Resteremo a piedi senza petrolio? No, andremo in elettrico





Resteremo a piedi senza petrolio? Sembrerebbe di sì, a giudicare dall’articolo di una nota giornalista. Ma Marco, che ce lo segnala, non ci sta. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

resteremo a piediResteremo a piedi? È quel che scrive Concita De Gregorio su Repubblica

“Voglio segnalarvi questo articolo di Repubblica, firmato da Concita De Gregorio. Titolo: ‘Più della legge alla fine potrà il portafogli‘ . È possibile che la giornalista ignori l’esistenza dei veicoli a trazione elettrica, che possono essere alimentati dalle energie rinnovabili, senza far uso di carburanti? Spero proprio che sia stato un errore in buona fede.  Perché tante persone, pur davanti all’ennesima crisi petrolifera, continua di proposito a ignorare le auto elettriche e sa solo lamentarsi per il caro-carburanti?. Marco Di Paola
Resteremo a piedi
– Il titolo dell’articolo di Concita De Gregorio.

Non succederà, ma se dovesse veramente accadere…

Risposta. Concita De Gregorio è una brava giornalista che, in questo caso, interpreta con alcuni eccessi quello che è un sentire comune in Italia. Condiviso anche dal governo Meloni, dal quale peraltro le De Gregorio è lontanissima. Ovvero che al petrolio non ci sono alternative. Ci sono Paesi in cui l’idea che invece le alternative ci siano  è diffusissima. In Francia, per esempio, c’è un boom dell’auto elettrica: se ne sono vendute quasi 50 mila nel solo mese di marzo, tre volte più che in Italia. E ancora più forte sta andando il mercato dell’usato elettrico, alla portata di tutte le tasche.  In tutta Europa, poi, si sta puntando forte sulla crescita della produzione di energia da rinnovabili. In Italia no, si punta tutto su petrolio, gas e persino carbone. Come finirà. Secondo Conchita “non manca molto al momento in cui anche gli italiani, popolo di natura ridente eternamente attratto e distratto dai magnetismi subombelicali, propri e altrui, si accorgeranno che è finita la benzina. Tecnicamente. Non c’è dal benzinaio. Probabilmente è un’esagerazione, ma se dovesse accadere saremmo tra i Paesi messi peggio d’Europa.

Visualizza commenti (21)
  1. Vai elettrico, penso che si rivolta a ogni mezzo di trasporto…vi lascio la mia esperienza di Marzo. Per andare al lavoro in alcuni dei giorni di presenza, ho percorso 540 km.. sono 64Km al giorno circa. Comunque. Il costo giornaliero per fare la tratta è di 0,4Kwh, cioè l’80% di capacità della batteria. Per una spesa che penso sia diversa per ognuno di noi. Da 0 a chi può ricaricare in azienda o con FV… a pochi centesimi di chi deve pagare tutto. In auto avrei fatto andare circa 20 volte tanto di energia…. mobilità sostenibile forse significa anche cambiare abitudini. Ovviamente quando fattibile, ma penso che il 60% del traffico sarebbe riducibile senza troppi problemi.

  2. me invece stupisce che, chi ha risposto all’articolo della giornalista ignori come tuttora l’energia elettrica mondiale venga ancora prodotta prevalentemente grazie alle fonti fossili (carbone, gas naturale…).
    Quando leggo certi commenti continuo a pensare che per qualcuno l’energia elettrica “esca” dalle prese di corrente per volontà divina. Resto basito

  3. Comunque, giusto per dire: i francesi durante le feste pasquali si sono precipitati in massa a Ventimiglia e zone limitrofe prosciugando i distributori. A me poco importa visto che di benzina per muovermi non ne uso ma tant’è

    1. Total Energies in Francia ha mantenuto “motu prorpio” i prezzi bassi, causando l’esaurimento dei loro depositi prematuramente… Se andate a leggere in questi giorni testate francesi (automotive e non) c’è da riflettere.

      Su quelle spagnole stan “spingendo” per far sostituire le ICE con NEV (che producono loro di tanti marchi, grazie al basso costo energia elettrica) visto che hanno grande capacità FER ma i trasporti privati e pubblici ICE…
      “Chi ha pane non ha denti” diceva mia nonna…

  4. Mario Bonati

    Ha senso paragonare la Francia all’Italia?

    Secondo i dati più recenti (2024-2025):
    In Francia: Lo stipendio medio lordo si aggira intorno ai €44.000 – €45.000 all’anno.
    In Italia: Lo stipendio medio lordo è decisamente più basso, attestandosi sui €33.000 – €37.000 all’anno.

    – In Francia la corrente costa molto meno
    – In Francia gli incentivi sulle BEV sono migliori

    A parità di condizioni, probabilmente non ci sarebbe tutto questo divario

    1. perseo_navy

      La Francia non ha il tasso di evasione così alto come in Italia. Se tutto il sommerso uscisse fuori emergerebbero grosse disparità fra i stipendiati e i lavoratori autonomi, ma soprattutto la forbice di reddito diminuirebbe. Poi non ultimo il valore dell’usato elettrico è molto inferiore al nuovo, perdono molto di valore. In Francia con la crisi energetica l’usato va a ruba, in Italia pur costando poco viene per lo più ignorato.

    2. bollette più economiche, ma non di tanto, almeno secondo Eurostat con i contratti standard per bollette domestiche primo semestre 2025 (prezzi comprese tasse) per fascia di consumo sino a 5000 KWh annui:
      – Italia 33 cents al kwh
      – Francia 27 cents al Kwh

      1. Mario Bonati

        >> bollette più economiche, ma non di tanto

        Beh, da 27 a 33 c’è una differenza del 20% circa (ho fatto il conto a mente, quindi non è preciso)
        Secondo il mio metro di giudizio questo è “tanto”: se mi proponessero una tariffa inferiore alla mia del 20%, mi ci fionderei subito 🙂

      2. Ivone, Francia

        In Francia, rispetto al primo semestre 2025, il prezzo dell’elettricità in tariffa tutelata per uso domestico è un po’ diminuito, mentre sul mercato libero si trovano offerte molto buone. Per il libero mercato, il rovescio della medaglia è la necessità di controllare i prezzi ogni 6 mesi circa e, se conviene, cambiare fornitore: io lo faccio ogni 6-12 mesi.

        Però cambiare è facilissimo: bastano 10 minuti al computer e non ci sono penali di chiusura contratto né costi di attivazione per il nuovo. Proprio Sabato scorso ho cambiato fornitore: ora pago, tasse e accise incluse, 16,58 c€/kWh nelle ore di punta e 12,89 c€/kWh nelle altre, più 23,32 euro al mese di quota fissa per 12 kVA impegnati. Con tariffa flat sarebbero 15,63 c€/kWh, quota fissa invariata.

        Nota: i prezzi più bassi sono spesso quelli di fornitori che vendono energia certificata da fonte rinnovabile.

        1. Ivone, grazie per i dati della bolletta francese.
          Riporto i dati del mio contratto, a prezzo fisso, stipulato a novembre con validità biennale, con un fornitore di energia francese che opera in Italia. Oggi, il prezzo fisso, dallo stesso fornitore è bloccabile a 0,138 €/kWh (il mio era 0,111) , mentre il corrispettivo di vendita (sempre definito dal venditore) è stato incrementato da 72 a 96 €/anno. In dettaglio:
          SPESA VARIABILE
          1. Energia, compreso perdite 10% [€/kWh]: 0,111
          2. Dispacciamento [€/kWh]: 0,023
          3. Oneri di sistema [€/kWh]: 0,045
          4. Accise [€/kWh]: 0,023
          TOTALE [€/kWh]: 0,202
          Sommare IVA 10%

          SPESA FISSA MENSILE [€]: 22,9
          IVA inclusa -3,3 kW-

  5. sui giornali spagnoli stanno “spingendo” per sfruttare la loro capacità produttiva rinnovabile, visto che ancora la penetrazione di BEV è bassa, pur producendone tanti modelli (in arrivo le “cugine” RAVAL, ID2, Epiq che hanno caratteristiche “giuste” per il loro mercato); se abbinassero pure la gestione V2G / V2H farebbero un ulteriore passo avanti… Già che devono rinnovare la gestione delle reti possono adottare direttamente le ultime novità tecnologiche….

  6. Considerato che se solo
    Metà del parco circolante fosse elettrico
    Sarebbe necessaria una centrale nucleare in ogni regione, come si pensa di produrre l’energia elettrica per alimentarlo?con i pannelli?dai su…siate obiettivi…l elettrico richiede un paio di decenni se basta per l’adeguamento

    1. oggi un mix di rinnovabili e accumuli che fornisce h24 365 gg la stessa energia di una centrale nuculare, costa 1/3 e si installa 10 volte più velocemente

      cioè se ci fosse un aumento lento o rapido dei consumi di elettricità, con le rinnovabili si fa

    2. Renzo, mi sa che non ha idea di quanto è efficiente un’auto elettrica.
      Le do degli spunti di riflessione: 1º data un’area di 100 adibita a coltivazione per produrre biocarburante necessario a percorrere X km, serve solo una superficie pari a 3 adibita a fotovoltaico per percorre gli stessi kmq con una BEV. 2º se tutti noi riuscissimo ad essere autosufficienti al 70-90% dei nostri fabbisogni energetici residenziali e di trasporti installando pannelli fotovoltaici nelle nostre case, secondo lei chi ci vede ora i prodotti energetici sarebbe molto contento? Ps ad oggi miei di noi già potrebbe essere autosufficiente al 50-70%

  7. Alessandro D.

    Che per l’italiano medio
    pur di non andare a pile
    vale ben ogni rimedio
    anche fosse quel più vile

    cosa nota ed assodata
    possiam dire con certezza:
    gli va bene ogni vaccata
    che gli sembra una prodezza

    Gli va ben pure il metano
    che si fa con le scorregge
    delle mucche che pian piano
    mangian fieno, tutto il gregge

    Del gasogeno nostrano
    può lui forse farne a meno?
    “vai a legna, che’è sovrano!”
    ma poi fuma come un treno

    l’olio fritto riciclato
    da bruciare nel motore
    è un perfetto candidato
    per viaggiare a tutte l’ore

    E c’è pure chi s’ingegna
    con il pellet e il vapore:
    “va che è roba fina e degna!”
    ma il motore in breve muore

    C’è chi poi con fare antico
    si diverte a distillare:
    con la grappa non ti dico
    quanto è bello carburare

    Robe marce oppur biomasse
    o con l’olio di sardine,
    con gli scarti o robe grasse,
    surrogati di benzine

    L’italiano s’arrovella
    per andar come gli aggrada
    ma la soluzion più bella
    la dimentica per strada

    Pur di andare con i pistoni,
    rifiutando batteria,
    lui si pesta sui coglioni
    nel bel mezzo della via.

  8. io suggerirei a Concita (con nome spagnolo ! ) di fare un bel giro turistico (finché ci sono carburanti disponibili) in Spagna … così si informa sul loro 60% di F.E.R.
    Poi un weekend anche nella penisola scandinava… per rinfrescarsi le idee..

    1. eh..vedo su sito Energy-charts che Spagna sta facendo ancora meglio dell’anno scorso; i valori medi dei primi 3 mesi del 2026 sono:
      – 64% rinnovabili
      – prezzo all’ingrosso elettricità (PUN) 43 €/MWh (da noi media 130 €/MWh)

      per arrivare a prezzi cosi bassi (la media di un Febbraio ventoso è stata 16 €/MWh) probabilmente hanno riabbassato le quote di centrali tradzionali in funzione, che avevano aumentato dopo il black-out come precauzione; cioè dovrebbero aver risolto i problemi di gestione della rete;

      leggo che hanno attivato la normativa che permette agli inverter fotovoltaici di grande taglia di non essere solo elementi passivi che seguono il segnale di rete, ma anche partecipare al controllo veloce della tensione di rete tramite segnali inviati dal controlo remoto del gestore di rete, un aiuto a stabilizzare la rete che l’anno scorso mancava, e già 50 grossi impianti fotovoltaici la stanno eseguendo; inoltre presto dovrebbero avere anche i primi BESS collegati in rete, da affiancare agli accumuli idroelettrici che invece già avevano

      da ricordare che il back-out era stato causato da procedure ed hardware di rete non aggiornate rispetto agli sviluppi molto rapidi in corso in Spagna, ma in dettaglio aveva giocato un ruolo determinante la non efficacia/malagestione del servizio retribuito di regolazione della tensione che era affidato a centrali convenzionali ( turbogas e nucleari, che non hanno reagito abbastanza in fretta alle oscillazioni del segnale, e al peggiorare del segnale sono state disconnesse se ho capito per non sforzare i loro alternatori)

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