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ROST lancia Saturno: il motocoltivatore elettrico

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Macchina agricola elettrica
ROST motocoltivatore

ROST  è un’idea di vent’anni fa; ma solo oggi è pronta a sbarcare sul mercato. Si tratta di un motocoltivatore elettrico  multifunzione a 4 assi frutto della dedizione di Stefano Fiorani e del socio Roberto Caraceni

Nel 2015 si inizia a far sul serio, si concepisce Saturno 2 e viene riconosciuto il brevetto. Il progetto è su carta. Stefano Fiorano e Roberto Caraceni devono faticare 4 anni per realizzare la macchina tanto sognata.

ROST punta alla rete commerciale

Macchina agricola elettrica
Il motocoltivatore elettrico Saturno della ROST

Ora la macchina c’è. “Siamo concentrati nel far partire la rete commerciale per poterla vendere in tutta Italia”. Saturno è offerto con tre modelli diversi che vanno dai 4 mila agli 8 mila euro di quello più sofisticato.

Stefano e Roberto spiegano le declinazioni di Saturno 2 disponibile in 3 motorizzazioni: EASY (800W), PROFESSIONAL (1200 W) e TOP (1500W). Alimentati da batterie al litio da 48 V prodotte da un’azienda di Imola: l’Aliant.

La macchina può essere utilizzata nei vivai, in serra, negli agriturismi e in piccole coltivazioni biologiche. Attenzione all’autonomia: circa 1 ora e mezza. Sulla sicurezza? “Abbiamo conseguito tutte le certificazioni di legge”.

La comparazione con un modello diesel

Ci sono i benefici ambientali e per la salute del lavoratore, fondamentali soprattutto quando si lavora in spazi chiusi come le serre; e  “il ridotto impatto acustico”. L’elettrico ecologico, ma pure economico secondo gli imprenditori che propongono una comparazione con un modello diesel. La base del prezzo di entrambi è di 7 mila euro. Ma vediamo i calcoli spalmanti su vent’anni di utilizzo: “Il costo di manutenzione è quasi assente a parte il decadimento della batteria agli ioni di litio. Una da 2 kWh  con 3000 cicli carica-scarica ha una vita  di circa 10 anni”.

Le batterie sono poi da sostituire: “Con i prezzi attualmente praticati sul mercato possiamo indicare che per coprire un periodo di lavoro di 20 anni occorrono 2 pacchi batteria da 2 kWh che attualmente costano sui 3000 euro. Il primo è incluso nel prezzo di acquisto della macchina”.

La differenza arriva dal costo dell’energia e da quello della manutenzione: “Se si dispone di un impianto fotovoltaico il costo dell’elettricità è trascurabile (4 centesimi/kWh), ma supponiamo di acquistare l’energia elettrica dalla rete a 20 centesimi a kWh. Lavorando per un’ora al giorno per 20 anni abbiamo circa 6.000 ore di lavoro”.

Con ROST 4.970 euro, 16 mila il diesel

Nella tabella per il modello diesel il costo in 20 anni è pari a 16 mila euro ovvero 9 mila di carburante, 1000 di manutenzione, 6 mila di “decadimento” della macchina contro i 4.970 di Saturno: 3mila della batteria, 50 euro di manutenzione e 1.920 di energia.

Stefano Fiorano

Un altro beneficio messo in evidenza dai titolari di ROST è la vita prolungata di Saturno: “Trascorsi 20 anni la macchina termica è da riacquistare mentre con la nostra basterà rinnovare le batterie che fra 20 anni si presume saranno più efficienti, ecologiche, economiche e con una durata più lunga”.

Roberto Caraceni Bene per l’ambiente, bene per la salute di chi la usa, ma consigliamo di lavorare sull’estensione dell’autonomia per ampliare l’uso professionale della macchina.

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11 COMMENTI

  1. Con 7000 euro compri un motocoltivatore diesel da circa 16 cavalli, che può lavorare 24 ore al giorno, non un ora e mezza, e invece di 1500 watt ne rende quasi 12000, cioè in neanche venti minuti fai il solito lavoro dell’altro in un’ora e mezza. Tra parentesi un buon motore diesel, se tenuto bene, dura assai più di 20 anni, e con i prezzi attuali con 3000-4000 euro ne compri uno nuovo e di qualità (16-20 cavalli). Non conoscendo il prodotto non do giudizi, ma il paragone col diesel è fuori dal mondo.

    • Grazie del contributo Gianluca, ma una macchina diesel in una serra (una delle indicazioni per l’uso di questo motocoltivatore da parte dei titolari) non dovrebbe neanche essere permessa. Quindi obbligatoriamente la scelta, secondo me, dovrebbe essere  elettrica. A prescindere dalla marca e dal costruttore.

      Gli imprenditori di questa start-up indicano poi le piccole coltivazioni biologiche ed in anche in questo caso  per essere coerenti non si dovrebbe usare un motore termico ad idrocarburi.

      Il prezzo d’acquisto è più alto? Consideriamo che si tratta di una piccola azienda, con un processo di industrializzazione i prezzi  sarebbero diversi, ma con un uso intenso vi è un risparmio sostanziale che porta a recuperare nel tempo il differenziale di prezzo.

      Sull’autonomia ha ragione dovrebbe essere più alta, come ho scritto, per permettere la possibilità di lavori più impegnativi. 

      • Questa macchina con un ora e mezzo fa il lavoro di un diesel di otto ore, con congruo risparmio di tempo e di fatica!

  2. Prima di commentare bisognerebbe avere l’ umilta’ di conoscere la macchina in maniera completa magari visitando il sito http://www.rost.srl.
    Il confronto dei costi e stato fatto con macchine che io personalmente ho acquistato e lavorato per piu di 20 anni e ci ho messo degli errori voluti proprio a svantaggio di saturno.
    Lavorare con un motocoltivatore tradizionale per 16 ore al giorno ci vuole superman. Comunque grazie per il commento il prossimo anno saturno lavorera’ con comando da remoto tanto se non lo facciamo in italia sara ben contento qualcuno di copiare la macchina e produrla in Cina.

    • Grazie Stefano del tuo intervento, ma visto che questo è il tuo debutto nel mondo dell’elettrico ti dico che è normale avere un confronto con un pubblico scettico verso una nuvoa tecnologia. Una cosa che non ho riportato, ma reputo importante è la possibilità che offrite di testare la macchina. Chi è interessato trova i riferimenti nel sito.

  3. Le lame controrotanti sono gia’ un brevetto giapponese (honda)
    Non possiamo utlizzare una tecnologia brevettata da terzi.

  4. Complimenti per l’idea, lavorando spesso un motocoltivatore apprezzo tantissimo poter lavorare in silenzio. Per il resto condivido il vostro ottimismo e peccato per chi lo biasima sembra di leggere le stesse critiche alle auto elettriche. Chissà se questi tornerebbero al telefono a gettoni….

    • Grazie del contributo Gianmarco, inoltre lavorare al chiuso come le serre è altamente pericoloso alla lunga per i polmoni dei lavoratori

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