Robotaxi, Waymo s’allarga negli Usa (+30%) ma alcuni incidenti…

Robotaxi Waymo



Continua ad espandersi l’area operativa dei robotaxi Waymo in 11 città statunitensi, con una crescita di circa il 30%. Ma mentre l’azienda spinge sull’acceleratore, resta aperto il tema della sicurezza: richiamati circa 3.800 veicoli in seguito ad incidenti legati al maltempo.

Waymo amplia il raggio d’azione

La nuova copertura territoriale riguarda città dove Waymo è già presente, segnale che il gruppo considera ormai maturo il modello operativo nelle aree testate.

L’aumento più significativo parte da Miami, ma coinvolge anche città come Austin, Atlanta, Houston e l’area della Baia di San Francisco. In totale, Waymo aggiunge circa 300 miglia quadrate di copertura autonoma in una sola fase di espansione.

L’obiettivo è quello di aumentare densità operativa e disponibilità del servizio in questi centri prima dell’arrivo di nuovi concorrenti.

Secondo le stime più recenti, Phoenix resta il mercato più grande con circa 315 miglia quadrate di servizio, seguita dalla Bay Area con circa 260. Miami, dove il servizio era partito a gennaio, continua invece a crescere rapidamente includendo anche tratte autostradali come la I-95.

Waymo accelera sui robotaxi: finanziamento record ed espansione in oltre 20 città

Robotaxi Waymo
Un robotaxi Waymo per le strade di Miami

La sfida con Tesla continua

Waymo punta ormai a una rete di robotaxi completamente autonomi, senza nessun intervento di un conducente (livello L4). L’azienda dichiara oltre 20 milioni di corse effettuate, una flotta vicina ai 3.000 veicoli e l’obiettivo di raggiungere un milione di viaggi settimanali entro fine 2026.

Un’espansione sostenuta anche da un maxi finanziamento da 16 miliardi di dollari, che ha portato la valutazione della società a circa 126 miliardi.

Il confronto con la concorrenza, Tesla in primis, evidenzia quanto Waymo sia oggi molto più avanti nella guida autonoma commerciale. La piattaforma di Elon Musk opera infatti ancora con numeri molto più contenuti e in aree operative nettamente inferiori. Inoltre, molte corse Tesla prevedono ancora la presenza di un safety driver.

Robotaxi, Waymo affronta la sfida di Miami. E Tesla…

Problemi sicurezza, scatta il richiamo

Questa decisa accelerazione commerciale arriva in un momento in cui Waymo sta anche affrontando alcune criticità legate alla sicurezza operativa in casi limite.

La società ha infatti appena presentato un richiamo volontario che coinvolge 3.791 robotaxi, a seguito di un incidente avvenuto a San Antonio. Secondo la ricostruzione dei fatti, un veicolo autonomo Waymo senza passeggeri a bordo avrebbe imboccato una strada allagata invece di evitarla, finendo trascinato via dalla piena.

Non ci sono stati feriti, ma il caso ha spinto Waymo a sospendere temporaneamente il servizio nella città texana e a rivedere le procedure operative in condizioni meteorologiche estreme.

Due settimane prima c’era stato un altro incidente analogo, sempre legato all’alluvione a San Antonio.

Lidar, telecamere e sensori per monitorare tutti i movimenti sul percorso del robotaxi Waymo

Software “aggiornato” in tempo reale

L’aspetto più interessante della vicenda riguarda la modalità di intervento per risolvere il problema. Il richiamo, infatti, non richiederà alcuna visita in officina ma la correzione verrà distribuita tramite aggiornamento software OTA, esattamente come accade per smartphone e sistemi digitali connessi.

Waymo ha spiegato di aver individuato margini di miglioramento nella gestione delle strade allagate ad alta velocità e sta introducendo nuovi vincoli operativi legati al meteo, oltre a modifiche cartografiche temporanee.

  • LEGGI anche: “E dopo la guida autonoma? Le auto connesse e cooperative” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (4)
  1. Uno dei maggiori vantaggi della guida autonoma (quando gestito da aziende serie come Waymo) è che da un incidente imparano tutte le auto, mentre con i guidatori umani da un incidente impara solo il guidatore che ha avuto quella esperienza. Questo renderà rapidamente la guida autonoma sempre più sicura, anche se i dati dimostrano che, per le aziende serie, è già più sicura del guidatore medio.

    1. l’unico vero guaio è che per fare imparare tutta la flotta hanno autorizzat a mettere in circolo tanti veicoli in cui i passeggeri sono “dummies ” inconsapevoli del rischio che corrono, altrettanto quanto i malcapitati esseri viventi che si trovano attorno un veicolo a guida autonoma.. che non sempre dimostra di esser correttamente programmato per tutelare anche la loro vita ( la vettura chi deve proteggere? il proprietario? il passeggero? gli esseri viventi attorno.. magari gruppi di ragazzini? ).
      Gli esperimenti si fanno in appositi circuiti chiusi, non in strade aperte a tutti… ove già girano troppi esseri “umani” incoscienti della propria disattenzione o incapacità, che forse andrebbero periodicamente “rieducati” al rinnovo patente, non più “automatico” in base solo allo stato di salute fisico (perché psichico non lo controlla nessuno salvo casi clamorosi).
      La patente è un “porto d’arma impropria”.

      1. Damiano può anche essere ma tu oggi un ragazzo lo manderesti più volentieri in giro in un robotaxi o con amici neopatentati? Come diceva Mario già oggi la guida autonoma è più sicura di quella umana, e oltre a migliorare con l’autoapprendimento “diffuso” migliorerà anche con più auto autonome (e meno umane) in giro. Ma soprattutto se i robotaxi come tutti prevedono elimineranno aiuto in giro (soprattutto seconde/terze aiuto nelle città) migliorerà per tutti sicurezza, inquinamento, traffico e in generale qualità di vita.
        È una transizione a mio parere inarrestabile, anzi personalmente non vedo l’ora che arrivi

        1. Ieri -domenica- ho visto compiere un sorpasso FOLLE ! i Contromano in una curva cieca e che chiude parecchio la traiettoria. Sabato mi è pure capitato di vedere un’auto cappottata -in strada 50kmh- da parte di una 65enne…
          I ragazzi di oggi poi prendono la patente a volte pure tardi (oltre i 20 anni) e non han fatto la gavetta con successione di mezzi da infima ad alta potenza e spesso si trovano autorizzati a condurre troppo disinvoltamente oggetti che inducono sensazioni di sicurezza, tramite gli ADAS, spesso silenti nei loro interventi di regolazione frenata ed assetto, e lascian pensare di essere ottimi piloti, finché non arrivano allo schianto ad elevate velocità alle quali ormai poco potevano rimediare.
          Se si potessero eliminare “guidatori criminali” o iper-distratti o inesperti/inadatti con le auto a guida autonoma, ben volentieri… sicuramente correremmo tutti meno rischi… ma ci vorrà ancora qualche anno di sviluppo. Personalmente pure io son fiducioso che arriveranno veicoli messi bene a punto ma, al momento, in mezzo a “fantasiosi guidatori umani”… meglio di no.

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