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Scooter a idrogeno? Mob-Ion lo mette in cartuccia

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scooter idrogeno

La francese Mob-Ion ha sviluppato un modello del suo scooter elettrico alimentato da idrogeno verde. Ma è rivoluzionario soprattutto il sistema di rifornimento. L’idrogeno, infatti, è stoccato in cartucce ricaricabili. Ciascuna garantisce 15 km di autonomia e si può sostituire in pochi secondi. Ogni scooter può tenerne a bordo tre o quattro, per un totale di  circa 60 km di percorrenza. L’idrogeno alimenta celle a combustibile che producono l’energia elettrica per l’avanzamento del veicolo.

Idrogeno sì, ma in barattolo

Due ruote, un manubrio, fari. Visto dall’esterno, l’AM1 Powered by Stor-H è un bello scooter green, ma non sembra molto diverso dagli altri sul mercato. Eppure lo scooter presentato lunedì scorso in Francia è rivoluzionario. Non è il primo tentativo di realizzare un veicolo a due ruote elettrico che utilizzi l’idrogeno anzichè le batterie come stock di energia. Segway, per esempio, prevede di mettere sul mercato una motocicletta elettrica a idrogeno, la Apex H2,  entro il 2023.

Ogni cartuccia 15 km di autonomia

Tuttavia quello di Mob-Ion è il primo ad immaginare un inedito sistema di rifornimento a cartuccia. E viene pubblicizzato addirittura sul sito ufficiale del governo francese.

scooter idrogeno

Le cartucce dello scooter Mob-Ion hanno le dimensioni di una grande lattina e possono essere installate e rimosse in pochi secondi. Sono ricaricabili per un numero indefinito di volte, addirittura migliaia, durano dieci anni e sono integralmente riciclabili. Vengono riempite con idrogeno pulito, ricavato cioè dall’elettroilisi dell’acqua.. tramite uso di energia elettrica.

Scooter a idrogeno, purchè sia idrogeno “verde”

Oggi la stragrande maggioranza dell’idrogeno è prodotta oggi da un processo chiamato reforming da gas metano, che genera emissioni di CO2 . L’idrogeno verde al momento ha prezzi molto più elevati, da 2,5 a 5,5 euro al chilo,  contro 1,5 euro al chilo nell’UE per l’idrogeno grigio. a Parigi ha un ambizioso piano di sviluppo per l’idrogeno verde, con uno stanziamento da 7 miliardi di euro.

L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ritiene perciò che il costo dell’idrogeno verde cadrà nel prossimo decennio, con la diffusione delle eneegie rinnovabili intermittenti e il miglioramento della tecnologia degli elettrilizzatori.

Christian Bruère è presidente di  Mob-Ion. La società è nata nel 2016 per ralizzare veicoli di mobilità leggera e sistemi di accumulo di energia. Perchè uno scooter a idrogeno, gli è stato chiesto? «Il primo vantaggio _ ha risposto Bruère _ è la significativa riduzione dell’impronta di carbonio, perché l’idrogeno prodotto dalle energie rinnovabili non è solo sostenibile ma non emette CO². Come sappiamo, l’azione dell’idrogeno associato a una cella a combustibile per fornire elettricità al motore produce solo acqua».

Cartucce intercambiabili al distributore

Lo scooter è stato sviluppato in partnership con STOR-H Technologies già proprietaria della tecnologica per lo stoccaggio dell’idrogeno in cartuccia, mentre la parte ciclo e l’elettronica di controllo e alimentazione di bordo è fornita da Mob-Ion.

Nelle cartucce, spiega il fondatore di Mob-Ion, l’idrogeno è immagazzinato allo stato gassoso in “specie di spugne metalliche”, la pressione è molto bassa (da 9 a 10 bar). Non c’è rischio di esplosione. Il rifornimento è facilitato. Quando le cartucce sono vuote, basta recarsi presso il distributore più vicino e sostituirle con cartucce piene.

Il vantaggio rispetto alle batterie, sostiene Buère è che «con l’idrogeno l’autonomia è maggiore e il tempo di ricarica è molto veloce».

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7 COMMENTI

  1. Bè, direi un pò ridicolo, se mi permettete l’espressione…
    Sono da sempre favorevole alla mobilità sostenibile ma 15 km per cartuccia, ce ne vorrebbero almeno 50 km per essere competitivi… abbiamo già scooter e moto che hanno più di 100 km di autonomia con batterie al litio!

  2. Questa voglia di procurare profitti a coloro che ci hanno avvelenato e dissanguato per anni merita una sola cosa: il boicottaggio.

  3. E’ sicuramente un progetto interessante: il problema, come è noto, è che la produzione di idrogeno verde non è un processo efficiente per cui alla fine la co2 emessa è maggiore rispetto ad una elettrica pura (usando come calcolo l’impronta di co2 nazionale e non, in modo errato, quella delle fonti rinnovabili): sarebbe stato più cool se l’idrogeno fosse finito direttamente nel motore (come sta facendo Toyota), lasciando così il piacere del sound. Comunque la vera innovazione sembra il serbatoio capace di stoccare idrogeno a 9 / 10 bar. Per la produzione di idrogeno green hanno previsto anche “wallbox”/”recharger” casalingo o bisogna passare sempre dal distributore?

  4. Al prossimo giro proporranno un mini reattore al plutonio… Ogni sistema è buono per drenare fondi pubblici o privati senza un futuro… Purtroppo chi non è arrivato in tempo alla più semplice mobilità elettrica cerca in tutti modi strade alternative già battute da anni nella speranza di farsi notare ma questa non è la strada giusta.

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