Rinnovabili Ue: storico sorpasso di solare ed eolico sulle fonti fossili

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Nel 2025 il sistema elettrico europeo supera una soglia storica: le fonti rinnovabili arrivano a coprire il 48% della produzione di elettricità dell’Unione Europea. Solare ed eolico da soli, inoltre, superano le fonti fossili. La European Electricity Review di Ember mostra infatti un sorpasso ormai strutturale di eolico e solare su gas e carbone, nonostante un anno complesso dal punto di vista climatico. Anche l’Italia, certifica Terna,  ottiene risultati record nella produzione fotovoltaica e nella installazione di accumuli raggiungendo una quota di energia elettrica pulita del 41%.

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rinnovabili ueIl solare cambia gli equilibri del mix elettrico europeo: nel 2025 il 70% è a zero emissioni

Il dato più rilevante del 2025 è il ruolo centrale assunto dal fotovoltaico, cresciuto del 20,1% per il quarto anno consecutivo e arrivato al 13% della produzione elettrica UE, superando carbone e idroelettrico. È il principale fattore che consente alle rinnovabili di raggiungere il 48% del mix, nonostante il calo dell’idroelettrico (-12%) e una lieve flessione dell’eolico (-2%) dovuti a condizioni meteo atipiche. Aggiungendo il nucleare, sostanzialmente stabile, la quota di  elettricità prodotta in Europa a zero emissioni di CO2 raggiunge il    70% del mix energetico.

L’eolico, con il 17%, resta la seconda fonte elettrica europea e produce più elettricità del gas. In cinque anni, la quota combinata di eolico e solare è passata dal 20% al 30%, mentre i combustibili fossili sono scesi dal 37% al 29%. Nel 2025, in 14 Paesi su 27, eolico e solare hanno già superato i fossili, segnalando un cambiamento strutturale del sistema elettrico continentale.

Il punto debole? La dipendenza dal gas (ora americano)

La produzione di elettricità da gas in UE è cresciuta dell’8% nel 2025, principalmente per il calo della generazione idroelettrica, ma resta in declino strutturale, 18% sotto il recente picco del 2019.

Quasi azzerate le importazioni di gas russo, sostituite dal più costoso GNL importato per il 60% dagli Stati Uniti, i costi delle importazioni di gas per la produzione di elettricità in UE hanno raggiunto i 32 miliardi di euro (+16% rispetto al 2024). È il primo incremento dalla  crisi energetica del 2022, con Italia e Germania a pagare di più per l’import di gas ai fini della generazione elettrica. Le ore in cui si è fatto maggior uso di centrali termoelettriche a gas per soddisfare i consumi elettrici hanno spinto in alto i prezzi medi dell’elettricità in UE dell’11% rispetto al 2024.

«La prossima priorità per il settore elettrico dell’UE dovrebbe essere quella di ridurre la dipendenza dal gas», avverte Beatrice Petrovich analista senior di energia e clima per Ember. «La dipendenza dal gas non solo rende l’UE più vulnerabile al ricatto dei paesi esportatori di combustibili fossili, ma fa anche aumentare i prezzi dell’elettricità. Nel 2025 in Italia abbiamo visto i primi segnali concreti di un maggiore utilizzo delle batterie per stoccare energia rinnovabile e utilizzarla alle ore serali. Con l’accelerazione di questa tendenza, si potrebbe limitare l’uso delle costose centrali termoelettriche a gas, stabilizzando i prezzi e limitando le importazioni di gas»

Italia, record fotovoltaico e obiettivi superati

Secondo i dati Terna, nel 2025 la produzione fotovoltaica ha raggiunto il nuovo record storico di 44,3 TWh, in crescita del 25,1% rispetto al 2024. Un risultato trainato sia dall’aumento della capacità installata sia da un maggiore irraggiamento, con un picco mensile a giugno di 5,7 TWh, +35,6% su base annua.

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I più significativi trend energetici dei Paesi europei, secondo il rapporto EMBER

Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda elettrica nazionale, in lieve calo rispetto al 42% del 2024 per effetto del ritorno dell’idroelettrico su valori più vicini alla media storica (-21,2% dopo l’annata eccezionale precedente). Il dato non ridimensiona però il trend di fondo: l’Italia ha superato gli obiettivi del DM Aree Idonee, raggiungendo 57,1 GW di capacità installata tra solare ed eolico e oltrepassando di 1.605 MW il target fissato per il quinquennio 2021-2025.

Consumi stabili e meno import. Più termoelettrico e meno carbone

Nel 2025 i consumi elettrici italiani si sono attestati a 311,3 TWh, sostanzialmente in linea con il 2024. L’andamento dell’anno è stato però a due velocità: una prima fase debole, seguita da una ripresa nella seconda parte grazie soprattutto ai consumi industriali. Dal punto di vista territoriale, la domanda elettrica risulta stabile al Nord (+0,1%) e in lieve calo al Centro (-0,4%) e al Sud e Isole (-0,7%).

Nel 2025 l’84,9% della domanda elettrica è stata soddisfatta da produzione nazionale, con un saldo estero in calo dell’8,1% per effetto di minori importazioni. Questo, insieme alla stabilità delle rinnovabili, ha determinato un aumento del 4,6% della produzione termoelettrica, utilizzata come fonte di flessibilità. Prosegue però la discesa del carbone, che registra un ulteriore -13,5%, confermando una tendenza strutturale ormai difficilmente reversibile nel mix italiano.

Batterie sempre più centrali nel sistema elettrico italiano

Uno dei segnali più rilevanti arriva dagli accumuli. Nel 2025 la potenza nominale delle batterie in esercizio è aumentata di 1.743 MW, di cui 723 MW utility scale. La produzione da accumuli stand alone ha raggiunto 1,5 TWh, confermando il ruolo chiave di queste risorse nell’integrazione delle rinnovabili.

A fine anno si contano oltre 884 mila installazioni, per una capacità complessiva di 17,9 GWh. La crescita è trainata soprattutto dai grandi impianti, sostenuti dal Capacity Market e dalla prima asta del MACSE, che a settembre ha assegnato 10 GWh di capacità, coprendo l’intero fabbisogno previsto. Al contrario, il segmento domestico rallenta, complice la riduzione degli incentivi fiscali.

La transizione energetica è un buon affare, solo la politica non lo capisce

Michele Governatori, esperto senior energia del Think Tank energetico italiani ECCO Climate, commenta: «Accelerare la crescita del fotovoltaico è l’unico modo per ridurre i prezzi dell’energia in modo strutturale. Al contrario, il Governo italiano sembra più propenso a tenere aperte le centrali a carbone e a fantasticare sul nucleare, mentre la storica dipendenza dal gas fa dell’Italia uno dei mercati energetici meno accessibili dell’Unione europea. Le rinnovabili, insieme ai sistemi di stoccaggio, a maggiore flessibilità e a una più rapida elettrificazione dei consumi energetici, sono gli strumenti migliori per garantire un’energia pulita e sicura. Le rinnovabili sono già più economiche dei combustibili fossili e del nucleare».

Prezzi, gas e la lezione californiana

Come sottolinea anche Ember, la dipendenza dal gas resta un punto critico per l’Italia, che insieme alla Germania è tra i Paesi UE più esposti ai costi delle importazioni. Ma il 2025 mostra anche una possibile via d’uscita: più solare, più accumuli, meno gas nelle ore serali.

L’esperienza della California, dove le batterie coprono ormai circa un quinto dei consumi serali, indica una traiettoria replicabile. Con l’attesa espansione degli accumuli, l’Italia potrebbe stabilizzare i prezzi elettrici e ridurre strutturalmente il ricorso alle centrali a gas, rafforzando sicurezza energetica e competitività industriale.

  • LEGGI ancheIl 2035 “flessibile” dell’auto Ue: una boccata d’ossigeno, ma a breve termine” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (7)
  1. eh.. mi piacerebbe che si potesse parlare di Europa estesa sino alla Russia (sottointeso senza il regime sanguinario e guerresco che ha adesso).. ma per ora di solito mi pare raggruppano:
    – Eu 27
    – Eu EFTA = Eu 27 + Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera
    – Eu diciamo come semi-continente = EFTA + UK + i piccoli stati balcanici

    In particolare UK e Norvegia sono parte integrante della rete elettrica comune europea, con molti interscambi di energia e gestita da operatori di rete comuni, ha senso considerare questi paesi come un tutt’uno elettrico; mentre Russia è su una rete elettrica diversa e penso quasi completamente separata anche fisicamente

    1. Non buona, la geografia è un dato di fatto e l’ abbiamo imparato a scuola 🏫 . Quello a cui ci riferiamo sempre è la nostra parte di Europa geografica quell’ altra la ignoriamo

  2. TRUMP >più un Paese ha impianti eolici, più perde denaro >la Cina vende l’eolico solo a persone stupide >secondo Trump “gli Stati Uniti hanno evitato il collasso catastrofico che hanno vissuto alcuni Paesi europei che vogliono andare avanti con questa idea dell’energia pulita, ma in realtà molti pensano che questo potrà distruggere la vostra terra e potreste perdere in questo modo anche milioni e milioni di dollari”. Per me ha RAGIONE! ogni pala eolica e ogni pannello che si mette la Cina guadagna e LUI ci perde 1 m3 di gas alla volta, Ha pure ragione che chi compra le pale è stupido perché NON arricchisce LUI, ed ha molta ragione nell’ultimo punto che ha salvato tutti con il petrolio meno caro che ha portato benefici economici ovunque. Con i fossili alle stelle ci sarebbe il rischio di abbandono, per cui la politica di prezzi sotto controllo rende le rinnovabili meno attraenti. Ma tutti conoscono l’instabilità dei prezzi fossili.

    1. Una caratteristica che distingue gli esseri umani dagli animali si ritiene sia la capacità di ascoltare quello che dicono.

  3. Ora la palla comincia a spostarsi sui sistemi di accumulo e proprio oggi CATL ha presentato la seconda generazione di batteria al sodio che sembrano avere ottime prestazioni anche al freddo, utilizzabili per autotrazione, ma perché non anche per accumulo?
    Non utilizzano litio, probabilmente potremmo produrle anche in Europa, sarebbe interessante approfondire l’argomento.

  4. Ember sono precisi e quando parlano di “Europa” considerano sempre “Europa 27”, cioè senza Inghilterra, Islanda, Norvegia, Svizzera, e senza alcuni paesi balcanici

    Se consideriamo Europa “geografica”,
    inclusi questi paesi, la quota di rinnovabili è più alta, si passa da 48% a circa 50-51%.. lo scrivo giusto nel caso on-line si trovino dati discordanti.. un poco dipendona da come sono misurati e chi includono 😉

    — idroelettrico non solo è sceso rispetto all’annata scorsa favorevole (sopra alla media), ma se guardiamo all’italia è stato molto sotto alla media, la produzione 2025 è stata bassa quasi come l’anno di siccità del 2022

    — in Italia nel 2025 la potenza fotovoltaica installata era circa 37 GW a inizio anno ed era cresciuta a oltre 43 GW a fine anno (bene ma potrebbe crescere molto di più se il governo non remasse contro con i decreti),
    diciamo che la media di potenza attiva nel 2025 sia stata 40 GW, questa ha prodotto 44,3 TWh

    significa in resa di circa 1107 kwh per ogni kw potenza nominale, in gergo si dice una resa di ” 1107 ore equivalenti annui” (..ore equivalenti a un teorico funzionamento a piena potenza”)

    1107 è una resa relativamente bassa, riflette il fatto che in Italia ereditiamo un parco fotovoltaico principalmente sui tetti e con installazioni datate meno efficenti e in parte anche pannelli che degradano nel tempo

    con le nuove installazioni questo sta cambiando, impianti più efficenti, pannelli che degradano meno, e maggiore quota di impianti a terra, che hanno rese molto più alte, oltre a costare molto meno: con inseguitori a un asse e pannelli bifacciali in italia gli impianti a terra possono arrivare a rese di 1750 ore al centro italia e sfiorare 1900 “ore equivalenti” al sud

    1900 ore equivalenti, dividendo per le ore totali in un anno 8765, otteniamo un invidiabile “capacity factor” del 21% da paese del sole, che sarebbe un deliltto non utilizzare

    1. Stai sbagliando, se parli di Europa geografica devi aggiungere Russia Ucraina Bielorussia (+altri?), forse intendi UE SEE EFTA

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