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Ricarica Leaf: poche prese CHAdeMO, una vergogna

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(credit foto: ChargeMap).
Charxcontrol

Ricarica Leaf: due lettere ripropongono il problema delle prese CHAdeMO sulle Nissan, sempre meno diffuse. Con la rabbia per una soluzione penalizzante e la domanda su quel che si può fare per rimediare. Vaielettrico risponde. Come sempre le mail con le domande possono essere inviate a info@vaielettrico.it

ricarica LeafRicarica Leaf (1): possibile che sia già obsoleta un’auto che ha solo 4 anni?

“Vorremmo fare una precisazione a quanto avete scritto in risposta al possessore Leaf, come noi peraltro. “Anche se le colonnine che sta installando Free to X in autostrada al momento prevedono anche una presa Chademo.” Non è vero . Sull’autostrada da Venezia a Verona le colonnine Free to X hanno solo la presa CCS, una VERGOGNA! Anche al supermercato Poli di Malè c’è una nuova colonnina Neogy che ha solo la presa CCS. Noi  possediamo una Leaf: com’è possibile che con un’auto di 4 anni siamo già considerati OBSOLETI? C’è qualcosa nel sistema che non va..Si parla tanto di Trentino, ma verificate: da uscita autostrada San Michele all’ Adige per la Val di Sole è praticamente impossibile percorrerla con un auto elettrica. Non ci sono punti di ricarica agevoli, a meno che si entri nei paesi e si vada alla ricerca di colonnine sperdute vicino ai supermercati! Scusate lo sfogo, ma è difficile usare un’elettrica senza avere l’ansia per le ricariche. Devi programmare i tragitti e sperare che le colonnine funzionino (tante spiacevoli sorprese si trovano spesso). E pensare che possiamo considerarci fortunati in confronto a tante altre regioni!“. Lucia e Bruno Lugoboni

ricarica Leaf
Il coinnettore CHAdeMO

Frustrazione comprensibile, ma nella rete Free to X ci sono 54 colonnine

Risposta. Lo sfogo è più che comprensibile: è frustrante guidare un’auto con pochi anni di vita e constatare che lo standard di ricarica veloce non è più installato nelle colonnine. Il motivo è quello che abbiamo scritto: in Europa ha vinto il sistema CCS e il giapponese CHAdeMO, con cui si ricaricano le Leaf, si trova sempre più di rado. Per quel che riguarda le Free to X, però, non abbiamo scritto sciocchezze. Da noi contattata, l’azienda ci ha risposto che “la tratta Venezia-Verona non è di competenza Aspi (Autostrade per l’Italia), quindi non ci sono colonnine Free To X“. Ad oggi sulla rete Aspi su 61 stazioni attivate da FreeToX (l’ultima è Murge Est sulla A14, presso Bari), 54 hanno anche il connettore CHAdeMO.

Ricarica Leaf (2): è possibile sostituire la CHAdeMO con una CCS? A che prezzo?

“Ho letto l’articolo “Brutta sorpresa con la Leaf alla colonnina”. E anche la vostra risposta in merito ad una possibile penalizzazione sul mercato dell’usato per la presenza della ricarica CHAdeMO su questa vettura(sempre meno diffusa alle colonnine). Vi chiedo, essendo anch’io possessore di una Leaf 40kWh: è possibile sostituire questa presa per ricarica con un CCS? Se sì, ci sono officine specializzate in grado di farlo nella mia zona (provincia di Salerno), o ci si può rivolgere alla stessa Nissan? Se possibile, a che prezzo? Massimo

ricarica LeafIn Italia non ci risulta, in Olanda c’è chi lo fa. Il costo…

Risposta. Non ci risulta che Nissan effettui questo tipo di operazione, né che che ci siano officine in Italia attrezzate per farlo. All’estero, invece, ci sono aziende che si propongono per aggiungere la ricarica CCS alle Leaf. L’olandese Muxsan (qui il sito), per esempio, descrive l’operazione sostenendo che la ricarica rapida arriva così a 80-120 kW (la CHAdeMO si ferma a 45). Salvo surriscaldamento precoce della batteria, con conseguente abbassamento della potenza di carica. Il nuovo allaccio CCS, però, stando alla descrizione che compare sul sito, sostituisce la porta di ricarica AC : “Se la tua auto dispone di una porta di tipo 1, riceverai un adattatore da tipo 1 a tipo 2 in modo da poter continuare a utilizzare i cavi di ricarica originali“, scrive la Muxsan. Il prezzo per l’operazione è di 2.990 euro. Non avendo notizie di clienti che hanno effettivamente provato questa soluzione, non siamo in grado di giudicarne l’affidabilità.

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33 COMMENTI

  1. a parte che freetox non esiste tra venezia e verona , anzi proprio non esistono ricariche se non un paio e solo in direzione verona, la presa chademo è la perdente, il betamax e chiunque abbia una lead dovrebbe pretendere da nissan il passaggio ad aryia a prezzi scontati. lo scandalo non è che non ci siano prese chademo ma che ci siano impianti con una sola presa ccs perché l altra è riservata alle chademo il cui parco circolante è ormai di qualche centinaio di vetture ( un migliaio al massimo) …

  2. Io so solo che ad avere coraggio le Leaf in vendita oggi potrebbero essee un grande affare. Certo: bisogna fare una propostaccia in sede di acquisto, ma di quelle veramente brutte che però si fanno buttando con nonchalance il rotolo dei 500 euro sul tavolo.
    Tipo 15.000 euro per una vettura di un paio d’anni con non più di 20k km (e su autoscout le “Liffe” da 40 kw praticamente nuove stannio già tra i 20 e i 22k… a volte meno…)

    Tanto ancora 8/12 mesi e anche i commercianti si accorgeranno che le auto con la chademo non le vuole più nessuno.

    Poi ripeto: ci si arma di coraggio, o si va in Olanda a ruote o si contratta per un trasporto (che se non avete particolare fretta costa meno di quel che si pensi) e con anche meno di 20k di spesa totale uno si fa la macchina nuova e “bonificata”.

    Certo, non si può essere dei “timorosi” e bisogna studiarsela bene.

    Peccato che a me non serva un’auto così grrande, perchè altrimenti giuro che un pensierino ce lo farei.

    E non escluderei che sto kit olandese tutto sommatosi possa montare anche qui con le giuste istruzioni.

  3. Alcuni commenti sono assurdi, specialmente quelli del tipo: “VE LA SIETE CERCATA SCEGLIENDO LA LEAF”.

    Premesso che ho sempre trovato la Leaf un’auto come uno degli esempi dell’auto che NON vorrei, è grave il fatto che si spendano decine di migliaia di euro per un’auto che vada in obsolescenza nel giro di un lustro. Questo fa il paio con il discroso sull’obsolescenza delle auto elettriche, dove la tecnologia è ancora per certi versi espplorativa portando ad acquistare mezzi costosissimi che richiano di avere un ciclo di vita operativa non paragonabile alle endotermiche. Altro esempio è Tesla che è la più evoluta, ha per esempio il problema delle batterie strutturali, e oramai è chiaro che i modelli con batteria strutturale hanno una riparabilità limitata dati i costi. Oppure mi chiedo se domani, quando ci saranno batterie migliori potremo cambiare le batterie delle auto auttuali con modelli a capacità maggiore e più veloci da ricaricare semplicemente con uno swap della stessa. Se i produttori mettono in commercio auto fuori standard, con batterie dal design proprietario, prese diverse, modalità di ricarica differenti, batterie ad obsolescenza, questo porta le auto elettriche ad essere scelte poco intelligenti, anche dal punto di vista dell’ambiente dato che una Leaf che potrebbe vivere 20 anni, va ad essere abbandonata dopo appena 4 o 5.

    • Io non dico Ve la siete cercata , ma quello che non tollero che ad oggi la Lexus UX 300 viene caricata in DC con Chademo e in AC a 7kw .
      Vi sembra normale ?

      • Qualcuno ti obbliga a prenderla?
        Se non ti piace, non acquistarla.
        Se carichi a casa, la AC da 7kW è più che sufficiente.

        • No nessuno mi obbliga a prenderla ma non trovo giusto che oggi in Europa venga proposta una Lexus con questo tipo di carica .
          Sperando che il venditore te lo spieghi

  4. Purtroppo a meno di improvvisi cambi di rotta di Nissan in merito alla disponibilità di un retrofitting ufficiale, temo che la Leaf – specialmente la versione 40kWh – invecchierà male proprio per questo motivo, più che per la batteria non climatizzata o altri piccoli difetti (alcune finiture discutibili, plancia che sembra un’accozzaglia di stili diversi – non c’è un pulsante uguale all’altro – infotainment old school). Lo dico da possessore, che quando ha acquistato l’auto era ben consapevole di questo limite. Nel mio caso, con una prospettiva di uso intensivo come pendolare giornaliero con ricarica casalinga, nel settembre 2020 – quando già era chiaro quale fosse il futuro di ChaDeMo – ho giudicato questo limite un piccolo scotto da pagare pur di avere a un prezzo particolarmente basso una segmento C pronta consegna comoda per gli spostamenti a medio raggio per tutta la famiglia con una prospettiva di vita di 8-10 anni (nel senso che all’acquisto avevo già programmato che intorno al 2028-2030, con almeno 200000km sul groppone, avrei dovuto valutare cosa fare dell’auto a seconda dello stato della batteria e del resto della meccanica, dei costi di sostituzione/rigenerazione batteria, della situazione della rete di ricarica e, per l’appunto, della eventuale possibilità di convertire la DC a CCS2 a un prezzo e in tempi di officina ragionevoli – non certo spedendo l’auto in Olanda!).

    Le alternative per me all’epoca erano poche: Model 3 completamente fuori budget, Kona 40kWh molto più costosa, Corsa-e e e-208 appena uscite, più costose, con più autonomia ma meno spaziose (che me ne faccio di 50km di autonomia in più se nelle occasioni in cui potrei sfruttarli devo lasciare l’auto a casa perché non ci stiamo?), ID3 ordinabile con tempi di consegna non chiari (e più costosa). In più la Leaf aveva dalla sua la vecchiaia: tutti i nuovi modelli erano più appetibili e tecnologicamente avanzati, ma più a rischio di incorrere in difetti di gioventù non ancora scoperti. Io avevo bisogno di un mezzo per andare da A a B e tornare ad A ogni giorno, con la massima affidabilità possibile, spendendo meno e puzzando molto meno che con la mia precedente auto diesel; questa per me era la prestazione non sacrificabile, e la Leaf la sta finora soddisfacendo appieno – non so se la comprerei oggi, ma non mi pento affatto di averla comprata poco meno di tre anni fa.

    Quando parlo della Leaf ai colleghi incuriositi la mia definizione di ChaDeMo è “ho comprato un Betamax”.

    In merito alla conversione della presa e del suo costo, se non ho capito male il problema è che i connettori DC necessitano di una elettronica di controllo che permette la comunicazione avanzata fra auto e colonnina. Nel caso del connettore CCS2 l’elettronica è nell’auto, per ChaDeMo nel connettore.

    Un convertitore dovrebbe quindi integrare tutta l’elettronica che la colonnina si aspetta quando un’auto comunica attraverso a CCS2.
    Questo, oltre a rendere probabilmente impossibili da commercializzare convertitori esterni per problemi di sicurezza, rende estremamente costoso un retrofitting integrato nell’auto.
    Probabilmente Nissan avrebbe le competenze, la conoscenza del veicolo e dei due protocolli e la platea di potenziali clienti da rendere meno costosa possibile e tecnologicamente affidabile la conversione. Da una parte non escludo che possa in futuro annunciare “a sorpresa” la possibilità, dall’altra rimango con i piedi per terra e mi dico che più passa il tempo meno è probabile; le vendite della Leaf sono ormai ridotte a zero, per cui se il parco degli attuali possessori non è sufficiente per convincere a investire su questo accessorio dubito che lo sarà in futuro, considerato che una casa automobilistica punta piuttosto a “supervalutare” l’usato per rifilare un’auto nuova che ad allungare la vita al vecchio modello che non genera più profitti – quale miglior alleato per l’obsolescenza programmata di un connettore di ricarica non più supportato e non sostituibile?

    Ovviamente anche io temo che man mano che le poche colonnine con ChaDeMo invecchieranno la tecnologia verrà abbandonata, lasciando la Leaf senza una minima rete di ricarica. Anche se non si programma, come nel mio caso, un uso per lunghe percorrenze, l’occasionale possibilità di ricarica fast è fondamentale (pur con tutta la programmazione capita il disguido – timer male impostato, wallbox in blocco, auto lasciata staccata. ecc.). Nel mio caso, se sparissero le 5 ChaDeMo su cui posso attualmente contare in caso di emergenza fra Rovereto e Trento (dovrebbero essere 6 ma una, segnalata sulle app, non l’ho ancora trovata), non so se terrei ancora la Leaf, a meno che nel frattempo non riesca a organizzarmi con la possibilità di ricarica in emergenza anche al lavoro: immagino ci vorrà comunque almeno qualche anno prima che la ChaDeMo sparisca definitivamente.

  5. Ecco i risultati di avere dato spazio nelle rubriche estive ad esaltati che millantano di fare Aosta – Trapani senza nessun problema!

    E benvenuti nel mondo dell’elettronica, dove 5 anni sono un’eternità e sembra che uno che spende 30 o 40mila euro di macchina in fondo se la sua cercata!

    Temo che tra batterie poco durevoli e elettronica ballerina saranno una minoranza le auto che arriveranno indenni ai 10 anni. Spero di sbagliarmi.

    • Si ti sbagli, in USA le aziende di riciclaggio litio avevano fatto business Plan legati al degrado delle batterie che non sta avvenendo .
      Oggi ci sono ancora poche batterie da smaltire in quanto le nuove non si rovinano

  6. “Si parla tanto di Trentino…” ??? Mica è l’Alto Adige/Südtirol !!
    Leaf ha fatto la storia, se Nissan preferisce investire “nell’elettrico a benzina” piuttosto che “aggiornare” con CCS2 (a poca spesa) la Leaf, meglio scegliere altro. Tanto per dire, la “Dacia Spring asiatica”, ha la presa CHAdeMO; stesso gruppo automobilistico Renault-Nissan…

  7. Lucia e Bruno: mi spiace per la situazione in cui Nissan vi ha fregato !
    Ad essere onesti devo evidenziare altri aspetti:
    -Non esistono da Venezia a Verona colonnine autostradali FreeToX
    -Voi avete comprato una auto già vecchia visto che il connettore CHAdeMO in Europa lo è da più di 5 anni.
    -Nissan se ne frega di tutte le Leaf vendute NON proponendo un aggiornamento a CCS, con buona pace del valore dell’usato.
    PS Tesla non essendo un produttore legacy, offre l’aggiornamento del connettore di ricarica per le vecchie Model S & X a meno di 300€

  8. La commercializzazione dell’ultima generazione della Leaf è inziata nel 2018, mentre la decisione di adottare in EU lo standard CCS2 risale al 2014.
    Sarebbe interessante sapere come Nissan è riuscita ad omologare il nuovo modello pur non rispettando lo standard EU sul connettore.

    • Secondo me hanno solo fatto update della vecchia generazione essendo cambiata la carrozzeria ma ad esempio neanche le posizioni delle prese .
      Comunque , a parte fare il tassista che carica a casa di notte , purtroppo non era più auto da comprare

  9. …3.000€ per un adattatore che non si sa neanche se funziona.
    Evviva la tecnologia del futuro, evviva il progresso!!!

  10. Purtroppo Nissan ha fatto upgrade estetico , bella la nuova Leaf , ma senza occuparsi della parte elettrica.
    Se avessero preso il Charge della Zoe avrebbero fatto bingo arrivando inoltre prima di ID3.
    La stavo acquistando ma poi ho ripiegato per una Kia Niro .
    Spiace che Nissan abbia Killato l auto anticipatamente

  11. “C’è qualcosa nel sistema che non va..Si parla tanto di Trentino, ma verificate: da uscita autostrada San Michele all’ Adige per la Val di Sole è praticamente impossibile percorrerla con un auto elettrica.”
    Da San Michele a Malè sicuramente ci sono colonnine fast a San Michele (a poca distanza dal casello, al distributore lungo la statale del Brennero), poi a Mezzolombardo (una attiva ed una installata in fase di attivazione) poi due a Cles (installate ma in fase di attivazione). Purtroppo credo siano tutte CCS2. Per chi arriva dall’autostrada ci sono due colonnine fast in autobrennero alle stazioni di servizio Paganella est e ovest, dove finora la ricarica è gratuita.
    In val di Non presso molti dei 17 magazzini Melinda sono installate delle colonnine in AC accessibili al pubblico, ma essendo di tipo 2 non sono particolamente appetibili per chi viaggia. So che ci sono altre colonnine in AC in val di Sole, ma non ho notizie di colonnine fast attive. Secondo me c’è da aspettare ancora qualche mese e le valli del Noce saranno comodamente percorribili in elettrico, ma temo solo per auto con connettore CCS2.

    • Mi dispiace per i possessori della Nissan Leaf, da Silandro posso capire la frustrazione. In questo caso la colpa è solo di Nissan, che non ha fatto nulla per adeguarsi allo standard europeo.
      Quando ho acquistato l’Opel Corsa e, avevo preso in considerazione anche la Leaf, ma scartata subito causa proprio il connettore.
      Riguardo la situazione trentina sulle colonnine è assurda. Una colonnina a Malè ed una a Cles (non ancora attiva) restano insufficienti per un tratto di strada di grande impatto turistico.
      A me non cambia molto, visto che ricarico da casa…

  12. Mi spiace per chi ha scelto una Leaf ultimo modello, ma un po’ ve la siete andata a cercare. Lo standard UE è la CCS2, e compare un qualcosa fuori standard non è proprio una scelta saggia.

    • magari la gente neanche sa che esistono questi standard. C’è gente che non conosce la differenza tra presa italiana e schuko, figuriamoci sugli standard di una tecnologia in divenire.

      • Se vai a comprare una qualsiasi auto, penso che prima ti informi almeno sulle basi… Questa è solo una scusa. Come dire che prendi un auto a gas e non controllo prima se sul mio territorio ci siano distributori di gas per auto.

    • Il problema del connettore scelto solo da Nissan per Leaf, che c’azzecca con il resto della mobilità elettrica?
      Ha perso un’altra occasione per stare zitto.
      Complimenti.

  13. Free to X generalmente monta prima le CCs e poi una Multistandard con CHAdeMO..
    Il problema non è questo. Io vado spesso in Francia e posso assicurarvi che è pieno di CHAdeMO e, sulle nuove installazioni, viene ancora messa anche se in percentuale minore rispetto alle CCS. Però, non ho mai trovato un punto di ricarica dove c’era una CHAdeMO che all’improvviso scompare. I francesi tutti si arrabbierebbero, invece in Italia chi ha una CCS gode!! Evviva l’ Italia…

  14. Fossi nei Sig.ri Lugoboni guarderei anche ad un lato positivo e cioè al fatto che sulla rete di ASPI – FreeToX troveranno sempre una presa da condividere solamente con i possessori di Nissan Leaf così che nelle giornate di traffico intenso sarà più facile per loro trovare la colonnina Fast libera che per gli altri utenti provvisti di presa CCS2.

    • Mi spiace deluderla. Tutte le colonnine che ho visto con il connetore CHAdeMO sono multistandard. Ovvero, hanno 3 connettori (CHAdeMO, CCS2 e T2) oppure due connettori (CHAdeMO e CCS2). Inoltre quando il CCS2 è attivo, quello CHAdeMO non funziona. Se in un’area di servizio con molte colonnine CCS2 e una sola multistandard, quella multistandard fosse l’unica colonnina libera, collegherei la mia auto con connettore CCS2 della colonnina multistandard bloccando il connettore CHAdeMO.

      • Io mi riferivo alle FreeToX (sulle autostrade gestite da autostrade per l’Italia) e forse lei non le ha viste.
        Ad oggi FreeToX installa 3 colonnine per autogrill. Due hanno maggiore potenza ed hanno entrambe 2 prese CCS2 ciascuna.
        La terza ha potenza inferiore ed ha una presa CCS2 ed una ChadeMo. Credo, ma non ne sono certo, che possano funzionare in contemporanea tutte e sei. Credo infatti che postazione di ricarica in autostrada abbia un valore molto più alto di una posta in una sperduta area industriale a 5km dal casello e sarebbe molto stupido non sfruttarla a causa di una colonnina che non ha la potenza sufficiente ad alimentare entrambe le prese, non crede?
        Se ha pazienza può provare a cercare le foto sull’applicazione Nextcharge.

        • Crede male, purtroppo.
          Le prese CHaDeMo e CCS2 delle Multistandard che dice lei, quelle di FreeToX, condividono la stessa elettronica dietro, quindi o l’una o l’altra.
          Differente la Type2 AC, che usa hardware differente e quindi va in parallelo alle altre 2.
          Quindi, se un’auto è connessa alla CCS2, la CHaDeMo non è attivabile.

  15. Il lettore scrive “Noi possediamo una Leaf: com’è possibile che con un’auto di 4 anni siamo già considerati OBSOLETI?”
    Il problema, però, è di Nissan, che non ha modificato la presa di ricarica DC.
    Mi spiego: la prima serie della Leaf, montava la presa CHaDeMo che è uno standard in Giappone e da noi nessuno standard.
    Poi, le cose si sono complicate un pelino e di fatto lo standard è divenuto la CCS2.
    Ora, quando Nissan ha presentato la Leaf nuova, non ha modificato la presa lasciando anche per l’Europa la CHaDeMo.
    Quando ho mi sono informato per la mia EV, Leaf è stata scartata proprio per questa caratteristica limitante.

    Per altro, non si scappa, non esistono adattatori da CHaDeMo a CCS2 perchè sono innanzitutto vietati alle colonnine; esistono ma necessitano anche di un hardware attivo per le comunicazioni colonnina-veicolo che li rende economicamente non fattibili.

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