Baidu, il colosso tecnologico cinese, ha ottenuto in Svizzera un’autorizzazione per operazioni di guida autonoma di Livello 4 con il servizio robotaxi AmiGo. Sviluppato insieme ad AutoPostale (PostBus), l’operatore di trasporto pubblico di Swiss Post, il progetto coinvolge un’area di circa 80 km² nei cantoni orientali del Paese.
Nei test effettuati resta a bordo un operatore di sicurezza, ma l’obiettivo dichiarato è arrivare a corse completamente senza conducente entro il 2027.

I primi test svizzeri. Apertura al pubblico dal 2027?
Il primo servizio di di robotaxi in Svizzera è lanciato da AmiGo. Dal 1° giugno sono iniziati i test su strada nei cantoni di San Gallo, Appenzello Esterno e Appenzello Interno. Il via libera certifica che i veicoli e il sistema di guida autonoma soddisfano gli standard di sicurezza richiesti dalla Svizzera, ma non autorizza ancora l’assenza totale di un supervisore umano.
La roadmap prevede una fase iniziale con gruppi selezionati di utenti, seguita dall’avvio di corse senza operatore a bordo una volta completate tutte le verifiche di sicurezza. L’apertura al pubblico tramite app è prevista nel corso del 2027.
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Le corse autonome di Baidu RT6
Protagonista dei test è il Baidu RT6, veicolo sviluppato specificamente per il servizio robotaxi a guida autonoma. Il mezzo è 100% elettrico, può trasportare fino a tre passeggeri ed è equipaggiato con oltre 30 sensori dedicati alla percezione dell’ambiente circostante e all’elaborazione dei dati di guida.
Una delle caratteristiche più evidenti è il volante removibile: il veicolo viene oggi utilizzato in configurazione tradizionale, ma il progetto prevede la sua eliminazione quando le normative consentiranno operazioni completamente autonome.

L’esperienza cinese “rassicura” la Svizzera
Dietro il successo dell’iniziativa in Svizzera c’è soprattutto il patrimonio di dati accumulato da Apollo Go, la piattaforma di mobilità autonoma di Baidu.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, nel primo trimestre 2026 il servizio ha effettuato milioni di corse completamente driverless in Cina. Il numero complessivo di viaggi effettuati dal pubblico ha già raggiunto i 22 milioni.
La flotta ha percorso oltre 330 milioni di chilometri autonomi, di cui più di 220 milioni senza conducente di sicurezza. Numeri che pochi concorrenti globali possono vantare e che probabilmente hanno contribuito a rassicurare le autorità svizzere.
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Una strategia differente
L’aspetto più interessante dell’operazione riguarda però il modello di business scelto da Baidu.
Mentre competitor avanzati come Waymo o Tesla sviluppano propri servizi commerciali di ride-hailing nelle grandi città, Baidu ha scelto di collaborare direttamente con un operatore nazionale di trasporto pubblico. L’integrazione con PostBus consente infatti di sfruttare infrastrutture già esistenti, relazioni consolidate con i regolatori e una missione di servizio pubblico che può facilitare l’accettazione della tecnologia.

Un modello per l’Europa?
Il progetto svizzero non significa che i robotaxi siano pronti a invadere le strade europee. La presenza di operatori di sicurezza e le verifiche ancora necessarie dimostrano che il percorso verso la piena autonomia resta complesso.
Per il settore europeo della mobilità elettrica e intelligente, però, si tratta di un’iniziativa certamente da tenere sott’occhio. Se il modello svizzero funzionerà, altri operatori di trasporto pubblico potrebbero essere disposti a sperimentare soluzioni analoghe.
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