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Ricariche dai lampioni: Londra ci crede, sono già centinaia

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Una Mini-e nuova fiammante in ricarica presso un lampione nel quartiere londinese di Westminster.

Ricariche dai lampioni: Londra ci crede e ne sta installando centinaia, per creare una rete (ovviamente in corrente alternata) il più capillare possibile. Pensata per chi non ha la possibilità di ricaricare a casa.

Ricariche dai lampioni: a Westminster una rete capillare

Le ultima installazioni sono in Sutherland Avenue (zona W9), grazie a una partnership tra la Siemens, la municipalità di Westminster e Ubricity, società specializzata in questo tipo di servizio. Ma altri 33 allacci verranno collocati entro l’estate nelle due strade adiacenti, tutte di Tipo 2, da 3 a 22 kW di potenza. A oggi i “lampioni che ricaricano” a Westminster sono già 296, in buona parte con infrastrutture Siemens. Ma entro l’anno, Corona Virus permettendo, ne saranno messi in servizio altri 450, mettendo a tacere chi dice che “non ci sono colonnine di ricarica“.

ricarica dai lampioni
(Questa foto è tratta dal sito Ubricity.co.uk)

I vantaggi di questo tipo di servizio sono evidenti: da un lato si usano strutture già esistenti, che vanno soltanto modificate con interventi neppure troppo costosi. Dall’altro si rende evidente la presenza di una ricarica capillare, senza dovere andare a cercare le colonnine negli spazi riservati. Quel che si chiede a chi ricarica, è di non occupare lo spazio una volta che l’operazione è terminata, per garantire una rotazione  e dare spazio ad altre auto elettriche o ibride plug-in.

In Italia due a Verona e sperimentazione a Pescara

Nel continente Ubricity è riuscita ad avviare esperienze significative solo in Germania, a Berlino e Monaco, ma non certo della capillarità della capitale inglese. In Italia già nel 2018 era stata programmata una sperimentazione da parte di Enel X a Pescara (qui l’articolo), con prese da 25 kW, ma non si è avuto notizia di seguiti significativi. A Verona, ci ha segnalato su Twitter Paolo Fabris (clicca qui), l’amministrazione comunale ne ha fatte installare due.

Ricariche dai lampioni
Due ricariche dai lampioni anche a Verona (foto inviataci da Paolo Fabris via Twitter)

In Francia,  riferisce il sito Automobile Propre (qui l’articolo), già nel settembre 2016 era partita l’iniziativa City Charge, a La Roche-sur-Yon, nei Paesi della Loira. I promotori erano la SyDEV e Bouygues Energies et Services, ma anche quell’esperienza di ricariche dai lampioni non ha avuto seguiti significativi. Ma è chiaro che nel Regno Unito, e a Londra in particolare, c’è una duplice spinta. Da una parta un mercato delle auto ricaricabili che cresce molto più velocemente che da noi. Siamo al 6% di quota di mercato, tra elettriche e ibride plug-in, più del doppio che da noi. E ci sono amministrazioni pubbliche molto più determinate nel perseguire la transizione verso le emissioni zero.

 

 

5 COMMENTI

  1. Il titolo è fuorviante e segue la bufala che si possa usare i lampioni per installare prese di ricarica. Un led per illuminazione stradale ha una potenza compresa, mediamente, tra 35 e 75W. Per cui l’impianto elettrico di un’impianto di illuminazione stradale è cosa a se stante e il lampione può essere solo il supporto fisico su cui si mette la presa.
    Non sarà questo che risolverà il problema della diffusione delle colonnine di ricarica.

    • Ma nell’articolo c’è scritto che bisogna intervenire nell’infrastruttura dei lampioni, questo ci sembra del tutto ovvio. E il titolo “fuorviante”? Perché mai?

    • Be’ per loro stessa natura le linee dei lampioni sono in serie e quindi devono essere dimensionate sulla potenza totale e non su quella del singolo lampione….
      La potenza a questo punto non sarà sufficiente per mettere una colonnina su ogni lampione ma di sicuro per installarne alcune ce ne sarà in abbondanza… ovviamente quando sono accesi di notte il discorso é diverso

  2. E molto interessante aganciare lo sviluppo della trazione elettrica a l’uso dell’infrastruttura capilare del illuminazione publica che e stata elettrificata ormai da piu di 120 anni

    Interessante a questo proposito la sperimentazione del Trambus di Bollore sugli Champs Elysees che ho potuto speimentare fine 2015

    9 stazioni monoblocchi di ricarica e di fermata passegeri erano state depositate al suolo in poco tempo da

    Queste stazioni comprendevono le supercapacita destinate a caricare le supercapacita imbarcate sul Trambus

    Impressionante era di vedere l’indicatore di carica scendere tra due stazioni e risalire quai instanzmente alla fermata

    l’alimentazione la stazione di ricarica non comportando picchi per la rete questa era alimentata semplicemente a partire dells rete di illuminazione dei champs elysees

    La trazione elettrica era alimentata esclusivamente a partire delle supercapacita quando in servizio sulla linea e invece era assicurata da una batteria per collegare la navetta con la stazione di deposito

    https://www.blue-solutions.com/wp-content/uploads/2016/03/DPCOP21_BLUETRAM_8_P_210x297.pdf

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