Regno Unito, BEV al 27,3 in maggio. Ma gli obiettivi restano lontani

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Il mercato britannico delle BEV continua a crescere a ritmo sostenuto. A maggio le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria  sono aumentate del 34,2% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo una quota di mercato del 27,3%. Si tratta del miglior risultato registrato da inizio anno e del maggio più forte per il mercato automobilistico britannico dal 2019.

I numeri rilasciati dalla Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT) confermano il crescente interesse dei consumatori per la mobilità elettrica, anche se ancora non bastano per rispettare i target fissati dal governo britannico.

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Più BEV e prezzi competitivi spingono il mercato

Dietro l’accelerazione delle vendite elettriche nel Regno Unito ci sono diversi fattori.

Innanzitutto l’ampliamento dell’offerta: dall’inizio del 2026 sono stati lanciati sul mercato britannico ben 31 nuovi modelli elettrici, con il numero complessivo di BEV cresciuto del 25,6%. Solo rispetto a maggio dello scorso anno, gli automobilisti britannici hanno potuto scegliere tra oltre 20 modelli green in più.

A favorire la diffusione delle auto elettriche contribuiscono anche gli sconti praticati dai costruttori e gli incentivi pubblici, tra cui il programma governativo Electric Car Grant, che sostiene l’acquisto di veicoli a zero emissioni.

La combinazione tra maggiore scelta, competizione tra marchi e sostegno pubblico ha quindi accelerato l’adozione della mobilità elettrica anche in un contesto economico non semplice.

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Nuovo record mensile per il mercato delle BEV nel Regno Unito (fonte SMMT)
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Ma gli obiettivi green al 2030 sono lontani

Il rovescio della medaglia è che, nonostante l’evidente crescita, il settore è ancora distante dagli obiettivi previsti dal sistema britannico del Zero Emission Vehicle (ZEV), che impone quote minime di vendita per i veicoli a zero emissioni.

Se a maggio la quota elettrica ha raggiunto il 27,3%, nei primi cinque mesi dell’anno il dato medio si ferma al 23,9%, ben al di sotto del target del 33% previsto per il 2026.

Secondo la SMMT, questo divario costringe molti costruttori a sostenere le vendite elettriche attraverso forti campagne promozionali, con un impatto diretto sulla redditività. Una situazione che ricorda il dibattito in corso anche in altri Paesi europei, dove la crescita delle immatricolazioni elettriche procede, ma spesso a un ritmo inferiore rispetto alle aspettative.

La discussione si è intensificata dopo la pubblicazione del settimo “Carbon Budget” britannico, che prevede che entro il 2030 il 95% delle nuove auto e dei veicoli commerciali leggeri venduti nel Paese sia elettrico.
Un traguardo persino più ambizioso del mandato ZEV, che punta a quote dell’80% per le auto e del 70% per i veicoli commerciali entro la fine del decennio.

Per raggiungere questi livelli, secondo l’industria automobilistica serviranno investimenti molto più consistenti nelle infrastrutture di ricarica e misure fiscali capaci di sostenere la domanda.

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Il Regno Unito verso la revisione dei target EV. Ma dal 2035 solo elettriche

Un dibattito aperto

Il dibattito su tempi e modalità della transizione green della mobilità sta facendo aumentare le tensioni tra governo e settore automotive. Alcuni membri della Commissione parlamentare britannica per il Commercio e l’Industria hanno chiesto una revisione anticipata del mandato ZEV, sostenendo che gli attuali obiettivi rischiano di compromettere la competitività dell’industria nazionale.

Di parere opposto le associazioni che promuovono la mobilità elettrica. Secondo EVA England il rischio maggiore sarebbe creare incertezza proprio nel momento in cui i consumatori stanno mostrando un interesse crescente verso le auto a batteria.

  • LEGGI anche: “Il 2035 “flessibile” dell’auto Ue: una boccata d’ossigeno, ma a breve termine” e guarda il VIDEO

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