L’Emilia‑Romagna va oltre quanto previsto dalla normativa nazionale e amplia le aree idonee destinate all’installazione di impianti eolici e fotovoltaici. Questa scelta permette alla Regione di contribuire in modo più incisivo al burden sharing nazionale, che richiede – entro il 2030 – il raggiungimento di 6,3 GW di nuova potenza rinnovabile sul territorio regionale, all’interno dell’obiettivo nazionale complessivo di 80 GW. Secondo le stime, il potenziale incremento di potenza installabile nelle aree idonee potrebbe arrivare a circa 10 GW, superando quindi gli obiettivi assegnati alla Regione. Approccio ben diverso rispetto alla Sardegna dove le aree idonee sono limitate al 1% del territorio regionale e con aggravanti che rendono arduo anche l’uso di quelle aree.
Focus privilegiato sulle aree antropizzate
Più aree idonee, ma si privilegiano interporti, siti bonificati, cave ripristinate. Ma anche aree ecologicamente attrezzate, rotatorie stradali e spazi nella disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSp). Questa la filosofia della legge approvata dall’assemblea regionale. Avanti tutta sulle aree già antropizzate. In un’Italia – non è solo la Sardegna – che osteggia ogni impianto eolico e fotovoltaico questa legge va controcorrente. «Il testo riconosce ulteriori aree idonee rispetto a quelle già indicate dalla legge nazionale (decreto legislativo 190 del 2024) e definisce il quadro regionale per l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili».
Emilia Romagna: rinnovabili ok, ma “il Governo ostacola l’eolico offshore”
«Con questa legge – sottolinea l’assessora all’ambiente Irene Priolo – orientiamo lo sviluppo delle rinnovabili verso le aree più idonee, privilegiando quelle già urbanizzate o compromesse e tutelando al tempo stesso suolo, paesaggio e produzioni agroalimentari di qualità».
Edilizia, fotovoltaico d’obbligo per nuovo e ristrutturazioni
Ampliare le aree non significa libertà assoluta. Rimangono fermi i vincoli e le tutele previsti dalle normative statali e regionali in materia ambientale, paesaggistica, culturale, agroalimentare. Ma viene precisato che dovrà essere assicurato il raggiungimento dell’obiettivo di 6,GW, con un potenziale incremento di potenza installata al 2030 di 10 GW. La norma chiarisce inoltre che l’individuazione di una porzione di territorio regionale come area idonea non attribuisce al proponente il diritto all’installazione di impianti, ma determina l’applicabilità delle semplificazioni amministrative previste dal decreto legislativo 190 del 2024. Insomma il progetto deve essere approvato, anche se in tempi veloci.
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Interessanti, sulla scia della normativa europea Case Green, le misure sull’edilizia. La legge stabilisce che gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione importante debbano prevedere l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili sulle superfici degli edifici e sui parcheggi di pertinenza. I Comuni potranno inoltre stabilire una fascia di rispetto fino a 30 metri lineari dagli ambiti urbani residenziali. Nelle aree interessate da colture certificate sarà infine possibile installare esclusivamente impianti agrivoltaici e geotermici.
Le aree con destinazione agricola
Per quanto riguarda l’utilizzo delle aree con destinazione agricola la legge stabilisce che l’installazione di impianti a fonti rinnovabili non possa interessare una quota superiore all’1,5% della Superficie agricola utilizzata (Sau) dell’intero territorio regionale, calcolata a partire dal 31 dicembre 2020.

Inoltre, in ciascun Comune dell’Emilia-Romagna gli impianti non potranno interessare una quota superiore al 2,5% della Sau comunale, salvo specifiche deroghe da parte dell’amministrazione stessa.
La legge specifica anche i criteri per il computo della Sau interessata da impianti di fonti di energia rinnovabile; così come viene disciplinata l’installazione degli impianti agrivoltaici, prevedendo il mantenimento dell’attività agricola e la conservazione di almeno l’80% della Produzione lorda vendibile (Plv).



In Emilia Romagna evidentemente hanno meno a cuore la salvaguardia del paesaggio, gravemente compromesso in Sardegna da selve dj pale eoliche che qualche buontempone si ostina a definire “parchi”
Queste selve me le deve elencare. Dato che siamo tra quelli più poveri
Lei sogna (male),se non si vuole produrre energia allora non bisogna accettare bene e servizi prodotti da altri. In Sardegna si produce poco e si importa quasi tutto. Si predica (il giusto) autoconsumo energetico – ma è solo funzionale a sbarrare la strada alle rinnovabili e continuare a inquinare con carbone, scarti del petrolio e aprire le porte al gas – poi auto, macchinari, trattori ma pure il formaggio – basta entrare in qualsiasi supermercato – sono prodotti fuori dall’Isola e con energia di altri. Troppo facile. E non sarà una percentuale minima del territorio a far cadere i flussi turistici.
Sono un convinto sostenitore delle energie alternative. Abito in un condominio (sono proprietario di un appartamento) e quando è stato il momento ho votato sì per il fotovoltaico. Grazie al bonus del 65% abbiamo installato 42 pannelli sul terrazzo che, in circa 1 anno e mezzo, hanno prodotto 29,38 MW/h. L’unica manutenzione per garantirne l’efficienza è quella di dargli una lavata ogni 3 mesi. Vendiamo l’energia in eccesso che il condominio non consuma (recuperatore di cal.ore, ascensore e luci condominiali). Questo è il contributo immediato (e senza scorie) che nel nostro piccolo diamo per ridurre l’inquinamento, con buona pace dei decenni e dei miliardi necessari per costruire una centrale nucleare.
Legge regionale Aree idonee Emilia-Romagna forse equilibrata, anche severa in molti aspetti, che ci può stare viste le recenti norme nazionali in cui è inquadrata e le paure diffuse sul web; con però delle aperture, come la possibilità di alcune deroghe specifiche per i Comuni, e l’obiettivo regionale aggiornato a 10 GW al 2030, visto che gli obiettivi assegnati dal PNIEC alle regioni sono un po’ miseri, andrebbero rivisti al rialzo
A favore della legge hanno votato:
– Pd
– Avs
– Civici
– Movimento 5 Stelle
Contrari invece i partiti di opposizione:
– FdI
– Forza Italia
– Rete civica e Lega
Secondo il centrosinistra:
“la legge darà impulso all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, con effetti benefici sulla tutela dell’ambiente e il contrasto del caro energia per cittadini e imprese”
Per il centrodestra:
“si tratta di una legge non adeguata ai reali bisogni della comunità regionale: la soluzione ai problemi energetici italiani è il nucleare”
..e qui casca l’asino (o il furbetto), cioè quei gruppi politici che fanno il gioco degli azionisti milionari di ENI gas e petrolio nel mantenere alti i prezzi energia in Italia, frenando le rinnovabili con promesse alternative estremamente fasulle nei costi, nei tempi, nella sostenibilità stessa..
Da emiliano sono assolutamente d’accordo