Ricariche Smatrics EnBW 400kW a Trezzo sull’Adda e Gruaro





 

Ricariche Smatrics EnBW da 400kW a Trezzo sull’Adda e Gruaro. Il principale operatore austriaco all’attacco dell’Italia con 32 nuove colonnine.

Ricariche Smatrics EnBWRicariche Smatrics EnBW: 16 colonnine ultra-fast in ogni stazione

La comunicazione per ora è rivolta soprattutto agli automobilisti in arrivo da Austria e Germania. E parla di “parchi di ricarica come complemento ideale per esperienze di viaggio transfrontaliere a Venezia, Milano e sul Lago di Garda”. E di  “hotspot per le vacanze ora facilmente raggiungibili con l’auto elettrica”. Ma è chiaro che investimenti del genere non si possono reggere solo con chi arriva dal Nord. E rappresentano un altro assaggio dell’attacco al mercato italiano. La stazione di Trezzo sull’Adda si trova sulla A4 Torino-Trieste, nel tratto che attraversa l’area metropolitana di Milano. Gruaro fa parte invece della città metropolitana di Venezia ed è allo svincolo autostradale tra l’A4 e l’A28 Portogruaro-Conegliano. Entrambe le stazioni dispongono ciascuna di 16 punti di ricarica ultraveloci parzialmente coperti. A seconda del tipo, i veicoli possono caricare fino a 400 kW di potenza in 15 minuti, per un’autonomia di 400 km sui caricabatterie ultraveloci.

Prezzi aggiornalti ogni giorni e visibili nelle stazioni

Ricariche Smatrics EnBW

Entrambe le sedi dispongono di pannelli di visualizzazione con prezzi ad hoc, aggiornati quotidianamente. Un esempio di trasparenza già comune ad altre reti di ricarica. La speranza, naturalmente, è che si tratti di prezzi concorrenziali, contribuendo a creare un vero mercato Le postazioni sono senza barriere, progettate in modo extra-large. A Gruaro è disponibile anche un’area di carico separata per veicoli con rimorchio o rimorchi. Entrambi gli hub sono progettati in modo tale che, se necessario, possano essere facilmente ampliati con ulteriori ricariche in futuro. E confermano un trend ormai consolidato: gli operatori stranieri scelgono il Nord Italia per le loro installazioni. Qui la presenza di auto elettriche è molto più consistente e la rete è ormai al livello dei Paesi europei più attrezzati. Al Sud c’è ancora molto lavoro da fare. 

 

 

Visualizza commenti (3)
  1. prima o poi il “cane che si morde la coda” andrà fermato; se non si estende notevolmente la rete di ricarica anche al centro sud è ben difficile che vengano vendute auto elettrificate in Italia….
    certo che se “il cane a 6 zampe” ed il suo padrone continuano ad impedirlo…

    1. Però Damiano dobbiamo guardare in faccia alla realtà. Metà della popolazione Italiana abita al nord e ha stipendi medi più elevati del sud, quindi, non sarà giusto, ma è indubbiamente ovvio che chi deve investire per l’installazione di infrastrutture di ricarica lo faccia seguendo criteri che permetteranno il rientro dell’investimento in tempi più brevi. Poi ti do pienamente ragione quando dici che è un cane che si morde la coda, ma se fosti tu quello che ci deve mettere la grana cosa faresti?

      1. ciao Marco P
        Se fai un giro nel centro sud Italia (che comprende pure Lazio, Marche, Campania etc) vedrai una gran quota di costose vetture (SUV, sportive, berline seg. D/E) anche nuovissime …ma ICE… perché è più difficile affidarsi ad una rete mal disposta, mal mantenuta, mal presidiata (ed in preda a ladri di cavi ed occupatori abusivi). Potrebbe essere tranquillamente vendute molte BEV (per costo acquisto e TCO pure inferiore) di pari categoria, ma non è facile magari ricaricare fuori dalla comfort zone conosciuta. Sarebbero pure ben più facili da ricaricare gratis se si ha pure il FV a casa o azienda visto la migliore esposizione al sole per giorni ed incidenza raggi (e minori esigenze per riscaldare casa).
        Tesla in Europa ha portato i suoi SUC per promuovere le vendite auto…non ha atteso di venderne migliaia .
        Dovrebbero essere le case automobilistiche (Stellantis per prima) a promuovere punti distribuiti di ricarica (anche AC)..almeno nelle aree vicine ai loro stabilimenti (Atessa, Cassino, Melfi, Pomigliano ) per avere almeno tra dipendenti e indotto una piccola “base” clienti.. ci vuole visione..non aspettare che siano sempre gli altri a fare, magari coi soldi pubblici.
        Per quanto mi riguarda..ho fatto sacrifici per mettere in impianto FV sul tetto quando avevo consumi ridicoli in casa (sempre fuori x lavoro) ma poi le condizioni sono cambiate e ho recuperato alla grande.. e poi pure la BEV, che impone piccole modifiche alle abitudini ma poi ripaga ..
        Essere imprenditori è anche avere coraggio e voglia di rischiare per ottenere un risultato…
        PS ricordiamoci che il centro sud è pure molto frequentato da turisti nazionali ed esteri (che già sono al 20% di BEV) e bisogna farli arrivare a destinazione 😉

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