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Roba da ricchi l’auto elettrica, accusano i costruttori

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La Porsche Taycan, una delle auto elettriche più costose.

Roba da ricchi, l’auto elettrica. Si vende solo nei Paesi europei in cui il reddito pro-capite è alto, lamenta l’Associazione dei produttori di automobili, ACEA.

Roba da ricchi, per i “privilegiati” del Nord

È un po’ la scoperta dell’acqua calda. Si sa che i veicoli batteria hanno prezzi più alti, a causa proprio del costo degli accumulatori, e non tutti se li possono permettere. Con differenze molto forti tra un Paese e l’altro. Le auto con la spina (tra elettriche pure e ibride plug-in) hanno rappresentato il 10,5% di tutte le auto nuove vendute nella UE lo scorso anno. Ma 10 Stati membri avevano ancora una quota di mercato sotto al 3%.

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Come nel caso della distribuzione delle stazioni di ricarica, c’è una chiara divisione nell’accessibilità dell’ auto elettrica tra Europa centro-orientale ed Europa occidentale. Nonché un pronunciato divario nord-sud“, sintetizza Eric-Mark Huitema, Direttore generale ACEA. I paesi con quota di mercato totale delle elettriche inferiore al 3% hanno un PIL medio inferiore a 17.000 euro. È il caso, ad esempio, dei paesi dell’Europa centrale e orientale e della Grecia. Inoltre, i 5 paesi con la più bassa diffusione di EV hanno anche pochissimi punti di ricarica, inferiori all’1% del totale dell’UE ciascuno.

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La Dacia Spring, la prima elettrica low cost

Roba da ricchi: l’Italia nella parte medio-bassa della classifica UE

E l’Italia? Si trova nella parte medio-bassa della classifica, con una penetrazione delle “auto con la spina” modesta anche rispetto al nostro PIL. Siamo al 4,3%: meglio dei Paesi più poveri, ma lontani dalle quote di vendita superiori al 15% dei paesi più ricchi del Nord Europa, con un PIL medio di oltre 46 mila euro. “La UE deve ora garantire con urgenza che ci siano condizioni giuste e che nessun paese o cittadino venga lasciato indietro“, dice Hutema. “I veicoli a zero emissioni devono essere accessibili a tutti“. In realtà le elettriche accessibili a tutti, grazie anche agli incentivi, ci sono già. La Dacia Spring, la prima EV low-cost, è in consegna da settembre con  primo prezzo (inclusa rottamazione) sotto i 10 mila euro. Il problema non riguarda solo i prezzi, ma anche la disponibilità delle colonnine di ricarica. E la riluttanza ad installarle da parte di Paesi, come la Polonia, che incentrano l’economia sul carbone. Ma i dati dell‘Agenzia europea dell’ambiente dimostrano che l’introduzione dell’elettrico sta dando i suoi frutti. Tra il 2019 e il 2020, le emissioni medie di CO2 delle auto nuove sono diminuite del 12%.

Top 5 : paesi con la quota di elettriche più basso e il Pil 2020

  1. Cipro: 0,5% – 23.580 €
  2. Lituania: 1,1% – € 17.460
  3. Estonia: 1,8 % – € 20.440
  4. Croazia: 1,9% – € 12.130
  5. Polonia: 1,9% – € 13.600

Top 5 +: paesi con la quota di elettriche più alta e il loro Pil 2020

  1. Svezia: 32,2% – € 45.610
  2. Paesi Bassi: 25,0% – € 45.790
  3. Finlandia: 18,1% – € 42,940
  4. Danimarca: 16,4% – € 53,470
  5. Germania: 13,5% – € 40.070
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13 COMMENTI

  1. Mmmhhhh… incredibile come l’auto elettrica susciti commenti piccati anche sugli argomenti più ovvi e banali. Non esiste innovazione che sia partita direttamente verso le masse. Forse che le prime auto le compravano i “poveracci”? Analogamente i primi viaggi in treno o in aereo, chi poteva permetterseli? E i primi televisori, i primi computer, i primi cellulari? Ma certo, è più divertente sfogare le proprie repressioni, le proprie incapacità, la propria arroganza sui social, blog e via dicendo piuttosto che rimboccarsi le maniche, uscire dai personalismi e cercare di collaborare tutti per costruire un mondo migliore. L’auto elettrica è uno dei tantissimi mattoni di questo nuovo mondo. Non è facendole la guerra perché oggi non la si può ancora avere (non tutti, almeno), che si risolve il problema…

  2. Chi comanda sono gli azionisti, sia i grandi che i piccoli. I dividendi sono distribuiti in funzione dei risultati. I risultati ufficiali sono falsi o manipolare? Gli amministratori ne risponderanno agli azionisti prima, e alla legge poi. Secondo il tuo ragionamento perché FCA Italy è andata all’estero quando avrebbe potuto far vedere quello che voleva nei propri bilanci?

  3. “Roba da ricchi l’auto elettrica, accusano i costruttori” in realtà il titolo sarebbe dovuto essere “Roba da ricchi l’auto elettrica, i dati parlano chiaro” perché a parlare non sono tanto i costruttori quanto i dati. E’ fisiologico sia così: l’auto elettrica all’inizio costa di più, poi è destinata a scendere di prezzo, per la fascia di ingresso, la fascia A e B, dovremo aspettare un po’ perché ad oggi ci sono poche proposte molto limitate e poco convincenti, mentre per la C e la D c’è certamente più scelta (e per la D anche più convenienza rispetto ai modelli a benzina).

  4. Quando l’Unione Europea interverrà ponendo dei minimi generali di uguaglianza all’interno dell’Unione ( dai diritti agli stipendi minimi) allora potremmo fare confronti. Ovvio è che un’auto da 40k euro sia più venduta in Svezia che in Polonia

  5. Industrialmente è più difficoltoso costruire una Panda che costruire una Bugatti. Per entrare nell’elettrico è più facile e meno rischioso partire la un prodotto costoso poi con l’esperienza scadere di gamma. Per dare un ordine di grandezza, per Taycan/Etron sono stati investiti 7Mld di EUR che quando ne avranno prodotte 70,000 significa aver speso 100.000 Eur a macchina per solo R&D e industrializzazione. Un richiamo o una difetto sono gestibili se su un numero di auto modesto. Anche nel caso estremo del ritiro di tutto il venduto. Diverso se si fosse partiti con una Golf con investimenti molto superiori con incertezza anche del solo risultato di vendita (vedi ID3) un incidente grave o un richiamo importante porterebbe a costi insostenibili per il costruttore. Per chi la fa facile è evidente che se tutti i costruttori di batterie si unissero, in questo momento, non sarebbero in grado di far fronte ad un aumento della richiesta di batterie anche per solo qualche centinaio di migliaia auto.

  6. Le auto sono troppo costose perché i costruttori ci vogliono come sempre straguadagnare.
    I prezzi non sono assolutamente giustificati.

    • Se straguadagnassero sarebbe una buona notizia. L’utile dell’azienda è una conquista e questo non è dipendente dal costo dei prodotti venduti (Zara e Gucci hanno risultati simili). Riporto gli utili anno 2019 (pre COVID).I dati sono utile/fatturato, se sbagliati è gradita la smentita.
      Renault 0%
      PSA 3%
      FCA 3% grazie al Nord America
      Daimler 2% in calo
      BMW 4% in calo
      Volkswagen 8%. Anni precedenti sotto il 5.
      Considendo il 2019 un ottimo anno per il settore automotive, e questo grazie soprattutto al mercato cinese.
      Praticamente se avessero fatto un ulteriore sconto del 3% sul venduto quasi tutti i costruttori sarebbero in perdita.

      • Questi dati da dove vengono? Dai bilanci depositati? Beh, sappiamo tutti quanto è facile avere bilanci che facciano vedere quello che si vuole far vedere e non il reale stato delle cose….

  7. L’auto elettrica è conveniente a lungo termine ma comporta un investimento iniziale superiore. Come per tutte le cose gli investimenti possono essere fatti da chi ha capacità di spesa e accesso al credito. Ovvio che poi i risultati siano questi.

  8. Io comunque non mi fido per nulla dei costruttori (vedi caso dieselgate e già potremmo chiudere qua) dicevano qualche tempo fa che quando i prezzi unitari per kWh sarebbero arrivati a 100 dollari ci sarebbe stato il pareggio del prezzo d’acquisto! Oggi siamo vicini quella cifra è continuano sempre a lamentarsi… la finissero abbassassero i prezzi (perché il guadagno è più che buono) aumentando la produzione come vw ha fatto in due stabilimenti dove produce solo ev!!!

    • Ad oggi neppure Tesla si avvicina al costo di €100 per kWh. Il meglio disponibile è sui € 150 per kWh. Va da sé che anche una macchinina con 50kwh costa solo di batterie 7500€ pari al costo industriale di una intera Panda o Lancia Y a metano.

      • Ad oggi siamo sui 140 euro per unità quindi sotto la cifra che dici. Per il resto tesla parlava di 69 dollari per le batterie che si produce inhouse….. Poi anche se mettessimo 7k (che non lo è) per una batteria da 50 mi spieghi come si fa ad arrivare a 34k di base senza incentivi? Poi se vuoi fare questi conti alla batteria quanto devi aggiungere per tutto il resto (che non è come una termica) altri 10/13k per pari segmento (che sono un bel po’) sempre costo industriale ed arriviamo a 20k circa.

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