Rolls-Royce abbandona l’obiettivo di diventare un marchio 100% elettrico entro il 2030. La decisione di rivedere i piani sull’elettrificazione arriva dopo un forte calo delle vendite della coupé Spectre, in un contesto di domanda ancora sostenuta per i modelli con motore termico.
Il cambio di rotta segna una discontinuità rispetto alla strategia annunciata nel 2021 dall’ex CEO Torsten Müller-Ötvös, che aveva fissato un percorso netto verso l’elettrico. Oggi, sotto la guida di Chris Brownridge, l’azienda preferisce un approccio più prudente e guidato dalla domanda reale del mercato.

I segnali negativi della Spectre
A pesare sulla decisione è soprattutto l’andamento commerciale della Rolls-Royce Spectre, primo modello elettrico del marchio. Dopo un debutto promettente, le consegne sono scese a circa 1.000 unità nel 2025, segnando un calo del 47% rispetto all’anno precedente.
Il forte interesse iniziale per l’auto, seguito da una normalizzazione della domanda, ha portato la quota di elettrico sul totale delle vendite a scendere dal 33% al 17,7% in un solo anno.
Secondo il nuovo CEO, la clientela Rolls-Royce non sarebbe ancora pronta a una transizione totale. “Per ogni cliente che ama l’elettrico, ce n’è uno che non lo vuole”, ha dichiarato Brownridge, sottolineando come il marchio continuerà a costruire ciò che il cliente richiede.
In particolare, resta forte l’attrazione per i modelli con motore V12, considerati parte integrante del DNA del brand. Una dinamica che nel segmento ultra-lusso pesa più che nel mercato di massa, dove le scelte sono spesso guidate anche da fattori economici.

Non solo Rolls-Royce
La marcia indietro di Rolls-Royce si inserisce in una tendenza più ampia che si sta palesando nel settore extra lusso. Anche Bentley ha progressivamente rinviato e poi abbandonato il proprio obiettivo di elettrificazione totale, inizialmente fissato al 2030 e poi spostato al 2035.
Allo stesso modo, Porsche ha rivisto i suoi piani, reintroducendo lo sviluppo di nuovi modelli con motore a combustione dopo aver ridimensionato le ambizioni elettriche.
Politica e regolazione influenzano le strategie
Tra le motivazioni citate da Brownridge c’è anche un cambiamento del contesto normativo. In diversi Paesi, infatti, si è assistito a un allentamento delle pressioni regolatorie sull’elettrificazione, riducendo l’urgenza per i costruttori di rispettare scadenze rigide.
Questo fattore, combinato con una domanda meno prevedibile, spinge i marchi a mantenere maggiore flessibilità tecnologica.
Il management Rolls-Royce non ha per ora indicato una nuova scadenza per il passaggio completo all’elettrico, né fornito dettagli sul numero di futuri modelli a batteria. Una scelta che sottolinea ancora una volta un cambio di paradigma: meno promesse a lungo termine e più attenzione all’evoluzione reale del mercato.
L’elettrico è una sfida, per tutti
Da un punto di vista più generale, questa frenata solleva interrogativi importanti. Se anche i marchi più esclusivi rallentano, significa che la transizione non è lineare nemmeno nei segmenti ad alta marginalità, teoricamente più adatti ad assorbire i costi delle nuove tecnologie.
Allo stesso tempo, resta da capire se questa prudenza sia temporanea o strutturale. Di certo, il caso Rolls-Royce dimostra che la domanda reale dei clienti resta un fattore decisivo, anche nel lusso.
- Vaielettrico week/Guarda anche il VIDEO di Marco Berti Quattrini
