Ricarica francese batte Italia. “Tornare è un amaro risveglio, tra colonnine guaste e altre senza ripari dal sole”, ci scrive Stefano, un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Ricarica francese batte Italia: “Qui autostrade senza colonnine, là…”

“Vengo da un viaggio in elettrico nella Francia del sud. Leggo sul vostro sito che in Francia c’è il rischio di fare coda per ricaricare. Può succedere, ma nel caso le attese sono brevi. La diffusione, e distribuzione, delle ricariche pubbliche è decisamente migliore che in Italia. Nelle aree di servizio lungo le autostrade si trovano ovunque stazioni per ricarica con almeno una decina di fast, spesso ospitate sotto ombreggianti tettoie. Anche nei piccoli borghi si trovano ricariche lente nei parcheggi pubblici. Il ritorno in Italia da Ventimiglia è stato un amaro risveglio. A Piccato Nord, E80 Genova-Ventimiglia, una sola colonnina guasta. A Ceriale sud, E25, 4 postazioni in pieno sole, ho dovuto aiutare un norvegese che non riusciva a leggere lo schermo per il riflesso. Non parliamo della A21, Piacenza-Brescia, un vero deserto per l’auto elettrica“. Stefano Fracasso
Troppe ricariche fuori servizio o ancora da attivare
Risposta. È fuori discussione il fatto che la Francia abbia una rete di ricariche molto più capillare della nostra. Dentro e fuori autostrada, anche se da noi la maggior parte dei tratti da casello a casello ha ormai una buona copertura di colonnine. Con alcune eccezioni negative, tra cui rientrano appunto i tratti segnalati dal lettore. Diciamo che, in rapporto alle auto elettriche (poche) in circolazione, l’Italia avrebbe una buona rete di ricarica. Il problema è che troppo spesso capita di trovare colonnine fuori servizio o in attesa di essere attivate. Attesa che, in alcuni casi, può protrarsi per anni.
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