SC01, ecco l’elettrica sportiva cinese costruita in Italia

SC01 elettrica sportiva

Svelate le prime immagini ufficiali della SC01, elettrica sportiva cinese da 429 CV e soli 1.365 kg, che nella sua versione europea sarà assemblata in Italia. Produzione limitata a 1.000 unità e prime consegne del corso del 2026.

La SC01 segna l’arrivo nel Vecchio Continente di auto sportiva a batteria compatta, leggera e, soprattutto, lontana dall’elettrico iperdigitalizzato che domina oggi il mercato.

Il progetto nasce in Cina, ma guarda con decisione all’Europa. E’ stato infatti confermato l’arrivo di una versione europea con caratteristiche e specifiche proprie, differenti dalla variante cinese. Un modello dal sapore made in Italy, essendo sviluppato e prodotto nel nostro Paese.

SC01 elettrica sportiva
L’elettrica SC01 alle prese con i primi test di collaudo invernali

Una sportiva compatta controcorrente, essenziale e leggera

La SC01 è stata sviluppata da Tianjin Gongjianpai Auto Technology, start-up cinese sostenuta anche da capitali riconducibili all’ecosistema Xiaomi. Sul piano industriale il progetto è legato a JMEV, joint venture partecipata da Jiangling Motors, con relazioni che coinvolgono anche Renault per aspetti legati a omologazione e capacità produttiva.

Dal punto di vista tecnico, la filosofia è chiara: ridurre peso e complessità. Le dimensioni sono compatte (4,11 metri di lunghezza) e il design richiama la classica forma delle sportive anni Settanta, reinterpretata in chiave moderna. Il telaio è uno spaceframe leggero, le sospensioni adottano soluzioni tipiche del motorsport (push rod), mentre il pacco batterie da 60 kWh è posizionato tra abitacolo e asse posteriore per ottimizzare il bilanciamento.

Il risultato è un dato che fa riflettere: 1.365 kg, circa 500 kg in meno rispetto a molte sportive elettriche attuali. Un valore che, più della potenza assoluta, racconta l’ambizione del progetto.

SC01 elettrica sportiva

Prestazioni da supercar, feeling “vecchia scuola”

A livello propulsivo la SC01 utilizza due motori elettrici, uno per asse, per una potenza complessiva di 429 CV (320 kW) e trazione integrale. Un selettore permetterà al guidatore di selezionare a piacimento le opzioni con trazione anche anteriore o posteriore.

Le prestazioni dichiarate parlano di 0-100 km/h in appena 2,9 secondi, numeri che la collocano idealmente accanto a modelli più blasonati, inclusi le future sportive elettriche di Porsche o Lotus.

Ma il punto non è solo la velocità. Il team di sviluppo rivendica un obiettivo preciso: dimostrare che “le auto elettriche possono essere ancora grezze e meccaniche nel feeling”. Un’affermazione che va letta come presa di distanza dall’elettrico filtrato, pesante e iperassistito. Bassa massa, distribuzione dei pesi curata e sospensioni raffinate dovrebbero garantire una dinamica di guida diretta, pensata per chi ama guidare davvero.

SC01 elettrica sportiva

L’autonomia dichiarata secondo il ciclo cinese CLTC è di 311 miglia, circa 500 km. Un valore che, in WLTP reale europeo, è destinato a ridursi sensibilmente, soprattutto considerando l’indole sportiva dell’auto. Ma anche qui il messaggio è chiaro: la SC01 non nasce per massimizzare i chilometri, bensì per massimizzare le sensazioni.

SC01 elettrica sportiva

Coerente con questa impostazione è anche l’abitacolo. Niente maxi-schermi o interfacce invasive: la strumentazione è ridotta all’essenziale, con comandi pensati per il controllo diretto del veicolo. Una scelta che va in netta controtendenza rispetto alla digitalizzazione spinta delle elettriche moderne e che strizza l’occhio a un pubblico più purista.

Produzione italiana e strategia europea: solo 1.000 esemplari al prezzo di circa 61 mila euro

 

Uno degli aspetti più interessanti per il pubblico europeo, e soprattutto italiano, è che la SC01 destinata all’Europa sarà assemblata in Italia.
Il progetto segue un filone tecnico in parte indipendente rispetto alla versione cinese e prevede una produzione limitata a 1.000 esemplari, destinati a mercati selezionati.

Una quota sarà riservata anche ad attività motorsport, rafforzando l’immagine di un’auto più vicina al mondo delle corse che a quello dei grandi numeri. Il programma di validazione europea è iniziato all’inizio del 2025 ed è oggi nella fase conclusiva.

Resta il nodo del prezzo. In Cina la SC01 costa l’equivalente di 30-32 mila dollari, ma per l’Europa si parla già di una cifra intorno ai 61.000 euro, considerando adeguamenti normativi, produzione localizzata e tiratura limitata. Un posizionamento che la rende un oggetto da collezione più che un’alternativa di massa, ma anche una delle proposte più interessanti nel panorama delle sportive elettriche emergenti.

  • Guarda anche il VIDEO di Gabriele Jorillo

Visualizza commenti (7)
  1. che bello il design simil Stratos e altre vetturette anni 70 e 90

    1365 kg penso siano intesi netti, cioè senza altri 75 kg di guidatore e bagaglio nel sistema di pesatura EU; da paragonare ai 1455 kg di una e-208 auto da 4 metri e che ha una batteria di circa 340 kg, ipotizzo circa lo stesso peso della batteria della SC01

    la differenza rispetto alla compatta europea sarebbe di -90 kg per la S01;

    SC01 che magari avrà +30 kg di peso nel gruppo motore-riduttore-inverter, vista la potenza più che doppia, e per lo stesso motivo +30 kg nell’avere adeguati gruppi sospensioni e freni; ma a spanne avrà anche -30 kg perché ha solo due 2 porte, e altri -30 kg perché ha solo 2 posti, cioè meno sedili, vetri laterali e aribag

    fatte le somme, alla fine sul resto della scocca rimarrebbe ancora un risparmio di peso di -90 kg; una cinquantina mi pare si tolgono usando lamierati in acciaio migliore di quelli basici economici delle compatte europee..niente di troppo costoso fin qui….forse restano altri 40 kg da limare e allora qualche finezza sul telaio, e/o qualche parte in alluminio, la avranno fatta.. ma senza spingersi a soluzioni più costose, che avrebbero portato il peso molto più in basso, e il prezzo di listino più in alto

    alla fine, l’idea principale che li ha aiutati a non dover usare sistemi troppo costosi per scendere di peso, a me sembra che sia di aver scelto in controtendenza di realizzare questa sportiva in un taglia “piccola”, già questo li fa partire da pesi vicini a quelli di un auto segmento B di grande serie

  2. In teoria trovo molto condivisibile il concetto di essenzialitá tecnica anche se ormai – in piena era ADAS – temo non possa piú essere veramente messa in pratica (vedi anche recentissimo obbligo GSR2 per le nuove auto)
    Credo che dovremo “accontentarci” degli interni con meno infotainment e piú tasti fisici…

    In quanto all’accelerazione “estrema”, forse hanno pensato bene di produrre in Italia per sfuggire in parte alla probabile entrata in vigore (in madrepatria) della legge “anti prestazioni” https://www.vaielettrico.it/auto-elettriche-la-cina-mette-un-limite-alle-super-accelerazioni/

  3. un elettrico con senso pratico: funziono anche senza tutte le pug…e elettroniche “assolutamente necessarie” oggigiorno
    la stessa filosofia si può usare per berline, sw, hatchback.. no suv grazie.
    per me è si

    1. potrebbero andare in quel di reggio emilia.. reso vacante dai “proprietari” silk faw
      tutto da fare ma fuori dalle solite piazze

      1. Alessandro D.

        Ma va, se è una cosa seria la assembla qualcuno che già esiste, se ancora devono fare la fabbrica o sono dei pagliacci o sono l’ennesima truffa.

        1. commento ironico la prima parte (ricordo i titoli “silk-faw, sportiva elettrica cinese a reggio emilia” di qualche anno fa) sulla seconda invece, perché no? con i ritmi produttivi di cui si parla in articolo è fattibile, secondo me.
          dipende se è una “boutade” per vedere come reagisce in termini di vendita il pubblico alla sc01 (allora avrebbe senso appoggiarsi a una “carrozzeria” rinomata”) oppure creare una propria struttura “testa di ponte” per portare il marchio in tutta europa: un prodotto (benché cinese) costruito in italia avrebbe maggior valenza di uno assemblato in europa dell’est

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