Home Tecnologia & Industria Si chiama aerRobotix, ma i suoi droni vanno in acqua

Si chiama aerRobotix, ma i suoi droni vanno in acqua

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I droni  stanno conquistando spazio e sostituendo altre macchine/veicoli  in numerosi ambienti. Per esempio nei laghi e nei fiumi. La storia di aerRobotix.

Nel linguaggio comune è un drone acquatico o drone navigante, ma il suo creatore preferisce parlare di natante robotizzato o idrografico. E bisogna utilizzare il plurale perché l’ingegnere Pierluigi Duranti di natanti ne ha sfornati diversi, un impegno arrivato dopo una vita a lavorare nel settore aeronautico. Nel 2010 invece di ritirarsi ai giardinetti o fare l’orto l’ingegnere ha riaperto i cassetti e tirato fuori i sogni tecnologici ed imprenditoriali di una vita. Così è nata aerRobotix.

Pierluigi Duranti

“Siamo una società ingegneristica” spiega l’ingegnere ripercorrendo la storia aziendale “Esistiamo da 8 anni, da quando ho lasciato l’industria aeronautica e non avevo voglia di tirare i remi in barca. Abbiamo iniziato a sviluppare la tecnologia del mezzo, nei primi tempi, ma contemporaneamente si è cercato di capire i campi applicativi più interessanti”. Oltre la macchina serve individuare il mercato potenziale ovvero i clienti.

Si sviluppano così alcuni prototipi e si sondano le diverse applicazioni: “Per prima si è dimostrata efficace la mappatura battimetrica – spiega l’ingegner Duranti – ovvero la misura della profondità del fondo dei bacini che viene effettuata con eco scandagli in modo da ricavare una fotografia della distribuzione  di profondità del fondale”.

Natanti per monitorare il fondale dei bacini idroelettrici

Sono tecnologie utilizzate nelle dighe e nei bacini idroelettrici: “Ovunque ci siano degli sbarramenti, il fiume porta a valle dei sedimenti che si depositano – prosegue l’ingegnere-; lievitano negli anni e riducono l‘efficienza delle dighe”. Il problema c’è e bisogna monitorare il fenomeno: i droni/natanti acquatici sono lo strumento. “Lavoriamo anche per i grandi gestori di impianti idroelettrici, per esempio Enel ed Iren, tenendo sotto controllo la crescita dei fondali con i nostri droni. Un’altra applicazione si ha nelle cave estrattive in falda: qui si misura il volume del materiale scavato – dice Duranti – I nostri clienti sono gli enti di controllo e i gestori dei siti”.

I sogni nel cassetto funzionano e hanno mercato, grazie ad alcuni caratteristiche originali dei droni : “Sono lunghi 1,80 metri quindi piccoli e facilmente trasportabili anche in zone impervie. Sarebbe più complesso e costoso raggiungere un lago alpino con una barca a motore e lavorare con 2/3 persone a bordo – prosegue l’imprenditore -. Con un operatore a terra garantiamo la sicurezza, il contenimento dei costi del personale e il risparmio anche sul lato carburante perchè sono mezzi a propulsione totalmente elettrica“. Un dato utile anche per l’impiego nelle aree protette.

CatOne per individuare i corpi

Uno dei punti di forza di CatOne – il nome evocativo di uno dei droni/natanti – che ne hanno consentito il brevetto sono le eliche aeree: “Non sono immerse nell’acqua e, dunque, evitano di impigliarsi nella vegetazione, nei detriti affioranti o nelle formazioni algali ; si evita così la possibilità di arrestare la missione. Possono quindi operare anche su fondali molto bassi. sottolinea Duranti -. L’ autonomia è di circa 4 ore con il modulo base, estendibile aggiungendo dei pacchi batterie”. E’ possibile programmare il percorso che i droni devono seguire in totale autonomia grazie al gps e, con il controllo da remoto, l’operatore può intervenire in qualunque momento, per esempio per aggirare un ostacolo imprevisto “.

Oltre al monitoraggio dei bacini i droni di aerRobotix possono svolgere innumerevoli altre missioni perché possono ospitare a bordo varie tipologie di strumentazione. Una recente applicazione, basata su una particolare tipologia di scansione di sonar permette di individuare oggetti presenti sul fondo dalla superficie. Significa che in caso di ricerca per esempio di corpi umani si possono velocizzare i tempi di recupero da parte dei sommozzatori, soprattutto nei laghi e nei fiumi dove la visibilità è ridotta.

L’ ultima creazione dell’ azienda piemontese con sede a Caselle Torinese, verrà presentata a DronItaly, a Milano, il 23-24 Marzo.