Resuscitare la 2 CV Citroen è una buona idea? Dopo anni di stop&go, Stellantis ha confermato che il mitico modello rivivrà in elettrico.
Resuscitare la 2 CV apre due interrogativi: come e dove si fa?

Ne sapremo di più al Salone dell’Auto di Parigi di ottobre, quando Citroen svelerà i dettagli del progetto. Per ora sappiamo solo che “più che una semplice reinterpretazione, questo futuro modello rappresenta una nuova visione di mobilità democratica. Elettrica, semplice, versatile e altamente desiderabile… Offrendo maggiore libertà di movimento e più valore a un prezzo accessibile, mantenendo una forte identità e personalità”. E qui iniziano subito le domande. La prima è: la nuova 2Cv sarà una delle elettriche primo-prezzo che Stellantis ha annunciato per il 2028? Sarà quindi costruita a Pomigliano o in una fabbrica francese, per non rompere equilibri già fragili? Più verosimile la seconda ipotesi. Il secondo interrogativo riguarda il ruolo che i partner cinesi avranno nel progetto. Il n.1 di Stellantis, Antonio Filosa, nel presentare il piano industriale al 2030, ha parlato di “accelerazione e amplificazione delle nostre partnership win-win”. Probabile che in particolare Leapmotor possa avere un ruolo importante nel far rinascere la 2 Cv.
“Sarà elettrica, essenziale, popular, umana”

Si parla di un prezzo d’attacco tra i 15 e 20 mila euro, ma non ci sono conferme. Xavier Chardon, CEO di Citroen spiega: “Reinventare la 2 CV di domani è una sfida e una responsabilità enormi. La 2 CV originale non fu creata per diventare un’icona. Lo è diventata perché ha dato libertà alle persone. La nuova 2 CV porterà avanti lo stesso spirito, non attraverso la nostalgia, ma reinventando semplicità e accessibilità per il mondo d’oggi. Elettrica. Essenziale. Popular. Umana. Proprio come l’originale ha democratizzato la mobilità, la nuova 2 CV riporterà entusiasmo nella mobilità elettrica per una nuova generazione. Attraverso un modello altamente desiderabile. Il ritorno della 2 CV non è solo il ritorno di un nome leggendario. È il ritorno di un’idea audace e ottimista di progresso”. Questo di democratizzare la mobilità elettrica è un chiodo fisso delle Case europee. Usato a piene mani da Volkswagen nel presentare la ID.Polo. Chi ci riuscirà davvero?
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…e avanti con un’altra operazione nostalgia
adatta agli over 60 o giù di lì.
giovani ignorati, futuro non considerato, spirito pionieristico questo sconosciuto, innovazione non pervenuta.
cosa mai potrà andare storto?
certo certo, la 500 ha venduto benissimo.
intanto che a Torino si trastullavano con la 500 (bella, per me bella)
la Cina si preparava al futuro.
e ora?
Se non si tratta solo di un’operazione nostalgia ma di ricominciare a offrire agli utenti auto con caratteristiche specifiche che qualcuno apprezza andrebbe bene. Le auto di oggi sono tutte uguali, quelle di 40 ani fa avevano ognuna un proprio scopo specifico, un proprio carattere, un proprio stile. La 2CV ad esempio originariamente era stata realizzata per permettere a chi viveva in campagna di riuscire a muoversi con poca spesa attraverso campi e strade dissestate, e ci riusciva con le sue caratteristiche sospensioni, inadatte (ma divertenti) in città.
@Mario
comprendo il tuo ragionamento.
secondo me però è falsato in partenza:
se faccio il revival della 2CV, 60 anni dopo, con condizioni sociali economiche lavorative tutte diverse
allora
l’ipotesi di partenza, un’auto orientata alle esigenze contingenti
viene meno.
di più:
possibile che il coraggio dei designer della 2CV, e dei CEO che li assoldato o, oggi non si possa più avere?
Le condizioni socio-economiche saranno diverse da 60 anni fa, ma le esigenze degli automobilisti sono sempre le stesse. Ad esempio molti, come me, vorrebbero un’auto economica capace di non far sentire le buche stradali e una 2CV che rispetta il carattere originario in chiave moderna sarebbe perfetta.
Già oggi Citroen è il marchio low cost di Stellantis, ovvio che il modello BEV più economico venga proposto dalla Casa francese.
Discorso a parte è invece il successo commerciale: auto piccola (ed economica) non vuol dire povera o con autonomia ridicola. Francesi e italiani hanno grande esperienza nei veicoli compatti, le sinergie con Leap e Dongfeng potrebbero permettere di superare gli evidenti imbarazzi nei confronti dei veicoli BEV.
Sinceramente confido in questo nuovo modello per migliorare la diffusione dell’elettrico, pensare che possa farlo la ID.Polo che costa almeno 30kEuro (a parte la base con autonomia modesta) è puramente utopico, almeno in Italia
“…le sinergie con Leap e Dongfeng potrebbero permettere di superare gli evidenti imbarazzi nei confronti dei veicoli BEV…”
Giusto per tua informazione, il gruppo francese PSA (poi diventato Stellantis con la fusione con Fiat) iniziò già a metà anni 2010 a collaborare con Dongfeng per sviluppare una piattaforma per auto elettriche, collaborazione che portò nel 2018 alla creazione congiunta della piattaforma CMP che Stellantis, nata nel frattempo, da allora continua ad adottare, direttamente o con alcune derivazioni, su praticamente TUTTI i BEV di segmento B e B-SUV di Stellantis nei suoi vari marchi — vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Pianale_CMP.
Quindi il problema, come si dice, sta proprio nel manico: Stellantis avrebbe potuto benissimo commercializzare i suoi BEV B e B-SUV a prezzi molto più vicini a quelli dei corrispondenti modelli termici, anche considerando che almeno l’80% della rimanente componentistica è identica nelle due versioni elettrica e termica, ma ha esplicitamente remato contro la transizione all’elettrico:
— da un lato introducendo in gamma anche modelli elettrici per ottemperare ai regolamenti europei sulle emissioni di gamma…
— …ma a prezzi superiori di 6-7-8.000 € e più rispetto ai corrispondenti modelli termici — alcuni esempi? Fiat 600: termica da 23.000 €, elettrica da 31.000€; Opel Corsa: termica da 21.000 €, elettrica da 34.000 €; Peugeot 208: termica da 22.000€, elettrica da 35.000 €, ecc. — per poi sfacciatamente sostenere davanti alla UE che “nessuno vuole l’elettrico”.
L’unica speranza di avere BEV a prezzi più vicini ai modelli termici prodotti da Stellantis — quella stessa che, lo ricordo, appena tre mesi fa, annunciava il ritorno al diesel, vedi https://www.vaielettrico.it/stellantis-resuscita-il-diesel-tornano-7-modelli/ — è che:
1) Stellantis affidi completamente a Leapmotor e Dongfeng la costruzione di tali BEV, come già fatto con Leapmotor e le sue T03, B10 e C10;
2) glieli faccia costruire presso stabilimenti Stellantis europei sottoutilizzati o in via di dismissione, in modo da aggirare i dazi UE sui BEV cinesi d’importazione… ma anche sostenere l’occupazione in Europa;
3) Stellantis — e questa sarà la cosa più difficile! — abbracci finalmente la transizione verso la mobilità elettrica smettendo il vizietto di sovraprezzare i BEV, anche se fatti da Leapmotor o da Dongfeng, per continuare a favorire i modelli termici.
Solo il tempo ce lo dirà.
ei.. Il progetto della Citroën 2CV fu concepito così: creare un’auto economica, accessibile e pratica per le masse rurali. Le specifiche originarie imponevano di poter trasportare 4 persone e 50 kg di patate attraverso un campo arato a 60 km/h}senza rompere le uova. ..al giorno d’oggi le tecnologie per creare un’auto elettrica economica con autonomia pari migliore di quella originale ancora non esistono, esistono solo nella fantasia 🙂 e secondo me un’autonomia decente è l0unico requisito indispendìsabile per un’auto elettrica economica e decente…. e purtroppo credo verrrà fuori un0altra “reanault 4. renault 5. fiat 500” o simili, con simili dati di vendita- l’unica cosa che spero è che qualcuno inventi batterie migliori, cioè gran capacità e ottimo prezzo. da lì tutto sarà una passeggiata e le elettriche venderanno tantissimo
@purtroppo no
“…un’autonomia decente…”
definizione di autonomia decente?
200km?
400km?
1000km?
e poi: parli lato consumatore, ci sta.
per arrivare in alto però bisogna pedalare, e parecchio:
vuoi confrontare i primi PC con quelli di 10 anni dopo?
i primi smartphone con quelli di TRE anni dopo?
e quindi: secondo te con la 2CV
le aziende pedaleranno in direzione del futuro?
ognuno la la sua opinione e una proprio ideale di “futuro”, per l’autonomia condivido Elon Musk con “ogni auto elettrica deve avere almeno 400 km di autronomia” io ora guido Fiat a metano, faccio pochi km, 8-10 mila all’anno ma nel migliore dei casi fa 280 km…bella seccatura, si salva solo perchè da scarico in emergenza vado a benza . PC sono ben migliorati, smartphone no per me…al massimo aggiungono funzioni inutili. secondo me hanno raggiunto il massimo di usabilità attorno al 2010 con Blacberry e i Nokia a tastiera completa – un’auto elettrica cinese prodotta ora non la comprerei, appunto spero in, come dice l’articolo, una !CV ““Sarà elettrica, essenziale, popular, umana” spero in meno software possibile, meno accessori e funzioni possibile, possibilmente zero schermi touch e soprattutto grande attenzione all’usabilità – ” L’usabilità è definita dall’ISO (International Organization for Standardization), come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui si compie l’interazione tra l’uomo e uno strumento (console, leva del cambio, interfaccia grafica, ecc.) – “futuro” è appunto parola diversa per ognuno
@purtroppo no
“…ognuno la la sua opinione e una proprio ideale di “futuro”,…”
sì sì certo.
e il futuro è passato,
la guerra è pace,
il caldo è freddo.
ma almeno ammettere
che il futuro auspicabile, chiunque sia ad auspicarlo, è quello in cui domani si sta meglio di oggi
è tanto difficile?
accettato questo
è evidente (dati Istat di venerdì!)
che oggi si sta peggio di ieri,
e che il futuro è grigio,
e che l’Italia è ampiamente quella messa peggio in Europa.
elettrico o non elettrico.
accettata la realtà
poi possiamo disquisire di quel che vuoi
si opinioni opposte e non sopporto chi come te pretende di “sapere tutto” la tua idea di “futuro” per me è orribile e mi auguro che non si realizzi mai, per nessuno al mondo perchè secondo me sarebbe terribile il tuo odio seriale .verso qualsiasi cosa che sia ragionevole
@purtroppo no
“…PC sono ben migliorati, smartphone no per me…al massimo aggiungono funzioni inutili. secondo me hanno raggiunto il massimo di usabilità attorno al 2010 con Blacberry e i Nokia a tastiera completa…”
siamo alle opinioni
che non condivido.
che gli smartphone siano radicalmente diversi da 10 anni fa con funzioni che allora manco in fascia alta avevi
è un dato di fatto.
che tu non possa o voglia o sappia usare tali funzioni
è un altro paio di maniche.
al netto dei ninnoli da marketing che esistono anche in questo settore come in qualunque settore merceologico.
che vuoi che ti dica? e me le tue opinioni fanno ribrezzo :-.D continua pure, è tuo diritto ma io non condivido nulla 😀
“Resuscitare la 2 CV Citroen è una buona idea?”
L’intera Stellantis NON È una buona idea 😑.