Ricariche nei centri commerciali, questo serve


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Ricariche nei centri commerciali, questo serve per supportare chi non può rifornirsi a casa o al lavoro. È la proposta di Marco, un lettore. Vaielettrico risponde. 

Ricariche nei centri commerciali, soprattutto fast

Ricariche nei centri commerciali
Una ricarica Eni Be Charge, ora Plenitude, in un supermercato Carrefour.
“Approfitto dell’interessante tema da voi introdotto, l’ottimizzazione dei tempi di ricarica con le altre attività quotidiane, per sollevare una questione. Non nuova, ma che potrebbe essere decisiva per la diffusione della mobilità elettrica: la ricarica fast nei centri commerciali. E non è un caso se uso il termine fast e non superfast, perché mediamente lo shopping o la spesa difficilmente avviene in meno di mezz’ora. Si dice spesso che la mobilità elettrica è consigliata solo a chi può ricaricare a casa o al lavoro. Ma non sempre viene affrontato il tema di come dare una possibilità anche ai milioni di residenti in condomini senza box auto. In zone con posti auto limitati alla giungla delle strade pubbliche. Oltre alle soluzioni già più volte evocate (esempio ricariche nei lampioni o nei marciapiedi), la ricarica fast nei centri commerciali risolverebbe tanti problemi.

Il prezzo? Meno di 0,60 al kWh

Chiunque fa la spesa una o più volte a settimana, ed il tempo impiegato quasi sempre è compreso tra mezz’ora ed 1 ora. Ecco quindi che se tutti i centri commerciali e/o supermercati avessero degli hub di ricarica di una decina di stalli (meglio se in futuro espandibili), e magari a prezzi calmierati  (ad esempio a meno di 0,60 al kWh, chiunque potrebbe passare alla mobilità elettrica. Anche senza un punto di ricarica privato o sul lavoro. E mantenere prezzi di questo livello moderato (che confrontati con il prezzo attuale dei carburanti sarebbero comunque convenienti) sarebbe coerente con potenze di ricarica moderate in DC. Comprese tra 50 e 100 kW, tali dunque da consentire nella maggioranza dei casi il tipico rabbocco 20-80% in tempi compresi tra 30 e 60 minuti.

Ricariche nei centri commerciali: disagi azzerati

Ricariche nei centri commerciali

Ovviamente per coprire meglio tutte le esigenze l’ideale sarebbe avere hub di ricarica con le più diverse potenze. Inclusi stalli in AC per chi si fermasse anche a pranzo e qualche colonnina superfast per chi andasse molto più di fretta. Ma la soluzione 50-100 kW sarebbe sicuramente la più azzeccata e richiesta nella maggioranza dei casi. Per favorire questo scenario, uno Stato lungomirante potrebbe istituire bonus o sgravi fiscali per i centri che si dotano di queste infrastrutture. Sulle autostrade totalmente servite ci arriveremo per legge entro un paio di anni. Se fossero diffusamente coperti anche i centri commerciali, chiunque potrebbe passare alla mobilità elettrica con disagi azzerati, senza aspettare altro! Non so se in altre nazioni europee o mondiali ci siano idee simili a tal proposito. O se il mercato stia già provvedendo da solo abbastanza speditamente. Marco Scozzafava

In Francia (vedi Lidl) la copertura è capillare

Ricariche nei centri commerciali

Risposta. Nei principali mercati europei, in cui l’auto elettrica è più diffusa, ci si sta già arrivando. In Francia, per esempio, in una riunione all’Eliseo tenuta a fine maggio, Lidl ha presentato un piano massiccio di nuove installazioni. Obiettivo: diventare una rete cruciale per gli automobilisti, la più capillare, con prezzi talmente competivi da rimescolare le carte sul mercato. Investimento: 65 milioni di euro nel solo 2026. E la concorrenza non sta a guardare, dotando a sua volta di ricariche la maggior parte dei centri commerciali. In Italia qualcosa si sta muovendo, ma con molta più lentezza, anche se gli esempi virtuosi non mancano. L’osservazione di Marco è comunque corretta: fai la spesa e intanto ricarichi, è la soluzione ideale.
– Leggi anche: è la jungla dei prezzi di ricarica il vero problema
Visualizza commenti (6)
  1. Si, assolutamente, si: nei centri commerciali le soste dei clienti non credo superino le due ore quindi anche la potenza delle colonnine va parametrata; possono bastare AC22kW (con cui si possono ricaricare anche i km di tutta la settimana per gran parte degli utenti che girano in città… 30km al giorno ! ) e non oltre i 150kW (per poter installare più colonnine al posto di quelle da 350kW che è meglio stiano in impianti rifornimento (le care vecchie “stazioni di servizio”, però con bar/bagni/edicola e magari pure area WiFi per chi lavora in mobilità).

    I parcheggi pubblici individuati per soste lunghe (da 4 ore in su) andrebbero “popolati” di prese di ricarica lenta (AC 3 o 6kW), magari sfruttando lampioni perimetrali cui attaccarsi col cavo dell’auto (inutile lasciar materiale disponibile a ladri e vandali); ormai inutile ribadire che serve coprire i parcheggi con tettoie fotovoltaiche come nella ormai famosa legge francese (copiare e magari migliorare ? ) così le strutture producono contemporaneamente energia per l’ente pubblico e posti confortevoli e sicuri sia per i veicoli che per i cittadini (vogliamo scommettere che con zone ombreggiate dal FV sono più fresche di quelle scoperte durante le estati ormai torride stile africano? ).

    Ovviamente la base fondamentale è finanziare stabilmente (o quantomeno agevolare con leggi e decreti (e meno “de’ cretini” ! ) le installazioni anche private di impianti FV, accumuli e WB sia nel privato (cittadini e aziende) che tra enti pubblici, perché poter partire col veicolo già carico e magari climatizzato è un vantaggio enorme, che poi riduce la necessità di stazioni ricarica molto potenti ove convergere in massa…

    Auguriamoci comunque che le prossime auto (specie le seg. A / B ) siano meglio attrezzate per la ricarica (AC Minimo 11kW e almeno 130 DC) e le seg. >B su piattaforme 8/900V magari rinunciando a tanti, troppi “gingilli” e finiture “di lusso” (per ridurre costi, e peso veicolo= consum)i: si può vivere anche senza il portellone elettrico… le lucine led cangianti, gli interni in “simil-pelle” e gli eccessi di cromature (magari per chi non resiste senza può tornare a fiorire il mercato delle personalizzazioni post vendita)…. meglio spendere i propri soldi in veicoli concreti che baracconi scintillanti per dar nell’occhio (ma dover rifornire di continuo perché han risparmiato proprio su batterie e OBC )

  2. Quando vado in vacanza affitto sempre degli appartamenti. Questi raramente sono dotati di colonnine di ricarica, pertanto ricaricare nei supermercati mentre facciamo la spesa è la soluzione che adotto. In particolare all’estero uso i supermercati Lidl per economicità dei prezzi di ricarica e disponibilità.

  3. Noto sempre più spesso colonnine super fast nei centri commerciali come anche negli stalli di parcheggio in città..
    Da utente elettrico io privilegerei colonnine Quick o fast da 22kw a 50kw dove ai parcheggia l’auto per tempi superiori all’ora quindi centri commerciali o stalli di parcheggio in città, me tre metterei super fast in stazioni specifiche simili alle attuali stazioni di rifornimento dove le auto stanno al massimo 20/30 minuti se proprio devo o caricare tanto e velocemente.
    Sinceramente per la mia esperienza occupare posti di parcheggio con le super fast è un controsenso perché la sosta dura molto poco.

  4. Quelle auto a benzina parcheggiate negli stralli di ricarica delle elettriche… Foto infelice benché purtroppo molto realistica

    1. In effetti l’auto bianca al centro sembra proprio fuori luogo; commento ironico solo per dire che molto spesso è la normalità vedere auto a combustione parcheggiate dove non dovrebbero e quando invece ci sono auto elettriche, quasi ti stupisci…

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