Ricarica “flash”, Geely brucia BYD sul filo dei secondi

ricarica flash





La corsa alla ricarica flash diventa una sfida sul filo dei secondi: Geely alza l’asticella e mette nel mirino BYD, riducendo ancora di qualche secondo i tempi di ricarica. I nuovi dati mostrano un confronto diretto con le batterie Blade e il sistema Flash Charging di BYD, in una competizione che ormai si misura al cronometro.  Ma che siano i 5 minuti di BYD o i 4 minuti e 22 secondi di Geely poco importa: la ricarica di un’auto elettrica si avvia ormai a richiedere lo stesso tempo di un pieno di benzina.

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Il modello Lynk & Co 10 con cui è stato effettuato il test di ricarica flash

Secondo i dati diffusi da Geely, il nuovo sistema montato su Lynk & Co 10 riesce a passare dal 10% al 70% in 4 minuti e 22 secondi, arrivando fino al 97% in 8 minuti e 42 secondi. Numeri che migliorano, seppur di poco, quelli dichiarati da BYD con la sua ultima generazione di batterie Blade e ricarica Flash Charging.

La sfida diretta alle Blade Battery di BYD

Il confronto è immediato. La seconda generazione della Blade Battery di BYD, insieme al sistema Flash Charging, promette ricariche dal 10% al 70% in circa 5 minuti e fino al 97% in circa 9 minuti.

Geely riduce quindi il tempo di ricarica di decine di secondi con la sua batteria Energee Golden Brick da 900 V; un margine minimo ma simbolicamente enorme in un settore dove la velocità è diventata il principale terreno di competizione. Qui sotto il video diffuso da Geely.

Non si tratta solo di marketing: il picco di potenza dichiarato da Geely raggiunge 1.100 kW, mantenendo oltre 500 kW anche oltre l’80% di carica. Numeri che si inseriscono nella stessa fascia dei sistemi megawatt di BYD, che arrivano fino a 1.500 kW nelle infrastrutture più avanzate.

Queste, in dettaglio, le prestazioni dichiarate da Geely: la Lynk & Co 10: ricarica dal 10% al 70% di SOC in 4 minuti e 22 secondi, dal 10% all’80% di SOC in 5 minuti e 32 secondi e dal 10% al 97% in 8 minuti e 42 secondi, più velocemente dei risultati di ricarica rapida da megawatt di BYD. La potenza di carica massima raggiunta durante il test è stata di 1100 kW e, anche dopo che la batteria ha raggiunto l’80% di SOC, ha mantenuto una potenza superiore a 500 kW.

BYD spinge sulla ricarica ultra-rapida: in arrivo nuovi charger da 2.100 kW?

Il test è stato condotto utilizzando le colonnine di ricarica rapida V4 da megawatt di Zeekr e l’azienda non ha ancora reso nota la tempistica per la diffusione su larga scala di questi caricabatterie. Secondo Zeekr, alla fine di febbraio 2026, la rete di ricarica autoprodotta da Geely contava in Cina 2.103 stazioni di ricarica e 10.212 colonnine, distribuite in 215 città a livello nazionale. Queste includono 6.269 stazioni nelle aree di servizio autostradali, 1.216 stazioni di ricarica ultraveloce da 800 V e 5.468 colonnine di ricarica ultraveloce.

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Una stazione di ricarica Zeekr (gruppo Geely) da 1,2 MW

La ricarica ultra-fast? Stesso tempo del pieno di benzina

Fino a pochi mesi fa, il salto tecnologico era passare da 20-30 minuti a circa 10. Oggi siamo nella fase successiva: ridurre ulteriormente il tempo fino a rendere la ricarica comparabile a un rifornimento tradizionale.

BYD aveva già impostato questa narrativa con la sua strategia “Flash Charging”, puntando a eliminare l’ansia da ricarica e a rendere l’esperienza simile a quella delle auto termiche. L’obiettivo è supportato anche da una massiccia espansione infrastrutturale, con decine di migliaia di stazioni previste. Geely risponde con un approccio altrettanto aggressivo, dimostrando che il vantaggio competitivo può essere eroso rapidamente.

Ricarica: anche Geely sfida BYD con colonnine da 1,5 MW

Tecnologia e limiti: arriveranno in Europa le stazioni MW?

Questa corsa alla ricarica record si basa su piattaforme ad altissima tensione (oltre 1.000 V), gestione termica avanzata e chimiche LFP evolute. Le batterie Blade di BYD, ad esempio, sono note anche per sicurezza e stabilità termica, oltre che per la velocità.

Resta però un nodo fondamentale: l’infrastruttura. Sistemi da oltre 1 MW richiedono reti elettriche adeguate, colonnine dedicate e standard ancora poco diffusi fuori dalla Cina. Al momento, i modelli compatibili con queste ricariche estreme sono pochi e spesso limitati al mercato cinese o a segmenti premium. Tant’è vero che BYD pensa di replicare in Europa lo schema Tesla, con una propria rete di Supercharger da un MW e oltre.

Un fatto è certo: la ricarica ultra-rapida non è più una promessa, ma una battaglia industriale concreta. E il vero vincitore potrebbe essere il mercato globale dell’auto elettrica—Europa compresa—se e quando queste tecnologie usciranno dai confini cinesi.

  • Guarda anche il VIDEO di Luca Palestini

Visualizza commenti (1)
  1. Sempre affascinante leggere di queste sfide tecnologiche… mettono a punto nuovi materiali e dispositivi, nuovi software con strategie migliorate….

    A me però basta che una vettura BEV si ricarichi per fare 250/300km con una sosta di 20/25 minuti ed io son già felice così … basta che mantengano anche la AC22kW che in Italia è spesso utile alle colonnine più diffuse (ed in 30/40minuti di spesa già si ricarica alcuni giorni di spostamento secondo le medie chilometriche europee).

    Vorrei tanto leggere di parcheggi pubblici e privati che invece mettono decine di ricariche AC per chi deve ricaricare al lavoro o quando è a casa….
    (ed a tariffe oneste!!)

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