Renault va alla guerra. Produrrà droni con munizioni telecomandate, in partnership con Thales, un colosso nell’industria della difesa.
Renault va alla guerra e sposa lo specialista Thales

Un po’ tutta l’industria europea dell’automotive sta riconvertendo parte delle attività al militare. Un po’ perché, con i tempi che corrono, i governi hanno necessità di trovare in fretta grandi stabilimenti in cui produrre sistemi di armamenti. E le fabbriche di auto hanno dimensioni e tecnologie che possono soddisfare queste esigenze. E un po’ perché si destinano a queste produzioni fabbriche che ormai erano in esubero rispetto a quel che si vende. È un tema su cui stanno lavorando Mercedes (qui l’annuncio) e Porsche in Germania e su cui si potrebbe impegnare la stessa Stellantis. E ora Renault e Thales annunciano una partnership per sviluppare e produrre il sistema di munizioni telecomandate Toutatis su grande scala. Allo scopo, dicono i due partner papale papale, “di costruire un settore sovrano di droni, agile e competitivo, in grado di rispondere perfettamente alle sfide di un’economia di guerra”. Termine quest’ultimo, “economia di guerra”, che ormai viene evocato continuamente.
C’è anche 4Troop, un Suv che fa da comando mobile

Toutatis è un sistema di munizioni telecomandate a corto raggio sviluppato per scenari di conflitto ad alta intensità.Ci sono già anche gli obbiettivi industriali. “La produzione di queste munizioni telecomandate potrebbe cominciare dal 2027, con una capacità di 1.000 unità al mese fin dal primo anno”, si legge in un comunicato. Potenziando così le capacità industriali francesi nel settore, seguite personalmente dal presidente Macron. Ma non ci sono solo i droni per Renault. Questo annuncio fa seguito alla presentazione di un veicolo tattico innovativo, con l’emblematico nome di 4TROOP, sviluppato sempre con Thales. Qello che sembra un nomale Suv ibrido è in realtà un centro di comando mobile. Capace di elaborare flussi massicci di dati e governare flotte di droni o automi terrestri nella massima sicurezza informatica.

Q&A
- D. Come si sta muovendo l’Italia su questo fronte?
R. Al momento ci sono solo ipotesi di riconversione di stabilimenti Stellantis sotto-utilizzati a produzioni militari. Il partner sarebbe inevitablmente Leonardo, che è un po’ l’omologo di Thales in Italia.
- D. Nel caso quali sarebbero gli stabilimenti interessati?
R. Lo scorso anno si parlò di una riconversione alla produzione militare di Cassino, ipotesi avanzata dalle autorità locali, ma Stellantis ha smentito. Al momento non si fanno altri nomi.
- “Vi svelo due segreti sul record mondiale della ricarica di BYD” / VIDEO


Leggo su Transizione & Retroscena, dove si rilancia la notizia:
______________
Difesa, Mobilità & Tradizioni Nazionali Inamovibili
Dopo l’accordo Renault–Thales sulle munizioni telecomandate Toutatis, nel Gruppo circolano i primi dettagli sul “piano droni”, un documento interno che definisce la ripartizione dei compiti tra i marchi. Non è ancora ufficiale, ma in azienda lo danno già per fatto.
Renault guiderà il progetto con una linea di droni “generalisti”, costruiti secondo la più pura tradizione francese: soluzioni proprietarie, protocolli proprietari, connettori proprietari e un livello di compatibilità con gli standard NATO paragonabile a quello tra un Minitel e un iPad. “Noi non copiamo nessuno e nessuno copia noi”, avrebbe commentato una fonte interna, ricordando che l’ultima volta che provarono a integrare qualcosa con gli americani servì un adattatore da 600.000 euro.
Dacia, sempre all’interno del Gruppo, avrà invece la missione più popolare: i “merdodroni” low‑cost. Già si ammette che “potrebbero non funzionare sempre”, ma costeranno meno delle pile necessarie ad alimentarli. Saranno facili da riparare, con un manuale di istruzioni che inizia con “se non parte, riprova” e termina con “se ancora non parte, scuoti”. Inoltre il nome lascia intuire quale tipologia di munizioni si porterebbero in dote.
Alpine punterà ai droni sportivi, velocissimi, reattivi, capaci di curve impossibili e accelerazioni da nausea. E, coerentemente con la storia del marchio, anzi l’heritage, inclini a rompersi “quando li guardi storto”. Prestazioni estreme, affidabilità opzionale: un classico.
Sul fronte internazionale, circola la voce di una joint venture con Nissan per una linea di droni hi‑tech: sensori ovunque, software ovunque, aggiornamenti obbligatori ogni tre missioni e un’interfaccia che chiede il login nel momento meno opportuno. Nulla è confermato, ma nel Gruppo parlano già di “sinergie digitali” e “problemi culturali di compatibilità”.
Il tutto mentre Parigi continua a evocare l’“economia di guerra”, concetto ormai talmente elastico da includere qualsiasi cosa che voli, rotoli o si possa produrre in uno stabilimento automobilistico rimasto vuoto.
Attenti parcheggiatori abusivi nelle colonnine !!
La prossima BEV potrebbe essere dotata di mitragliatrici !! 💥🔫💥🔫
Non è mai bello leggere ma del resto, da millenni “si vis pacem, para bellum”
E pure un po’ più di “pace sociale” se i dipendenti hanno lavoro e stipendio.
L’importante con le armi è non esser mai costretti ad usarle.