Regno Unito: in arrivo una tassa a chilometro per le elettriche

tassa a chilometro

Gli automobilisti britannici di veicoli elettrici potrebbero presto affrontare una nuova tassa a chilometro percorso. Secondo la BBC e il Daily Telegraph, il governo starebbe valutando un sistema “pay-per-mile” per compensare il calo delle entrate fiscali dovuto al passaggio dai motori termici a quelli elettrici.

La misura, che potrebbe essere annunciata nel prossimo Budget di novembre, arriverebbe in un momento di forte pressione sui conti pubblici britannici. Il governo sarebbe alla ricerca di decine di miliardi di sterline di nuove entrate e l’assenza di un equivalente della fuel duty (accisa sui carburanti) per i veicoli elettrici rappresenta ormai un buco fiscale crescente.

Si tratta di una misura destinata a far discutere, perché potrebbe diventare un precedente per tutta l’Europa dopo quello della Svizzera.

tassa a chilometro

La tassa che “rende il sistema più equo”?

Secondo quanto riportato dal Telegraph, la nuova tassa a chilometro entrerebbe in vigore dal 2028, dopo una fase di consultazione pubblica. Il sistema ipotizzato prevede un addebito di circa 3 penny per miglio (circa 5 centesimi di euro al chilometro), con un’aliquota ridotta per le auto ibride.

Gli automobilisti dovrebbero stimare la percorrenza annuale e pagare in anticipo. A fine anno, chi avesse percorso meno chilometri riceverebbe un credito, mentre chi avesse superato la stima pagherebbe un conguaglio. Abbastanza macchinoso.

Un portavoce del governo ha confermato alla BBC che sono in corso dibattiti sul tema: “La fuel duty copre benzina e diesel, ma non esiste un sistema equivalente per i veicoli elettrici. Vogliamo un sistema più equo per tutti gli automobilisti.”

Da aprile 2025 abolita anche l’esenzione dal bollo

La proposta arriva dopo che, da aprile 2025, le auto elettriche hanno perso l’esenzione dalla tassa di circolazione (vehicle excise duty), in seguito a una decisione del governo. Bollo che ora gli automobilisti EV devono pagare.

È giusto cercare un sistema fiscale che finanzi in modo equo le strade, le infrastrutture e i servizi pubblici,” ha dichiarato un portavoce governativo, ricordando anche i 4 miliardi di sterline già stanziati per sostenere la transizione verso l’elettrico, con incentivi fino a £3.750 per veicolo.

tassa a chilometro

Le reazioni: “Misura sbagliata nel momento sbagliato”

Come prevedibile, la proposta ha suscitato forti critiche sia da parte dell’opposizione che di buona parte del settore automotive, che teme una frenata brusca nel processo di transizione della mobilità in atto.

La Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT) ha definito la tassa «una misura sbagliata nel momento sbagliato».  «Introdurre un sistema così complesso e costoso, proprio mentre i costruttori faticano a vendere veicoli elettrici, sarebbe un errore strategico». Anche Edmund King, presidente dell’AA (Automobile Association), ha invitato il governo alla cautela: «Comprendiamo la perdita di gettito dalla fuel duty, ma occorre agire con prudenza per non rallentare la transizione verso l’elettrico». E il CEO di AutoTrader, Nathan Coe, ha aggiunto che una tassa per miglio ridurrebbe uno dei principali vantaggi economici degli EV: «Le auto elettriche costano di più all’acquisto ma sono più economiche da gestire. Questo tipo di tassa ne ridurrebbe l’attrattività».

La proposta ha innescato anche uno scontro politico. Il deputato conservatore Mel Stride ha accusato il governo laburista di voler «colpire i pendolari per tappare i buchi di bilancio».
La Liberal Democrat Daisy Cooper ha definito l’ipotesi “incredibile e miope”. «Nel pieno di una crisi del costo della vita e di emergenze ambientali, il governo vuole tassare chi sceglie un’auto elettrica. Dovrebbe invece facilitare l’installazione di nuove colonnine e rendere l’elettrico più accessibile».

tassa a chilometro

Tassa a chilometro, rischio contagio

Il calo delle vendite di auto a benzina e diesel sta già creando un “tax gap” per il Tesoro britannico. Ogni litro di carburante venduto contribuisce circa 52,95 penny in tasse, mentre un’auto elettrica non genera entrate dirette durante l’uso. Secondo gli analisti, la transizione all’elettrico potrebbe quindi ridurre le entrate fiscali annuali fino a 30 miliardi di sterline entro il 2030, rendendo pertanto inevitabile una riforma della tassazione automobilistica.

In definitiva, il Regno Unito si trova davanti a un equilibrio difficile: mantenere gli incentivi alla mobilità elettrica senza compromettere le entrate pubbliche. Ma una tassa sui chilometri percorsi rischia di frenare la diffusione degli EV, proprio mentre il Paese fatica a centrare gli obiettivi di emissioni zero fissati per il 2035.

Tuttavia nel Regno Unito la transizione elettrica è in accelerazione e potrebbe ormai camminare sulle proprie gambe. Le auto elettriche quest’anno toccheranno infatti una quota di mercato del 28% e in settembre hanno registrato un record di immatricolazioni ( 72.779 unità) con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente.

Per ora nessun Paese dell’UE ha presentato piani analoghi, ma la mossa di Londra potrebbe aprire la strada a un nuovo modello di tassazione “a consumo”.

  • LEGGI anche “Che impatto avrebbe un’Europa di sole auto elettriche sulla CO₂ atmosferica?” e guarda il VIDEO di Filippo Pagliuca

 

Visualizza commenti (53)
  1. la tassa oltre che miope e stupida è anche ingiusta:
    chi guida elettrico genera meno inquinamento (documentato, chi dice il contrario può cercare tranquillamente su internet e troverà molti documenti ufficiali che certificano questo fatto), quind contribuisce meno a tutti i disastri che l’inquinamento comporta: disastri ambientali e sanitari.. e questo è già un risparmio per tutti gli stati.
    Secondo non mi risulta che la corrente sia esente dalle tasse (imposte varie, IVA più IVA sulle imposte…) quindi anche se non paga le accise sui carburanti paga le tasse sui maggiori consumi elettrici.
    Quindi gli automobilisti elettrici verrebbero tassati 2 volte? Oppure toglieranno le imposte dalla bolletta?

  2. Oggi, con benzina e diesel chi ha auto che consumano di più paga più tasse.
    Domani, tassando semplicemente i Km saremmo tutti uguali.
    Siamo all’applicazione pratica del comunismo nei paesi dell’assoluto libero mercato?
    No, saremmo nei Paesi che come sempre avvantaggiano chi ha maggiori possibilità “vendendola come giustizia”.

      1. @Eraldo : se non altro, con un parco auto “mono-modello” la tassa kilometrica sarebbe piú “giusta” rispetto ad una situazione con citycar e berline di segmento C/D che condividono la rete stradale..

        1. ma esiste il federelismo fiscale ed ogni stato ed al suo interno ogni regione applicano tasse ed imposte diverse.

  3. Il discorso è complesso ma prima o poi bisognerà affrontarlo. Il passaggio alle bev non sarà indolore, le entrate fiscali relative ai veicoli sono ormai strutturali e non possono venire meno. Intanto mi pare che la storia delle bev con tanti cavalli sia una specie di incentivo all’acquisto, io ti do un’auto molto potente e per la quale non paghi o paghi pochissimo di bollo, poi non ci sono tagliandi e quindi conviene. Per fare pagare una tassa bisogna scegliere un parametro e il sistema più facile è quello della potenza perché normalmente un’auto potente è anche più costosa. Ora posso dire che guidando da 5 anni una banale Twingo ze con soli 82 CV questa è un fulmine non serve altra potenza. Cosi come con la mia Niro hev che di cv ne ha 141 sono più che convinto che bastano e avanzano, permettendo di muovere agilmente un mezzo non proprio piccolo. A questo punto facciamo pagare una tassa di possesso relativa a tutti i CV che il motore può erogare e finisce li. In questo modo ci potrebbero essere in giro ottime auto che con soli 150 CV farebbero degnamente il loro lavoro di mezzo di trasporto. Chi vuole fare lo sportivo scattante al semaforo, paga. Inoltre sarebbero meno energievore a beneficio delle batterie. E un’altra partita sarebbe da giocare dal lato prezzi alle colonnine: ok il libero mercato ( che ormai è un libero cartello) ma con un prezzo massimo imposto per legge. La libertà c’è verso il ribasso, fammi pagare quanto vuoi ma al massimo diciamo 50 centesimi al kWh per le fast. Se non ti conviene fare il fornitore,chiudi e lasci il posto ad altri. Altrimenti alla fine ci sarà sempre chi compra l’auto a carburante fino a quando ne esisteranno in giro

      1. // facciamo pagare una tassa di possesso relativa a tutti i CV che il motore può erogare \\
        Cioè sarebbe opportuno far pagare un tot al kW come con i veicoli ICE ?? Non lo trovo un metodo che premia la sobrietá dei consumi perché, a differenza dei motori termici, i motori elettrici piú “brillanti” non richiedono piú corrente di quelli “tranquilli” se si chiede loro la potenza erogabile da questi ultimi.. Fra l’altro bisogna tenere conto della differenza fra potenza nominale (che puó essere mantenuta per 30 minuti, almeno ai fini dell’omologazione) e di picco che puó essere erogata per pochi minuti o secondi.
        Credo che sarebbe piú equo “tassare” i kWh imbarcati in fase di ricarica in quanto piú correlati al tipo di guida.

        E i prezzi calmierati per le colonnine ? Mi sembra utopistico salvo vietare abusi veramente macroscopici..

        1. Alessandro D.

          Luigi lei è una persona troppo ragionevole per non sapere perfettamente che le “superpotenze di picco” delle automobili elettriche sono tali in primis e quasi “in exclusivis” in quanto argomento di marketing per chi abbocca a quell’amo o fa finta di abboccare, in secundis perchè ci si ostina a non voler usare almeno un paio di marce, in terza sede (ma conti alla mano è tecnicamente tutto da dimostrare quanto sia veramente necessaria tale esagerazione, specie in teorica presenza di un cambio) perchè più il motore “spinge” in uscita più “spingerà” in ricarica.
          Ma comunque con tutti i limiti “in entrata” dati dalla batteria.

          Quindi direi che il calcolo del bollo sulla potenza di picco sarebbe una cosa assolutamente giustissima, vista la sostanziale inutilità di potenzie superiori ai 130/150 kw nella guida “normale” di qualsiasi autoveicolo, anche pesasse 2 tonnellate.
          E questo, me lo concederà, se glielo dico proprio io… 😉

        2. assolutamente da mettere bollo sui kw di picco con aggiunta superbollo sopra i 185 kw ; togliere tutte le esenzioni , accessi gratuiti ztl e strisce blu a pagamento , aggiunta delle accise ai kw erogati alle colonnine, come per i carburanti, dal dopoguerra ad oggi e avremmo equità sociale

          1. Condivido in astratto l’idea di penalizzare i kW “di troppo” ma temo che sarebbe difficile attuarla : la potenza di picco non viene riportata sul libretto.. Anche se risulta dal certificato di omologazione non so se potrebbe essere un dato utilizzabile in campo fiscale, bisognerebbe modificare le leggi in materia.

            In ogni caso non capisco il vantaggio tecnico di abbinare un motore elettrico con potenza “calmierata” ad un cambio a 2/3 marce.. Per un uso normale su strada credo che basterebbe un rapporto al riduttore ragionevolmente corto per garantire prestazioni decenti in salita oltre che un minimo di velocitá autostradale.

          2. Alessandro D.

            -risulta dal certificato di omologazione non so se potrebbe essere un dato utilizzabile in campo fiscale-

            Assolutamente sì. Da qualche parte la potenza di picco va dichiarata ufficialmente.
            Quindi tirarla in causa sarebbe la cosa più facile del mondo.
            Lo so per certo, perchè quando mi capitava di lavorare sui listini e sull’usato molte case moto avevano il vezzo di non comunicare le potenze… ma queste in realtà erano disponibili e segnate correttamente sulle schede di omologazione.

            -Per un uso normale su strada credo che basterebbe un rapporto al riduttore ragionevolmente corto-

            Salvo trovarsi impiccati in autostrada col motore che a 110 frulla come un bimby.

  4. Sono gran bravi a calcolare quanto perdono per litro di carburante, ma molto meno a calcolare quanto risparmierebbero in spese sanitarie se tutte le auto fossero elettriche e di conseguenza invece di disincentivarne l’acquisto paventando tasse assurde dovrebbero fare il possibile per rendere il più veloce possibile il cambio dei veicoli a combustione, si pensa sempre e solo alla CO2 ma i veicoli ICE rendono per ogni secondo d’utilizzo l’aria sempre più irrespirabile e questo ha un costo economico e sociale enorme.

  5. Però bisognerebbe considerare e calcolare anche l’enorme risparmio per lo stato per cure mediche di malattie dovute all’inquinamento e per sanare danni da disastri ambientali dovuti al cambiamento climatico. E spero che lì i trasporti pubblici siano molto capillari e molto efficienti, inoltre spero che lì lo stato garantisca un sufficiente numero di colonnine pubbliche e burocrazia snella per una facile attivazione e per permettere l’installazione di wallbox nei condomini rapida e sicura, poiché senza un’adeguata alternativa e senza garantire un servizio pubblico decente questa nuova tassa non sarebbe equa e non avrebbe un briciolo di senso.

    1. Risparmio sanitario? Non so se vi siete accorti che oggi se hai i soldi ti curi altrimenti semplicemente muori.
      Disastri ambientali? Ci sono zone che hanno subito tre quattro alluvioni di seguito e nulla è cambiato. Direi che non sappiamo in cima alla lista delle priorità.

  6. Ma buona parte delle accise sui carburanti non vanno a sostegno delle fonti fossili?! Se non ricordo bene… chiedo lumi alla Redazione dí Vaielettrico. Grazie

  7. esprimero’ il mio dissenso non accettando addebiti di sorta riferiti al kilometraggio della mia vettura , ma il bollo dovrebbero pagarlo anche le elettriche , in misura ridotta visto le difficolta’ che tutti menzionano per usarle .

  8. Luigi Solazzi

    Ma perchè invece non aumentano le accise? O l’IVA sulle ICE? Chi inquina paga, come chi consuma tabacco paga, il criterio deve essere questo. Non si può penalizzare chi contribuisce alla transizione climatica ed energetica, che ci permette sopratutto di affrancarci dalla dipendenza dal petrolio. Siamo come tossici che chiedono la dose a stati perlopiù canaglia, schiavi di una vera e propria dipendenza, ci indebitiamo e mettiamo in crisi la nostra stessa sovranità, la bilancia dei pagamenti ecc.

    1. Antonio gobbo

      Scusa ma nkn concordo con tuo commento, paragonare chi jsa jna ICE a chj fuma è sbagliato a prescindere, chi fuma lo da per scelta sua (magari ancge se guida jna BEV) chi una un’auto lo fa quasi sempre per necessità, sj bello pensare dj essere nell’interno obese dei mulini bianchi, ma purtroppo così non è è la macchina purtroppo è ancor oggi quasi sempre jndispensabile e più vai a vedere più ti accorgi che quelle più inquinanti skno quelle più vecchie ad appannaggio a chi di soldi ne ha meno … allora martelliamoli ancora un po dato che in Italia gli stipendi sono similnorvegesi e le tasse sono poche, obbligandoli a comprare auto che non potrebbero permettersi (se non con bonus da 11000 euro che peccato finiscano col PNRR) rinunciando mafari a curarsi per mancanza dj soldi (cosa che già ora accade figurarsi se gli levi altri soldi per oagare le rate del finanziamento)

  9. E se gli Stati Europei pensassero a come non sputt.anare inutilmente un po’ miliardi? Armi, petrolio, gas, ponti, ecc ,ecc. (ad ogni Stato le proprie).
    E se oltre ai km si pensasse di tassare anche in base al peso ed alla lunghezza della vettura?
    Perchè mai chi fa 20.000 Km con una panda dovrebbe pagare tanto quanto chi la fa con una Mercedes-Maybach S600 ?

  10. massimo granarolo

    si ma sei io faccio 20000 km anno ( 0.02 = 400€) ma di questi 10000 li faccio all’estero cosa faccio li dichiaro nei paesi che transito (Austria ) o Viaggio Germania e Danimarca poi faccio un autodichiarazione in Italia e me li stornano da quelli dichiarati ad inizio anno capisco che le sto sul cavolo che ricarico col solare

    1. Alessandro D.

      A 5 centesimi al km sono 500 euro di bollo ogni 10.000 km.
      Uno che ha una banalissima ID3, ci lavora e ci fa diporto, e poco poco fa 20.000 km l’anno paga un bollo come una macchina a benzina da circa 250 cv.
      A 30.000 km annui sono 1500 euro di bollo, inutile far conti e raffronti perchè sono un palese salasso, sostanzialmente punitivo di un uso di quel tipo.

      Stato etico, amici! stato etico! 🙂

      1. Se non sbaglio la banalissima ID.3 dovrebbe avere sui 300cv, quindi non vedo perché dovrebbe pagare meno di un’altra auto da 250cv, essendo una tassa di possesso.

        1. Alessandro D.

          Ehhh! 400! MILLECAVALLI!!!!
          Ne ha 200 valà.

          Comunque facciamo così: io ho una MerdoSpring da 45 cavalli (33 kw) con ho fatto circa 10.000 km nell’ultimo anno. anche qualcosa di più probabilmente.
          A 5 centesmi al km fanno 500 euro di bollo.
          Attenzione: non le chiedo se è giusto o sbagliato.
          Le chiedo: 500 euro di bollo per una MerdoSpring le parrebbe sensato? Commisurato al mezzo?

          A prescindere, o brutti zucconi…
          A proposito dei 200 cavalli della ID3 “normale” e dei 320 di quella “sportiva”. Quando vi dicevo che sarebbero arrivate le tasse, vi dicevo anche presto o tardi le centinaia di cavalli di picco “aggratis” ve li avrebbero fatti pagare fino all’ultimo. E che un cambio ben studiato sarebbe servito anche a tenere più basse le potenze, tra le varie cose proprio per un discorso fiscale.
          Voi tutti ovviamente “maseiscemocazzodici”.
          Invece eccoci qua, si inizia a parlarne.
          Vedrete che ridere quando vi picchiano il bollo su tutti i cavalli di picco. O a 10/15 euro per cavallo continuo.
          Risate a gogo miei cari, vi aspetto al varco con la MerdSpring, la macchina meno potente di tutto il mercato… :p

          Avevo ragione io, come sempre in questo argomento.
          Quando io parlo di tecnica e affini, voi dovete stare tutti zitti e prendere nota, atei miscredenti senzaDio ed eretici che non siete altro. 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

          1. Siano 200 o 300, poco cambia nel principio relativo al bollo di possesso.
            A parte questo, secondo lei le tasse sono sempre definite in modo sensato?
            O forse sono pensate solo per ottenere gli obiettivi delle entrate?
            E poiché mediamente le auto elettriche hanno potenze elevate, non viene il dubbio che questo parametro possa piacere tanto alle nostre autorità fiscali?
            Poi sicuramente qualcuno penserà anche all’alternativa della tassa di circolazione (o magari le applicheranno in parallelo) e verrà scelto il metodo che fa incassare di più o che è più facile da attuare.
            In ogni caso i soldi devono entrare.

          2. alessandro D.

            -poiché mediamente le auto elettriche hanno potenze elevate, non viene il dubbio che questo parametro possa piacere tanto alle nostre autorità fiscali?-

            Mi è venuto talmente forte il dubbio che ho brevettato un marchingegno tra i vari possibili che a poco prezzo permette di montare motori elettrici meno potenti a parità di prestazioni, faccia un po’ lei. 🙂

          3. Che con la diminuzione del consumo di idrocarburi e la conseguente diminuzione delle entrate con le accise è ovvio che si arriverà ad alcuni accorgimenti per rimpolpare le entrate statali. Se ne parla da tempo e se ne parlerà sempre più spesso man mano si arriverà al dunque… A proposito un giudizio sulla spring?

          4. Alessandro D.

            -un giudizio sulla spring?-

            Tecnicamente e costruttivamente è una merdomacchina. A capirci un minimo di automobili, c’è da buttarsi per terra dal ridere. Per diversi aspetti, soprattutto di carrozzeria, è addirittura fatta come si sarebbe fatto negli anni ’50. Però è decisamente “furba” come soluzioni costruttive, devo ammetterlo. Vecchio stile, ma fatto bene e fatto “furbo”, Roba da terzo mondo avanzato insomma.

            Come concetto invece è la superutilitaria perfetta. La mia ha anche la ricarica in CC, mi raccomando. Non riesco a capire perchè non sia stata prevista di serie (salvo la volontà di spolpare ulteriori danari ovviamente)
            in 10.000 km l’auto ha totalmente riconfermato, nel bene e nel male, tutte le mie “teorie” sull’elettrico, compreso il fatto che le auto elettriche in realtà è meglio che siano relativamente poco potenti.
            Con 100 kw di picco si fa tutto senza problemi e ancora ne avanza, risolvendo o comunque diminuendo alla radice un sacco di problematiche costruttive, progettuali e gestionali.

            La ricomprerei? a 11k euro col trapasso, praticamente nuova, le rispondo di sì, senza esitazioni.
            Ma quello dovrebbe essere grossomodo anche il suo prezzo di listino, con ricarica in CC prevista di serie ovviamente.
            Quello vale, non di più.

          5. @ Alessandro D.
            In relazione alla sua analisi sulla Dacia Spring, sono d’accordo.
            Stamattina un altro viaggio su una Tesla e parlando con il proprietario e caro amico ho scoperto che gli pneumatici durano il 30-40% in meno. Troppa coppia motrice.
            Secondo me l’auto elettrica deve essere piccola e poco potente, ottimizzata per chi non fa più di 50km al giorno.
            Forse negli altri casi vale la pena esplorare la modalità ibrida EREV.

        2. Il modo per calcolare la potenza su ev ed ICE è diverso, comunque ha 170cv, 300 e passa li ha la variante più sportiva. Esistono al momento elettriche anche con meno Cv oltre che come dicevo hanno una erogazione diversa quindi ha poco senso fare uguaglianze.

          1. @ alessandro D.
            interessante, di cosa si tratta?
            Ho visto che in mercedes hanno inserito un cambio a due rapporti che ha aumentato le percorrenze per kWh del 14%.
            E mi sembra che oggi la CLA sia l’elettrica più efficiente del mercato.

      2. Se si acquista un’auto – seppure bev – che costa diverse decine di migliaia di euro, che problema c’è a spendere 500€ per il bollo? È come togliere un pelo a un gatto…

        1. @Massimo : anche nel settore BEV c’è una leggera differenza fra una citycar, magari “primo prezzo”, e una segmento D full optional..

  11. Beh in Italia sarebbero 25miliardi o più da recuperare…In qualche modo il consumo stradale lo devono far pagare agli utilizzatori e ha senso che chi più usa, più paga, ma c’è da stare attenti che chi vive lontano da zone ben servite (e.g. periferia) è bene o male costretto a macinare km per assenza di servizio pubblico. In quel caso andrebbero fatte esenzioni, ed inizia a diventare un casino burocratico…
    Insomma, ci son tante problematiche alle quali farebbe bene pensarci fin da subito!

    1. Sí non sarebbe male tenere maggiormente conto delle zone poco servite dai mezzi pubblici.. Magari creando una nuova categoria da affiancare alle “famigerate” FUA.

  12. Pagare una tassa fissa annuale in base ai kilometri è delirante, le persone si ritroverebbero a Natale a pagare l’obolo proprio in corrispondenza delle feste e dei regali.
    Perché funzionano bene le accise sui carburanti? Perché paghi una enorme quantità di tasse MA un po’ alla volta quindi il più delle persone non se ne rende conto.
    Tira fuori 1000€ di tasse one-shot e vedrai quanto la gente si incazzerà…

    In Italia abbiamo già il bollo che potrebbe TRANQUILLAMENTE essere calcolato in base ai kilometri, con conguaglio obbligatorio alla revisione o alla vendita.

    1. // calcolato in base ai kilometri, con conguaglio obbligatorio alla revisione o alla vendita \\
      Cioé un sistema basato sui consumi presunti un pó come con le utenze domestiche ?? In questo caso con le percorrenze effettive calcolate tramite scatola nera ??
      Una specie di Move-In riveduto e adattato..
      https://www.movein.regione.lombardia.it/movein/

  13. Qualsiasi tassa si voglia mettere deve essere equa.
    Metterla sui km perché occorrerebbe contribuire alle spese di gestione delle strade pubbliche ha senso. Ma ci sono ma.
    Ci sono km che vengono percorsi su strade private (esempio, strade di campagna private, ma anche quelli dentro le proprie proprietà, fossero anche 10 mt). Quelli come li escludi?
    Come puoi tassare in base ai km presunti e poi fare un saldo a fine anno con credito o pagamento? Non puoi, perché crei una disparità d’impegno economico tra chi fa pochi km e chi ne fa molti. Esempio se uno percorre 4.000 km annui, si troverebbe a pagare la tassa in anticipo per il secondo e terzo anno (soldi che uno avrebbe potuto spendere diversamente.
    L’unico modo per deprimere il problema sarebbe usare una black box che comunichi i km percorsi e quanti fatti si strade pubbliche (grazie a un GPS).

  14. Alessandro D.

    A me non stupisce e non fa scandalo la cosa in se.
    Come detto da altri, e come si sa del resto da sempre, l’attuale “leggerissimo” impianto fiscale relativo al’auto elettrica è semplicemente insostenibile sia sul lungo periodo sia quando la mobilità elettrica dovesse diventare in qualche modo “strutturale”.

    Ci rimango sempre un po’ male, per parte mia, perchè attorno all’auto eletrica e alle leggi con cui si vuole “regolarla” c’è sempre quel retrogusto di distopia di cui vedo proprio non si riesce a fare a meno.
    Si parla infatti di una tassa “pay per use”, un qualcosa che al di là dei proclami su modalità di fatto poco attuabili (si pagherà in anticipo, poi ti rimborseremo… seee… figurati) finisce sempre col sottointendere una qualche forma di controllo invasivo, una colonscopia sociale tramite GPS atta a contar chilometri… ma si, non lo faremo mai, ma già che ci siamo potremmo anche vedere dove vai, quando ci vai, per quanto ci vai etc etc. E se ci impegnamo a “triangolare” i telefoni vediamo anche con chi ci vai.
    Tanto “male non fare, nulla temere”, giusto? quindi che fastidio ti do se ti facciamoo la colonscopia col GPS, alla fine se non hai niente di sbagliato perchè preoccuparti?
    Si, certo, lo decidiamo noi cos’è giusto e cos’è sbagliato, ma tu non preoccuparti, lo facciamo per il tuo bene.
    E se ti conto i km e decidessi che ne fai troppi? E se decido che l’auto elettrica la puoi usare entro certi limiti, chessò, 15 minuti da casa… E se esci dal recinto delimitato dal GPS io te la spengo? E’ un attimo spegnarla, non ti offendi, vero? Lo facciamo per il tuo bene, perchè noi pensiamo a te e tu da solo non sei capace di scegliere le cose giuste, lo hai già dimostrato prima, quando usavi l’auto diesel come se non ci fosse un domani… Ora però stai bene, non vorrai che tornino quegli orribili giorni, vero? Fuori di lì ci vai solo coi mezzi pubblici se ci sono, o magari in bici che ti fa pure bene… Eccetera.

    Lo so, lo so, sono un urfido complottista, un malfidente troglofossile passatista e reazionario, che ci volete fare? Mi dovete tenere così.
    Ma me piàs no. Preferisco pagare il bollo o le accise maggiorate sulla corrente. Ecco.
    Però potrò essere ancora padrone dei miei sospetti per lo meno?

  15. Che dire? Assurdo. Però quella delle tasse sui carburanti è una delle principali entrate tributarie, c’è da aspettarsi che la strada che intraprenderanno sia quella, ecologia si ma a saldi invariati

  16. roberto guidetti

    Tutti i governi europei sono alle prese con problemi di bilancio e non possono, evidentemente, fare a meno di quanto assicurato fino ad oggi dalle imposte su benzina e gasolio. La scelta mi sembra inevitabile perchè, alla fine, i soldi per scuola, sanità, previdenza etc da qualche parte devono saltare fuori

    1. Ah i soldi che non stanno dando per darle a sanità o scuolale private, nonché all’ industria delle armi o sperperati in progetto insensati tra Albania e Mozambico.

  17. Non del tutto sbagliata come idea in sé, basata sul kilometraggio. Ma oggi, potrebbe incidere sulle vendite. Da farsi molto più in là.

  18. E se tassassimo le auto anche in base all’impatto economico sui sistemi sanitari nazionali? Curare un singolo caso di tumore può costare allo stato anche 200/300.000€. Ne so qualcosa.

    1. Antonio gobbo

      C’è una piccola differenza, i km sono misurabili, il caso di tumore, riconducibile all’inquinamento automobilistico, è trenino solo da statistiche su territorio dove però vi sono molteplici agenti jnquinanti non solo le auto, allora dovresti far pagare le case in classe più bassa, le aziende, gli allevamenti intensivi, le produzioni agricole, glj aerei e j trasporti pesanti ecc ecc e alla fine a pagare di più sarebbero le classi meno abbienti su cui queste ipotetiche accuse penserebbero maggiormente …e che oggi come oggi hanno più difficoltà a curarsi … per cui cornuti e mazziati.

  19. 3 penny = 0,03 pound = 0,0341 €/Mi = 0,0212 €/km
    53 penny/dm3 = 0,0233 €/km (16 km/litro, meno se percorrenza maggiore)

  20. In Italia siamo avanti… la tassa sulla percorrenza dei veicoli è già in vigore (tasse sull’energia elettrica superiori rispetto alla benzina, per kWh) ed è molto più giusta che in UK: si paga per kWh e non per chilometro, premiando quindi la guida responsabile e le auto più efficienti.

    1. In effetti anche secondo me la “tassa” sul kWh è forse la piú equa.. Peccato che in Italia – viste le tariffe mediamente altine – piú che una semplice tassa è una specie di superbollo 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Lo sfogo degli esclusi dal bonus per il cavillo dell'intestazione

Articolo Successivo

Peugeot e2008 del 2022

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!