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Le Rinnovabili? Il male assoluto del Bel Paese

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Impianto fotovoltaico
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Bene il governo che vuole tutelare il paesaggio italiano dalla speculazione sulle rinnovabili. Malissimo Vaielettrico con i suoi “articoli intimidatori”. E’ la versione di Angelo. Inviate quesiti e osservazioni a info@vaielettrico.it.

La centrale a carbone di Porto Vesme

Sconcertato dal vostro atteggiamento

punto interrogativoSono il Vice Presidente di un Parco Regionale e resto sconcertato dal vostro atteggiamento nei confronti delle giuste scelte che il governo sta definendo proprio in questi mesi sui temi delle energie rinnovabili nel delicato rapporto con il paesaggio e il mondo agricolo, elementi questi distintivi del “bel paese” da tutto il mondo invidiatoci e grande fonte economica per il nostro turismo internazionale.  
Le energie rinnovabili sono le fonti da sviluppare ma non a scapito del paesaggio italiano. 
Il recupero di aree degradate, la copertura di milioni di kmq di capannoni disponibili , la formazione di piccole ma diffuse Comunità energetiche di base, la copertura di milioni di mq di edifici residenziali, sono i luoghi adatti per sviluppare le energie rinnovabili e non il saccheggio speculativo delle ultime aree verdi libere.
Per fortuna qualcuno ha capito che il rinnovabile va fatto ma nei luoghi giusti e senza distruggere il paesaggio e io spero che anche le vostre intenzioni maturino queste riflessioni, che non appaiano più vostri articoli intimidatori  come quelli apparsi  questi giorni e  soprattutto frenino le mire speculative di chi si vuol spacciare ecologistaAngelo Colleoni 

Raffinerie e centrali a carbone: non ha nulla da ridire?

Risposta – Non ho mai visto un progetto di impianto rinnovabile in un Parco, nazionale o regionale che sia. Fuori dai parchi, viceversa, vedo brutture di ogni genere.
A partire dalle raffinerie di petrolio.

La Sarroch sulla costa occidentale della Sardegna, per esempio, è una delle più grandi in Europa. Lavora 15 milioni di tonnellate annue (300.000 barili al giorno) e rappresenta circa il 20% del totale italiano. E vogliamo parlare della due centrali elettriche a carbone di Porto Vesme e Porto Torres? Ma su tutto questo lei non ha nulla da ridire.

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51 COMMENTI

  1. Dalle mie parti nel Parco del Ticino ci sono raffineria e pozzi di petrolio.

    E tutte le personalità locali (politiche e non) le incensano e le proteggono, le scolaresche vanno in visita ringraziando per le generose borse di studio, p.c. ecc..

    Nessuno che si lamenta, tutti che li difendono.

  2. @zi ti
    L’eolico (molto) offshore già potrebbe essere un compromesso accettabile.
    Ma su questo forum si dibatte in modo cialtronesco e poco serio.
    Andatelo a raccontare ai pastori sardi che le loro pecore possono continuare a pascolare all’ombra dei pannelli fotovoltaici.
    È di oggi la notizia che un disabile sardo in carrozzella ha tentato di bloccare da solo un gigantesco TIR che trasportava una pala eolica pronta a fare scempio della sua terra.
    Ma queste notizie in questo dibattito non sono ammesse.

        • si , se quel territorio
          rischia di avere danni molto maggiori
          facendo scelte stupide
          o non facendo scelte

          chi scrive questo vive vicino alla “famigerata” discarica di Malagrotta

          consapevole che , chiusa una discarica
          vanno fatti impianti per il trattamento dei rifiuti
          alternativi , possibilmente orientati all’economia circolare

          lo stesso vale per l’Energia
          le rinnovabili non sono perfette
          ma sono l’unica alternativa che abbiamo oggi
          per mantenere inquinamento e costo dell’energia basso

          https://youtu.be/iXwJPHlcmPI?t=79

          • Le mettessero sulle Dolomiti queste pale, la Sardegna ha già dato (Da sola ha più eolico installato di tutte le regioni del nord messe insieme)

        • Di nuovo arrogante e incivile. Io sono il moderatore e il cofondatore di questi sito. Lei?

  3. Sig. Colleoni non si preoccupi il suo parco regionale presto o tardi verrà devastato da un’anomalia climatica.

    • o peggio , da quella petroliera in più..
      CHE LEI POTEVA RISPARMIARE
      che farà naufragio sulle sue coste a causa dell’ennesima anomalia climatica

      ovvivviamente non ce lo auguro un disastro simile
      ma è sul piatto delle MITIGAZIONE o PREVENZIONE DEI RISCHI
      che qualsiasi BUON amministratore ,
      anche di condominio ..
      dovrebbe mettere in conto

  4. La scusa del paesaggio è l’argomento usato dai petrolieri ( x ovvi motivi di interesse), dai nowatt (x ovvi motivi di ignoranza ) e dal nostro sgoverno, categorie a cui del paesaggio frega una cippa. Basta vedere l’amore per la natura del nostro ministro dell’ambiente, così come essere presidenti o simili di aree protette non assegna il patentino di ambientalista.

    • Chissà come mai la stragrande maggioranza dei parchi eolici in italia sono al Sud, vorrei vedere se cominciassero a mettere pale sulle dolomiti o sull’appennino…

      • Sull’Appennino ci sono eccome. La stragrande maggioranza dei parchi eolici si trova al sud perché c’è vento. Strano eh

        • Certo in Liguria non c’è vento? Sui laghi prealpini (Garda como e maggiore) non c’è vento? In Friuli non c’è vento? Di fronte all’isola d’Elba non c’è vento?Sull’appennino da Perugia in su non ci sono installazione (o di dimensioni ridicole rispetto a quelle calabresi). Ripeto il sud si può deturpare e il nord? Ambientalisti a casa degli altri?

          • scusate ma i sardi, che si lamentano dei parchi eolici sanno che l’energia da loro viene prodotta per il 70% da fossili dove il carbone fa la parte del leone? …. io farei cosi … spegnimento delle centrali a carbone, se l’energia non basta verrà fornita soltanto in determinate fascie orarie. Non vogliono l’energia pulita? bene che rimangano al buio. Poi posso ancora capire le pale sulla terraferma … ma perchè si oppongono all’eolico in mare che ormai si fa oltre i 10km? … cos è girate tutti con il binocolo per scritare se ci sono pale all’orizzonte?

  5. Fate bene a pubblicare la lettera del Signor Vicepresidente di un parco, io sono io NON Vicepresidente del boschetto che confina con casa mia, ma capisco bene che il nostro Paese, ridicolizzato da tutto gli Stati Europei, potrebbe avere ben presto un’indipendenza energetica composta per la maggior parte di energia pulita.
    Invece dilaga L’ignoranza basta vedere tutti i falsi miti sulle auto EV. Sarei curioso di sapere che auto guida un Vicepresidente di un parco…

    • Possiamo avere energia a basso costo e soprattutto pulita, basti pensare che il costo di un impianto fotovoltaico a terra è di 500 €/Kw (i pannelli sono sotto i 100 €/Kw), inoltre il prezzo delle batterie sta crollando ( CATL ha presentato un modulo da 6 Mwh e durata di 15000 cicli ) questo fa molto paura! Da qui le leggi fatte dal governo. Per il consumo di suolo punterei al recupero dei terreni in stato di abbandono che sono causa di erosione superficiale e dissesto soprattutto lungo l’appennino.

  6. === Costi fissi per tecnologia per potenza nominale installata:

    > 650e x Kw – Agrivoltaico Tipo2
    non usa incentivi, conserva l’uso a pascolo o prato del terreno, anzi scoraggia la cementificazione dei terreni “economicamente marginali” rendendoli profittevoli; probabili 20 GW installati entro 2 anni, con crollo del prezzo energia come successo in Spagna, ma è appena stato vietato per decreto

    > 1.200e x Kw – Agrivoltaico pannelli alti
    soggetto a incentivi e anche per questo contingentato a quantitativi molto inferiori

    > 1.700e x Kw – Fotovoltaico impianto domestico sui tetti
    soggetto a incentivi, installazioni lente negli anni, e prezzo del kwh prodotto competitivo per autoconsumo, ma non così stracciato da far abbassare velocemente anche il PUN nazionale

    > Nucleare nuovi impianti
    20.000e x kwh (costruzione) + 10.000e x kwh (filiera trattamento scorie e dismissione)

    prezzo del kwh che farebbe alzare il PUN medio oppure il debito pubblico se i costo vengono accollati allo Stato; a costo di sacrifici economici assurdi sarebbero possibili solo poche installazioni marginali al mix nazionale e con tempi di consegna inutili ai fini della decarbonizzazione

    === Capacity factor

    le rinnovabili sono svantaggiate nel “capacity-factor”, la potenza media è molto inferiore alla potenza nominale, mentre per metano e nucliare è poco inferiore alla potenza nominale

    ma anche considerando questa correzione, e altri costi secondari per realizzare un mix 100% rinnovabili, si capisce dai numeri sopra perchè il divario di costo del prezzo kwh risultante resta enorme

    si parla centinaia di miliardi se si volesse aggiungere anche solo una piccola quota di nucleare; oltre al debito e alla dipendenza da una filiera estera complessa, si avrebbero altri risultati negativi: ritardare la velocità di decarbonizazione, e regalare ai nipoti la rogna delle scorie e dello smantellamento delle centrali

    • errore di battitura:
      “20.000 euro a kw (senza h, perchè potenza nominale installata)”;
      da cui poi si arriva all’alto costo dei kwh prodotti (con la “h”, questa è energia)

  7. una sola parola ..
    dal dizionario Oxforda

    ANACRONISTICO
    /a·na·cro·nì·sti·co/
    aggettivo

    Che non corrisponde, o contrasta, con le esigenze o le caratteristiche del proprio tempo.

  8. Per bonificare una centrale a carbone o una raffineria dismessa ci vorranno decenni, non è che fai una colata di cemento e sopra ci metti i pannelli fotovoltaici, non funziona esattamente così. Centrali a gas, raffinerie, centrali a carbone e simili, hanno materiali di scarto pericolosissimi sia per la popolazione sia per l’ambiente e per essere messe al sicuro ci vogliono tanti anni, e nel frattempo cosa fare?

    Bene come dice il Sig. Angelo Colleoni, ma non può essere l’unica strada.
    I capannoni sono di qualcuno e se quel qualcuno non decide di volerci installare un impianto FV tu non lo installi.
    Si potrebbe fare qualcosa per le aree degradate, ma avrebbe costi immensi ed il gioco non varrebbe la candela.
    Si potrebbero usare i tetti delle case delle persone, e questo è anche quello che sta facendo lo stato con gli incentivi (detrazioni) che mette a disposizione per tutti, ma non basta nell’ottica futura che tutto in casa sarà elettrico.
    I terreni sono la scelta migliore in quanto sono già pronti per essere utilizzati e di conseguenza offrono il miglior rapporto costo/lavori da fare.

    Io fossi nello stato direi a tutti i comuni: “quanta energia consumate? 10GW al giorno? Bene, entro X data dovete fare in modo di produrre quell’energia, trovate voi il modo migliore”, in questo modo ogni comune potrà decidere cosa installare e quando installare, il problema è che dopo verrebbero a crearsi scenari del tipo “quello è l’amico di X e quindi installa prima di me nonostante il mio progetto sia migliore”, insomma, dopotutto siamo in Italia.

    Stando ai dati forniti da Electricity Map, tutto il Settentrione, quindi anche Bergamo dove è situato il parco di cui il Sig. Angelo è vicepresidente, nel 2023 ha prodotto oltre il 50% dell’energia dal gas e circa il 5% dell’energia dal carbone (questo è anche la causa dell’inquinamento a livelli altissimi in cui riversa la pianura padana), pari a circa 60TW di energia prodotta.
    Come vorranno fare quest’energia? Che idee hanno in mente per produrre 60TW di energia a 0 emissioni? Perché di questo si tratta, il net 0 prevede esattamente questo ed è una cosa a cui ancora non pensiamo ma che dovremmo pensarci al più presto!

  9. Non vedo quanto un parco eolico possa deturpare il territorio, qui in Germania se ne trovano in quantità -non pale eoliche ma parchi con decine di installazioni- intervallati da distese di fotovoltaico, se ne vedono soprattutto lungo le autostrade principali ma ovviamente saranno disseminate nel territorio. Ebbene, preferisco vedere questi impianti e sapere che vento e sole stanno contribuendo in maniera importante al mix energetico nazionale, piuttosto di pensare a quanti gasdotti, oleodotti, petroliere e camion trasportano ogni giorno combustibili fossili. Quale alternativa abbiamo, realistica e fattibile in tempi brevi?

  10. Vogliamo parlare di quanto inquinamento lascerà la raffineria dopo la sua chiusura? O delle centrali a carbone e di quanto inquinamento producono le navi che trasportano carbone?
    O dell’inquinamento che generano le navi rigassificatrici?

  11. Della deindustrializzazione causa caro energia ne vogliamo parlare o la seconda manifattura d’Europa basa la sua economia su agricoltura e turismo? Delle bollette fra le più care d’EU ne vogliamo parlare? O tanto non importa?

    Il FV messo sui tetti NON può raggiungere economie di scala e il costo lievita.
    Una cosa è fare un impianto da 6KW come il mio ben altra da 6MW. I costi non sono certo proporzionali.
    Spero che si raggiunga la consapevolezza che l’energia è il cibo del Paese.
    Non stiamo parlando di un vezzo.

  12. D’accordo con la redazione, ma aggiungerei questa (mia) considerazione. E’ giusto dare priorità all’installazione delle rinnovabili su luoghi più idonei. Questo indipendentemente dagli obbrobri che sono stati fatti negli anni, riguardo le concessioni in generale (la redazione segnala giustamente raffinerie etc.). Questo principio però (dare priorità ai luoghi più idonei) non deve essere usato come scusa per impedirne la diffusione. E invece è evidente (non solo agli esperti) che questo governo fa di tutto per ridurre la spinta delle rinnovabili, a favore di altre fonti (vedi nucleare). Fa parte della sua politica. Questa cosa rende molto meno “convincente” il proposito (invece apprezzabile, se portato avanti da chi ci crede veramente, alle rinnovabili e alla tutela del territorio) di favorire il rinnovabile partendo dalle aree più idonee.

  13. Io invece non ho capito il tono e i contenuti della vostra risposta.
    Della serie, comanda cuori e voi giocate picche.
    Il vostro interlocutore ha giustamente affermato che gli impianti atti a produrre energia rinnovabile dovrebbero svilupparsi senza danneggiare il nostro paesaggio.
    VOI, su questo, COSA AVETE DA DIRE???
    Cosa c’entrano nell’argomentare la risposta la raffineria di Sarroch e le centrali a carbone di Porto Venere e Porto Vesme, che sono lì da 50 anni???
    Sempre ad arrampicarvi sugli specchi, quando vi pestano la coda, vero?

    • la raffineria di Sarroch è stata recentemente (e nel totale silenzio assenso del governo) ceduta ad una azienda olandese…. e probabilmente ci faranno li il “lavoro sporco” che a casa LORO non vogliono più fare… quindi presumo impesterà l’aria ed inquinerà territorio e acque antistanti (ed altrove, con le correnti) per altri decenni a venire, sulla “pelle” dei sardi .. e del mediterraneo attorno.

      Caro @Kendrick
      voglio capire il vero intento della sua (tua) risposta: è indignato almeno per l’attuale situazione energetica della Sardegna? (o di altre parti d’Italia)

      Anche ammettendo (ma non mi pare proprio) che dal punto di vista retorico la redazione voglia “provocare” una discussione in merito, mi sembra che la stragrande parte dei lettori (abituali e non) su Vaielettrico siano favorevoli all’uso delle fonti pulite e possibilmente negli spazi più idonei a tale scopo, sia dal punto funzionale che paesaggistico; in Sardegna si viene proprio per godere della bellezza del paesaggio e la natura selvaggia… e saperla “invasa e violata” da decenni da impianti industriali, centrali termiche paleolitiche, basi militari e poligoni che spargono veleni ovunque… non fa affatto piacere.

      Molti “sedicenti sardi” (o addirittura veri Sardi.. come scritto da un tizio) qui sul blog li ho letti molto impegnati a difendere lo status quo piuttosto che cercare di velocizzare le procedure per definire zone dove son possibili le installazioni rispetto alla (sicuramente enorme) quantità di domande presentate…. e potersi dotare di quantitativi di energia autoprodotta che porterebbe tanto benedetto lavoro in una regione che certo non brilla per reddito medio.

      Se ha delle proposte (invece che invettive) son ben contento di leggerle…

    • @Kendrik
      ce l’ha già pronto un elenco di luoghi di pregio deturpati e rovinati da impianti di rinnovabili?
      In alternativa cosa propone dato che, a quanto pare, solo con i tetti è impossibile e parecchio più costoso raggiungere determinati volumi?

  14. I cambiamenti climatici stanno stravolgendo i nostri territori più di quanto lo possano fare pale eoliche e pannelli. Il sud è in ginocchio per una siccità mai vista. Al nord si susseguono ogni anno devastazioni impressionanti. Questa difesa della bellezza italica suona molto strumentale per continuare a inquinare senza ritegno e senza morale. Non siamo (tutti) sprovveduti.

    • e in un solo anno 7700 ettari cementati, dato Istat per il 2022, di cui una parte sarebbe evitabile permettendo alle aziende agricole di mettere a “reddito fotovoltaico” i terreni altrimenti meno redditizi, a rischio di cambio di destinazione

      terreni cementati, è la vera definizione di “consumo di suolo”, non la posa velocemente reversibile dei pannelli fotovoltaici su pascoli e prati

      i terreni impermeabilizzati con il cemento, non sono più recuperabili, non drenano l’acqua durante i temporali, favorendo i nubifragi, e non fanno evaporare umidità per rinfrescare in estate

  15. Immagini sia il vice presidente del Parco dei Colli di Bergamo (poteva anche dirlo).
    Come tale dovrebbe ben sapere che nessuno pensa, anche perchè è vietato, di installare pale eoliche o impianti fotovoltaici a casaccio all’interno di parchi tutelati, dal momento che nel “suo” parco non si può montare nemmeno un gazebo senza autorizzazione.
    Quindi proprio non capisco il senso della lettera a meno che parlando di “articoli intimidatori” si auto accusi.

  16. “[…] da tutto il mondo invidiatoci […]”: così invidiati che al mondo siamo in nona posizione per numero di turisti (fino all’anno scorso eravamo dodicesimi)
    “[…] grande fonte economica per il turismo […]”: il turismo incide sul PIL per circa 6%, l’industria per circa il 24%, senza considerare l’indotto che è comunque nettamente a favore dell’indutria.

    Noi italiani continuiamo a raccontarci questa storiella che siamo il paese del turismo, che tutti vogliono venire qua e la rava e la fava, ma la realtà è ben diversa.

    Ben vengano le rinnovabili che nei paesi dove il turismo funziona meglio che da noi, installano senza drammi e senza timori di “rovinare” il paesaggio.

    • io “per turismo” vado da anni (e, per mia fortuna anche settimanalmente) in una zona che è piuttosto dotata di F.E.R. … Vedo le pale eoliche girare sui colli e mi rallegro, pensando che producono energia pulita mentre invece nella vicina provincia hanno una puzzolentissima ed inquinantissima raffineria ENI; quelle torri sono posizionate su crinali deserti e non sono affatto così devastanti a vederle… ho anche approfittato di una giornata libera per fare un divertente giro sulla strada che le costeggia (è aperta al traffico.. a parte un lieve ronzio, molto attenuato in auto BEV a finestrini chiusi.. è una destinazione inusuale da visitare).
      Ci sono pure zone non dedite all’agricoltura (talvolta pregiata, come famose cantine di vini, meta di assaggiatori da tutto il mondo) che vengono usate per installazioni F.V. , la maggior parte sospesa… cosa che consente talvolta una gradevole sosta all’ombra anche alle greggi che forniscono latte ai numerosi ed apprezzati caseifici di zona (tutti rigorosamente dotati di F.V. sui capannoni !), così come gli allevatori di pollame (spesso allevate “a terra” ) per uova rigorosamente bio…. I ristoranti son sempre ben frequentati da turisti di tutto il mondo che apprezzano tanto i prodotti e l’ambiente… e non credo che tutte queste F.E.R. attorno gli rovinino la vacanza…anzi ! Moltissimi sono i nord europei che arrivano con BEV (ad occhio da aprile a novembre 1 auto su 10 negli ultimi due anni è elettrica… e per fortuna ci sono numerose colonnine pubbliche, anche se a 11/22kW… i SUC/Tesla D.C. ci sono … ma non tantissimi).

      Personalmente se facessero tutte le richieste installazioni di pale eoliche off-shore a servizio dei porti turistici/industriali, penso che molti farebbero gite in barca a vedere le torri più da vicino (nei limiti del codice navigazione e di sicurezza).

      nb: l’OLT ormeggiato davanti a Livorno è totalmente invisibile dalla costa… peccato che (come già successo in Germania) il costo dei rigassificatori galleggianti esponga a forti aumenti di spese per fare installazioni produttive anche in caso di cattive condizioni meteo-marine: quello previsto a Ravenna sta già raddoppiando causa necessità di aggiungere una diga foranea protettiva… ed anche l’eventuale spostamento dell’ “Italis LNG” (nome del registro navale italiano per la ex Golar Tundra) verso la Liguria creerà non pochi problemi e costi enormi…
      A proposito… già andare da La Spezia a Porto Venere passando accanto al rigassificatore in golfo fa spavento dalla tremenda puzza che si sente!
      Aggiungere un ulteriore nave rigassificatrice nella medesima area mi sembra una pessima idea… oltre che esporsi ad un rischio folle ( di questi tempi, avere base navali militari accanto ad enormi serbatoi di gas e carburante … non è tranquillizzante).

      • inoltre
        Le pale eoliche off-shore possono essere utilizzate anche per l’allevamento ittico e dei mitili
        inoltre
        Le pale eoliche su terraferma possono essere usate per la vigilanza degli incendi boschivi , con telecamere a infrarossi e ad alta definizione
        (gli impianti che fa Enel all’estero ,Spagna ad esempio)

        inoltre impianti eolici e fotovoltaici sono tutt’altro che eterni ,
        c’è la possibilità dopo 20 anni di ripristinare come era prima
        senza le grosse spese del nucleare o degli idrocarburi

  17. A me pare ci sia un grosso equivoco. Il signore che scrive sembra in buona fede, e semplicemente auspica che non si consumi nuovo territorio, ma si utilizzi quello già compromesso al fine produrre energia pulita. Mica ha scritto che si augura una nuova raffineria in un’area protetta. Il paesaggio non è solo nelle aree protette. Poi magari ho capito male io, eh….

    • Opporsi a fotovoltaico ed eolico significa mantenere centrali a carbone e raffinerie di petrolio. E’ questo che lei non capisce

      • Ripeto (conscio che non servirà a nulla): non ha detto di non installare pannelli, ha detto di farlo in aree già compromesse (e sono tante). E’ questo che lei non capisce.

        • Non faccia il finto tonto: secondo lei io vorrei mettere i pannelli al posto dei vigneti di Brunello di Montalcino?

          • Lei no (forse), ma senza norme che regolano l’applicazione si finirebbe così. Poi perchè Brunelllo di Montalcino No mentre Sila si? ambientalisti a casa degli altri?

    • ha accusato il sito, a suo dire colpevole di aver criticato il governo sul DL agricoltura, come sta facendo il resto del mondo, anche se nei tg rai mostrano un universo alternativo in cui va tutto bene

      ed è un amministrativo, non un ubriaco al bar, si presume capisca cosa scrive; a me sembra una rozza sparata ideologica di un supporter del governo

      sarebbe stato utile se chiariva se il suo incarico è legato o meno ad una appartenenza politica, dichiarare eventuali conflitti di interesse è la prima regola di chi fosse in buona fede

  18. Non tocchiamo i parchi, per carità. Se non sbaglio qui si parla di utilizzare aree agricole dismesse, soprattutto al sud, dove la dilagante siccità non permetterebbe ormai più altra coltivazione che i fichi d’India.
    Forse.
    Ma perché tutto questo astio verso il fotovoltaico? Io ad esempio abito in Liguria, e qui, soprattutto nel ponente, ci sono tante serre per varie coltivazioni. Non mi ricordo che ci siano state levate di scudi contro la loro costruzione. Eppure, non mi sembrano più belle di batterie di pannelli FV, e pur tuttavia la Liguria mi sembra che sia ancora considerata offrire un territorio pregiato.
    Due pesi e due misure?

    • il fotovoltaico con file di pannelli a terra, l’agrivoltaico di tipo 2 vietato dal ministro cognato:

      – conserva contemporaneamente anche l’uso del terreno a pascolo o prato, in alcuni casi anzi lo protegge da evaporazione eccessiva, e nel caso dei terreni economicamente marginali, gli da un valore economico maggiore se conservati come “terreni”, evita il rischio speculazione edilizia (cementificazione)

      – consente di immettere in rete in meno di 2 anni grossi quantitativi di energia a prezzi stracciati (a differenza del fotovoltaico sui tetti), facendo scendere il prezzo PUN medio; questo è già successo in Spagna e Portogallo

      è la paura di ENI e dei suoi servi sciocchi al governo, nella mia opinione con la mediazione di Bonifiche Ferraresi (associata in varie società del gruppo con Eni dal 2021) e della facciata politica Coldiretti e ministro cognato

      cercano di ritardare questa liberalizzazione del mercato energia verso rinnovabili e prezzi più bassi il più a lungo possibile

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