Sanchez o Meloni, chi ha la ricetta giusta per la crisi energetica?



Sanchez o Meloni, chi ha la ricetta giusta per crisi energetica? Il premier spagnolo (foto sopra) ha scelto: elettrificazione, energie rinnovabili e autonomia. La nostra premier insiste su gas e petrolio. Con un pellegrinaggio continuo nei Paesi produttori per trovare nuove forniture. 

Lo spagnolo: “Staccarci dai fossili non è solo una scommessa climatica”

Sanchez o Meloni
Giorgia Meloni, 49 anni, è Presidente del Consiglio dal 22 ottobre 2022.
La strategia della nostra premier la conosciamo. È ispirata in gran parte dal n.1 dell’Eni, Claudio Descalzi, e continua a puntare sull’importazione di idrocarburi. Sanchez è su una linea opposta e l’ha ribadito al vertice europeo di Cipro. Un sunto del suo discorsosi trova qui su X o sul sito ufficiale del suo governo. La Spagna, dice, ha chiaro il cammino: elettrificazione, energie rinnovabili e autonomia energetica. “Staccarci dai combustibili fossili non è solo una scommessa climatica: è anche una scommessa sulla nostra sovranità e sulla nostra competitività. E questa trasformazione richiede più investimenti in interconnessioni e in decarbonizzazione”, ha detto. Sanchez ha ricordato che, dall’inizio della guerra, in Europa il costo dell’importazione di combustibili fossili è aumentato di 24 miliardi di euro. Sostenendo la necessità misure comuni per affrontare la crisi e proteggere i più vulnerabili, le imprese, gli agricoltori e gli allevatori, esposti all’aumento dei prezzi dei fertilizzanti.

Sanchez o Meloni? “In Spagna l’elettricità costa meno…”

Sanchez o Meloni
Pedro Sánchez, 54 anni, guida il governo spagnolo dal giugno 2018.
In questa chiave, il premier spagnolo ha messo sul tavolo la necessità di una tassa coordinata sui profitti straordinari del settore energetico. Per finanziare poi le misure proposte dalla Commissione per affrontare la crisi. Allo stesso modo, Sánchez propone l’attuazione di un nuovo strumento, ispirato a RePowerEU, per sostenere con il bilancio europeo gli investimenti nella transizione verde. Non sono solo sogni o progetti quelli del premier iberico: già oggi la minore dipendenza dai fossili  (con più rinnovabili) si traduce in prezzi più bassi dell’elettricità. Da noi l’obiezione è sempre: ma in Spagna installare rinnovabili è molto più semplice che in Italia. Ci sono grandi zone scarsamente popolate e non coltivate in cui installare eolico e solare. Vero. Ma anche l’Italia ha grandi potenzialità inespresse, bloccate dai veti di una politica (nazionale e locale) che cavalca tutte le proteste. Senza mai trovare momenti di mediazione che possano far coesistere esigenze locali con sblocco degli investimenti. E così andiamo a cercare sempre più gas e petrolio, sempre più cari, in giro per il mondo. Con la Confindustria che addirittura vuole tornare al carbone.

Le italiche bugie sull’energia: VIDEO-INTERVISTA al prof. Armaroli

Visualizza commenti (21)
  1. Nello Roscini

    @cr1
    ricetta Portoghese
    iniziarono con la copertura fotovoltaica degli edifici pubbllici

    Pilastri della Strategia Portoghese:
    Edifícios Mais Sustentáveis (Edifici Più Sostenibili): Un programma chiave gestito dal Fundo Ambiental che finanzia fino all’85% delle spese per l’installazione di pannelli fotovoltaici e il miglioramento dell’efficienza energetica.
    Comunità Energetiche Rinnovabili (REC): Il Portogallo ha stanziato oltre 100 milioni di euro tramite il Piano di Ripresa e Resilienza (PRR) per supportare l’attuazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo.

    inoltre la fortuna di avere un oceano davanti hanno investito massicciamante nell’eolico offshore e non

    ora puntano a 80% di energia da rinnovabile entro il 2026

    insomma , mentre noi facevamo quella cazzata del 110% , proposta dagli “idealisti” del m5s, ma “stranamente” votata da FI e Lega
    facendo esplodere i costi dei materiali e della manodopera , facendo impiantini RIDICOLI PER I PRIVATI e spesso INUTILI e CONTROPRODUTTIVI per la rete
    loro facevano impianti medio grandi A GARA , con prezzi più “umani”
    gli edifici pubblici di Lisbona producevano più di qyello che cosumavano ,essendo uffici è normale, con l’energia in surplus orodotta hanno abbassato le tariffe alle famiglie in difficolta ..

    io ho fatto un impianto 4KWp di mia tasca ,a isola, pagato un terzo di quelli che hanno fatto DOPO con il 1110%

    trovate tutto in trasmissioni dell’epoca piùttosto “noiose” per i “faccio cose vedo gente” che si sono succedut ai vari governi negli ultimi 15 anni

    ad esempio:
    Le terre rare in Italia – Presadiretta 20/09/2021
    La finanza fossile – PresaDiretta 27/09/2021
    Portogallo, corsa alle rinnovabili – Presadiretta – 05/09/2022
    Blowing in the wind – Report 16/05/2022
    Sostituire le fossili con le rinnovabili si può? – PresaDiretta 21/03/2022
    Scacco matto alle rinnovabili – PresaDiretta 21/03/2022
    Italia, liberiamo le rinnovabili – Presadiretta – 11/09/2022
    Rinnovabili, consumo di suolo zero – Presadiretta – 11/09/2022
    PresaDiretta 202526 Chi ha paura delle energie rinnovabili
    l’Italia, oltre a eolico e fotovoltaico ha anche l’idroelettrico, che ci ha fatto sttare in testa alle classifiche di energia da rinnovabile per decenni in Europa
    ORA NO,
    inoltre abbiamo inventato la produzione elettrica da geotermico
    ma OGGI non la stiamo sviluppando adeguatamente
    si stima ” 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente,”
    fonte Enel Group

    insomma imho , l’Italia non ha saputo sfruttare una opportunità COLOSSALE per lo sviluppo del paese
    i governi di Centro Destra , Centro Sinistra , DESTRA ,unità mazionale si sono dimostrati INCAPACI
    o peggio , c’è il sospetto di essere solo ESCORT di;
    Zar Russi
    Sceicchi Rinascimentali
    Imperatori pagliaccii USA

    I governi regionali SI E NO positiva la Puglia ,parzialmente positivo il Lazio
    Pessima la Sardegna e l’Emilia con ostacoli e impedimenti per l’eolico

    “le mazzette in modica quantità” non risolveranni i problemi economici e energetici che sono strettamente legati in Italia ;anzi li aggraveranno ..
    buon nucuare a tutti

    i miei due elettroni di disgusto e fastidio

  2. Antonio gobbo

    Decisamente la ricetta di Sancez è la migliore, dovremmok fare anche noi tutto come fanno loro ….non solo le rinnovabili ma anche questo: La Spagna, è il primo importatore europeo di gnl russo. E la Ue a marzo ne ha comprato per 1,4 miliardi di euro, altro che il GNL USA

  3. Nello Roscini

    i dati macroeconomici di due paesi che un decennio fa erano messi peggio di noi , dicono che :
    la ricetta Portoghese a cui si sono ispirati gli Spagnoli , funziona da almeno un decennio ..
    quella italiana attaccata alla canna del gas co politici ESCOT di:
    Zar Russi
    Sceicchi Rinascimentali
    Omperatori pagliacci USA

    NO !
    NON FUNZIONA !
    e sono sicuro che ,un visionario come Mattei si rivoterebbe nella tomba a vedere il suo nome ancora ancorato al fossile nel 2026
    my 2 cent fi elettroni mobili

  4. Quasi ogni mese leggo di un nuovo marchio europeo o cinese che pianifica insta per aprire un nuovo stabilimento industriale in Spagna…
    “Sanchez o Meloni, chi ha la ricetta giusta…? ”
    Quasi ogni mese leggo di impianti italiani prossimi alla chiusura o con riduzione turni di lavoro e richieste di cassa integrazione…

    And the winner Is…..🏆🇪🇸

    Ai “nostri” (esponenti di governo o di Confindustria) solo carbone…portato dalla befana…
    Agli italiani tra poco non rimarrà che sperare di riuscire a spostarsi con la scopa volante 🧹 se non si risolve in poche settimane la crisi del Golfo.😭

  5. Dottore le segnalo una omissione che sicuramente verra prontamente corretta…la Spagna possiede 7 reattori nucleari

    1. Alessandro D.

      Reattori che però ad oggi, nel mondo reale e non in quello dei desideri (desideri bipartisan, sia chiaro), sono l’asso nella manica per poter dire che ha più ragione Sanchez della Meloni.
      Horribile dictu, ma tant’è.

      (cosa che peraltro mi infastidisce perchè Sanchez è un urfido sovversivo comunardo, wokista e senzaDio, il che mi provoca eritema, prurito e macchiette rosse al solo pensiero di dover dire che tutto sommato ha ragione)

      Ricordo l’articolo del profesor Milani

      https://www.vaielettrico.it/un-mondo-con-solo-fonti-rinnovabili/

      Dove questi dice apertamente che il problema è l’ultimo 10-15%, e dove senza giri di parole afferma che per “farcela” con le sole rinnovabili quel 10-15% circa va “sgraffignato” sostanzialmente tirando la cinghia e facendo “Power to gas” per l’inverno. Tecnicamente corretto, in pratica nel mondo reale, in mezzo alla gente reale che vota… Auguri.

      Ma è altrettanto vero che correre dietro al petrolio e derivati oggi come oggi è quantomeno miope.

      1. aggiungo che in quella simulazione “Scetur-1” di mix 100% rinnovabili, l’ammanco di energia elettrica annua del 10-15% (sovrastimato, ci arriviamo) è presente in inverno, per via dei consumi elettrici invernali aumentati dai riscaldamenti a elettricità

        se nella simulazione correttamente introduciamo che i riscaldamenti a elettricità saranno realizzati a pompe di calore (scaldano usando 1/3 della corrente) il picco di consumi di corrente in inverno si riduce moltissimo, tanto da poter ipotizzare consumi molto più alto e generosi per altri servizi che concorrono al totale dei consui elettrico (trasporti elettrificati, industria, etc) di elettricità e contenporaneamente mantenere l’ammanco per esempio entro il 3% del mix

        però il punto è che quell’ammanco di energia, che sia 10-15% oppure 3%, è concentrato in poche settimane invernali… sarebbe economicamente demenziale l’idea dei nostri politici incompetenti di colmare quell’ammanco con le pentole a pressione radiaottive

        perchè hanno una struttura dei costi che è all’ 85% spese fisse, cioè debito dei costi di costruzione+ quota fissa delle spese di gestione; non sarebbe un problema (anche le rinnovabili hanno 85% di spese fisse) se non fosse che nel caso dei bollitori all’uranio le spese fisse sono altissime

        un reattore da 1 GW potrebbe avere un debito di spese fisse di 1,2 miliardi l’anno, da ripagare sia che funzioni e venda energia per:
        – 7000 ore anno ( 80% delle 8765 ore annue) -> costo energia risultante oltre 170 €/MWh
        – 6000 ore anno ( 68% ) -> costo enegia risultante oltre 200 €/MWh
        – 3000 ore anno ( 34% ) -> costo energia risultante oltre 600 €/MWh

        è il motivo per cui anche la Svizzera, oltre alla Spagna, programma di dismettere la sua ultima centrale nucelare senza farne di nuove, hanno stimato che in futuro prossimo funzionerebbero solo nei mesi invernali, con costi inaccettabili in realzione al loro contributo

        ed è il motivo ben noto ai “tecnici” per cui il nuculare è doppiamente incompabile, sia tecnicamente per la modulabilità limitata, che economicamente per i costi fissi altissimi, con mix energetici evoluti in cui le rinnovabili siano già buona parte del mix (50-65% e oltre), cioè abbiamo già iniziato a coprire quasi totalmente anche il mitologico base-load, con l’eccezione di ammanchi in poche settimane all’anno in cui risulta più economico integrare gli ammanchi con fonti di energia flessibili e con basse spese fisse, es. del banale biometano (alte spese variabili ma basse spese fisse) , oppure dell’elettro-metano, come discusso nella simulazione

        un esempio più semplice è quello delle auto in famiglia, se per pochi giorni all’anno ti servirebbe una 3a auto in famiglia, o aggiungi una utilitaria con bassissime spese fisse; oppure quando serve chiami un taxi ( alte spese variabili ma nessuna spesa fissa), ma di certo non compri una bentley

        1. Alessandro D.

          Volendo dare una mia chave di lettura semplice ad un fenomeno complicato:

          Se le hai già accese, le centrali nucleari spegnile ma con mooooolta calma visto i tempi che corrono.

          Se non le hai già accese, lassa pèrd, punta alla fusione sul lungo periodo se proprio vuoi spendere soldi nel nucleare e nel frattempo vai di pale, pannelli come se non ci fosse un domani e un po’ di gas con le centrali che già esistono per fare il baseload.

          Altre soluzioni, su due piedi, che funzionino davvero e che non prevedano “decrescite felici” che sarebbero presto o tardi strapunite nelle urne, sinceramente non ne vedo.

          1. ..si è quello che conviene fare; per semplificare ulteriormente:

            – centrale nucleare nuova in Europa secondo più analisti dovrebbe vendere energia a 160-240 €/MWh… anche no grazie.. ci costano meno le già care centrali turbogas

            – centrale nucleare vecchia “già pagata dal nonno” sta in piedi vendendo energia a circa 70 €/MWh (stime EDF, credo comprensive di manutenzione ordinaria periodica), è conveniente; a parte in Spagna dove spesso il prezzo elettricità all’ingrosso è già più basso di così, e infatti li i gestori vorrebbero chiuderle prima di affrontare la prossima manutenzione ordinaria/straordinaria (es. estensione di utilizzo oltre i 40 anni)

            – ps.: non è detto che la fusione sarà economicamente competitiva..

            quello che volevo precisare sui mix rinnovabili è che la simulazione di ASPO-Scetur-1 ha un errore nelle ipotesi di partenza che porta poi a dover introdurre limitazioni sui consumi per far quadrare i conti

            correggendo quell’errore (se trovo il tempo rendo più chiari un po’ di grafici di verifica e ne riparliamo meglio qui), o guardando alle simulazioni più recenti, il mix 100% rinnovabili può facilmente coprire consumi nazionali molto più alti, anche sovrabbondanti, come piace all’utente medio che di efficenza e risparmio energetico non ha molto voglia di sentir parlare 😉

    2. Luca Marcuzzi

      La Spagna ha attualmente 7 reattori nucleari attivi, distribuiti in 5 centrali, e ha già programmato la loro completa dismissione entro il 2035.

      La Spagna ha deciso di chiudere progressivamente tutte le centrali tra il 2027 e il 2035, secondo un calendario già definito e confermato più volte:
      Almaraz I → chiusura nel 2027
      Almaraz II → chiusura nel 2028
      Ascó I e Cofrentes → intorno al 2030
      Ascó II → 2032
      Vandellós II e Trillo → 2035

      Il nucleare copre oggi circa il 20% del fabbisogno elettrico spagnolo, che dovrà essere sostituito da rinnovabili, pompaggio idroelettrico e batterie.

      1. Spero per loro che traggano insegnamento dalla Germania, dove tale scelta ha messo in ginocchio l’industria con costi energetici schizzati alle stelle

          1. occhio quello è un blog che avevo segnalato già altre volte fare grassa disinformazione

            mischia articoli mediocri ma verosimili sul petrolio, con cui accrediatarsi come “esperto” di energia presso i lettori, con altri articoli invece con grezze bufale disinformanti contro le rinnovabile e per spingere invece la truffa nuculare;

            apparentemente, in base allo schema di inserimento delle forzature, da pubblicitari-markettari, penso sia un blog che riceve contributi economici per fare questa disinformazione e per pagarsi le spese

          2. Di solito non esprimo giudizi sul lavoro dei colleghi. Noto però che negli ultimi 10 anni il prezzo dell’energia elettrica è raddoppiato anche in Italia, che pure nel 2010 non aveva più alcuna centrale nucleare in funzione.

    3. Sette centrali nucleari per le quali la Spagna ha pianificato la chiusura tra il 2027 ed il 2036 (concordo con quanto detto dal sig. Marcuzzi). Vorrei aggiungere che questa non è una decisione presa alla leggera: la Spagna ha un grosso problema legato a quelle che attualmente sono stimate 8000 tonnellate di scorie nucleari di 3a categoria (uranio e plutonio), scorie che hanno un tempo di decadimento di decine di migliaia di anni e che sono destinate ad aumentare raccogliendo quelle dovute al funzionamento ed alla successiva chiusura delle summenzionate centrali. Scorie che attualmente sono stoccate in depositi temporanei presso le centrali stesse e per le quali non è ancora stato identificato un sito dove poter realizzare il deposito sotterraneo definitivo.
      Per quanto riguarda la nostra Italia, 15,7 tonnellate di tali scorie sono temporaneamente dislocate in depositi superficiali temporanei, mentre lo Stato paga qualcosa come 120 milioni all’anno a Francia e Gran Bretagna per tenersi temporaneamente le altre nostre 1800 tonnellate.

  6. Non so se il cordone ombelicale delle partecipate Eni ed Enel con lo Stato sia la causa principale di questa scelta forse si farebbe prima convincere Eni ed Enel a far installare le rinnovabili così si cambia strada nel campo delle rinnovabili esiste le struttura a spalliera che in agricoltura sarebbe una manna.
    Smettete di farci vedere i soliti vecchi fotovoltaici a terreno non è là realtà.
    Se lo stato dà la priorità alle rinnovabili lo spazio si trova basta solo un minimo di buon senso. Quelli che si lamentano dei paesaggi deturpati a 60 km dalla costa gli mettiamo i generatori a gasolio.

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