Due giganteschi camion elettrici Scania da 130 tonnellate stanno lavorando nella miniera di ferro di Malmberget, in Svezia, a oltre 1.200 metri di profondità. I mezzi, sviluppati per LKAB, dispongono di batterie da 624 kWh e possono lavorare per circa sette ore con una ricarica. Una dimostrazione concreta di come l’elettrificazione possa arrivare anche negli impieghi industriali più gravosi.
La miniera di Malmberget, gestita dalla società mineraria svedese LKAB, offre un ambiente particolarmente interessante per mettere alla prova la trazione elettrica. I due camion sono destinati al trasporto del minerale e possono movimentare complessivamente migliaia di tonnellate di materiale durante una giornata di lavoro. È un’applicazione molto diversa da quella dei camion elettrici stradali, perché richiede soprattutto coppia, robustezza e continuità operativa.

Sette ore di lavoro a ricarica
Ogni veicolo utilizza un pacco batterie agli ioni di litio da 624 kWh, sufficiente, secondo Scania, per arrivare a circa 7 ore di funzionamento a pieno carico in condizioni ideali.
Quando arriva il momento di ricaricare, i camion possono utilizzare un collegamento CCS fino a 375 kW. Una ricarica completa per affrontare un altro turno richiede circa 80 minuti.
Il dato è particolarmente significativo perché in una miniera il tempo di fermo ha un impatto diretto sulla produttività. La possibilità di concentrare la ricarica in una finestra relativamente breve permette quindi di integrare l’elettrico nel ciclo operativo senza trasformare l’accumulo di energia nel principale vincolo dell’attività.
Camion studiati per la miniera
LKAB e Scania hanno sviluppato i veicoli attraverso un progetto specifico, modificandoli per rispondere alle esigenze della miniera. Non si tratta quindi semplicemente di prendere un camion elettrico stradale e trasferirlo sottoterra, ma di una piattaforma industriale adattata a un ciclo di lavoro completamente diverso.
I mezzi adottano una configurazione con motore elettrico centrale, cambio automatizzato e assali motori convenzionali. Il sistema è stato adattato per garantire livelli di coppia adeguati alle condizioni estreme del lavoro sotterraneo. In questo tipo di applicazione, infatti, la capacità di muovere grandi masse a bassa velocità è più importante della ricerca della massima efficienza aerodinamica tipica dei camion autostradali.

L’elettrico negli impieghi più difficili
Per LKAB l’obiettivo ora è arrivare a elettrificare il 30% della flotta mineraria entro il 2027. I due Scania rappresentano quindi non tanto un esercizio dimostrativo, quanto un tassello di un processo più ampio di trasformazione delle operazioni.
I vantaggi della trazione elettrica anche in questo specifico settore vanno oltre la CO₂. In una miniera sotterranea, l’assenza di emissioni allo scarico rappresenta un vantaggio particolarmente concreto perché riduce il problema degli inquinanti prodotti dai motori diesel negli ambienti chiusi. A questo si aggiungono una rumorosità inferiore ma anche la possibilità di gestire in modo più efficiente il calore prodotto dai veicoli.
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