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Scettico sull’elettrico? Farai la fine di questi ‘soloni’

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Thomas Ulbrich di VW.
Thomas Ulbrich, responsabile Volkswagen per la Mobilità elettrica. La Casa tedesca lancia un monito agli scettici.

Scettico sull’elettrico? Occhio ai precedenti: raccontano di grandi nomi che non capirono il nuovo che avanzava. Prendendo cantonate storiche. Eccone cinque.

Il monito viene dalla Volkswagen

Sono precedenti famosi, che un po’ fanno sorridere, un po’ fanno arrabbiare. Ma il fatto interessante è che ad ammonire a non opporsi al cambiamento non è un semplice fan dell’elettrico. Ma un grande nome dell’automotive come la Volkswagen, con una bella release (clicca qui) corredata di disegni e dai testi che in parte riproduciamo. La Casa tedesca è sempre più convinta che il futuro è elettrico. E sta rivedendo anche il suo modo di comunicare, finora improntato all’austero e orgoglioso motto “Das Auto, passando a messaggi più ironici e scanzonati.

 

1- Credo nei cavalli. L’automobile è solo un fenomeno temporaneo” (il Kaiser Guglielmo II., 1859 – 1941)

Il cavallo sembrava essere molto più veloce e più versatile di questo nuovo aggeggio su quattro ruote (o a tre ruote come allora). E i cavalli non avevano bisogno di rifornimento di carburante. Sappiamo com’è finita. Oggi, fa notare la Volkswagen, c’è oltre un miliardo di auto sulle strade di tutto il mondo, inclusi oltre due milioni di veicoli elettrici. E presto saranno questi ultimi a prendere il sopravvento.

 

2- Tutto ciò che può essere inventato è già stato inventato.”  (Charles H. Duell, commissario dell’Ufficio brevetti degli Stati Uniti, 1899)

A quel tempo, lampadine, ferrovie e motori diesel avevano portato un ulteriore comfort nella vita di tutti i giorni. Cosa poteva esserci di più sensazionale di così? A parte “invenzioni più piccole e temporanee” come la televisione, i computer, Internet, le auto e gli aerei moderni e i viaggi spaziali, ad esempio … Fortunatamente, la dichiarazione di Duell non ha scoraggiato i principali inventori del mondo dal lasciare che le loro idee si scatenassero. L’auto a emissioni zero, come la guida automatica, sono solo gli ultimi sviluppi di una storia tutta da scrivere. Checché ne pensasse Mister Duell

 

3-Non ci piace il loro suono. I gruppi di chitarristi usciranno presto di scena“. (Spiegazione data da Decca Records nel rifiutare i Beatles, 1962)

Il simpatico gruppo dei fab four di Liverpool prese d’assalto il mondo della musica e oggi è ancora considerato una delle migliori band di tutti i tempi. Se non la migliore. Secondo le stime, hanno venduto fino a un miliardo di dischi. Una piccola consolazione per Decca:  alla fine hanno creduto nella musica dei “gruppi di chitarristi”, mettendo sotto contratto i Rolling Stones. E qui la Volkswagen si lancia in un paragone un po’ azzardato. Scrivendo: “…la Volkswagen ID.3  (qui il nostro articolo) è oggi rivoluzionaria come i Beatles lo erano negli anni ’60 o il Maggiolino negli anni ’50 o la Golf negli anni ’70”... E allo stesso modo, ID.3 ha il potenziale per seguire Beetle e Golf facendo storia”. 

 

 

10 COMMENTI

  1. Questo articolo è calzante, pensavo a paragoni di questo genere pochi giorni fa dopo aver letto l’ennesima presa di posizione contro l’elettrico, come sempre basata sui soliti luoghi comuni, più volte smontati fatti alla mano.

  2. Questo articolo è veramente deprimente. Nessuno pensa che il futuro non sia elettrico né tantomeno autonomo o semiautonono.Tantomeno i tedeschi!Il tema in discussione è solo una :QUANDO.
    Oggi e per almeno i prossimi 10 anni l’auto elettrica sarà ,per costi ,solo di una piccola parte di popolazione che se la può permettere.E questo per uso in città.A livello di emissioni per adesso l’elettrico è più oneroso considerando l’intero ciclo di produzione,esercizio e smaltimento.Ma il vero tema è come produrre l’energia necessaria a far funzionare l’auto.Sono tutte barzellette quelle che leggo che con le rinnovabili si può…..
    Poi c’è la distribuzione della corrente che richiede infrastrutture che l’Italia non si può permettere né tantomeno gli incentivi.
    Smettiamola di scrivere questi articoli e cominciamo a lavorare per costruire il futuro dell’elettrico. Senza distruggere in Europa milioni di posti di lavoro .E in Italia dare il colpo di grazia a una Fiat che è 15 anni che non tira fuori un modello e che l’elettrico non sa dove è di casa.

    • Ogni opinione merita rispetto. Non le bufale. E lei ne sposa tante: su rinnovabili, emissioni, distribuzione elettrica, costi, incentivi, FCA. Forse dovremmo dire noi: “smettiamola” con queste menzogne.

      • La sua risposta non merita commento.Dispiace molto che si pensi su questi argomenti cosi importanti basti avere una opinione.I numeri e i fatti sono un’altra cosa.

  3. Non capivo perché si accaniva tanto sulla mia constatazione iniziale,positiva verso l’elettrico,ma con cautele sul quando,sull’impatto sociale (posti di lavoro,ambiente,costi infrastrutturali,produzione energia elettrica carbon free) ed industriale soprattutto italiano .Se ho capito leggendo stamane, lei è un giornalista del Sole 24 ore ed ha un ruolo importante in questo blog.Ha tutti i numeri ,il tempo e il dovere sociale di spiegare che oltre alle news ci sono anche le riflessioni ,che non sono del suo articolo da me contestato ,su come questi cambiamenti debbano essere gestiti da un governo lungimirante che fa del piano industriale uno dei punti strategici più importanti (Cina ,Germania ….) e da un gruppo di aziende strutturate e con piani a lungo termine industriali basati sul prodotto e non sulla finanza.I dati quindi li ha tutti Se li legga assieme a qualcuno che sappia di questo nuovo mondo che sta arrivando.Creerà grandi opportunità ma anche grandi sofferenze a chi ,come in Italia,non è pronto e anzi sta facendo slogan banali sull’elettrico per pulirsi la bocca da incapacità e malaffare.
    Io i dati e numeri li ho perché è il mio lavoro,e non sono diversi da quelli che ha lei.Un caro saluto.

    • Non intendevo accanirmi contro di lei o contro le sue affermazioni. Il fatto è che il nostro sito si occupa da due anni dei temi che lei solleva e non certo con slogan banali. Li abbiamo affrontati in centinaia di articoli e, se consulta la sezione Academy, scoprirà che li abbiamo discussi in corsi e seminari con decine di accademici, operatori, esperti, documentandoli con filmati, grafici, tabelle. Quindi, nei limiti delle nostre possibilità, il dovere sociale che lei lo abbiamo assolto. Non pensiamo che tutti i problemi siano risolti e che il percorso verso una mobilità elettrica diffusa sia tutto rose e fiori. Però non è giusto vedere solo i limiti, come ci era parso volesse fare lei, tralasciando le potenzialità. Per questo bastano e avanzano le lobby del diesel e dell’industria petrolifera attive 24 ore su 24.
      Un caro saluto anche a lei e un invito: ci frequenti più spesso e, se crede, non ci faccia mancare il suo contributo d’esperienza

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