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Ricaricare la Spring: i dubbi dei lettori, Vaielettrico risponde

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Ricaricare la Spring: ci scrivono due lettori, entrambi in cerca di info sulla piccola Dacia. Roberto sta per acquistarne una e chiede come ricaricarla al meglio. Giovanni la possiede già ed è alle prese con il fenomeno del vampire drain. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it
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Ricaricare la Spring / I 3 quesiti di Roberto

“Sono in trattativa per l’acquisto di una Dacia Spring, ma ho alcuni dubbi. L’idea sarebbe quella di caricarla alla presa domestica, ci sono controindicazioni (passerei dai 3 kW attuali a 4.5 kW)? Il venditore mi ha detto che è meglio caricarla quando la batteria scende sotto il 20%, è vero? Per il tipo di auto mi ha sconsigliato una wall-box ma dice che la presa domestica può bastare, siete d’accordo? Grazie“. Roberto Frattini
ricaricare la springRisponde Paolo Mariano – Abbiamo spesso affrontato l’argomento della ricarica casalinga. Si può scegliere di farlo utilizzando una wallbox oppure il caricabatterie con interfaccia schuko in dotazione all’auto. Nel caso di Dacia Spring, con tale caricabatterie, la ricarica avviene a 10 Ampere (2,3 kW). Questo tipo di ricarica presenta un aspetto negativo e dei rischi, in alcuni casi. Per questo motivo tendiamo a sconsigliarla.L’aspetto negativo della ricarica attraverso il cosidetto “carichino” sta nella bassa efficienza di questo tipo di ricarica. Si stima che, a questa potenza, l’efficienza possa scendere attorno al 90%. Cioè, ogni 10 kWh prelevati dal contatore, solo 9 finiscono nella batteria. Il rischio invece è rappresentato dal fattore-sicurezza. Se intende utilizzare stabilmente questo sistema di ricarica, faccia controllare prima l’impianto da un elettricista. Potrebbe essere necessario provvedere a un corretto dimensionamento dei cavi e dei connettori che portano la corrente alla presa.

ricaricare la solingRicaricare la Spring  Meglio evitare il “carichino”

 Il rischio è un surriscaldamento dell’impianto con un successivo danneggiamento, o peggio ancora un incendio. Se per qualche motivo non intende installare una wallbox fissa, esistono sistemi di ricarica mobili integrati nei cavi, come ad esempio Juice Booster 2, che possono essere caricati in auto e utilizzati anche altrove. A differenza del caricabatteria fornito da Dacia, questo è progettato per un utilizzo continuativo. E dispone di sistemi di sicurezza in grado di prevenire qualsiasi danno. Riguardo al fatto che sia meglio caricare l’auto quando il livello scende al 20%, forse il venditore intendeva altro. Ovvero cercare di evitare che la batteria resti con una percentuale di carica inferiore al 20% troppo a lungo. Perché questo può danneggiare la batteria. Vale per qualsiasi auto elettrica. Altrettanto sconsigliabile è lasciarla completamente carica a lungo.
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“L’auto è ferma, ma la batteria si scarica, perché? È normale per un’auto elettrica?”

“Ho acquistato una Dacia Spring, vorrei capire come mai la batteria dopo aver staccato il cavo di alimentazione nella successiva fase di 2 ore, a macchina ferma in garage, la batteria scende del 2,3%. E poi continua a scaricarsi ma con una percentuale inferiore. Praticamente, se non adopero l’auto, ricarico batteria per niente. Sarà un difetto o è normale per una auto elettrica?. Ho letto che ci sono inverter tedeschi che hanno questo problema, è vero???? Cosa posso fare per evitare che la batteria si scarichi???  Forse dovevo aspettare a comprare un’elettrica, le prime sono sempre difettose. Ringrazio e cordialmente saluto”. Giovanni Nepote.

Il vampire drain? Non può scaricarla così tanto

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La Dacia Spring del nostro test nei pressi di Madonna di Campiglio
Risponde Paolo Mariano – Il fenomeno di scaricamento della batteria, ad auto parcheggiata, ha un nome: si chiama vampire drain. L’auto, anche se parcheggiata e spenta, può in alcuni casi avere dei piccoli assorbimenti. Non conosco a fondo quelli di Dacia Spring, ma dubito che siano particolarmente consistenti. Visto poi che non dispone di “modalità sentinella” (come Tesla), nè di sistemi evoluti di monitoraggio via app o di climatizzazione batteria a veicolo fermo.  E uno scaricamento di oltre 2 punti percentuali in poche ore sembra da escludere. Ho formulato due ipotesi per dare una spiegazione a quanto da lei rilevato. La prima è che lei non abbia registrato la riduzione percentuale di carica della batteria. Ma piuttosto l’abbia calcolata guardando all’autonomia indicata da quello che chiamiamo l’indovinometro (l’indicatore di autonomia residua). Questo calcola quanti km è possibile percorrere sulla base dei consumi avuti di recente e degli assorbimenti istantanei. Oltre che della modalità di guida impostata, nonché delle utenze accese (radio, clima, ecc.). Guardare a questo dato non è per nulla indicativo.

Attenzione al freddo e ai suoi effetti

Se così non fosse e se lei avesse effettivamente rilevato la percentuale di carica residua, potrebbe trattarsi di una perdita temporanea della capacità di utilizzare l’energia. Dovuta a un raffreddamento della batteria. Quando le temperature si abbassano, infatti, una parte dell’energia stoccata nelle celle non è utilizzabile, nonostante ci sia. E necessario che la batteria si scaldi un po’ affinché possa tornare ad essere fruibile. Nel frattempo l’auto indicherà uno stato di carica che quindi è solo temporaneo. Comunque sia, caro Giovanni, non mi preoccuperei troppo di questo aspetto.

—   Dacia Spring: guarda la nostra video-prova   

Ricaricare la Spring.
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15 COMMENTI

  1. Anche noi possediamo la Spring da fine settembre e in garage la carico con 20A di ricarica. 20-25A sono le cariche migliori per efficenza energetica e allo stesso tempo calore generato. La 20A rimane a mio giudizio la migliore.

  2. Ho comprato una Spring per mia moglie da un paio di mesi e ne è entusiasta!
    Anch’io ho fatto una linea dedicata da 6 mm partendo dal contatore + protezioni adeguate. Ho usato una schuko rinforzata della Mennekes per ricaricare volendo, a 16 ampere per molte ore consecutive senza problemi ma l’auto è arrivata con carichino dotato di spina pressofusa italiana che teoricamente supporta al massimo 10 ampere… Tanto rumore per nulla, la gente si fa troppe pippe mentali, la ricarica domestica è più semplice di quanto si possa immaginare. Io ci metto una trentina di secondi per “attaccare una spina” poi non ci penso più fino alla mattina seguente. Il tutto di sabato notte, costa poco e posso lasciarla collegata quanto voglio. Ho portato la potenza del contatore a 4,5 kw almeno ora posso usare contemporaneamente forno e asciugacapelli senza far maratone inutili.
    Anche se le perdite fossero del 10% ogni 100 kw butterei via poco più di 2 euro, considerando che la wall box ne costa 800 e che la batteria è da nemmeno 30 kw, prima di ammortizzarne la spesa, campa cavallo. Si può tranquillamente gestire ricarica e preclimatizzazione dall’app che è semplice e spartana come l’auto ma funziona bene e fa il suo dovere. L’unico mio cruccio è l’indovinometro che ora col 100% della batteria segna 190 km di autonomia contro i 230 km dell’inizio ma se lo azzero mi indica subito quei 30 – 40 km in più. Se avete dubbi chiedete pure!

    • Visto. Resta il paradosso. Perché l’efficienza scende con l’immissione di correnti inferiori. Apparentemente non ha senso.
      Dove sto sbagliando?

      • Perché il caricabatterie dell’automobile invece che 3 ore con una ricarica più veloce, ne deve funzionare 5, 7, 10, 13 ore scaldando per la conversione in DC, quindi mangiando corrente e tenendo accesa la piccola pompa dell’acqua di autoraffreddamento dello stesso per molto più tempo. Molto semplice.

  3. Salve a tutti io la mi e-up la carico solo in garage. Ho fatto cambiare le prese dal mio elettricista con quelle scuko da 16 ampere regolato la ricarica tramite l app weconnet a 10 ampere e le prese dopo una notte di ricarica sono fredde. Prima avevo provato con quelle vecchie del garage e posso dirvi che dopo 2 orette erano già caldine. In tutto tra passare i cavi nuovi dal contatore al garage e cambiato due prese ho speso 100 euro.

  4. Ritengo che la Spring, al pari di una Twingo, una Up, una Smart e speriamo in futuro tante tante altre, tutte vere citycar, con le piccole batterie di cui sono dotate, possono essere caricate tranquillamente da carichini nelle ore notturne, ovviamente con impianti elettrici con sezioni opportune, carichini o più propriamente IC-CPD che però dovrebbero essere impostati su massimo 10A, meglio 8A o addirittura 6A se disponibile, una ricarica lenta che da studi recenti fa benissimo alla batteria e che risulterebbe assolutamente sufficiente per le basse percorrenze che le e-citycar sono destinate

  5. Salve a tutti. Posseggo una Dacia Spring da quasi 1 mese. Sono felicissimo dell acquisto. La ricarico da casa con il caricabatterie che ho acquistato a parte, in dotazione danno solo il cavo per la ricarica alla colonnina. Il caricabatterie in questione è ad 8 ampere per un assorbimento di 1.8 circa per 11 ore per ricaricare la batteria dal 20 all 100%. Prima di acquistare la vettura ho fatto creare una linea dedicata per la presa del caricabatterie con un cavo da 6mm, magnetotrrmico e salvavita, cosa che obbligherei a fare. Ho aumentato la potenza di fornitura dai 3 ai 4kw e fino ad oggi non ho mai subito interruzioni di energia. A parte ho poi comprato un secondo caricabatterie da 8,10,13,e 16 ampere, inquanto di notte riuscirei a caricare fino a 13 ampere senza problemi con un assorbimento di 3.9 kw.

  6. Grazie per la solerte risposta.
    Conosco abbastanza il meccanismo di ricarica AC/DC. E continuo a non comprendere la ragione di quanto mi dice. Sono perplesso… Anche usando un “volgare” trasformatore”, un ponte di diodi e dei condensatori, il rendimento sarebbe già più elevato. Immagino ci sia un chopper/booster per raggiungere la tensione di carica DC partendo dalla tensione AC della rete.
    Che sia un problema legato alle basse correnti di carica?

  7. Una domanda, perché con il carichino avrei una perdita del 10 per cento, ovvero per ogni 1000 W assorbiti dalla rete, 100 andrebbero persi? È un. Caricabatterie. L’efficienza teorica sfiora generalmente il 98 per cento. Dove finirebbe il 10 per cento? In calore? E dove?
    Caricando a bassa corrente, le perdite dovrebbero essere minori, non superiori.
    Potreste approfondire questa stranezza apparentemente inspiegabile?

    • Buon giorno Luca,
      quando lei ricarica la batteria in corrente alternata (sia se usa il “carichino”, sia se usa una wallbox, sia se usa una colonnina AC) la corrente alternata che preleva dalla rete deve essere trasformata in corrente continua prima di poter arrivare alla batteria dell’auto. Questa trasformazione avviene all’interno dell’auto. Tanto più bassa è la potenza di ricarica, tanto più bassa è l’efficienza (è più alta la quantità di energia che va sprecata).

    • Potresti compensare questa perdita, predisponendo una linea elettrica dedicata solo alla ricarica in modo da evitare perdite date dal riscaldamento del cavo stesso. Quando dico dedicata, mi riferisco di passare una coppia di fili ben sezionati 6mm, dal contatore… Ultima chicca, mi raccomando la messa a terra. Senza la massa, il caricabatterie non funziona

    • Ho una Spring da un mesetto e la carico sempre con un carichino a potenza variabile impostata a 8A, il carichino ha un display che mostra i kWh caricati, dai dati che ho rilevato io, ma anche altri utenti, l’efficenza a 8/10A è intorno al 97%.

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