter elettrici con i modelli Wayel lanciati da FIVE (acronimo di Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici). In realtà la produzione vera e propria è fatta in Cina ma il “cervello” dei progetti è a Bologna, nella fabbrica dove già da tempo si producono diversi tipi di e-bike.

L’idea è di portare presto l’intera produzione in Italia; per il momento i tre scooter W1, W2 e W3 rimangono un ibrido. Comunque di qualità.

wayel W3
Wayel W3, elegante e potente

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12 COMMENTI

    • Ah sta a vedere che anche il “big player” dell’elenco è un “ibrido”.. Ma per esserne sicuri bisogna sapere cosa c’è scritto sulla targhetta omologativa sul telaio.

  1. ….questo blog….ogni tanto “toppa”….ha scritto quest’articolo elencando una serie di produttori facendo solo confusione….. un produttore – costruttore è colui che ha un numero WIN, che costruisce da zero un prodotto, che applica il numero sul telaio…….nell’articolo molti in elenco sono semplici importatori e non produttori…..

  2. Ho comprato la vespa elettrica nei primi mesi del 2019
    Ma dopo tre anni di amarezze e interventi che non hanno mai risolto i tre problemi che ha, l’assistenza piaggio ora mi dice che devo pagare 1750 euro x sostituire l’inverter, proprio x rispondere al titolo di questo articolo vi dico “che Dio mi fulmini” se acquisto di nuovo un veicolo a due ruote Italiano.

  3. Come principio sono d’accordo per diversi motivi sul comprare italiano, a patto che i costruttori/importatori “nostrani” offrano un controllo qualitá e una rete di assistenza globalmente migliori di quelli della concorrenza asiatica. In caso contrario sará difficile far accettare al grande pubblico il prezzo inevitabilmente piú alto dei loro modelli..

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