Ricarica: cosa sta cambiando davvero? Una chiacchierata con FastWay tra POS, plug & charge e chargeback

FastWay, come cambia la ricarica in Italia



Come sta cambiando il panorama della ricarica in Italia? Le ultrafast sono sempre più capillari e l’esperienza di ricarica è sempre più facile. Parliamo di futuro con Federico Senaldi, Head of IT and Growth di FastWay.

La ricarica resta uno dei temi più discussi quando si parla di auto elettriche. Dopo il prezzo e l’autonomia, è probabilmente il fattore che più frena chi sta valutando il passaggio alla mobilità elettrica. L’idea diffusa è che le colonnine siano difficili da usare, spesso non funzionanti e comunque troppo poche. Una percezione che però non rispecchia la realtà attuale. Per capire cosa sta cambiando davvero abbiamo realizzato un video in collaborazione con FastWay e ci siamo fatti spiegare da Federico Senaldi, Head of IT and Growth, come stia cambiando l’infrastruttura di ricarica veloce in Italia.

Semplicità al primo posto

L’obiettivo principale è rendere la ricarica sempre più semplice e immediata, riducendo tutte le barriere tecnologiche che possono scoraggiare chi utilizza l’auto elettrica. Ma come si fa? I punti su cui gli operatori stanno investendo di più sono la semplicità nell’esperienza utente ed un ventaglio di opzioni di pagamento. Si ha la percezione che per avviare una ricarica servano un’app, un account o una tessera dedicata. Una procedura che può risultare complessa o poco pratica per chi usa saltuariamente le colonnine. Sono tutte modalità di attivazione ancora attuali, ma ormai affiancate da tecnologie più immediate e veloci.

FastWay, come cambia la ricarica in Italia

“Per FastWay – spiega Senaldi – è fondamentale la velocità, ma anche la semplicità: la ricarica non deve avere barriere. Nella nostra rete stiamo installando dei terminali POS che consentono una ricarica molto più semplice. L’avvio può essere fatto con una carta di credito, una carta di debito oppure un bancomat. Una soluzione pensata soprattutto per gli utenti occasionali, oppure per chi semplicemente non vuole installare un’app o creare un account”.

FastWay, come cambia la ricarica in Italia

Un’altra tecnologia che punta a rendere la ricarica quasi invisibile è il Plug & Charge. In questo caso non serve nemmeno inserire un metodo di pagamento o avviare la sessione manualmente. “Collegando il connettore ai veicoli abilitati, grazie ad uno scambio di certificati l’infrastruttura riconosce il cliente e avvia automaticamente la sessione di ricarica. Nella rete fast e ultrafast di FastWay, in questo momento, stiamo coprendo circa il 90% delle colonnine con questa tecnologia. È un protocollo che si basa sullo standard ISO 15118 ed è la soluzione più sicura al momento disponibile. Per questo ne prevediamo una grossa diffusione”.

 

Più colonnine veloci di quanto si pensi

Un’altra convinzione diffusa è che le colonnine davvero veloci siano poche e che la maggior parte delle infrastrutture sia ancora a bassa o media potenza. In realtà le reti stanno crescendo rapidamente, proprio nel segmento fast e ultrafast. “La nostra rete, seppur ancora giovane, ha grandi prospettive future e sta già ora crescendo molto velocemente – continua Senaldi – sia in aree urbane che extraurbane. Per dare dei numeri: alla fine del 2024 avevamo circa 70 colonnine installate attive. Adesso, dopo poco più di un anno, siamo arrivati a 170 colonnine attive. Ne abbiamo 500 già installate, per le quali stiamo aspettando la connessione con la rete elettrica ed entro la fine di quest’anno ne avremo altre 500 installate”.

FastWay, come cambia la ricarica in Italia

La strategia: ricaricare mentre si fa la spesa

Oltre alla potenza delle colonnine, un altro elemento centrale è la loro distribuzione sul territorio. Non solo lungo le grandi direttrici di traffico, ma anche nei luoghi della vita quotidiana. “La capillarità è fondamentale – conferma Senaldi – e la strategia di FastWay è quella di avere una rete che non sia solo presente sulle direttrici col maggior traffico veicolare, ma anche nei centri urbani e presso punti di interesse con servizi, ad esempio i supermercati, i centri commerciali, i ristoranti. La strategia è quella di non vedere più la ricarica come un’attività da pianificare, ma piuttosto come un’attività che si svolge in parallelo alle altre che si compiono durante la giornata”.

FastWay, come cambia la ricarica in Italia

L’app: non è indispensabile, ma fa risparmiare il 20% con il chargeback

Le app sono state bollate come complesse e inaffidabili, ma chi le usa sa che non è così. Con l’affiancarsi di nuove tecnologie, passa dall’essere uno strumento indispensabile ad essere un alleato utile e vantaggioso. “La nostra app – spiega Senaldi – consente all’utente di cercare la colonnina più vicina filtrando, se vuole, per la potenza e poi ovviamente anche di avviare la sessione di ricarica e monitorare lo stato di avanzamento. È pensata per gli utenti ricorrenti che tornano da noi frequentemente e, infatti, per questo diamo un chargeback: il 20% di quello che spende in un mese può essere utilizzato il mese successivo.”

Una ricarica sempre più integrata nella mobilità quotidiana

Il quadro che emerge da questa chiacchierata è quello di una tecnologia che sta evolvendo rapidamente e che si diffonde molto più rapidamente di quanto velocemente la percezione riesca ad aggiornarsi. Più semplicità nei pagamenti, Plug & Charge, reti fast in espansione e colonnine sempre più integrate nei luoghi che frequentiamo ogni giorno. La ricarica, insomma, punta a diventare un gesto sempre più naturale nella routine quotidiana di chi guida elettrico. La ricarica non è più un pensiero degli utenti, ma un servizio sempre più accessibile fornito dagli operatori. 

 

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