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Ricarica ad altissima potenza per Scania. In MCS (Megawatt Charging System) con un suo camion elettrico: uno Scania 40 R nelle stazioni di Bolzano Sud e Varna. Nel dettaglio la prova è stata condotta in due infrastrutture lungo l’asse del Brennero: la stazione al Casello dell’A22 a Bolzano Sud, gestita da Autostrada del Brennero, e la stazione di Varna, realizzata da Ide2n (Energy Systems & E-Mobility) e gestita da kostner Service Stations. Un evento reale ma altamente simbolico che apre le strade alla lunga percorrenza dei camion elettrici.
Ben 400 km in 30 minuti
Il tempo di ricarica è una delle leve per il successo dei camion elettrici soprattutto nelle lunghe percorrenze. Straordinaria la potenza di questa tipologia di stazione di ricarica: ben 400 km in 30 minuti. Considerando le pause obbligatorie e questa capacità di ricarica con una infrastrutturazione in MCS negli snodi autostradali più importanti si può velocizzare la transizione energetica del trasporto pesante non solo interregionale, ma anche nazionale e internazionale.
L’azienda in una nota brinda: «Scania è il primo costruttore di veicoli industriali a effettuare in Italia una ricarica in MCS (Megawatt Charging System) con un proprio camion elettrico».

Simone Martinelli (E-mobility, Urban & Construction Sales Scania Italia) offre più dettagli. «Il Megawatt Charging System è lo standard sviluppato per consentire la ricarica rapida dei veicoli industriali elettrici che percorrono lunghe distanze. Rispetto al CCS2, oggi lo standard più diffuso per la ricarica dei camion elettrici, l’MCS è progettato per gestire correnti e potenze superiori, con una capacità potenziale fino a 3.000 ampere. L’attuale sistema Scania opera con correnti fino a 1.000 ampere, permettendo di ricaricare in 30 minuti 400 chilometri di autonomia, ovvero la distanza percorribile nelle 4,5 ore di guida prima della pausa obbligatoria. Le missioni in elettrico diventano così ancora più facilmente compatibili con i ritmi del trasporto professionale».
Potenza di ricarica fino a 750 kW, le due stazioni in MCS
La ricarica rapida consente agli autisti di sfruttare meglio i tempi di sosta già previsti dall’attività del conducente. Nel caso dello Scania 40 R utilizzato per il test, il sistema MCS consente una potenza di ricarica fino a 750 kW.
Ma vediamo le due stazioni coinvolte nello studio Scania. La prima è localizzata nell’ autostrada del Brennero, stazione di Bolzano Sud nel parcheggio Firmian e si tratta della prima infrastruttura pubblica italiana per camion elettrici dotata di tecnologia MCS. A Varna, nei pressi di Bressanone, Kostner Service Stations ha messo a disposizione una stazione di ricarica per accompagnare la progressiva elettrificazione dei trasporti lungo la direttrice del Brennero.

«La messa in funzione di questi due punti conferma l’importanza di un approccio di sistema: l’elettrificazione del trasporto pesante richiede non solo veicoli performanti ma anche in grado di comunicare con sistemi complessi e sempre aggiornati in infrastrutture adeguate» Parole di Fredrik Swartling (Amministratore Delegato di Scania Italia), a cui seguono quelle di Carlo Costa (Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero) che oltre le stazioni MCS auspica «una efficace rete di distribuzione per l’idrogeno verde». Andreas Kostner (Presidente e CEO di kostner GROUP 1947) sottolinea che la stazione è «alimentata con energia 100% ricavata da fonti rinnovabili, parte è prodotta dagli impianti fotovoltaici di proprietà e parte è fornita da KOSI, il provider di energia pulita del Gruppo Kostner».
Il servizio di Alpitronic, parla il Ceo Philipp Senoner
«L’Italia è uno dei mercati più importanti per il trasporto pesante europeo. In particolare nel settore della logistica, ogni euro conta e gli attuali prezzi elevati del diesel stanno esercitando un’ulteriore pressione sul comparto. I camion elettrici possono ridurre significativamente i costi operativi. Affinché gli e-truck possano essere competitivi anche sulle tratte a lungo raggio, è però essenziale disporre di una ricarica megawatt ad alta potenza. Con il nostro HYC1000 MCS Dispenser, rendiamo possibili tempi di ricarica fino a 45 minuti, perfettamente compatibili con le pause obbligatorie previste dalle regole vigenti per i conducenti”. Questo il ragionamento di Philipp Senoner (CEO di Alpitronic).

E’ fondamentale ridurre il costo del carburante, ma i camion elettrici hanno un differenziale di costo importante. I dati del 2026 parlano di una riduzione delle vendite dei camion a batteria e le associazioni di settore come Anfia chiedono una risposta dal Governo sul fondo pluriennale da 590 milioni che con gli incentivi potrebbe stimolare la domanda degli e-truck.
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I marchi europei hanno ancora un po’ di tempo per preparare nuovi modelli per flotte autotrasporto (dubito che con questi attuali prezzi i “padroncini” possano valutare l’acquisto); i cinesi stanno ovviamente avanti con le tecnologie MegaWatt e la sfida BYD vs CATL ed altri si compie su potenze di ricarica sempre più elevate (ma forse consone ad il loro livello di elettrificazione nelle zone dotate di mega-impianti di produzione energetica).
Sicuramente anche il nuovo approccio di NIO a riproporre in J.V. la propria tecnologia di battery-swap sarà forse un capitolo importante perché consentirà a mezzi utilizzabili su tragitti costanti di predisporre adeguati depositi con cambio batteria (magari anche durante le operazioni di carico-scarico, minimizzando i tempi di sosta).
Speriamo che i “nostri” marchi europei riescano a trovare una strada (da soli o in J.V. tra di loro) per non farsi anticipare dai colossi asiatici.
sono 20 e più anni che il trasporto elettrico per antonomasia viene boicottato dai no tav..
Bello ma… E sull’evento in germania di presentazione della versione europea del Tesla Semi neanche una riga?
Sull’ordine di 2500 mezzi da parte del consorzio ZET SCALE, con Tesla come primo OEM, nemmeno?
Mah…
stica….
io @ValerioZ l’ho letto -altra testata- ma riguarda gli U.S.A. che ha standard di percorsi e veicoli abbastanza differenti rispetto alle condizioni europee (ed italiane…) ove abbiamo bisogno di motrici e rimorchi molto più compatti per affrontare percorsi molto tortuosi.
In Australia fanno anche i “treni” con vari rimorchi agganciati ad una motrice… lunghissimi rettilinei e spazi ampi consentono di districarsi anche con bestioni larghissimi e fuori standard.