La ricarica pubblica entra in una nuova fase: ABB E-mobility presenta la OM M-Series, un sistema modulare “split” che separa generazione e distribuzione della potenza. L’obiettivo è superare la logica della potenza installata e puntare su energia realmente erogata e redditività dei siti. Una svolta che potrebbe incidere anche sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica in Europa, dove efficienza e costi sono sempre più centrali.
Il settore della ricarica ad alta potenza sta evolvendo rapidamente: non basta più installare colonnine, ma serve ottimizzare l’utilizzo dell’energia e il ritorno economico per gli operatori. Per questo ABB introduce la nuova OM M-Series, una piattaforma che consente di configurare l’infrastruttura in base ai diversi casi d’uso, superando l’approccio standardizzato.

Potenza condivisa e distribuzione intelligente
Il cuore della M-Series è un’architettura che centralizza la potenza nei cosiddetti power cabinet e la distribuisce dinamicamente ai punti di ricarica. Questo significa che la potenza non è più vincolata alla singola colonnina, ma diventa una risorsa condivisa.
I dispenser – disponibili nelle versioni Solo, Duo, Dock e Ultra – supportano gli standard CCS1, CCS2, NACS e MCS, permettendo di servire una varietà di veicoli e scenari. La piattaforma assegna la potenza in tempo reale, adattandosi alla domanda effettiva e ai diversi profili di ricarica.
Secondo ABB, questo approccio consente di ridurre la potenza installata senza penalizzare le prestazioni, contenendo il costo per kWh erogato e aumentando l’efficienza complessiva del sito.
Scalabilità fino a 1,2 MW senza sprechi
La M-Series è progettata per crescere insieme alla domanda. Il sistema parte da 200 kW e arriva fino a 1,2 MW, supportando fino a 24 punti di ricarica. L’espansione avviene in moduli da 400 kW, senza necessità di riprogettare il sito.
Un aspetto rilevante, soprattutto per il contesto europeo, è la possibilità di evitare investimenti anticipati sovradimensionati, allineando la capacità installata all’effettivo utilizzo.
La densità di potenza dichiarata – 625 kW per metro quadrato – rappresenta un altro elemento chiave, soprattutto in aree dove lo spazio è limitato e costoso, come molte zone urbane italiane.
Tre scenari operativi: autostrade, retail e flotte
ABB ha progettato la M-Series pensando a tre principali contesti applicativi.
Nei corridoi di ricarica rapida, il sistema consente di partire con configurazioni contenute e scalare progressivamente, mantenendo ogni componente già installato produttivo nel tempo.

ABB ha progettato la M-Series pensando a tre principali contesti applicativi. Nei corridoi di ricarica rapida, il sistema consente di partire con configurazioni contenute e scalare progressivamente, mantenendo ogni componente già installato produttivo nel tempo.
Nei contesti retail e hospitality, come supermercati o stazioni di servizio, la piattaforma bilancia tra ricarica veloce e ricarica multipla a potenza più bassa, adattandosi ai tempi di sosta dei clienti.

Nei contesti retail e hospitality, come supermercati o stazioni di servizio, la piattaforma bilancia tra ricarica veloce e ricarica multipla a potenza più bassa, adattandosi ai tempi di sosta dei clienti.
Per le flotte commerciali, uno dei segmenti più complessi, la M-Series offre flessibilità: supporta sia ricariche ad alta potenza sia ricariche lente notturne, senza dover costruire infrastrutture separate. Un punto importante, considerando l’incertezza che ancora caratterizza la diffusione di camion elettrici e standard come il MCS in Europa.
Integrazione digitale e gestione avanzata
La piattaforma si integra con i sistemi digitali di ABB per la gestione, includendo monitoraggio in tempo reale, diagnostica basata su intelligenza artificiale e manutenzione semplificata.
Non manca la predisposizione per scenari energetici più complessi: è disponibile un sistema opzionale di accumulo che consente il peak shaving e una maggiore flessibilità nei siti con limiti di rete, un tema particolarmente rilevante anche per il mercato italiano.
Le API aperte e un SDK dedicato permettono inoltre l’integrazione con piattaforme di terze parti, un requisito sempre più richiesto dagli operatori.
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