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Ricarica bidirezionale sulle auto Volkswagen dal 2022

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Ricarica bidirezionale sulle auto Volkswagen dal 2022. Si apre un nuovo fronte per la mobilità elettrica, un’opportunità per automobilisti e costruttori.

Ricarica bidirezionale per non sprecare l’energia

ricarica bidirezionale
La Volkswagen ID.4: dal 2022 sarà predisposta per la ricarica bidirezionale.

È stato Thomas Ulbrich, top manager di Volkswagen, ad annunciarlo in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. Dal prossimo anno, ogni auto sviluppata sulla piattaforma  MEB  (ID.3 e ID.4, ma anche Skoda Enyaq, Audi Q4 e-tron ecc.) potrà non solo caricare l’elettricità. Ma anche restituirla alla rete. Offrendo un’importante supporto per bilanciare i carichi e non sprecare energia. L’Handesblatt fa l’esempio dell’enorme quantità prodotta con l’eolico in alcune zone della Germania: “Spesso il vento del Mar Baltico e del Nord soffia così forte che l’elettricità non può essere completamente consumata. Ogni anno vengono persi 6.500 GWh a causa della capacità di accumulo insufficiente, pari all’1% del consumo della Germania“. È una quantità enorme, in grado di alimentare 2,7 milioni di auto elettriche per un anno intero. Ma la nostra auto può essere essa stessa un impianto di stoccaggio, come conferma Ulbrich. “I veicoli di prova stanno funzionando, siamo agli ultimi test“.

Ricarica bidirezionale: per la casa o per la rete

Già nel 2022, nello stabilimento di Zwickau, la Volkswagen progetta di produrre 300.000 auto dotate di ricarica bi-direzionale. E pensa di essere la prima ad arrivare sul mercato, dato che i concorrenti giapponesi e coreani sono ancora alla fase dei test dimostrativi. La prima a partire è stata la Nissan (ricordate l’albero di Natale illuminato da una Leaf?), che non attiva la funzione nelle auto di serie solo perché non ritiene pronto il mercato. Ma anche la Hyundai sembra avere le carte in regola e la stessa Fiat ha in atto una sperimentazione con Angie e Terna a Mirafiori (qui l’articolo).

  • ricarica bidirezionale
    Una dimostrazione della ricarica bidirezionale Nissan: un albero di Natale “illuminato” dalla batteria di una Leaf.

    Gli utilizzi futuri di questa tecnologia sembrano essere due:

     Vehicle to Home, ovvero lo stoccaggio di energia prodotta da un impianto fotovoltaico e reimmessa poi nella rete domestica. Una carica della batteria è sufficiente per fornire elettricità a una famiglia per quasi un’intera settimana

  • il Vehicle to grid (V2G), la soluzione più in grande: tutte le auto disponibili in una zona sono collegate per formare un’enorme unità di accumulo di energia.

Ma come e quanto ci pagheranno l’energia prelevata?

ricarica bidirezionale
Thomas Ulbrich, il top manager del Gruppo Volkswagen che segue il progetto della ricarica bidirezionale.

Si apre così un nuovo mondo, con regole e opportunità di business tutte da esplorare. E molte domande ancora aperte: chi sarà a gestire questo accumulo, le Case auto o le grandi società dell’energia? E con che criteri verranno fissati i prezzi dei kWh che l’automobilista accetta di cedere alla rete? La Volkswagen sta studiando il tutto, ritenendo di avere un’esperienza sufficiente per capire quale capacità di stoccaggio (e quando) sarebbe disponibile. “Stiamo andando avanti“, chiosa Ulbrich, “La ricarica bidirezionale potrebbe portare l’elettro-mobilità a un nuovo livello“. E il mondo scientifico sembra approvare: “La quantità di energia immagazzinata viaggiando su quattro ruote è molto maggiore di quella che qualsiasi società di servizi potrà mai costruire e mettere sulla rete”, ha confermato al quotidiano tedesco il prof. Gerbrand Ceder, dell’Università della California.

 

 

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