Renault spinge sulle elettriche made in France

Renault spinge sulle elettriche made in France. Il Gruppo investirà più di 10 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, puntando su auto più accessibili in termini di prezzo.

Renault spinge sulle elettriche, con auto più accessibili

Renault spinge sulle elettriche
 La R4 e, a destra, l’amministratore delegato del gruppo Renault, Francois Provost.

 

Lo ha rivelato sabato l’amministratore delegato François Provost in un’intervista alla radio France Inter. “Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 13 miliardi di euro in Francia per trasformare completamente il nostro assetto industriale e puntare sull’elettrico”, ha detto il top manager. “Nei prossimi 5 anni, se il contesto sociale e politico lo consentirà, reinvestiremo oltre 10 miliardi di euro per continuare a spingere sull’elettrico. E per rendere le auto più accessibili”. L’accelerazione che arriva in un momento di forza del mercato dell’elettrico. A settembre in Francia, le EV hanno raggiunto la quota record del 41% delle vendite. Spinte dagli incentivi e da  una domanda in crescita a seguito dell’impennata dei prezzi del carburante verificatasi dall’inizio del conflitto in Iran.

Produzione oltre quota 600 mila, il 25% in più

Renault spinge sulle elettriche
La Twingo, terza nella vendita di elettriche in Francia, dietro Model Y e R5.

 

“La realtà è che oggi produciamo in Francia, negli stabilimenti francesi, più veicoli rispetto al passato. Nel 2025 abbiamo prodotto 500.000 auto in Francia. Nel 2026 ne produrremo almeno il 25% in più grazie all’ascesa dei veicoli elettrici“, ha aggiunto Provost. Morale della favola: la sola marca Renault produce in Francia più di quanto fabbrichino in Italia tutti i marchi di cui disponiamo. E la forbice è destinata ad allargarsi, dato che la Renault da sola supererà quest’anno quota 600 mila. Da loro cresce la produzione, da noi cresce la cassa integrazione. E la freddezza del nostro governo nei confronti dell’elettrico porta in dote anche questo effetto collaterale. Con Stellantis che continua a puntare soprattutto su Spagna e Francia, grazie a un costo dell’energia molto più competitivo.

Visualizza commenti (1)
  1. Il nostro governo parla sempre e solo di nucleare e sconti sui carburanti.
    Ah, ovviamente di pellegrinaggi in giro per il mondo con Eni, per i contratti per le forniture di gas.
    Di rinnovabili e specialmente di colonnine, auto elettriche, ecc, se avanza tempo… cioè mai.

    1. pinco pallino

      ehh solite storie raccontate “in parte” dalloppuzisione italiana col record di durata 😀 – intanto in Francia il 68% dell’elettricità viene dal nucleare, e nella tua amata Spagna il 20% sempre nucleare….e se non bastasse Sanchez si è ora dimesso 🙂

      1. .. francesi e le poche spagnole sono centrali costruite 35 anni fa, pagate con sovvenzioni pubbliche (debito pubblico e aumento delle tasse), e in un’epoca in cui costavano meno..

        negli ultimi 30 anno in Europa e in US in pratica non si costruiscono più centrali nuculari.. mentre negli ultimi 5 anni è esplosa la corsa a installare le rinnovabili

        il terrapiattismo (o meglio, truffa organizzata) del governo-ENI italiano è ipotizzare nuove centrali oggi, con 40-50 anni di ritardo, quando sono obsolete, con costi e tempi fuori mercato

        è come puntare sulle macchine da scrivere (nuculare, cioè caldaie termiche a vapore radioattive) quando il mondo sta passando ai computer (rinnovabii e accumuli, tecnologie nativamente elettriche, non piàù termiche).. la differenza di costi e resa è abissale

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