È una corsa continua alla sostituzione dell’uomo: dopo l’industria, anche l’agricoltura ha visto l’arrivo di numerosi robot capaci di svolgere funzioni un tempo esclusivamente umane. Ora tocca al settore navale. Protagonisti Fincantieri e Generative Bionics, che hanno avviato una partnership industriale per sviluppare un robot umanoide saldatore destinato ai cantieri navali. Si tratta di un’operazione che richiede grande precisione e che, allo stesso tempo, risulta particolarmente usurante per gli operatori. L’obiettivo del progetto è potenziare l’eccellenza operativa, puntando sulla precisione e sulla rapidità garantite dalla robotica avanzata.
Anche Generative Bionics è italiana
Fincantieri, com’è noto, è un protagonista globale della cantieristica navale. Ma chi è Generative Bionics? Si tratta di un’azienda italiana specializzata nello sviluppo di robot umanoidi autonomi. L’accordo industriale tra le due realtà punta alla realizzazione di un saldatore, progettato per operare nei cantieri navali a fianco degli operatori umani. «L’obiettivo è incrementare la sicurezza e l’efficienza operativa, la qualità delle lavorazioni e la sostenibilità del lavoro in cantiere».
L’umanoide sarà dotato di intelligenza artificiale e di capacità avanzate di manipolazione, percezione e visione, con sistemi dedicati al monitoraggio del cordone di saldatura. Avrà inoltre una locomozione ottimizzata per muoversi in contesti complessi. Particolare attenzione sarà rivolta alla sicurezza, affinché il robot possa collaborare direttamente con i lavoratori nel pieno rispetto delle normative e senza limitazioni delle aree operative.

I primi test in cantiere sono previsti entro la fine del 2026. L’obiettivo è rendere disponibili le prime funzionalità operative già nei primi due anni, per poi proseguire con attività di affinamento, ampliamento e certificazione industriale. Le fasi di sviluppo e sperimentazione si svolgeranno nel cantiere Fincantieri di Sestri Ponente. La ragione di questa scelta? «La crescente complessità produttiva e una progressiva carenza di manodopera specializzata. L’adozione di soluzioni basate su sistemi di Physical AI consente di garantire continuità produttiva e di affiancare i lavoratori nelle attività più ripetitive, gravose o ergonomicamente sfavorevoli, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza».
In una tecnologia dominata da USA e Cina, un bagliore italiano
Le tecnologie più avanzate sono oggi concentrate negli Stati Uniti – dalle grandi piattaforme digitali all’intelligenza artificiale – e in Cina, che guida la mobilità elettrica. In questo scenario, il progetto congiunto tra Fincantieri e Generative Bionics assume una valenza strategica: nella robotica avanzata, l’Europa e l’Italia possono ancora giocare un ruolo.
E non si tratta dell’unica iniziativa nel settore: Fincantieri sta infatti «ampliando il perimetro delle lavorazioni che possono essere eseguite con soluzioni avanzate», investendo in più direzioni per integrare robotica e automazione nei processi produttivi.

Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, sottolinea: «La robotica avanzata e l’intelligenza artificiale applicata ai processi industriali rappresentano una leva strategica per l’evoluzione della cantieristica e per la competitività del sistema industriale europeo». A fargli eco è Daniele Pucci, CEO e co‑fondatore di Generative Bionics: «Questo progetto ci consente di sviluppare robot umanoidi progettati attorno al lavoro umano, capaci di operare fianco a fianco con le persone, contribuendo a rendere sostenibili nel tempo attività ad alta intensità e specializzazione».
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