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Riciclo batterie, Redwood cerca siti in Europa

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Credit foto: Redwood Materials.

Riciclo batterie: Redwood Materials , l’azienda creata dal co-fondatore di Tesla JB Straubel, costruirà due stabilimenti in Europa. L’Italia? Furi dai giochi…

riciclo batterie
JB Straubel, co-fondatore di Tesla con Elon Musk e poi di Redwood Materials.

Riciclo batterie: Germania e Paesi nordici in pole position

Le locations saranno individuate con una serie di criteri, come la vicinanza a impianti di produzione in grado poi di utliizzare le batterie riciclate. E la disponibilità di incentivi, nazionali o locali. Ma non solo: Redwood esige anche disponibiltà di elettricità a basso costo da rinnovabili, dato che riciclare batterie è un lavoro ad alta intensità energetica. Per questo ha già escluso dalla sua short-list Francia e Polonia: la prima ricava la maggior parte dell’elettricità dal nucleare, la seconda dipende prevalentemente dal carbone. I media tedeschi sono convinti che almeno uno dei due investimenti si farà in Germania, Paese che soddisfa molti requisiti, con tanti produttori di auto affamati di batterie. Ma il costo dell’elettricità è più alto che in Svezia e Norvegia, che hanno entrambe abbondanti disponibilità di energia idroelettrica a basso costo. Ma, a loro volta, sono più distanti dal cuore della produzione automobilistica.

riciclo batterieL’Italia? Ancora una volta non pervenuta

È probabile che alla fine un impianto si faccia in Germania e uno in Scandinavia, tra Svezia e Norvegia. Il sito tedesco Electrive scommette che un sito di Redwood si farà nel  nord-est del Paese, tra Schleswig-Holstein e Meclemburgo-Pomerania occidentale. Vicino alle fabbriche di diverse case auto tedesche e ai nuovi stabilimenti di Tesla a Grünhiede e alla fabbrica di batterie di CATL. O in alternativa in Sassonia, vicino a diversi impianti del Gruppo Volkswagen. Sono tutte zone con notevole produzione di energia eolica. Per ora Redwood ha aperto come avamposto un ufficio a Mannheim, Germania, da cui l’ex manager di BASF Dirk Demuth guida il programma europeo. E l’Italia? Non viene mai menzionata in questo tipo di istruttorie. Non ha grandi centri di produzione né di batterie né di auto elettriche, al di là della linea di montaggio della 500e a Mirafiori. E non si distingue certo per energia a basso costo, né produzione da rinnovabili. Un mondo a sé.

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18 COMMENTI

  1. Quanti cliché… Per restare al caso del Piemonte (ma in misura minore vale anchanche per altre regioni italiane), ci sono sia le competenze tecniche, sia i siti industriali sia le energie rinnovabili. Quindi zero scuse, a meno che siano semplicemente alla ricerca, come succedeva pure nel novecento, di sussidi per l’insediamento, e cerchino di mettere in competizione gli stati più ricchi come Germania e Svezia. Nulla di nuovo e nemmeno di così scandaloso, giusto un po’ di green washing.

  2. al solito, articolo contro italia..
    “esigono” energia da rinnovabili e che costi poco, incentivi statali e/o locali (tradotto: buona parte delle spese a carico dei contribuenti): direi che di fiat ne abbiamo già avuto abbastanza nel passato.
    vuoi fare la tua bella impresa? bene. trova un posto, compralo, costruisci e produci. fine

    ma che ogni volta si debba tirare in ballo che qui non c’è questo ne quell’altro ha un po’..

    vorrei ricordare che gli evoluti teutonici nel 25% delle case si riscaldano ancora col gasolio,
    che è in atto una speculazione sul gas che colpisce tutti e queste piangerie, se si fa un sondaggio per le strade, interessano nessuno.
    chi fu a chiedere “volete il condizionatore acceso o la pace?”? e vai di blackout estivo..
    adesso vogliamo le case riscaldate o incentivare la fabbrica di straubel? perché è necessaria per l’italia..

  3. Aspetto i commenti dei soliti sapienti che chiedono spocchiosi inquali discariche metteremo tutte queste batterie.
    Tra l’altro, nessuno dice che , per quanto piccole, un’auto termica nel corso della sua vita, almeno un paio di batterie le cambia. In italia ci sono 30 milioni di auto…e quelle batterie sono tutte riciclabili ? e hanno una seconda vita ? a me non risulta.

    • In realtà si.
      Esistono alcuni poli, nel nord italia principalmente, di riciclo batterie piombo e non solo.
      Non sono tanti perchè costano parecchio con margini risicati ma esistono. Se sopravviveranno al caro energia.

      Il piombo è una risorsa riciclabile, gli acidi sono il problema principale.

    • La batteria esausta delle auto termiche, se la cambi da solo, poi la porti all’Ecocentro del tuo Comune oppure sfrutti il servizio offerto dal Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e i Rifiuti Piombosi (Cobat): il servizio, totalmente gratuito, viene favorito dalla presenza di numerosi punti di raccolta distribuiti in tutta Italia. Anche gli elettrauti hanno stretto accordi con il Consorzio e si occupano del ritiro e dello smaltimento delle batterie esauste; rivolgersi a un elettrauto, quindi, è un buon modo per liberarsi della vecchia batteria. Infine, chi non sa dove smaltire batteria auto può fare riferimento al proprio rivenditore di fiducia: quest’ultimo provvederà a ritirare la batteria e a differenziarla nella maniera più opportuna. Il ritiro della batteria esausta non prevede costi, in quanto la tassa per lo smaltimento dei rifiuti viene pagata già quando al momento dell’acquisto della batteria. Non è quindi dispendioso, e smaltire la batteria nel modo corretto non causerà danni all’ambiente e al portafoglio.

      • grazie per le preziose informazioni. La cosa mi rasserena due volte, per l’effettivo riciclaggio e perchè se si può riciclare questo tipo di batteria, a maggior ragione si può riciclare quella delle auto elettriche, che di componenti di interesse industriale ne ha un bel pò (Redwood non credo sia una noprofit). Eppure sentendo certi pare che ce le dobbiamo tenere sotto al cuscino.

    • La discarica o meglio ecocentro è il punto di raccolta, come gli autodemolitori, poi vengono mandate nei centri di riciclaggio, e il 98% delle materie viene riutilizzato per fare nuove batterie, quelle che trova nei vari negozi quando la sua muore 🤷 visto che siamo arrivati al punto di pareggio

  4. Cingolani se ci sei batti un colpo! Quando arriva questa rivoluzione energetica da termiche a rinnovabili?
    Ah gia’ e’ troppo occupato a firmare contratti per nuove forniture di fossili e redigere regolamenti per limitare i tempi di accensione delle caldaie…
    La trasizione puo’ aspettare: intanto le aziende green ci schivano.
    Il popolo bue paga, qualcuno incamera extra-gettito, e in campagna elettorale il lavaggio del cervello pro nuke/termico imperversa, senza che qualcuno si accorga che “il re e’ nudo”

    • Andrei cauto a giudicare il pro nuke come negativo, consiglio a tutti di vedere la bella intervista di Matteo Valenza all’avvocato del atomo. Io tutt’ora sono in parte scettico ma non per la tecnologia, bensì per i tempi in quanto non so che convenienza potrebbe avere avviare ADESSO un programma nucleare.
      E chiaramente non dovrebbe andare a discapito per una crescita costante di energia a fonte rinnovabile e pulita, che dovrebbe essere la priorità da perseguire.

    • Se l’energia nucleare non di stato fosse cosi’ conveniente le utilities la utilizzerebbero a profusione (dove si puo’), ma evidentemente non e’ cosi’.
      A Flamanville il terzo reattore ancora da finire e’ passato da 5 miliardi a 19,1 (sperando che sia la stima finale).
      Non voglio pensare ai futuri costi di decommissing Francesi…Mi basta la telenovela di quelli Italiani con la Sogin.
      Mai pensato a cosa si poteva ottenere con rinnovabili con 19 Miliardi di euro?
      Tanto poi ci ha pensato Putin e compagnia bella a rendere il sistema di produzione instabile per il futuro, quindi l’instabilita’ delle rinnovabili e’ il problema dei problemi, ma non vale per le fossili/nuke sotto scacco da nazioni fornitrici?

  5. Il cambiamento lo puoi subire o gestire.
    Nel piccolo siamo anche molto bravi, a gestire e innovare, ma quando tenti di farlo in grande e di immergerti nella realtà, ti scontri con la generale miopia. E se anche non fosse più vero, ormai la fama che abbiamo a livello internazionale è questa.
    Riusciremo a ritagliarci la nostra fetta, ma non quella che potremmo avere se solo fossimo parte attiva e responsivi. Amara considerazione che cerca di non essere politica.

    • …che, se ci pensi, è la medesima considerazione che i pensatori del passato, da Dante a Manzoni ad Alfieri a Mazzini ai pensatori del basso Medioevo
      han detto e scritto riguardo all’Italia guelfa e ghibellina che non sa unirsi verso un obiettivo comune, che sia un nemico da sconfiggere, un progresso da ottenere, una terra da conquistare.

      ci sentiamo uniti finchè serve, poi la furbizia presunta di ciascuno prevale sull’obiettivo comune.

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