Salone di Venezia poco brillante, cosa abbiamo visto di elettrico

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Il nuovo sindaco di Venezia Simone Venturini ha confermato il sostegno al Salone Nautico per i prossimi cinque anni ed esultato per le presenze. Noi, che ci siamo stati, questa esultanza tra gli operatori non l’abbiamo registrata. La presenza delle aziende dell’elettrico non cresce in modo significativo e tante italiane non partecipano. Per di più se Actv continua a non mettere in acqua nemmeno un vaporetto elettrico, è inevitabile che l’evento appaia come un’operazione di facciata, più vicina al “greenwashing” che alla vera transizione. Fatta questa doverosa premessa, vediamo chi c’era e le novità esposte.

Una barca elettrica a 67mila euro dalla Bulgaria con Helios Marine

La Cina sta cambiando il mercato europeo dell’elettrico con una strategia semplice e potentissima: modelli di buona qualità e prezzi accessibili. La nautica, però, è un’altra storia. La barca — esclusi i mezzi da lavoro — resta un bene accessorio, e il prezzo di molte imbarcazioni elettriche continua a essere proibitivo per chi vorrebbe davvero investire nella navigazione a emissioni zero.  In questo scenario arriva dalla Bulgaria, dal cantiere Helios Marine, un’offerta interessante: Omega 7.2.

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La barca elettrica Helios Omega in Laguna

Denitsa Veleva di Helios Marine, a bordo dell’Omega 7.2  ci ha spiegato che la missione dell’azienda è «rendere la navigazione più accessibile e sostenibile». L’imbarcazione è dotata di pannelli solari, la batteria da 36 kWh di capacità espandibile con batterie supplementari, il motore è da 50 kW. L’autonomia?  «Varia dai 200 ai 300 km ma in condizioni favorevoli può diventare “virtualmente infinita” grazie ai pannelli solari». Naturalmente, sottolineiamo noi,  a bassa velocità.

Quali pannelli solari montare in barca? I consigli utili

Si punta anche sulla digitalizzazione. «Tutte le funzioni della barca — guida, ancore, luci, telecamere — sono gestibili tramite app, che permette anche il monitoraggio da remoto con allarmi in caso di movimenti sospetti. Helios Marine sta inoltre sviluppando un sistema di riconoscimento degli oggetti in acqua per supportare l’autopilota. Al Salone di Venezia, l’Omega 7.2 l’abbiamo proposta a un prezzo promozionale di 67.000 euro». Una leva per rendere più accessibile il mercato.

La plastica si raccoglie con la barca elettrica, le moto d’acqua per le forze dell’ordine

Se sui mezzi di trasporto elettrici Venezia con Actv è all’anno zero, anche in termini di sperimentazione, si muove qualcosa sui mezzi di lavoro. Leonardo Narduzzi, imprenditore di  Belisama Yacth,  ha solo 25 anni ma dopo la presentazione del prototipo nell’edizione precedente quest’anno ha presentato il CyberCat 70 che pulirà le acque della Laguna dalla plastica, dalle alghe e da tutti i rifiuti galleggianti. Una barca è stata già venduta a Veritas, l’azienda del Comune di Venezia. Ottimo risultato. «Si tratta di imbarcazioni dotate di motore elettrico  Yamaha Harmo che permettono altissima manovrabilità, zero emissioni e di lavoro in silenzio». Caratteristiche necessarie per la Laguna e non solo.

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La presentazione di CyberCat la barca per la raccolta della plastica in Laguna

Una presenza storica per il Salone quella di Aqua SuperPower. Il country manager Italia Michele Bolpagni conferma il sostegno dato alla manifestazione con le colonnine di ricarica. «Abbiamo supportato ExploMar, Frauscher e Repower», barche con grandi motori e necessità di energia. Interessanti come si vede dalla foto i carrelli mobili  da 40 kWh «ideali per fiere, eventi e cantieri. Le colonnine fisse restano però il nostro core business, insieme alla vendita di energia e a tutti i servizi di ricarica dedicati alla nautica elettrica».

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Il carrello per la ricarica di AquaSuperpower

La novità per il Salone di Venezia sono le moto d’acqua elettriche, la Taiga Orca P2  oltre alla VX3 a tre posti. «L’interesse è forte soprattutto da parte delle istituzioni e dei corpi di polizia, che vedono nelle moto d’acqua elettriche una possibile svolta per i propri servizi».  Se pensiamo ai servizi nei luoghi affollati emergono la mancanza di emissioni e la silenziosità della moto d’acqua a batteria.

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Le moto d’acqua elettriche di Taiga Motor

La navetta svizzera con foil italiano simile a Candela P12

Simile esteticamente e nell’uso al Candela P12  si è presentato a Venezia MBFY-S un 12 metri che ospita 12–20 passeggeri attualmente in costruzione in Portogallo e in programma di lancio entro la fine dell’anno. Il progetto è degli svizzeri del team MobyFly mentre i foil sono italiani  con la firma di Three60° che hanno pensato anche alla stazione d’attracco dedicata.  Ancora Italia in questo progetto grazie alla collaborazione con Lo Studio M.

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MobyFly, la navetta elettrica con i foil

Allo stand Alessandro Bezzi di Three60°: «Ad oggi è stata prodotta un’unità dimostrativa che naviga sul lago di Ginevra, ora se ne sta realizzando un’altra. L’idea è quella del trasporto passeggeri che può essere applicato a diverse realtà come quella di Venezia, grazie al foil  si riducono  i consumi». Come definirlo? In un contesto come quello veneziano può lavorare come un taxi boat.

La sinergia di Boatee con Xtramarine

Abbiamo già scritto della presenza di  Boatee al Salone, il  fondatore Cesare Malescia racconta a Vaielettrico  un dato importante: «Ho venduto decine di fuoribordo in Austria grazie alle norme che interessano i laghi, pochissimo in Italia». Non stupisce siamo ultimi per numero di auto elettriche e non può essere diversamente. Al Salone si propone in associazione con Xtramarine, l’azienda che presenta il catamarano gonfiabile X Fun. Spinto da Boatee Smart 1.3 «un progetto tutto italiano, nato nel lago di Como,  in alluminio e ultraleggero: pesa solo sei chili. Una potenza equiparabile a un 4 CV quindi adatto a X Fun ma anche a piccoli tender o per le barche a vela nelle manovre di ingresso e uscita dai porti. Alimentato da una batteria esterna garantisce un’autonomia di sei ore alla velocità di tre nodi».

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Il catamarano gonfiabile della gamma XFun spinto dal fuoribordo Boatee 1,3

Giuseppe di Xtramarine racconta la novità X Fun 300 «della linea X Fun e il fratello maggiore ha vinto di recente il Compasso d’Oro (prestigioso riconoscimento per il design Ndr). Risponde alla nostra filosofia di barca nella borsa.  Pesa 35 chili e porta fino a quattro persone, si può inserire il tendalino, abbiamo uno spazio a bordo di 2,60 x 1,50 metri».

Vulkan il laboratorio energetico e il battello per il Tamigi di Londra. AS La Bruna e i motori

Nell’edizione precedente abbiamo documentato il retrofit del primo Vaporetto ibrido veneziano a cura di Vulkan. Nel 2026 non mancano le novità per il gruppo. Il project manager Andrea Vianello ci ha accolto a bordo di LaboBoat, il primo laboratorio galleggiante dove si sperimentano diverse tecnologie propulsive a basse o zero emissioni. Un mondo tutto da scoprire.

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Nello stand sono presenti le schede dei diversi progetti e anche qui emerge, un discorso che vale per tutti i marchi,  che quello che non si fa in Italia si realizza all’estero come Silver Raven, il battello elettrico per il trasporto passeggeri turistico sul Tamigi a Londra.  Insomma il Gruppo riesce a proporre un’offerta differenziata e soprattutto oltre l’ibrido una soluzione a emissioni zero.

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Nello stand di Vulkan i progetti realizzati dal Gruppo

Immancabile la presenza di AS Labruna al Salone. Avevamo già visto nello stand aziendale  i potenti fuoribordo cinesi ExploMar. Alla Green Parade  interessante il test sottolineato dal partner cinese: «Con il 600cv si è  utilizzato solo il 10% di capacità della batteria SOC per un viaggio di oltre un’ora». La capacità a bordo è di 250 kWh e l’autonomia non è più un problema e infrastruttura di ricarica permettendo si possono vivere traversate marine a medio raggio.

Venezia No Watt: l’unica barca elettrica da turismo finisce sotto sequestro

Una citazione, ma approfondiremo il tema prossimamente, ai veneziani di GreenVenergy che hanno sviluppato un sistema di messa in sicurezza delle batterie molto interessante e non solo per le barche elettriche ma anche per le ibride e gli yacth che ospitano a bordo attrezzature o water toys elettrici.

I premiati della Green Parade

Ricordiamo i premiati da Assonautica nella Green Parade.  Quello Immagine è stato assegnato ad AS Labruna con Arcistratega, mentre l’ Ambiente è andato a Belisama Yacht per Cybercar 80. Il Premio Economico ha visto vincere Xtramarine con X‑FUN 300, e quello Tecnologico è stato attribuito a Nautica Feltrinelli per il Frauscher X Porsche 790 Spectre. Il  Lunga Rotta è stato conferito a Taiga Motors Inc. con Orca P2, il Premio Accessibilità nuovamente ad AS Labruna con Arcistratega, mentre il Premio Ricerca è andato a Helios Yachts per Helios Omega. Infine, il Premio Venezia è stato assegnato a 4 Venti con Sun Kiss.

Questi gli elementi più interessanti della nostra visita al salone, che ha proposto anche l’esposizione della barca di Sealence, i fuoribordo ePropulsion nello stand di Selva, le soluzioni di  Ampereship, i fuoribordo Momentum e poi il mondo della vela che ha annunciato nuovi sistemi a batteria. La visita è stata l’ennesima conferma, in Italia si parla di elettrico, si espone, si fanno eventi ma poi nella realtà quotidiana si è bravi a creare ostacoli e rallentare la transizione.

  • LEGGI anche: Non tutte full electric, ma tutte elettrificate e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Non sono d’accordo, da buon Veneziano ci vado ogni anno e non ho visto una esposizione sotto tono, anzi . Ovvio ad una fiera nautica la fan da padrone le barche di lusso e i natanti da 30 metri non ne mancavano; prodotti d’alta gamma firmati dai più importanti cantieristi italiani. Come per le auto di lusso anche per le barche di lusso il problema dell’elettrico è un non problema perché se non hai la pecunia per gestire e mantenere quei gioielli il ripiegare su motore EV e batterie non serve a nulla il superbollo è stato abolito (mentre per le euro rimane) ma lasciarle in ormeggio in darsena + manutenzione ordinaria viaggi a partire dai 5 k Fiano ai 10 metri ma lasci giù anche 20k anno per barche più grandi a seconda dove ormeggi e spesso i proprietari manco le guidano, si prendono un capitano . Se i natanti EV mancano è perché semplicemente non c’è richiesta.

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