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Rinnovabili in lista d’attesa? 4 volte più di quel che ci serve

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cop 26 glasgow

Sul tavolo di Terna giacciono richieste di autorizzazione per 280 Gigawatt di rinnovabili. Avete capito bene: basterebbe snellire le pratiche burocratiche per dotare l’Italia, con capitali interamente privati, di una potenza di generazione elettrica da fonti innovabili quattro volte superiore agli obiettivi 2030; obiettivi che i disinformati definiscono “impossibili”.

Quei 70 GW per dire addio al gas russo

Quei 70 MW di potenza rinnovabile, fotovoltaico ed eolico, sono quanto serve per affrancarci dalla dipendeza dal gas russo e per rispettare la road map verso la decarbonizzazione 2050 concordata con Bruxelles. E sono anche più del doppio della potenza attuale, pari a circa 60 GW.

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LAd di Terna Stefano Donnarumma

Parlando a un convegno dei Cavalieri del Lavoro, l’amministratore di Terna Stefano Donnarumma non ha fatto altro che squadernare dati che ben conosce. Le richieste di connessione alla rete ad alta tensione di nuovi impianti rinnovabili, infatti, sono tutte depositate sulla sua scrivania. In attesa della conclusione dell’iter autorizzativo e della realizzazione, spetta proprio a Terna predisporre le infrastrutture per il dispacciamento, di cui è proprietario e gestore unico nazionale.

Terna: richieste di connessione per 280 GW

Negli ultimi dieci anni la media delle nuove installazioni è stata di circa 1 GW all’anno, ben al di sotto dei 7-8 necessari per centrare gli obiettivi 2030. E anche quest’anno, nonostante gli sforzi del Governo Draghi, non si supereranno i 3 GW. Dov’è il collo di bottiglia, se è vero che le richeste toccano i 280 GW?

Il collo di bottiglia è la iper burocrazia

Non è un problema di capitali e di risorse, ha spiegato Donnarumma. Oggi, anche in seguito al boom dei prezzi dell’energia, il costo di un Megawatt prodotto da un impianto solare «è di circa 5 volte più basso del valore registrato nei primi sei mesi dal PUN».

E non è nemmeno un problema di fattibilità tecnica, perchè la rete è già preprarata a a dispacciare un’energia “complessa” come quella da fonti rinnovabili, diffusa e intermittente. Almeno i primi 30 GW aggiuntivi, assicura Donnarumma,  saranno gestiti “piuttosto tranquillamente”.

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Progetti di parchi eolici off shore in attesa di approvazione

I restanti 40 necessari a centrare gli obiettivi richiederanno lavori di potenziamento della rete e l’installazione di sistemi di accumulo di energia. Ma Donnarumma ha ricordato che Terna ha già pianificato investimenti per 20 miliardi di euro entro il 2030 che già tengono conto delle necessità future.

Come per tante cose in Italia, quindi, quello che ci impedisce di fare il botto verso l’autosufficienza energetica a zero emissioni è solo un tappo di burocrazia e conflittualità politica.
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67 COMMENTI

  1. Io veramente divento matto, non capisco. Cosa aspettiamo a muovere militarmente un sistema che ci metta in condizione nel minor tempo possibile a mettere a terra quante più strutture rinnovabili possiamo. L’energia gioca un fattore determinante in ordine a diversi fattori: 1) l’indipendenza da ricatti o legami di fornitori esteri-non dobbiamo dipendere da nessuno che ci voglia condizionare in qualche modo 2) la competitività del nostro sistema produttivo- ci pensate cosa vuol dire per una economia manifatturiera come la nostra azzerare o quasi il costo dell’energia? Poter produrre con qualità italiana a costi cinesi? 3) la democrazia energetica-ogni cittadino, da solo o in comunità energetica, decide di affrancarsi dalle mamme enel-eni ecc. per gestirsi i propri fabbisogni. Oltre questo si può immaginare un mondo futuro dove l’automazione sostituirà il lavoro umano in gran parte, grazie alla disponibilità di abbondante energia a basso prezzo, e noi ci dedicheremo a quello che fa bene al nostro spirito e al nostro corpo. Dovrebbe essere una priorità assoluta. Chi sta remando contro?

    • Tutto condivisibile!
      Per la domanda finale, Luigi ti propongo una contro-domanda come risposta: chi ci guadagna dal mantenere lo status quo?

      • Già, la mia e la tua domanda hanno una risposta, ma non siamo qui a fare comizi. Vorrei solo che tutti ci rispondessimo ed agissimo conseguentemente. E’ troppo importante questo tema. Insomma, abbiamo il sole e il vento gratis, abbiamo le tecnologie per la produzione e le reti, abbiamo i soldi per farlo, potremmo aprire un’era meravigliosa per il nostro paese, e stiamo a gingillarci. I nostri figli ce ne chiederanno conto.

        • Perché Draghi, il 25 febbraio 2022, non ha autorizzato in emergenza quei 280 GW di progetti ed invece è andato di persona e ha mandato per il mondo tutti gli altri a elemosinare gas, rigassificatori mobili e petrolio?

          Perché pensava che la guerra sarebbe durata pochi giorni e i 3-6 mesi per realizzare una centrale fotovoltaica gli sembravano troppo tempo prima dell’inverno?

          Non è che ci stiamo a gingillare: la maggioranza di noi ha appena votato per un governo che spingerà nucleare e idrogeno, fregandosene sia del sole e vento gratis, sia dei nostri figli e nipoti, ai quali non ha intenzione di rispondere.

          • Purtroppo E abbiamo i politici che ci meritiamo. Loro sono espressione dell’italiano medio. Dobbiamo crescere in cultura, senso civico, consapevolezza.

    • Giova ricordare che “remare contro” fa parte di tutte quelle strategie politiche, economiche, sociali che Cicerone, noto avvocato e politico dell’antichità, in una celebre difesa di un suo cliente, richiamò retoricamente con la contro-domanda già citata da Luca Dell’Oca: “Cui prodest?”, “a chi giova?”, “chi ne beneficia?”.

      Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Almeno durante gli ultimi duemila anni.

      Ad esempio, perché la Commissione UE è stata ridotta a più miti consigli e ha inserito gas e nucleare tra le fonti energetiche rinnovabili, sostenibili, “amiche dei tuoi figli”, “bellissime”, dove possiamo buttare soldi pubblici nei prossimi decenni? Perché, come diceva Tancredi nel Il Gattopardo, occorre fare vedere che cambiamo tutto, perché nulla cambi. Tradotto: chi guadagna oggi DOVRÀ guadagnare domani, a transizione avvenuta. Irrilevante quanta gente muoia, come diceva Boris Johnson a proposito degli effetti negativi dei lockdown sull’economia: l’importante è che chi fa soldi, li continui a fare indisturbato.

      Altro esempio emblematico: perché Draghi dovette inserire proprio quella pur scientificamente titolatissima persona a capo del “Ministero per la transizione ecologica”, se non per cercare tutti i modi “presentabili” per contenere il danno economico procurato dalle emergenti fonti rinnovabili di energia a tutti coloro che guadagnano adesso dalle fonti fossili di energia? Per fare “vedere a tutti” che abbandoniamo il petrolio e il gas e li sostituiamo con nucleare e idrogeno: cambiare tutto, perché nulla cambi.

      • Legga meglio la tassonomia europea delle fonti energetiche. Su gas e nucleare le cose non statto esattamente come dice lei. Mediazioni di buon senso sono la condizione per tenere assieme 27 Paesi con 27 interessi diversi. L’alternativa è il nulla

        • Per ora Massimo dobbiamo constatare che l’alternativa sta in vantaggio….:). Mi sa che se non parte un movimento forte dal basso si rimane al palo. Se in Italia fossimo furbi dovremmo bruciare i tempi e avvantaggiarci, abbiamo tutto ciò che serve. La crisi delle bollette dovrebbe aprirci gli occhi, tempo un paio di mesi e temo il peggio.

        • “Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte.”

          Amos Oz (1939-2018)

          Concordo con Oz, per quanto possa servire. Tuttavia faccio notare che qui le parti che discutevano erano tre, non ventisette. Chi vorrebbe continuare come adesso; chi vorrebbe smettere il prima possibile di ottenere energia bruciando qualsiasi cosa; la Natura infine, alla quale leopardianamente non interessa minimamente degli altri due galli arruffati che si beccavano a Bruxelles.

  2. Finché il privato cittadino si piegherà e regolette e regolamenti , non cambierà nulla.
    Dev’essere il popolo a decidere cosa é giusto o no e la burocrazia non é di queste , vuoi il fotovoltaico? Apri Google compri il kit e in una settimana l’hai montato sul tetto (esperienza personale su impianto 6kw) e se hai un minimo di testa metti anche l’accumulo riciclando batterie tesla incidentate 40KWH A 100€ AL KWH (SI ESATTAMENTE NON I PREZZI TRUFFALDINI DA SUPER BONUS 1000-3000€ kwh).
    Se le cose le si vuole cambiare si cambiano insieme in poco tempo, invece di mettere incentivi bisogna imporre un prezzo tutelato sugli impianti 3kw 3000€ + detrazione 50% e se all ingordo installatore non sta bene….beh vuol dire che può chiudere baracche e burattini e andare a rubare da un’altra parte.

    Sinparla tanto di impianti pronti ad essere costruiti ma mancano le autorizzazioni??? Quali autorizzazioni??? In una situazione come quella in cui ci troviamo servono delle autorizzazioni???
    É come chiedere il permesso di fare un ospedale da campo durante l’invasione della Polonia nel 1939 ma siamo scemi???
    Un opera benefica a beneficio di tutta la nazione non ha bisogno di permessi , voglio vedere quale giudice se la sente di condannare un impresario che ha costruito abbastanza eolico da rendere il paese indipendente….non so voi ma io gli farei un bel monumento piuttosto.

    Chi ostacola lo sviluppo della nazione é un oppressore , chi annienta un oppressore é un patriota.

    • in realtà non è che ci siano norme che vietano le rinnovabili ai privati normalmente
      più complesso è l’iter per i grandi impianti ,
      per i privati
      la tettoia fotovoltaica è l’iter più complesso , è considerata quasi un opera edile e richiede permessi ,
      se invece di una tettoia si fa un pergolato , il problema non sussiste, basta una comunicazione al comune , scia (ovviamente non potete fare un pergolato fotovoltaico in un centro storico )

      purtroppo oggi c’è la domanda al GSE che blocca tutto
      l’allaccio alla rete elettrica in modo bidirezionale può richiedere mesi di attesa , o addirittura non risultare non fattibile .

      ma secondo me è aggirabile

      il fotovoltaico è da considerarsi ne più ne meno che un gruppo elettrogeno
      dato che posso mettere un automatismo che fa entrare in funzione il gruppo elettrogeno
      escludendo il fornitore quando il fornitore non eroga energia (blackout)
      posso altresi fare un automatismo che esclude il fototovoltaico quando non è in grado di erogare l’energia (nonne ,batterie scariche ecc ..)

      in Italia , per fortuna c’è ancora la proprità privata e a casa mia , dovrei poter fare ciò che voglio
      a patto che rispetto le norme di sicurezza

      Su un articolo recente del Corriere della Sera , c’è un ingegnere Elettronico che ha fatto proprio questo ragionamento sul GSE

      purtroppo in Italia consideriamo lo stato sempre un nemico della libertà ,piuttosto che un garante , nonostante siamo un paese democratico da più di 70 anni
      un entità invadente , tendente a impicciarsi della vita privata dei cittadini
      uno stato mafio-fascio-sovietico e anche un po fantozziano ..

      perchè dopo il ventennio certi atteggiamenti e certi balzelli statali
      non sono mai stati cancellati
      anzi spesso sono aumentati e addirittura peggiorati

      my 2 cent di libertà energetica

      • Ci ho pensato anche io più volte, in previsione di installare il fotovoltaico + accumulo la prossima primavera: cosa faccio se il GSE ritarda l’allacciamento bidirezionale?
        E la risposta che mi sono dato è semplice: io comunque inizio ad usare l’impanto dal primo giorno, sarebbe uno spreco assurdo. “Semplicemente” programmerò l’inverter per non immettere in rete le eccedenze, una volta esaurito il consumo casalingo e riempito l’accumulo, fermo il fotovoltaico fino alla successiva richiesta di potenza.
        Da cittadino mi rode un casino dover “buttar via” corrente che potrei produrre, ma non mi va nemmeno di avere un impianto pronto all’uso ma bloccato dalle scartoffie.

  3. In estrema sintesi e semplificando, se quei 280GW fossero stati realizzati anche parzialmente grazie ad una burocrazia efficiente, in questo momento guarderemmo con relativo distacco alla questione gas Russo. E in molti mesi dell’anno, in molti giorni del mese e in molte ore del giorno coprirerebbero il 100% della richiesta, lasciando il gas ai processi industriali e al chimico (e ai riscaldamenti in attesa di sostituzione caldaie).
    L’elettricità è l’unica forma di energia secondaria che permetta produzione e distribuzione multiple. Rimane il problema dello stoccaggio ma le soluzioni già esistono (esisterebbero).
    E’ uno dei motivi per cui bisognerebbe farsi trovare pronti sostituendo anche il parco macchine.
    Ma questo già lo sappiamo. Lo sa anche chi è al potere, lo è stato o lo sarà: sarebbe anche ora che cominciassero ad occuparsene seriamente, l’energia è la nuova moneta.

  4. Consumo elettrico Italia 2021 :318Twh
    Il 65% (arrotondo per comodità credo sia un 67/68%) prodotto da fonti non rinnovabili, la stragrande maggioranza prodotta con gas, stan riaccendendo quelle a carbone quindi poi vedremo la nuova proporzione, comunque dalla Russia importavamo poco meno del 40% del gas che cis serviva..
    318000 gwh, al 65% son 206700 Gwh, il 40% sono 82680 Gwh, togliamo anche un 10% esagerando come margine per le altre fonti non rinnovabili (inceneritori sono nelle rinnovabili per cui non c’è molta altra roba) … 75mila Gwh… Come fanno 80gw a risolvere il problema? È un millesimo…
    Non so, mi sono perso qualcosa per strada o è l’ennesima sparata di un qualcuno che non sa cosa sono i tera giga e mega? (non mi riferisco all’errore di battitura ovviamente hehe)

    Ovviamente si parla solo del gas usato per la produzione di corrente, dato che quello è il tema dell’articolo, poi c’è tutto quello importato per la produzione e riscaldamento, ma appunto è un’altro discorso

    • Grazie mille, spunto veramente interessante. A questo punto sarebbe da capire se i 280 GW ipotizzati nell’articolo sono da intendersi o meno come potenza istantanea lorda. Leggiucchiando qua e là, mi è parso di aver inteso che la potenza istantanea lorda necessaria in Italia oscilli su per giù tra i 30 e i 60 GW a seconda dell’ora del giorno. In questo caso il numero di 280 GW assumerebbe tutto un altro significato. Forse Massimo ci può aiutare?

      • E’ come dici tu. Ed è più o meno quello che Terna disse anche a noi Terna guarda al 2050: ecco i conti dell’Italia green (e in auto elettrica). O anche Armaroli La guerra in Ucraina secondo Armaroli: “Più rinnovabili o schiavi di Putin”. O anche Elettricità Futura Crisi gas: Elettricità Futura promette 60GW rinnovabili in tre anni. O anche Quadrino (ex Edison)Quadrino (già Edison e Fiat): “Rinnovabili, unica alternativa al gas russo”. Per Xardus tutta gente “che non sa cosa sono i tera giga”.

        • Quindi in teoria se anche solo metà di quei 280 GW riuscissero ad essere collegati alla rete pubblica, magari con un po’ di accumulo, attualmente saremmo più che indipendenti dalle sorgenti fossili? Se ho capito bene, sarebbe una cosa eccezionale… e sarebbe anche ora di darsi una mossa..

          • Massimo, non mi riferivo a voi, ma a chi genera la notizia a cui poi ogni giornale/sito si rifà per interpretarla o riportarla come è.
            Il discorso di 280gwh, onestamente non so chi abbia ragione, quando installano parchi eolici o solari parlano sempre di produzione annua, e tutte le volte che viene omesso è comunque annuo.pii che altro guardando i primi dati trovati su gg, mediamente per 1kwp servono 12mq, per arrivare a 280gwh servirebbe 3,36 milioni di metri quadrati.. È fattibile? Son “solo” 3.3km2… A questo punto, ribadisco, (dando per scontato che mi son sbagliato prima) che chi genera le notizie su questi temi debba iniziare almeno a usare i termini giusti, se 280gw è la produzione istantanea, che li chiamino kwp (perché comunque si rifanno alla potenza nominale nel momento di massimo sole per calcolare la produzione, ovviamente non possono contare nuvole etc che non siano la media degli anni precedenti) boh devo rivedermi i conti che mi sa che ho dimenticato qualcosa comunque, 3km2 per tutta quella potenza mi sembrano pochi ma sicuramente sbaglio

          • “mediamente per 1kwp servono 12mq”
            Xardus, dipende dall’efficienza dei pannelli. I miei SunPower del 2011 forniscono 2970Wp in 15mq (9 pannelli da 165×100, ognuno accreditato di 332Wp e un giorno di giugno riuscii a leggere IN USCITA dall’inverter 2945W, al netto quindi delle perdite di conversione)
            Oggi la SunPower/Maxeon fa pannelli da 400Wp.

    • Semplicemente perché nell’articolo si parla di potenza (GW) mentre tu parli di quantità prodotta (GWh). Per produrre 75.000 GWh con una potenza di 75GW ci vogliono 1.000 ore (circa 42 giorni).

      • Si, ma la potenza non è uguale in tutta la giornata, alle 10 non è quella di mezzogiorno e non è quella delle 17, quella estiva non è quella invernale, per cui… Che senso ha parlare di potenza installata? O si parla di kwp o di kwh annui, la potenza serve solo per sapere se ci stai dentro a gestire i picchi nella giornata, che sono alle 8.30/9.30 del mattino e a mezzogiorno, col solare la seconda la gestisci da dio, la prima nemmeno col binocolo, son queste le discrepanze che escono se si parla di potenza installata, non è che possiamo gestire la produzione nazionale in base al meteo, soprattutto considerando che sul fronte accumuli di grosse entità (invasi a monte, per gravità, per batteria etc) non si muove una foglia per poter dire che installeremo il doppio del necessario per accumularlo per la mattina successiva o le produzioni su ciclo continuo

        • Xardus
          Sarebbe corretto parlare di KWp ma in questo caso sarebbe sinonimo di KW, quello che interessa è la potenza che in un dato momento potresti avere, perchè devi poterla gestire: l’impianto di casa tua è dimensionato per l’assorbimento massimo, non per quello medio.
          La potenza la puoi raggiungere in giugno in una giornata serena perchè soffia un bel venticello (ricordo che non parliamo solo di fotovoltaico, ma prevalentemente di eolico, guarda la piantina, e di notte il vento soffia perfettamente…) ma con una potenza teorica installata di 280GW, averne di giorno 45 (che la potenza media richiesta in Italia durante il giorno) significa usare l’impianto a meno del 20% della sua capacità teorica: non è impensabile.
          Significa però che dalle 9 della mattina alle 15 del pomeriggio anche in inverno chiudi le dighe, spegni le turbogas e magari col surplus pompi l’acqua di nuovo su… o ottieni idrogeno.
          Guarda la cartina: non sei legato ai capricci del sole di una località, quella è tutta l’Italia, c’è Sardegna, Sicilia, Calabria, Tirreno, Adriatico, Ionico… certo, ci saranno giorni in cui è nuvoloso ovunque e non soffia vento: userai il gas.
          Da quando ho la BEV, il mio consumo di elettricità è cresciuto di 1500kWh annuali, pur avendone consumati per ricaricarla circa 3000. La differenza ce l’ha messa il fotovoltaico tutte le volte che ho caricato il sabato e la domenica di giorno (già, se la domenica sera ti trovi con la macchina carica e non fai più di 400 km nella tua settimana lavorativa, cioè 80 km al giorno, puoi permetterti di caricarla il sabato e la domenica… questo in risposta a chi chiede a cosa serva il fotovoltaico se poi usi la macchina per andare a lavorare)

  5. Viva l’Italia… Il mio bisnonno che ha combattuto nella I Guerra Mondiale per il glorioso Impero Asburgico, si starà rivoltando nella tomba. Se almeno da noi restava l’Austria, dove il “grosso” dell’energia immessa in rete proviene da fonti rinnovabili…

  6. Quindi ci sono tutte le potenzialità di fare ed avere tutta l’energia necessaria ma chissà perchè si blocca o si rallenta tutto… A pensar male si fa peccato ma ormai ci si azzecca SEMPRE se non QUASI…

  7. Le lobbies del petrolio (alcune fra i veri poteri forti) sono al lavoro da almeno 50 anni.
    Politici “accomodanti” hanno fatto il resto.

  8. I casi sono 2: o questa notizia va presa con le pinze, nel senso che le cose poi nella pratica vanno ridimensionate, oppure se le cose stanno così siamo un paese di mentecatti.

  9. Ci sono migliaia di impianti domestici da mettere in servizio, ho amici che sono mesi in attesa che i Signori Enel/Terna gli installino uno stupido contatore, ma a loro non conviene perché non guadagnerebbero più dalle bollette!!!

    • Quindi, cercando di capire, Enel/Terna non sarebbero interessate a installare un contatore che paghi tu dal quale comperare energia a 1 per rivendela a 5, perché “non guadagnerebbero più dalle bollette!!!”?

      Questo commento si può legittimamente inserire come case study nel corso EMBA/MBA della Insead, Bocconi, LBS etc.

      • Salve Signor E, non so se il suo commento era una risposta al mio ma visto che lo stato anticipa i soldi dell’impianto comprato a prezzi stracciati credo che sia legittimo che i sodi del guadagno della corrente prodotta entrino nelle casse dello stato. Io scrivevo solo che al cittadino spetterebbe, forse, solo la spesa del montaggio dell’impianto…tutto il resto, contatore e allaccio, sarebbe a carico dello stato.
        Cordiali saluti da sergio

    • È e-distribuzione a occuparsi delle installazioni dei contatori, che malgrado quello che dicono i callcentre non c’entra più nulla con Enel da più di un decennio (tanto che li han obbligati a cambiare nome dal vecchio Enel distribuzione per limitare i danni)
      Loro i soldi li pigliano per manutenzione locale, il grosso da affitto del contatore è una piccola parte del variabile spartito con terna, ma in ogni caso l’energia che te produci è rimetti in vendita a qualcuno la vendono (e non ci sarebbe stata da vendere senza il tuo fotovoltaico) pagandotela talmente niente che soprattutto ora han guadagni spettacolari.
      Il problema è che sono lenti come la morte, non so se perché sottostaffati, anche se presumo per via della classica burocrazia italiota, ci vogliono mesi per poter attivare il bidirezionale, son entrato in casa nuova, ho una cazzata di 2.8kwp sul tetto a uso abitazione (palazzina), contatore bidirezionale dal primo giorno, ma finché è distribuzione non esce fisicamente (dopo aver pagato un bollettino da 120€) ad attivare la bidorezionalita, funziona come un contatore vecchio e tutto il surplus te lo contabilizza, risultato? Contatori di una palazzina intera installati e attivi da maggio, ma forse per fine anno saremo abilitati.. È sottolineo forse, dato che gli installatori che gestiscono la pratica sono due anni che lamentano ritardi abnormi in questa fase… Ma chissene frega tenerli spenti in estate no?
      In ogni caso aspetto ancora il bollettino da e distribuzione.. Giusto per darvi un parametro.. Da lì saran altri tre mesi almeno (qualche vicino che era entrato prima ha fatto prima ma il bollettino arrivato ad agosto gli han assicurato che prima di fine ottobre non uscirà nessuno

  10. Buon giorno a tutti, in questa fase dove i prezzi delle materie prime sono schizzati pericolosamente in alto mi viene in mente un suggerimento da porre ai commentatori per capire se quest’ultimo sia fattibile.
    Il suggerimento è il seguente, chiedere al governo centrale di stanziare una tot cifra per l’acquisto di pannelli solari da dare poi gratuitamente ai cittadini che mettono a disposizione il proprio tetto della casa da dare agli imprenditori che mettono a disposizione i tetti dei capannoni….insomma è lo stesso governo che si fa carico dell’acquisto dei pannelli fotovoltaici. La sola spesa che dovrebbe accollarsi il privato è quella del montaggio ma tutto il resto compreso l’allaccio alla rete elettrica è a carico del governo. Immagino che se il governo acquistate grosse partite di questi materiali potrebbe anche avere dei forti sconti per l’acquisto cosa che i privati non potranno mai avere. Che ne dite?

    • Sarebbe un “gruppo d’acquisto” piuttosto grande. 🙂

      Come si è già riusciti a fare con i vaccini e si tenta di fare per il gas, a quel punto avrebbe senso un accordo plurinennale di acquisto tra la UE e i maggiori produttori mondiali di pannelli fotovoltaici, accumulo e accessori meccanici ed elettronici (regolatori di carica, inverter, BMS, STS, …), inserito nel programma trentennale NetZero2050, proseguendo e potenziando il parallelo sviluppo di produzione interna nella UE.

      Certo si spunterebbe un buon prezzo, con quasi mezzo miliardo di persone nel gruppo…

      Bello, ma probabilmente Polonia, Ungheria e (ora) Italia si opporrebbero.

  11. Concordo con Massimo Degli Esposti sul grosso freno idella burocrazia italiana e però aggiungo che c’è anche un altro modo per produrre energia elettrica senza costi per lo Stato ed è quello a cui penso io da molto tempo.
    Osservo che i grossi impainti come quelli a cui si fa riferimento nel’aritcolo, richiedono grosse superfici che ovviamente devono essere sottratte ai terreni coltivabili e anche che per immettere in rete grosse quantità di nuova energia è necessario aggiornare le reti cosa che richiede altri costi da sostenere.
    Ma noi abbiamo MILIONI di tetti ricoperti di tegole che potrebbero essere utilmente ricoperti di pannelli fotovoltaici SENZA TOGLIERE SPAZIO ALL’AGRICOLTURA e senza che la rete di distribuzione debba subire aggiornamenti.
    Intendo dire che se si incentivasse fortemente l’installazione degli impianti privati (detassando completamente quelle installazioni e detassando anche gli introiti delle aziende fornitrici derivanti da quegli impianti) si genererebbe una forte spinta a che i privati (con fondi propri) decidano di fare un impianto sulla propria casa.
    La somma di tutti questi kilowatt prodotti ed utilizzati dalle famiglie, alleggerirebbe fortemente la richiesta di energia dalla rete che potrebbe essere maggiormente utilizzata dalle aziende energivore che invece non riuscirebbero ad essere autonome utilizzando solo quando verrebbe prodotto dai loro tetti.
    Questo che dico sarebbe realizzabile solo con un semplice provvedimento legislativo, non richiederebbe costi allo Stato e farebbe realizzare in parallelo molti piccoli impianti a cura dei privati, consentirebbe di accrescere fortemente e gratuitamente la produzione dell’energia, non impegnerebbe terreni coltivabili, non sarebbe neanche antiestetica e sarebbe molto utile anche alle singole famiglie.
    Se VaiElettrico dovesse condividere questa mia idea la invito a farsela propria e a battersi affinché qualcuno del nuovo Governo decida di attuarla.

    • Gli incentivi per l’installazione ci sarebbero, e sono abbastanza importanti, il 50% del prezzo dell’impianto.

      Però ad esempio, sono fatti in modo che al massimo, sia conveniente produrre per sé, perché l’eccesso di produzione è pagato pochissimo. Massimizzare la dimensione dell’impianto ne abbasserebbe il costo per kW, che per impianti domestici è molto più alto di impianti di grande dimensione.

      E d’altra parte, una palazzina di 5 piani, se va bene può produrre elettricità per il 20-25% dei consumi.

      Ci sono capannoni e parcheggi che possono essere sfruttati, ma non credo bastino per poter rinunciare a impianti di dimensioni industriali. Ma non vedo perché non si possano fare in aree che siano poco produttive dal punto di vista agricolo.

      • -Ci sono capannoni e parcheggi che possono essere sfruttati-

        Una marea, a partire dal mio.

        Dove però non ho nessun interesse a spendere (tante) decine di migliaia di euro per un impianto FTV, viste le dimensioni e la tipologia della mia attività che non è “produttiva”.
        E le assicuro che potrei metter giù quasi 160 mq di pannelli se solo ne avessi la convenienza. E se ne avessi la convenienza lo farei domani mattina.
        Ma non ce l’ho, e mi costerebbe un capitale.

        Attorno a me di situazioni simili ce ne sono tantissime.

        Se lo stato mi dicesse: permettimi di usare il tuo tetto, i pannelli li pago io, curo io la manutenzione e non sentirai mai parlare di me. Prestami solo il tuo tetto per 10 anni con opzione di rinnovo automatico e salvo disdetta reciproca e non onerosa per motivazioni gravi e comprovate.

        Glielo darei gratis.

        Tanto a me il tetto serve per starci sotto, mica ci sto sopra.

        Ma sa quanti capannoni che potrebbero andar bene come il mio?

        Tutti i “mostri” della logistica che vede lungo l’autostrada per esempio… Tutto sommato non è che siano così energivori in rapporto ai metri quadri occupati.
        Sono magazzini, c’è dentro della merce che in genere non patisce il freddo e della gente che la sposta col muletto o simili.
        Ok, la luce… un po’ di servizi vari tipo gli elevatori… ma non stiamo parlando di un’azienda che va col contatore a palla da mane a sera.

        Gisto per fare un esempio.

        Nemmeno loro, come me, avrebbero tutto sto interesse a trasformarsi in produttori di energia (sopra i 20 kw di impianto FTV in questo paese si diventa produttori…)

        Non che qualcosa non si muova, per farsi un’idea basta guardare il mondo con google maps spuntando la vista “satellite”. Sempre molto interessante.
        Però di spazio libero ce n’è ancora tantissimo.

        Però siamo sempre lì: ok l’idea che magari si debba spendere un po’ di più per il bene comune… Ma decine di migliaia di euro diventa filantropia spinta. 🙂

      • Gli attuali incentivi del 50% della spesa non sono sufficienti e non funzionano tanto è vero che sono ancora pochi quelli che lo utilizzano; i motivi sono dovuti al fatto che il credito viene restituito all’utente in DIECI anni oppure con la cessione del credito lo sconto viene fatto subito dall’installatore il quale però ovviamente, dovendo incassare in tempi lunghi, lo ridice più o meno al 30% e quasi sempre fa dei preventivi gonfiati che poi finge di ridurre applicando lo sconto in fattura.
        Per questo io penso che non solo bisogna incentivare gli acquirenti ma bisogna farlo subito e non promettengli un rimborso del 50% in dieci anni, e bisogna anche incentivare gli installatori consentendo loro di non pagare tasse sugli incassi relativi a quei tipi di impianti; aggiungo che, per evitare le attuali speculazioni, basterebbe anche stabilire che tutti i benefici sarebbero validi solo se i costi degli impianti non superano un certo costo per kilowatt fissato da degli esperti. In questo modo le fatture non sarebbero più gonfiate. In ogni modo, poichè il vantaggio sarebbe per tutti, occorrerebbe congegnare le cose in maniera tale che anche chi fino ad ieri non ha deciso di fare l’impianto, sia invogliato a fare la spesa, utilizzando i propri soldi.
        Naturalmente voglio anche ripetere che non penso che questa mia idea debba essere SOSTITUTIVA degli impianti di grosse dimensioni da collegare alla rete elettrica di distribuzione, ma dovrebbe essere fatta in AGGIUNTA.
        Infine aggiungo ancora che non è sempre necessario vendere l’energioa prodotta in eccedenza sia perchè è possibile oggi utilizzari accumulatori per alimentarsi in assenza di luce e sia perchè questa strategia potrebbe spingere anche molti cittadini a dotarsi di vetture elettriche per alimentarle con l’eccedenza dell’energia prodotta.
        Per ultimo ricordo che c’è una tecnologia che si chiama V2H (Vehicle to home) con la quale sarebbe la batteria dell’auto elettrica a fare da accumulatore e ad alimentare la casa in assenza di luce, per cui il problema dell’energia in eccedenza si può ridurre quasi a zero.
        La cosa bella di ttutto questo, sempre che i cittadini siano veramente abbondantemente invogliati, ci guadagnerebbero sia i cittadini che vedrebbero ridursi la necessità di kilowatt ricevuti dalla rete, sia la Nazione perchè si avvicinerebbe all’autonomia energetica e sia lo Stato che non dovrebbe impegnare un solo Euro per questa operazione realizzata con i capitali dei cittadini.

    • Se non ricordo male, era stato calcolato anni fa che, mettendo l’impianto medio di allora (3 kWp) sulla metà (50%) degli immobili italiani censiti, in condizioni di irraggiamento favorevole, si sarebbero coperti completamente i consumi italiani.

      Immaginiamo che cosa sarebbe oggi l’Italia se, parallelamente ai più onerosi impianti domestici, si fosse proseguito con centinaia di grossi impianti, soprattutto nelle regioni con alto irraggiamento come quelle del Sud, che, anziché continuare ad essere sussidiate in molti aspetti dal resto della nazione, avrebbero potuto contribuire nettamente in positivo a ridurre se non annullare l’importazione di energia dall’estero, o dal resto della UE.

  12. Solo un calcolo .
    Progetti per 280 GW.
    Se fosse tutto fotovoltaico ci vorrebbero 700 km2 ,
    Oggi ci sono pannelli FV che possono produrre 400w/m2.
    Nemmeno più tanto, è lo 0,25% del territorio nazionale.
    Questo per gli utilizzi giornalieri ( Terna mi dice che in questo momento la richiesta è di 233 GW istantanei ).
    Logicamente si dovrebbe calcolare anche lo spazio destinato all’accumulo dell’energia, ma non dovrebbe essere tanto.
    Facilmente si potrebbe aggiungere la potenza aggiuntiva necessaria man mano che il parco circolante elettrico aumenta .
    E con un sistema di alimentazione ad induzione, non essendoci batterie o comunque batterie molto piccole giusto per arrivare dal garage di casa alla striscia ad induzione più vicina, le auto costerebbero non dico come quelle endotermiche ma quasi.
    Si potrebbe veramente fare.
    Così ci libereremo praticamente anche della necessità di avere batterie sulle auto o sui veicoli commerciali.
    O è un’ipotesi da fantascienza?

      • 680 W non è di certo da 1 Mq
        i pannelli sono cresciuti molto in dimensioni ma molto poco in efficenza
        il punto è che il prezzo per watt è sceso tantissimo negli ultimi 20 anni

        Comunque la resa dipende SOPRATTUTTO dalla latitudine
        3 KW picco ad Aosta producono 3.410 kWh annui
        3 KW picco a Roma producono 4.090 kWh annui
        3 KW picco a Palermo producono 4.350 kWh annui
        3 KW picco a Cagliari producono 4.610 kWh annui

        per una volta il Sud è avvantaggiato
        a parità di superfice il rendimento può superare il 30% di produzione annua rispetto al Nord
        fosse la volta buona che facciamo l’unità d’Italia VERA ?

        😀 ;P

    • Ceeerto, facile no ? Perchè la resa dei pannelli è costante durante l’anno ? O durante un singolo giorno ? Idem per l’eolico, altro sistema ad “impatto zero” sul posto dove viene installato (e non è possibile farlo ovunque).
      E visto che la produzione avrebbe il picco di giorno (a mezzogiorno), quanti miliardi di tonnellate di batterie ci vorrebbero per stoccarla e riutilizzarla di notte ?
      O mettiamo le famose “torri gravitazionali” di cui s’era parlato ?
      Poi fantascienza pura, la ricarica ad induzione sulle strade.
      In pratica stai descrivendo un filobus o un tram, col suo trolley che prende corrente dalla rete e segue un percorso fisso.
      A sto punto, niente più auto fuori dalle città, perchè se dovessi andare a farmi un giro in montagna, o han elettrificato ogni singola stradina, o la mia auto con la batteria minuscola non ce la farebbe.
      E tra l’altro…quanta corrente fai passare nella “striscia” ? 1A ? 10A ? Così per uscir di casa dovremmo metterci scarpe isolanti (e farle mettere pure al cane) ?
      Dai su, va bene voler pensare al futuro ed essere ottimisti, ma questa è un’idea che neanche in un film di serie C vedresti.

      • Certo che sarebbe bello avere almeno a grandi linee idea di che cosa si parla prima di commentare..

        Un sistema a induzione non è come le piste della Mattel, con la striscia dei contatti.

        Funziona piu’ o meno come un trasformatore, dove meta’ degli avvolgimenti e’ nel veicolo, e meta’ nella strada. Scarpe isolanti non ne serviranno, cosi’ come non servono per i caricatori dei cellulari. Al massimo potrebbe esserci un campo magnetico…

        Sinceramente, ho anch’io i miei dubbi, e non so se l’idea sia implementabile a larga scala. Però di per se il sistema non è così campato in aria.

    • 400 W picco a mq è impossibile oggi ,forse a concentrazione ma poi si occupa spazio con le lenti

      delle celle ancora sperimentali ,silicio-perovskite, si dice che porteranno 30% la produzione dei pannelli ,attualmente è intorno ai 200W mq arriverà a 300W mq a costi simili
      non dimentichiamo che anche se il fotovoltaico è più conveniente del carbone per produrre energia ..
      il prezzo è comunque determinante ,SEMPRE , meno costa , più veloce e “incontrollabile”, positivanente, sarà la transazione

      Comunque la superfice occupata è un problema SUPERATO secondo stime Enel ,basta lo 0,4% della superfice agricola coperta a pannelli per soddisfare il fabbisogno di energia dell’intero paese
      e non serve non coltivare/usare quello 0,4% occupato dal fotovoltaico ,
      grazie all’AGROVOLTAICO
      ci sono già esempi di serre e apicultura che lo hanno adottato con successo

      per l’accumulo dico solo che sono già partite le sperimentazioni sul campo di accumulo Stagionale

      quelle più promettenti sono l’accumulo mediante compressione di CO2
      brevetto italiano
      in funzione in Saredegna Energy Dome

      e quella gravitazionale , Energy Vault Svizzera che ha fatto accordi con la Cina per realizzare un accumulo pilota da 2 GWh

      per stabilizzare la rete durante i picchi di domanda ..
      non dimentichiamo il “vecchio” Elon Musk ,
      che questa estate ha collaudato la Virtual Power Plant fatta collegando in rete i PowerWall Testa , ha ragginto i 50 MW con 3000 abitazioni
      se consideriamo che sta realizzando in Texas un nuovo quartiere da 16000 abitazioni ..

      il futuro è già cominciato
      tra 10 anni il mercato dell’energia e della mobilità saranno irriconoscibili dagli attuali
      almeno nei paesi avanzati

      per il resto , c’è sempre la moda,la pizza e il mandolino
      my 2 cent di cauto ottimismo

  13. Scusate lo sfogo 🙂
    IO sono stufo di vivere in una Italia piena di leggi, decreti, regolamenti, circolari
    PENSATE E SCRITTE MALE !
    IO sono stufo di vivere in una Italia in cui la burocrazia statale NON è a servizio del Cittadino ma pensa solamente DETENERE il proprio potere.

  14. Un partito, uno solo che avesse mai affrontato seriamente la questione burocrazia. La più grande riforma e a costo zero di cui avrebbe bisogno il sistema italiano nemmeno presa in considerazione. Poi si chiedono il perché di un astensionismo record alle elezioni

    • Il guaio secondo me, e sto parlando seriamente, è che ormai è giunto a livello di “massa critica” il numero di persone (in percentuale rispetto al totale degli italiani) che in un modo o nell’altro vivono e in qualche maniera prosperano grazie alle storture del “sistema Italia”.

      In pratica tra

      a) chi ne trae beneficio immediato (sussidi diretti o indiretti, impieghi a vita a volte nemmeno troppo impegnativi e comunque senza possibilità di licenziamento, raddoppiamento e triplicamento di enti e soggetti legali utile solo a creare impieghi clientelari e rendite di posizione etc etc) e

      b) chi ne trae beneficio indiretto (l’esercito di commercialisti che esiste solo in italia, utile e necessario a districarsi tra le migliaia di norme fiscali, tutti i professionisti tipo i geometri e gli ingegneri specializzati in normative assurde, periti e deperiti vari il cui unico scopo è quello di districar matasse tecnico/amministrative, l’immensa quantità di avvocati e notai necessaria per i motivi di cui sopra… eccetera)

      Ormai la gente che “gira attorno” a questo sistema è troppa per pensare che voterà “contro se stessa” anche solo in una percentuale sufficiente al cambiamento.

      Sia chiaro: non faccio una colpa che sia una a nessuno. Chi è senza peccato scagli la prima pietra e tutti teniamo famiglia.
      Però questo è.

      Ma non bisogna nemmeno perdere la speranza.

      • Ci sono quattro possibili esiti – storicamente parlando – a queste situazioni quando un gruppo, una azienda, una società, una nazione, una alleanza regolati su base democratica di incastrano, si incancreniscono, si incrostano:

        1) implodono, perché non sono sostenibili (per noi scenario possibile, visto il buco nero che abbiamo e con un prossimo governo che tendenzialmente sarebbe sempre tentato di allargarlo, salvo che la UE ci ha fatto e ci potrebbe fare da rete di sicurezza);

        2) si sbloccano perché si forma una maggioranza sufficente a rimuovere democraticamente (almeno) le condizioni di blocco (per noi scenario possibile, al netto di tutti gli altri motivi di rinsavimento, per l’inasprirsi sempre più rapido e violento degli effetti del cambiamento climatico);

        3) si sbloccano perché si forma una minoranza potenzialmente armata e violenta che fa una rivoluzione (possibile anche in regimi non democratici, ovviamente: da noi possibile se cambiamento climatico non viene gestito; se abbandoniamo la UE per una economia autarchica; se non riformiamo radicalmente le istituzioni; se non riprendiamo il controllo completo del territorio; se…);

        4) il blocco è funzionale all’obiettivo a medio/lungo termine di inglobalmento in una entità superiore, più grande, più ampia (durante la guerra fredda, passare da NATO a Patto di Varsavia; oggi passare da europeisti a Gruppo di Visegrád; …) nella quale disciogliersi economicamente e militarmente mantenendo l’apparenza di individualità (di gruppo, nazionale, etnica) che produca la rimozione del blocco come effetto collaterale.

      • Non immagini nemmeno quanto io sia d’accordo con te su questo aspetto. L’unica differenza è che io la speranza l’ho persa già da tempo…

    • Come dice l’Ad di Terna Donnarumma, il governo Draghi aveva cominciato a sburocratizzare. Ma gli elettori, votanti e astenuti, evidentemente non se ne sono accorti. Con chi ci dovremmo lamentare?

        • Non è che votano male. Come tutti gli esseri umani vanno dietro a quello che credono essere il loro interesse a medio/beve termine nelle migliori delle ipotesi.
          Lo facciamo tutti, sia chiaro. E’ umano.
          Quello che dovremmo provare a fare un po’ di più, è anche (ribadisco, ANCHE) guardare un po’ più in là di quello che potrebbe capitare a ognuno di noi singoli nei prossimi sei mesi.

          Questo in Italia non si fa a livello strutturale.

  15. Ma guarda te… non appena hanno votato convinti, nell’assemblea condominiale nazionale, per farsi istallare in quel posto 28 centrali nucleari a loro spese, quei brillanti abitanti del condominio “Paese del Sole (e del vento)” scoprono di abitare proprio nel “Paese del Sole (e del vento)” e che c’era gente – dei privati, pare – disposta di tasca propria a costruire centrali che non andavano in quello stesso posto. Sempre detto che è inutile nascere nel Paese del Sole (e del vento) se sei un pollo e vivi beccando a terra, anziché alzare la testa: se non stai attento (e con la testa bassa è facile), il primo che passa ti tira il collo e ti mette in padella.

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