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Rovereto: l’e-pizza si consegna con 4 Smart convertite

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La pizza a Rovereto si consegna in elettrico. Un investimento economico per Maurizio Pergolis di Pizza Service che invece di rottamare le sue 4 smart del 2002 ha puntato sul retrofit.

Conviene o non conviene il retrofit? La risposta non è mai uguale. Dipende dall’uso che si fa del veicolo. La scelta di Maurizio Pergolis, 25 anni di pizza a domicilio a Rovereto in provincia di Trento, sembra quella giusta sul lato contabile. “Ho iniziato nel 1995 con l’Ape Piaggio, nel 2002 ho acquistato 4 Smart che hanno macinato dai 300 ai 400 mila chilometri. Ho anche cambiato dei motori”. L’imprenditore delle pizze, più una lavanderia, ha deciso così di affidare le 4 Smart al retrofit della Newtron di Messina.

Retrofit da 9 mila euro per ogni Smart

Meglio comprare delle smart elettriche nuove? “L’operazione mi costa 9 mila euro per veicolo, mi hanno consegnato un mezzo e stanno lavorando sul secondo. Recupero le auto che, a parte il motore, sono in buone condizioni”.

L’investimento sul nuovo, anche con eventuali sconti, per Maurizio poteva costare circa il doppio. “Prima il pieno era da 35 euro, ora me ne bastano 2, con il gasolio la spesa mensile varia dai 1200 ai 1300 euro. L’assicurazione è passata da 540 a 228 euro, poi i risparmi sui bolli e sui parcheggi. Per entrare in centro servono le autorizzazioni, ma quando devi gestire 4 auto ti poi dimenticare il rinnovo e arrivano le multe”. Per Maurizio la pagella è positiva: promosso l’elettrico, promosso il retrofit.

Le colonnine pagate dalla Provincia di Trento

La colonnina collocata in pizzeria

Prima di decidere la svolta con la presa Maurizio si è attrezzato con la colonnina. Per sua fortuna abita a Trento: “Ne ho una in casa finanziata al 100% dalla Provincia, sono passato ai 5,5 kW e la bolletta mi costerà una quarantina di euro in più all’anno. In azienda, sempre con finanziamento al 100%, ho una colonnina da 11 kW”.

Fanno i 75/80 km/h per un’autonomia di 80 km

Tenere cariche e pronte all’uso 4 auto rappresenterà un’impresa? “Lavorano per me tre ragazzi. Quindi nel mio piano c’è sempre un’auto in carica. Viste le nostre esigenze con la prima Smart il risultato è positivo. Non fa i 100, ma ci accontentiamo dei 75/80 e di un’autonomia di circa 80 km. Riusciamo ad organizzarci e fare le consegne anche nei paesi a 10 km di distanza”.

Ha iniziato con 2 Segway, li ha dovuti vendere

Per Maurizio, in attesa delle altre tre Smart, la scelta è quella giusta. Lui è un imprenditore che ama sperimentare: “Avevo 2 Segway per farmi pubblicità, promuovevo pizzeria e lavanderia, ma i ragazzi che li usavano spesso tornavano con un verbale. Una legislazione  confusa, li ho venduti ad un bolognese che li usa in Spagna. Un peccato io l’impiegavo d’estate per fare i 7 km che mi separano da casa ”.

 

Il food delivery sempre più elettrico, il caso Cooltra

Interessante l’esperienza di Maurizio,toglierà 4 stufe inquinanti dalla strada, ma il settore dell consegne di cibo – il food delivery – oltre che sulla volontà dei piccoli imprenditori conta sui grandi numeri delle grandi marche.

In Italia sta avendo riscontro il servizio offerto da Cooltra, azienda che punta sugli scooter elettrici: “Domino’s Pizza utilizza più di 100 scooter elettrici Cooltra (e altri ne sono già stati ordinati per gli store di imminente apertura) – fa sapere l’azienda – nei punti vendita di Milano, Sesto San Giovanni, Bergamo, Bologna, Modena e Torino”.

Il servizio di noleggio è stato acquistato anche da Supermercato24, collabora con i principali marchi della grande distribuzione in 30 province e oltre 400 comuni, poi Pony Pony, servizio dedicato esclusivamente al settore HO.RE.CA. Infine la nuova arrivata iCarry che utilizza una flotta di scooter elettrici Askoll  su Milano, Roma e Torino.

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