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Ricarica per principianti: 10 consigli per la prima volta

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All'inizio, quando dobbiamo ricaricare l'auto elettrica, ci sentiamo tutti un po' Fantozzi, poi...

Ricarica per principianti: la prima volta non si scorda mai. Tra colonnine tutte da decifrare, app e cavi, l’esperienza non è sempre felice: 10 consigli di base. Sono tratti in gran parte da una Guida realizzata dall’operatore francese Chargemap.

1. Ricarica per principianti: dimentica Bancomat e…

ricarica per principiantiA differenza dei distributori di benzina, la maggior parte delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici non funziona con carte bancarie. Niente bancomat, niente carta di credito. Per poter rifornire la tua auto, devi abbonarti a un operatore tra i tanti che offrono questo servizio. Ovviamente sincerandoti che sia presente con le sue colonnine nelle zone che frequenti abitualmente. Una volta scelto l’operatore, devi firmare un contratto (normalmente on-line) e dotarti di una card o di una app sul cellulare. Gli addebiti per le ricariche finiranno direttamente sul tuo cellulare.

2. Ricarica per principianti: verifica le “tue” tariffe

Ogni operatore offre tariffe diverse. Se vuoi evitare spiacevoli sorprese, dai un’occhiata prima di iniziare. In genere si paga un tanto a kWh, un quantità di energia che in genere  ti consente di percorrere dai 5 ai 7 km (dipende da quanto consuma la tua auto). L’operatore che dispone della rete più capillare in Italia, Enel X, applica tariffe da 0,40 euro per ogni kWh. Ma ci sono anche tariffe flat, come nei telefonini: paghi un tot al mese, indipendentemente da quanto poi consumerai.

3. Assicurati che la stazione di ricarica sia accessibile

elettrico per principiantiLe app degli operatori non servono solo per attivare e concludere la ricarica: ti danno anche una serie di informazioni sulle singole colonnine. Dove sono, che potenze erogano (e quindi quanto può durare il tuo rifornimento) e soprattutto se sono disponibili. Ovvero in funzione e non occupate da altri automobilisti. Eviti così di perdere tempo per raggiungere colonnine che non possono ricaricare.

4. Non dimenticare il tuo cavo di ricarica

La maggior parte delle stazioni di ricarica pubbliche (quelle in corrente alternata AC) non è dotata di cavi per il collegamento alla tua. Devi sempre tenere un cavo compatibile con il tuo veicolo elettrico per la stazione di ricarica a cui stai andando in auto. Niente paura, comunque, puoi consultare la guida facile ai cavi di ricarica realizzata da un esperto come Paolo Mariano.

5. Assicurati di ricaricare alla giusta potenza

Assicurati di conoscere i limiti della tua auto in termini di capacità di ricarica. Se colleghi la tua auto a una stazione che eroga una potenza in kW superiore a quello che la tua auto può accettare, il sistema di ricarica si adatterà alla tua auto. Esempio: se la colonnina è da 22 kW, ma la tua auto accetta solo fino a 7 kW, sarà quest’ultima la quantità massima di energia immessa nella tua auto ogni ora. Ed è su questa quantità che devi calcolare i tempi del rifornimento.

6. Non dimenticare di attivare la card

Può sembrare ovvio, ma prima di poter ricaricare utilizzando la card, è necessario attivarla. Molti utenti che hanno preferito utilizzare una card invece della app sul telefonino, pensano che, appena ricevuta questa si attivi automaticamente. Spetta a te attivarla seguendo le istruzioni.

7. Avere sempre un piano B (e C)

ricarica per principiantiStazione di ricarica occupata, fuori servizio, macchina parcheggiata davanti alla stazione di ricarica ma non collegata … Sono tutti eventi comuni ed è per questo che dovresti sempre avere una soluzione alternativa o due nella manica . Ciò significa che non dovresti aspettare l’ultimo momento per ricaricare il tuo veicolo. Quando selezioni la tua stazione di ricarica, dai un’occhiata per vedere se ce ne sono altre sul tuo percorso, in modo da raggiungerle velocemente se necessario.

8. Non lasciare l’auto collegata alla presa se è carica

La logica alla base del galateo dei veicoli elettrici è quella di consentire al maggior numero di persone di avere accesso alla rete di ricarica. E quindi di favorire un rapido turnover dei veicoli elettrici nelle stazioni. Se lasci il tuo veicolo collegato quando non è necessario, stai monopolizzando la stazione di ricarica e potenzialmente impedendo a qualcun altro di ricaricare. Inoltre, questo può essere un errore costoso . In questo caso, se lasci l’auto collegata alla presa di corrente dopo che ha raggiunto il 100%, molti operatori ti applicano una tariffa supplementare di penalizzazione.

9. Carica la batteria fino all’80%

Se vuoi guadagnare tempo (soprattutto se utilizzi una stazione di ricarica rapida), non aspettare che la batteria sia carica al 100% . Circa il 50% del tempo di ricarica (a seconda della batteria e della stazione di ricarica utilizzata) viene impiegato per ricaricare la batteria fino all’80%. Il restante 20% viene ridotto a un rivolo, impiegando altrettanto tempo o anche di più.

10. Ricarica per principianti: siam tutti un po’ Fantozzi…

ricarica per principiantiRicaricare è un’esperienza completamente nuova, non ti devi scoraggiare se all’inizio ti senti un po’ Fantozzi. Con un minimo di esperienza (e di informazione) sarà tutto più semplice. Anche perché devi familiarizzare con un po’ si sigle nuove: a questo proposito puoi consultare qui il nostro “Ripasso per principianti: districarsi tra kW, kWh, AC, DC…”.

 Ricarica per principianti:  a voi com’è andata le prime volte che avete ricaricato un’auto elettrica?

 

 

 

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6 COMMENTI

  1. Io mi sono sentito… un po’ come Fantozzi! Devo ammettere però che il 99 per cento delle ricariche le ho fatte a casa di notte. La mia è Jimba, una Mazda MX30 con autonomia media di 200 km. Una batteria fi d’olio 32 KW ma si ricarica a “soli” 3 KW con cavo presa schuko e caricabatteria integrato nel cavo. Alle colonnine invece “soltanto” 6 KW, qualunque sia la potenza che può erogare la colonnina stessa. Tanto permette il caricatore/regolatore di carica on board alla vettura. Non ho ancora provato la ricarica rapida DC a 55 KW. Considerando che la batteria è relativamente piccola rispetto alla maggioranza… i tempi di ricarica sono più o meno gli stessi di batterie più capienti ma con regolatore interno che eroga più KW. Per quanto riguarda le app, senza citare il nome, ne ho trovata una che sta cercando di riunire i vari fornitori in un unico circuito. Ottima iniziativa. Mostra comunque a mappa anche colonnine di altri operatori che attualmente non fanno parte del circuito. L’unica differenza è che per pagare e quindi prelevare energia devi scaricare altra app dedicata all’operatore esa circuito. Sarebbe bello e pratico poter pagare con bancomat o Postepay e simili. Si eviterebbero alcune complicazioni.

  2. Buongiorno a tutti. Va benissimo un articolo che spieghi tutti i retroscena della ricarica pubblica, ma i neofiti stiano pure tranquilli, non è così difficile come sembra e soprattutto, se potete disporre di un garage il 90 x cento delle ricariche lo potrete effettuare a casa vostra mentre dormite. Un caro saluto a tutti.

  3. Serve una regolamentazione pubblica. Che uno per ricaricare debba aver firmato un contratto ex ante, ricevuto ed attivato una card, è un obbrobrio di fronte alla necessità di avere un sistema di mobilità efficiente ed efficace. Compete al legislatore.

    Sul tema del post, da totale neofita del lato pratico, sento la mancanza di un’informazione importante in questa guida per principianti: la lista dei “tanti” operatori, i link ai siti, e il modo per sapere dove essi abbiano colonnine disponibili. Grazie anticipatamente.

    • Ha ragione. Ci ripromettiamo di fornire un elenco degli operatori con relativi link ai siti. Ma non ci chieda l’elenco delle colonnine disponibili: sono più di 10 mila già attive in Italia…

    • Ci sono tante app che fanno vedere le colonnine dove sono io è un anno che godo di una i3 elettrica e sto risparmiando soldi tanti

  4. Quando tutto sarà meno complicato, senza percorsi ad ostacoli, penserò all’elettrico. Nel frattempo ringraziamo chi usa le auto elettriche.

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