Restiamo ultimi in Europa per vendite di auto elettriche e ibrde plug-in. Persino la Spagna ha quote di mercato migliori, per non parlare di Francia, Germania e Regno Unito.
Restiamo ultimi in Europa: elettriche all’8%, la Francia sfiora il 27%
L’Unrae conferma che anche in febbraio l’Italia è rimasta all’ultimo posto tra i principali mercati europei per quota di veicoli ricaricabili (ECV). Con una quota complessiva del 16,0%, suddivisa equamente tra elettriche (BEV) all’8,0% e ibride plug-in (PHEV) anch’esse all’8,0%. Il divario rispetto agli altri grandi mercati rimane considerevole. La Germania raggiunge una quota ECV del 33,4% (BEV 21,9%, PHEV 11,5%). Il Regno Unito del 35,8% (BEV 24,2%, PHEV 11,6%). La Francia del 32,3% (BEV 26,8%, PHEV 5,5%) e la Spagna del 21,7% (BEV 9,2%, PHEV 12,5%). Sul totale del mercato europeo, i veicoli ricaricabili coprono il 29,3% delle immatricolazioni: le BEV si attestano al 19,5% (+2,4 p.p.) e le PHEV al 9,8% (+2,3 p.p.). Escludendo l’Italia dal conteggio, la quota BEV sale al 21,7% e quella PHEV al 10,2%.
Persino la Spagna fa meglio di noi: solo questione di reddito?
La situazione non muta nel confronto del primo bimestre. L’Italia rimane fanalino di coda, con le elettriche ferme al 7,3%, distanti da Germania (22,0%), Regno Unito (22,0%), Francia (27,5%) e Spagna (9,0%). Nel complesso del mercato europeo le BEV sono al 19,6% (+2,7 p.p.). L’Unrae ricorda che il dato italiano sarebbe stato ancora peggiore senza la coda di consegne degli incentivi 2025. Inventivi che, secondo l’Unione dei costruttori, “hanno però prodotto effetti distorsivi sulla concorrenza”. È un’affermazione discutibile, dato che anche negli altri mercati esistono incentivi per passare all’elettrico. Sui social, intanto, si discute sulle cause del ritardo italiano. E c’è chi, come l’ex n.1 di Renault Italia Raffaele Fusilli, su Linkedin punta il dito contro il potere d’acquisto degli italiani, lontano dal resto d’Europa: “Infrastrutture, autonomia, abitudini sono fattori limitanti, ma forse c’è un altro, serissimo, problema. 𝗔𝗱 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝟲,𝟳 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘆 𝗰𝗮𝗿 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮. 𝗔 𝘂𝗻 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗲, 𝟳,𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶. A 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼𝗹𝗼, 𝟵,𝟳. 𝗔𝗱 𝘂𝗻 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 ? 𝟭𝟰,𝟴 𝗺𝗲𝘀𝗶”. Dati che, come la tabella a fianco, arrivano da una ricerca pubblicata nel 2024 da 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗦𝘁𝗼𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗶.

