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RGNT Classic e Scrambler, dalla Svezia con amore

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Primi contatti con le moto elettriche della giovane azienda svedese RGNT Motorcycles. Due naked sportive dallo stile retrò e contenuti moderni che presto vedremo anche in Italia.

Tutto si può dire tranne che manchi l’ambizione alla giovane start-up svedese RGNT Motorcycles. Svelatasi al mondo nel 2019 con il lancio di un primo prototipo di moto elettrica, in nemmeno tre anni di lavoro – e in mezzo a pandemia e crisi globale – l’azienda guidata dall’imprenditore e designer Jonathan Åstrom si è già fatta largo sui principali mercati europei. E, a brevissimo, sbarcherà in Italia, con la sua personale idea di mobilità elettrica su due ruote.

Abbiamo conosciuto la nuova realtà svedese durante un test su strada dei prodotti di punta dell’azienda. Due naked elettriche che uniscono il gusto delle forme retrò alla tecnologia contemporanea, in un mix modern-classic che si fa decisamente piacere.

I due modelli – Classic SE e Scrambler SE – sono moto da città con cui divertirsi senza stress anche nelle gite fuori porta. Due naked semplici e prestazionali, che nel 2022 hanno beneficiato di tutta una serie di aggiornamenti (anche high-tech) per renderle ancora più appetibili sui mercati.

Dal punto di vista motoristico le due moto sono identiche fra loro, differenziano soltanto per alcuni piccoli dettagli stilistici. I due modelli SE (che sta per Sport Extended) oggi sono proposti anche in una versione Limited Edition (SEL), con colorazioni ed equipaggiamento specifici.

Stile vintage, carattere moderno

Chi ama le moto dal design classico, molto british, allora rimarrà colpito dall’estetica delle RGNT, dove vengono enfatizzati tutti gli ingredienti stilistici di un’epoca passata per farli rivivere in una moto moderna e green. Dalla sella piatta in pelle (o eco-pelle) fatta a mano al “serbatoio” minimal, dal manubrio ampio e comodo al tradizionale faro anteriore tondo, fino alle ruote alte con i cerchi a raggi. Una struttura leggera che viene ovviamente “gravata” del peso del reparto batterie (60 kg sui 160 totali della moto) ma senza tuttavia perdere l’equilibrio complessivo delle sue forme.

Minime le differenze di design fra le due moto. La Scrambler SE ha un parafango anteriore ridotto, ruote più spesse e il manubrio leggermente rialzato (cambiano anche le manopole) rispetto alla Classic. Quest’ultima, nella versione SEL, aggiunge uno stiloso mini-portapacchi alla sella.

Ottimo spunto in strada. Autonomia di 150 km

L’aspetto vuole la sua parte ma RGNT non ha pensato solo a quello. Le due naked sono dotate infatti di un “cuore” per nulla trascurabile una volta in strada.
Il motore ha una potenza di picco di 21 kW (9 kW nominali) per 390 Nm di coppia. La batteria al litio da 9,5 kWh è in grado di garantire circa 150 km di autonomia nel ciclo misto. La velocità di punta è di 120 km/h.

Con gli ultimi aggiornamenti è stata inserita una nuova modalità di guida (Boost), che va ad affiancare le due preesistenti (Power e Range), offrendo una extra-potenza importante (20 kW). La ricarica completa della batteria è di circa 4 ore e può essere effettuata anche nelle diverse stazioni con il connettore di Tipo 2.

In termini di ciclistica, i due modelli condividono lo stesso telaio tubolare in acciaio (svedese) e tutta una serie di componenti di qualità di provenienza estera: sospensioni italiane (Paioli), freni a disco spagnoli (J.Juan), cerchi a raggi in acciaio giapponesi (Excel), da 18” all’anteriore e 17” al posteriore, pneumatici inglesi (Avon Roadrider).

C’è la connettività, ma prezzi poco popolari?

RGNT ha scelto di dare un chiaro volto tecnologico alle sue moto. I modelli che saranno in vendita dal prossimo autunno anche in Italia, adottano infatti il sistema d’accensione keyless e un nuovo quadro strumenti LCD da 7″ denominato Human Machine Interface. Grazie al sistema di connettività viene migliorata l’interazione tra pilota e veicolo a livello generale, con diverse possibilità di personalizzazione dell’interfaccia.

RGNT Motorcycles sta pianificando il suo ingresso in territorio italiano, che dovrebbe avvenire a breve con l’apertura di un primo showroom. Sul nostro mercato le moto costruite a Kungsbacka, a pochi km da Göteborg, saranno vendute a partire da 13.500 euro. Un prezzo che potrebbe lievitare fino ai 16.000 con le varie opzioni di personalizzazione.

Al di là di sfruttare o meno l’Ecobonus statale, siamo di fronte a prezzi non proprio popolari per una start-up in fase di ascesa. Vedremo quanto è forte l’ambizione di questi svedesi.

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6 COMMENTI

  1. Belle son belle… niente da dire. Peccato per il prezzo e ovviamente per l’autonomia.
    Moto di questo segmento dovrebbero costare al massimo 8/10.000 per essere appetibili.

    • Concordo, bellissima… ma finita lì.
      Però il motore-ruota mi attizza parecchio se pensiamo a uno scooter a ruote alte di dimendioni un po’ generose. Qualcuno ricorda il Guzzi Galletto? Oggetto geniale, che secindo me in una riedizione a batterie (tra scudo e sottopianale ce ne stanno eccome a naso, e manco darebbero troppo fastidio…) e col motore-ruota potrebbe essere una figata. E a sto punto i 120 di velocità massima passano pure in secondi piano. Qualcuno conosce la marca di quel motore? Non ho capito se legalmente può andare in autostrada però.

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