Ricarica pubblica troppo cara? Ecco le 4 cause

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Ricarica pubblica troppo cara in Italia? Ecco perché nell’analisi di Emanuele Regalini, dell’Autorità pubblica dell’energia ARERA. L’analisi, di grande interesse, è stata presentata durante un convegno a Key Energy e poi riproposta su LinkedIn. Ecco le 4 cause principali. Nella speranza che, dice Regalini, “operatori più innovativi e che meglio conoscono il settore energetico” riescano a tagliare le tariffe

Ricarica pubblica troppo cara: “Il tasso medio di utilizzo è del 2%…”

Ricarica pubblica troppo cara
Il grafico che accompagna l’intervento di Emanuele Regalini di Arera su Linkedin.

1)Bassissimo utilizzo delle infrastrutture: in Italia le colonnine restano inutilizzate per gran parte del tempo, con tassi medi di utilizzo non superiori al 2%. Con così poca energia erogata, per i gestori (CPO) è difficilissimo recuperare gli investimenti iniziali e i costi fissi in bolletta … 
2) Bassi fattori di utilizzo sono dannosi non solo per i CPO, ma anche per il sistema elettrico. Le connessioni elettriche per le colonnine sono utilizzate circa 20 volte meno rispetto a quelle per siti commerciali o industriali. Questo significa che stiamo pagando per una capacità di rete enorme, che resta quasi sempre inutilizzata…
 3) L’effetto del Regolamento AFIR: purtroppo, anche gli obiettivi europei contribuiscono a tenere bassi i fattori di utilizzo. Installare 1,3 kW di potenza per ogni VE circolante rende “matematicamente arduo” superare tassi di utilizzo del 5-6%.
4)  La filiera è lunga: il prezzo è frutto dell’attività dei molti soggetti che interagiscono per fornire il servizio al cliente (CPO, MSP, operatori di roaming, banche, …)“.

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Emanuele Regalini (Arera)

“Se salisse al 5% il costo al kWh calerebbe di 20 cent…”

Regalini chiude il suo post con 4 spunti a cui, per trasparenza, dovrebbe rispondere che le colonnine le gestisce:
1) Per la ricarica a bassa-media potenza, la tariffa speciale BTVE di ARERA ha finora garantito ai CPO bollette sempre inferiori ai 29-30 €cent/kWh. Anche se la ricarica viene poi venduta a 50-65 €cent/kWh.
2) Per la ricarica ad alta potenza, basterebbe far salire l’utilizzo delle stazioni dal 2% al 5% per vedere un calo di circa 20 €cent/kWh della bolletta dei CPO…
3) Ma questo risparmio arriverebbe al cliente finale o verrebbe assorbito dai molti soggetti della filiera?
4) Mismatch Tecnologico: negli ultimi anni si installano molte colonnine veloci e ultra-veloci (fino a 350 kW). Ma la maggior parte dei VE circolanti non può accettare tutta questa potenza. Oggi i CPO applicano il prezzo massimo a tutti, dalle utilitarie alle auto sportive, anche se il servizio utilizzato è molto diverso“.

Ricarica pubblica troppo caraA proposito di prezzi…/ Promozione IPlanet: 25 centesimi di sconto su 18 stazioni fino al 15 giugno

 

Visualizza commenti (9)
  1. Bene quindi abbiamo a che fare con persone che ci prendono in giro! Pensano che siamo stupidì o cosa? Perché la rete Supercharger viene usata più di altre? Forse perché è più bella? Perché è Tesla? O forse perché costa meno di tutti e’ più funzionante meno occupata abusivamente ecc…
    Devo dirlo io che se fornissero un prodotto a buon prezzo ed un servizio più decente sarebbero a chiedersi come incrementare la rete invece che a dire stupidità…

  2. Quando avevano prezzi umani caricavo spesso dalla colonnina, adesso zero o quasi. Ma chi vogliono prendere in giro? Ma pensano di avere a che fare con gli stolti? Senza contare che buona parte delle colonnine è stata realizzata con vari aiuti della comunità europea, quindi nostri soldi.

  3. Settimana scorsa ho ricaricato a un Supercharger Tesla in Francia a 0,17 €/KWh validi 24h/24. Siccome Tesla non è un Ente di beneficenza…si deducono le politiche energetiche errate fatte in Italia

  4. Quando costavano il giusto venivano usate regolarmente e parecchio anche, quando hanno iniziato a fare cartello i soliti noti alzando i prezzi in maniera insensata, l’utilizzo è calato, non è difficile capire che se costassero di meno molte più persone (anche chi può caricare a casa), le utilizzerebbe.

  5. complimenti a Regalini, mi sembra che parla chiaro senza giri di parole;
    sto ancora pensando sul punto 2, letta la contrario, cioè se venisse abbassato il prezzo di 20 cents, e ne seguisse un aumento di utilizzo della colonnina dal 2 a 5%, il gestore non ci perderebbe

    Allora perché non si assisteva (prima della guerra in Iran) più in fretta a una discesa dei prezzi? per via delle tariffe per gli operatori in roaming? o perché stimano che se un fornitore abbassasse i prezzi per attirare più clienti, anche gli altri operatori lo seguirebbero, diluendo l’effetto di attirare più clienti, e a breve termine l’utilizzo delle colonnine salirebbe “solo” al 3-4% (grazie a utenti che prima ricaricavano solo a casa, invece che a utenti sottratti ad altre colonnine concorrenti se anche queste riducono il prezzo) e non al 5% necessario per non guadagnare meno di adesso? sicuro qualcosa mi sfugge, avranno fatto i loro conti, oppure più banalmente c’è anche odore di cartello imposto dai due noti maggiori operatori, in ossequio agli indirizzi del governo e del colosso ENI, di proteggere il più possibile le vecchie filiere fossili

    1. Solo pochi anni fa i CPO a contendersi il mercato HPC italiano erano si e no 3 grandi operatori, di cui 2 nazionali … Se avessero praticato prezzi bassi tra loro 3 gli spostamenti dei clienti sarebbero stati minimi anche grazie al livellamento prezzi ed avrebbero impedito l’ ingresso di ulteriori CPO esteri che vedonoargoni interessanti proprio per i prezzi elevati che teniamo in Italia…a parte i costi delle storture burocratiche…ma quelle sono uguali per tutti quei in Italia…

  6. Daniele Sacilotto

    Quindi se da domani smettessimo tutti di ricaricare a casa e immolandoci alla causa utilizzassimo esclusivamente le colonnine pubbliche potremmo realisticamente aspettarci un taglio dei prezzi?
    Alzi la mano chi ci crede

  7. Sembra una barzelletta vero?
    Le ricariche in Italia costano troppo perché le colonnine HPC son poco usate..
    Le ricariche in Italia son poco usate perché costano troppo.

    Se è vero che basterebbe passare dal 2 al 5% l’utilizzo per abbassare il costo di ricarica…. ma che gli ci vuole a fare qualche mese continuativo e senza strani meccanismi per goderne ?
    In fondo i principali CPO (dominatori del mercato italiano) mica se la passano male …

    https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/03/19/descalzi-con-prezzi-greggio-e-gas-elevati-ci-sara-dividendo-straordinario_61927a0e-ade2-48a6-bf3b-d9459282c566.html

    invece che distribuire dividendi favolosi… li usassero per favorire i clienti e far partire il mercato !

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