Una donna statunitense ha chiesto un risarcimento di 10 milioni di dollari a Tesla dopo un grave incidente durante un test drive di una Model Y. Secondo la denuncia, la conducente non aveva mai guidato un’auto elettrica Tesla e non sarebbe stata informata della bruciante accelerazione del veicolo configurato nella modalità di guida più prestazionale.
Il caso potrebbe avere conseguenze sul modo in cui vengono gestite le prove su strada delle auto elettriche ad alte prestazioni.
Un test drive finito… male
L’incidente è avvenuto in Virginia durante una prova su strada di una Tesla Model Y. La conducente, una donna di 59 anni, ha perso il controllo del SUV elettrico che ha attraversato la carreggiata, si è schiantato contro un negozio e ha successivamente preso fuoco. La donna ha riportato gravi ferite e ha deciso di citare in giudizio Tesla chiedendo un risarcimento di 10 milioni di dollari (circa 8,7 milioni di euro).
Secondo quanto riportato nella denuncia, prima della prova avrebbe informato il personale della concessionaria di non aver mai guidato un’auto elettrica. Nonostante questo, sostiene di essere stata autorizzata a effettuare il test da sola, senza una spiegazione sulle peculiarità del veicolo.

Nel mirino la modalità di guida più sportiva
Uno degli elementi centrali della causa riguarda la configurazione dell’auto. La Model Y sarebbe stata impostata sulla modalità “Insane”, che offre la risposta più immediata dell’acceleratore su alcune versioni del modello.
La conducente racconta di essere rimasta sorpresa anche dal forte effetto della frenata rigenerativa, che rallenta sensibilmente il veicolo quando si rilascia il pedale dell’acceleratore. Tornando verso il punto vendita, ripartendo da un semaforo verde, avrebbe quindi premuto con eccessiva forza sull’acceleratore, provocando una brusca accelerazione che non sarebbe più riuscita a controllare.
Tesla non ci sta. Palla al Tribunale
Da parte sua, Tesla contesta ogni responsabilità. Sostiene che l’incidente sia stato causato esclusivamente da un errore della conducente, che non avrebbe gestito il veicolo con la necessaria prudenza.
Ora spetta al Tribunale stabilire se il costruttore avrebbe dovuto adottare maggiori precauzioni durante il test drive. Magari affiancando un istruttore oppure limitando le prestazioni dell’auto per una persona alla prima esperienza con un veicolo elettrico.
Più formazione per i neofiti elettrici?
Al di là dell’esito giudiziario, il caso americano potrebbe contribuire ad alimentare il dibattito sull’importanza di una maggiore formazione dei conducenti alle prime esperienze con la mobilità elettrica.
Le moderne auto elettriche sono spesso capaci di accelerazioni molto elevate, grazie alla coppia immediatamente disponibile dei motori elettrici. A questo si aggiunge una frenata rigenerativa che può richiedere un breve periodo di adattamento per chi proviene da un’auto con motore termico.
Per questo motivo diversi costruttori introducono modalità di guida più progressive o programmi specifici per i test drive dei nuovi clienti.
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