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Sardegna, via alla moratoria sulle rinnovabili (e c’è chi vuole tassarle)

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La wind farm di Enel Green Power a Portoscuso, nel sud-ovest della Sardegna ( Sulcis-Iglesiente-Guspinese).
Charxcontrol

Come scritto e previsto (leggi qui) il consiglio regionale della Sardegna ha approvato la moratoria di 18 mesi sulle rinnovabili. Atto che dovrà fare i conti con la Corte Costituzionale. Ma c’è pure l’idea di tassare gli impianti di energia pulita. Scelta in controtendenza rispetto al resto del mondo. 

Alessandra Todde, presidentessa della Regione Sardegna

Freno a mano tirato sui nuovi impianti eolici e fotovoltaici

Con la norma approvata scatta il “divieto di realizzare nuovi impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili“.

La Sardegna, unica in Italia, utilizza ancora il carbone (il 75% dell’energia arriva da gas e carbone) e potrebbe essere così per altri 2/3 anni se non si riesce a realizzare le alternative.

La motivazione dell’approvazione della moratoria è soprattutto di carattere estetico come è facile capire fin dal titolo della norma: “Misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio, dei beni paesaggistici e ambientali”. L’impatto ambientale di eolico e fotovoltaico, viceversa, è abbastanza limitato.

Nel testo si legge un lungo elenco di aree interessate alla moratoria. Accanto alle aree urbanizzate si sommano, e ci sta, aree naturali protette, zone umide, aree di riproduzione, alimentazione e transito di specie faunistiche protette. Per arrivare alle “aree agricole interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità (Dop, Igp…)“, aree archeologiche e la fascia costiera. Insomma una estesa fetta del territorio isolano.

Dove è esclusa la moratoria: dall’ agrivoltaico alle Comunità energetiche

Lo stop non interessa, per fortuna, gli “impianti all’interno di progetti aventi ad oggetto il trasporto pubblico sostenibile“. Visto il totale ritardo nella decarbonizzazione e gli effetti disastrosi per la salute pubblica è il minimo che si potesse fare. Salvi anche gli impianti legati alla realizzazione di opere pubbliche; quelli per l’autoconsumo e le Comunità energetiche.

Salvacondotto anche gli impianti  agrivoltaici. Si specifica “con altezza minima non inferiore a 2,1 metri dal suolo e con una a dimensione massima di 10 Mwp“. Si intende, all’interno del mondo agrivoltaico, della soluzione più costosa e sperimentale che ha tanti pregi – permette di tutelare dagli eventi estremi piante e frutti – ma pure difficoltà da superare.

Attenzione nella stessa giornata – il 2 luglio – è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto per le aree idonee che concede 180 giorni alle Regioni per scegliere le zone dove installare gli impianti e offre ampi margini di discrezionalità pur nel rispetto degli obiettivi generali assegnati. Per la Sardegna si tratta di poco più di 6 GW.

Ad ambientalisti e comitati non basta

La legge del consiglio regionale sardo pone il freno, ma non accontenta i comitati che bocciano la moratoria perchè, secondo loro, non tutela il paesaggio sardo.  La presidentessa Alessandra Todde sottolinea che si vuole prendere tempo “senza provocare danni irreparabili al nostro ambiente, al nostro paesaggio”  e rimanda al “decreto regionale sulle aree idonee“.

L’opposizione di centrodestra si è astenuta, voto contrario del consigliere leghista che parla di testo inefficace che farà scattare numerosi ricorsi. Paradossalmente è la stessa posizione degli ambientalisti e anche dei comitati scettici sull’efficacia e la legittimità della legge. Questi ultimi chiedono di ridurre i 6 GW previsti nel piano energetico nazionale.

Nel mondo si  diffonde la carbon tax. Dalla Danimarca (leggi qui) all’Indonesia (leggi qui) si moltiplicano iniziative che mirano a colpire attività climalteranti e la produzione di energia da fonti fossili.

sardegna moratoria
(credit foto: Enel Green Power).

E in Consiglio spunta un ordine del giorno sulla “Rinnovabili Tax”

In Sardegna, invece, si vogliono tassare le rinnovabili. Solo un’intenzione ovvero un ordine del giorno (leggi qui) dal titolo: “Sull’istituzione dell’imposta regionale sulle produzioni di energia da fonti rinnovabili ed assimilate per gli impianti di tipo industriale“.

Nel mirino la produzione industriale. Perché questa scelta? “Le somme introitate disponibili ai comuni con previsione di riduzione del costo dell’energia elettrica per uso residenziale e per le attività produttive presenti nei medesimi territori“; ma anche “finanziare progetti di sviluppo sostenibile, infrastrutture, e miglioramenti ambientali”.

Ma non è più salutare per questi nobili obiettivi tassare le attività inquinanti a fonte fossile ben presenti in Sardegna?

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48 COMMENTI

  1. La Sardegna è una regione piena di vincoli ambientali, per verificare consultate il geoportale della Regione. Alla voce aree non idonee per rinnovabili. Tutto quello che sta accadendo non ha senso, le leggi ci sono e fanno fatte rispettare.
    Nessuno parla dei veri problemi che sono: gli incendi e la desertificazione della Sardegna. Un impianto agrivoltaico può essere veramente una soluzione alla desertificazione. Uso dell’ acqua controllata , ombra fluttuante per le colture etc.

    • Per carità ci può essere qualche progetto da cassare, ma si tratta di un’ondata che non fa i conti con la realtà

      • forse intendeva che i vincoli ambientali GIA’ ci sono, senza bispogno aggiungere altre normative capestro, e che l’agrivoltaico sarebbe persino di aiuto a ridurre la desertificazione e evaporazione dai terreri

        stesso uso Win-Win del fotovoltaico fatto in aree desertiche o quasi in Cina, in Spagna, in Africa

        • Infatti, i dati della Regione parlano di ampie zone con suolo sterile, verso la desertificazione

  2. Mi pare di aver capito dall articolo che si cerca di regolamentare un attività speculativa che poco ha a che fare con il clima (nonostante fonte pulita ) e trovo sia una cosa giusta, ma non si limita la produzione privata che viene fatta su superfici già urbanizzate cosa che andrebbe incentivata e renderebbe l energia indipendente dai vari sistemi costituiti.

    • Il problema è che non si può fare la decarbonizzazione solo con i pannelli sui tetti sulle case. Non si copre il fabbisogno delle singole case immaginiamo quello per tutti i trasporti, per tutte le attività produttive – dal bar alla lavanderie alle imprese – per la sicurezza energetica. Sono necessari obbligatoriamente impianti di tipo industriale. Ci sono speculazioni si va dal magistrato e si denunciano, ma non si blocca un sistema. Si controllano tutti i progetti, si sta parlando di moratoria su nuove installazioni, e se ci sono criticità si bloccano. Ma chi ha le carte in regola va avanti oggi, non domani, non dopo domani nè tra 18 mesi.

  3. “Nel frattempo, direi di estinguerla da nostro blog. Che ne dice?”.
    Solo perché la penso diversamente da lei?
    Complimenti per l’apertura mentale e le larghe vedute.
    Da giornalista, dovrebbe vergognarsi di aver detto una cosa del genere.

    • la centrale a carbone di Fiume Santo di proprietà EP Produzione cercano di prolungarla sino al 2028

      per motivi ignoti dal 2020 accede al “Capacity Market”, cioè oltre al ricavo dall’energia, prende altissimi incentivi statali (..di tutti gli italiani..) per il solo fatto di esistere

      del loro respondabili sono stati condannati per l’inquinamento massiccio delle baia marina dove dal pontile effettuavano malamente lo scarico del carbone dalle navi ( il carbone sino a poco fa veniva dalla russia )

      e in Sardegna c’è anche una lunga storia di discariche di ceneri e residui di miniera nell’area del Sulcis

      la proprietà EP Produzione usa i circo 170 impiegati (lavorano su turni) come ostaggi, invece di pensare a come reimpiegarli in altri progetti su rinnovbili, che nella stessa area pure ci sarebbero (scremando tra progetti fuffa e truffe e progetti invece solidi e in parte avviati)

      • nella fretta mi sono dimenticato un pezzo

        tra i progetti alternativi, cercheranno di fare il colpo gobbo, costruire al suo posto una centrale a metano anche un po’ più grande, possibilmente con fondi pubblici, e poi di accedere di nuovo al regime di incentivi del capacity market (come mi pare già altre centrali di EP Produzione a gas poste in italia)

        mentre con un po’ più di fotovoltaico e accumulatori installati nel frattempo in zona (per ora solo 38 MW di fotovoltaico) e nell’isola, i progetti sostitutivi per il “parco tecnologico di Fiume serra” virerebbero più su sulle proposte per una centrale a biomasse e su impianti pilota per idrolizzatori per idrogeno verde, e/o desalinizzatori (come avviene in Spagna per avere più acqua dolce)

  4. @Massimo Degli Esposti
    Fosse anche vera l’ipotesi contemplata nel rapporto che lei cita, piuttosto che vivere in un mondo senza bellezza preferisco estinguermi.
    Ci pensi anche lei, invece di avallare supinamente lo scempio che sta avvenendo nei nostri paesaggi con le torri eoliche e i pannelli fotovoltaici, che ormai si “coltivano” come i nostri nonni coltivavano il grano.
    ESTINGUETEVI, piuttosto!

  5. Mi scuso per il leggero fuori tema, ma leggo che Von der Leyen si è accordata con i Verdi (raggruppamento europeo). Ottimo, temo che per chi voleva fare passi indietro sulla via maestra della decarbonizzazione saranno altri 5 anni davvero duri e anche per chi voleva spostare il Ban del 2035.

  6. “L’Italia, per raggiungere il 20% di energia elettrica da fonti eoliche, dovrà adattarsi a riempire di aerogeneratori (alti più di 200 metri) una superficie pari all’intera regione Friuli Venezia Giulia. Per immaginarsi l’effetto finale basta snocciolare queste decine di migliaia di “eco mostri” lungo tutto l’arco delle elevazioni appenniniche. Non troveremmo più un paesaggio privo di quella soffocante muraglia rotante, spacciata, con una non lieve mancanza di pudore, come un’allegra “pennellata” di modernità”.
    Mark Z. Jacobson
    Professor of Civil and Environmental Engineering
    STANFORD UNIVERSITY

    Roscini, faccia urgentemente qualcosa per curare il suo senso estetico e la sua pseudo coscienza ambientale.
    La situazione è grave.

      • la citazione è falsa, pastrocchiata da blog spazzatura

        @Redazione
        chiedo: rimuovere le citazioni che si scoprono false per disincentivarle?

        questo Nick name è l’ennesimo di una serie, è un disagiato qui già noto repubblichino un po’ rimba e acidone che soffre di solitudine, e ci credo con questo carettere e idee di m… gli consiglio un cane o un gatto

    • Ognuno ha il senso estetico che si merita

      c’è chi respira smog
      e pensa che sia salute
      c’è chi oltre un secolo fa ha fatto impianti idroelettrici , che a confronto delle rinnovabili sono acqua fresca ..
      e tutto il paese ne ha beneficiato , perchè siamo stati fino apochi decenni fa leaders del settore in tutto il mondo.

      L’attuale campanilismo provinciale strisciante in odor di MEDIOEVO,
      in questo paese ci manderà in rovina

      le aziende elettriche italiane sono tutte a partecipazione statale
      di cosa avete paura ??

      l’eolico ha una durata limitata , un uomo che nasce oggi potrà vederne installate almeno 4 evoluzioni sul suo territorio
      portrà decidere quando avrà 20 anni se ci saranno tecnologie migliori , di sotituirle o eliminarle del tutto..

      perchè dovete decidere voi una minoranza di conservatori ottusi
      che posto dovranno avere nel mondo i vostri figli

      fate un Cespolo di referendum e non rompete con un senso esetico ..
      CHE NON ESISTE

      dovrete ANCHE spiegare , perchè produrre beni e servizi e ..
      VIVERE col carbone e il gas
      OGGI costa di più che con le rinnovabili

      ammesso che lo vinciate sull’eolico
      dovrete sempre spiegare che Cespolo c’entra l’accumulo ?

      a me risulta che Enel voleva smantellare una centrale a carbone e sostituirla con una di accumulo
      a me risulta che c’è un impianto sperimentale a compressione di CO2 energydome

      niente espansioni neanche per questo settore strategico ?
      niente , nemmeno sostituendo vecchie centrali a gas ?
      o tramite lo sfruttamento di vecche miniere abbandonate ?

      belle così ??
      est-Eticamente una FOGNA ..
      che puzza di bustarelle fossili ad anni luce dal sistema solare

    • Sei mai passato da Affi?
      Beh li ci sono sette pale eoliche e di brutto non c’è proprio nulla, anzi.
      In Ungheria dopo Gyor in direzion e Budapest c’è un corridoio di forse un centinaio di pale e non fanno per niente schifo.
      Chi fa schifo è chi per il proprio particolare interesse è pronto a sacrificare tutto e tutti.

      • tutte le settimane traverso la Toscana… a Pontedera (PI) passo accanto alle maestose pale eoliche della zona industriale (comunque a ridosso del centro , che è pure molto carino), vari campi fotovoltaici in zone non coltivate/coltivabili… ma se passo da Stagno (Livorno) con la sua raffineria ENI l’aria non è affatto consigliabile… come da annose proteste dei residenti nei confronti anche di ARPAT…. e subiscono pure i continui fumi neri delle tante navi in ormeggio al porto .. che sta avendo pure ampliamenti considerevoli; sarebbero richieste pale eoliche per alimentare le banchine e far spegnere i motori alle navi (da crociera, RO-RO, portacontainers) … ma al momento è tutto fermo..

        E dire che l’OLT (nave rigassificatrice) ormeggiata off-shore non si vede… che problema ci sarebbe a mettere anche pale eoliche galleggianti ?

        • giusto molto più impattante quell’odore terribile che rende la vita impossibile, per non parlare dei fumi cancerogeni delle navi

  7. “Le pale eoliche sono bellissime”.
    Mi sa tanto che non è solo la Todde ad avere un problema funzionale al cervello.
    Le pale eoliche (che esteticamente non hanno nulla a che fare con i mulini a vento) hanno ormai deturpato buona parte del paesaggio italiano e lo scempio, purtroppo, continua.
    Ciò detto, con l’avvento della Todde sembrava che in Sardegna fosse arrivato Kennedy.
    Cos’è, adesso? Non vi sta più bene?
    Eravate così contenti di aver cacciato i “fascisti” dalla stanza dei bottoni…ma, a quanto pare, l’entusiasmo è già finito.

    • se le pale eoliche sostituiscono centrali a carbone, depositi di gas e raffinerie ben vengano.

    • Si ,le pale eoliche ,sono BELLISSIME , forme essenziali e aereo dinamiche ;
      che che ne dica quel cazaro di Sgarbi ..
      confermo quello che ho scritto,
      se ai Romani avessero impedito di fare gli acquedotti ,
      “perché rovinavano il paesaggio” ..
      i paesaggi rupestri di mezza Europa non li avrebbero avuti come icona ESTETICA

      le pale eoliche sono le icone di questo tempo
      le NOSTRE icone
      in qualche paese lo sono in modo evidente già OGGI

      basta vedere l’uso massiccio che ne fa la pubblicità
      per rappresentare un mondo migliore ,se non fossero esteticamente “utili” non le userebbero ..

      un campo eolico è senz’altro dieci passi avanti a una centrale a carbone a gas o nucleare
      sia come estetica ,sia come funzionalità

      e c’è chi ne sta facendo attrazioni turistiche anche in Italia

      inoltre , ricordo un progetto eolico di Enel in Spagna
      che abbinava il parco eolico alla sorveglianza INCENDI ,
      in pratica , installazione di video e termo camere in cima alle torri eoliche , per segnalare tempestivamente
      gli incendi boschivi

      https://www.youtube.com/watch?v=gJhoH380Qlc

      https://www.youtube.com/watch?v=RCHfw0JyvlU

      my 2 cent di progresso esteticamente BELLO
      “perché la terra non la ereditiamo ,l’abbiamo in prestito dalle generazione future”
      (antico detto amerindio)

      • mi son sempre divertito ad attraversare i campi eolici on-shore: in Sardegna.. con la moto tutta inclinata per il forte vento laterale.. una lunghissima piega…in pieno rettilineo! In colline pisane… per nulla brutte da vedere sia da lontano che da vicino (basta non abitarci a meno di km altrimenti si sente il ronzio).
        Se ci fossero campi eolici off-shore secondo me sarebbero meta di gite in barca (nei limiti di avvicinamento consentiti dalle norme)… in Italia abbiamo ben 8000 km di coste ove scegliere i migliori posti… non visibili da terra ma abbinabili a molte zone produttive (industriali o agricole) che abbiamo….

    • Sono d’accordo, basta installazione selvaggia di impianti eolici che deturpano il paesaggio. Quando scendo in Puglia ho davanti agli occhi lo scempio che hanno fatto su una delle aree più belle dell’appennino. Ma tanto dirlo qui non serve a nulla. Quando l’ho fatto presente c’era chi rideva e paragonava quello scempio ai tralicci dell’enel in emilia romagna.

      • Basta metterle off-shore a 25-40 km dalla costa, visibili solo con il binocolo

        per quelle su terra è soggettivo; in generale va valutato luogo per luogo, poi alcuni Comuni sono contenti di affittare i terreni e pagarci i servizi

        in Puglia in passato leggevo hanno usato anche posti sbagliate, ad oggi non credo sia più possibile, l’iter per nuovi siti è già incredibilmente restrittivo

  8. Il problema è estetico ?
    ditelo al cambiamento climatico che è un problema estetico

    i mulini a vento sono una tecnologia millenaria , esistevano prima delle ciminiere del fossile
    e voi mi dite che ORA con tutti i problemi che da il fossile
    compresi quelli ECONOMICI oltre che CLIMATICI
    mi dite che è un problema estetico ???

    le pale eoliche sono bellissime ..
    e il cervello di certa gente non ha un problema estetico ..
    ha un problema FUNZIONALE

    se Todde fosse Grillo dovrebbe mandarsi aff. da sola

    ma purtroppo si nasce ambientalisti
    e si diventa un Di Maio o un Chicco Testa qualsiasi
    con il fossile come estetica

    disgusto e fastidio da un grillino della prima ora

    • PS
      parla la mia parte Razionale , le pale eoliche hanno una vita operativa di 20-25 anni
      off-shore molto meno

      basta mettere una condizione di smantellamento e riciclo a fine vita a carico del gestore
      se tra 20 anni non saranno più necessario i vostri figli decideranno di smantellarle e di non metterne di nuove

      lasciate decidere a loro
      oggi fate la cosa giusta per il pianeta intero
      e per la bolletta elettrica sarda e italiana

      • L’installazione di pale eoliche prevede il pagamento anticipato di una quota per il successivo decommissionamento.
        Come molte altre cose (pannelli solari, elettrodomestici ecc).

        • e anche solo per recuperare i metalli, rame, magneti al neodimio, acciaio, non si fanno pregare a venire a smontarle

          dovrebbe essere prevista anche la ricopertura del basamento in cemento armato, se non viene montata un’altra pala eolica

          • errore mio:
            il basamento viene ricoperto di terra e poi prato già durante la costruzione

    • Per carità si può fare a meno delle pale sulle cime del Gennargentu, sul Supramonte, vicino a certi monumenti. Ma di spazio è ricca la Sardegna, il vero problema non sono le contestazioni su singoli progetti, ma la richiesta da parte dei comitati di abbassare il target dei 6 GW. Attenzione perché non ci si deve basare sui consumi attuali ma fare la stima su una società decarbonizzata_ senza più riscaldamento fossile, senza più traghetti in porto con i motori 8e i fumi tossici) accesi. Insomma una società net zero ha necessità di tante rinnovabili

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