Redwood Materials si dà allo storage: batterie EV per alimentare i data center

Redwood Materials

In una fase difficile per il riciclo delle batterie, segnata dalla volatilità dei prezzi del litio e dal rallentamento dell’auto elettrica negli Stati Uniti, Redwood Materials trova nuova linfa nei data center. La società statunitense ha annunciato un maxi round di finanziamento da 425 milioni di dollari per supportare Redwood Energy, la nuova divisione dedicata allo storage energetico su larga scala cpon batterie auto in seconda vita.

Si tratta di una svolta strategica della società, che fa il pieno di investitori dell’Intelligenza Artificiale (Google, NVentures, Nvidia) a conferma di come le batterie possano creare valore ben oltre il loro primo utilizzo su strada.

Batterie, una seconda vita per l’IA

Redwood Materials nasce con l’obiettivo di recuperare, raffinare e reimmettere sul mercato i materiali critici contenuti nelle batterie esauste. Con Redwood Energy, però, l’azienda compie un passo ulteriore: riutilizzare i pacchi batteria dei veicoli elettrici che conservano ancora capacità residua (molti più del previsto) per costruire mega accumuli statici a supporto di data center e reti elettriche.

Secondo Claire McConnell, nuova VP business development per l’energy storage, negli ultimi 12-18 mesi Redwood ha iniziato a ricevere batterie usate in condizioni migliori del previsto. In un contesto di crescita esplosiva della domanda elettrica legata all’IA, il tempismo è apparso ideale per sviluppare una soluzione pensata specificamente per questo mercato.

Redwood Materials
Riciclo batterie EV

Microgrid operative e progetti su larga scala

Il round da 425 milioni di dollari rappresenta la chiusura finale della Serie E, dopo i 350 milioni annunciati lo scorso ottobre. La presenza di investitori come Google e Nvidia non è casuale: i data center IA necessitano di grandi quantità di energia stabile, flessibile e possibilmente a basso costo. Le batterie, soprattutto se riutilizzate, diventano un tassello chiave per microgrid, sistemi off-grid e servizi di bilanciamento.

Al lancio di Redwood Energy, avvenuto nel giugno scorso, l’azienda dichiarava di avere oltre 1 GWh di batterie EV usate in stock, con altri 5 GWh attesi entro un anno. Il primo progetto pilota è già operativo a Sparks, in Nevada, in collaborazione con Crusoe Energy: una microgrid off-grid alimentata da solare che fornisce elettricità direttamente a un data center.

I prossimi impianti potrebbero invece essere connessi alla rete, accumulando energia quando i prezzi sono bassi e rilasciandola nei momenti di picco. Redwood guarda ora a progetti da centinaia di MWh, un ordine di grandezza che inizia a interessare anche i grandi operatori europei dello storage.

Redwood Materials
Un data center Microsoft

Non solo batterie usate

Un aspetto meno noto, ma rilevante, riguarda le batterie nuove in eccesso. Molti costruttori si trovano oggi con stock invenduti a causa di una adozione dei veicoli elettrici più lenta del previsto e, negli Stati Uniti, del ridimensionamento degli incentivi federali. Redwood intercetta anche questi flussi, integrandoli nei suoi sistemi di accumulo.

Una quota “significativa” dell’inventario, secondo McConnell, è composta proprio da batterie nuove, anche grazie alla partnership con General Motors, pensata per accelerare la diffusione dello storage stazionario.

Redwood MaterialsIl riciclo resta centrale, cambia il baricentro

Lo slancio di Redwood verso lo storage arriva dopo anni complessi per il riciclo: prezzi del litio in forte calo, minore domanda di nichel e cobalto con l’ascesa delle chimiche LFP e anche qualche fallimento eccellente. Come ha ammesso il fondatore JB Straubel, Redwood è forse nata “troppo presto, quando il parco EV a fine vita era ancora limitato.

Nonostante ciò, l’azienda continua a investire nella filiera domestica dei materiali critici, con partnership con Toyota, Volkswagen, GM e Panasonic, e con lo sviluppo dell’impianto di Charleston, in South Carolina, anche se i piani sulla produzione di componenti sembrano rallentati.

Secondo Redwood, nei prossimi cinque anni le batterie EV riutilizzate potrebbero arrivare a coprire il 50% del mercato dello storage energetico. Una previsione ambiziosa che, se confermata, cambierebbe profondamente anche le strategie europee su accumulo, reti e transizione energetica. Oggi lo storage non è più solo un complemento alle rinnovabili, ma un’infrastruttura critica per la nuova economia digitale.

  • LEGGI anche: “Digitale & batterie: se qualcosa va storto nei “software defined vehicle”…” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. mi auguro che in Europa (quantomeno in Italia) si facciano normative per consentire l’installazione di data-center (specialmente quelli A.I.) SOLTANTO se dotati di autonoma alimentazione integrata con F.E.R. + BESS per evitare impatti pesanti su stabilità rete (ed ovviamente aumentare i costi visto che entrerebbero “in concorrenza” con altri utenti ).
    In USA la continua crescitadi Hyperscalers porta persino ad un esaurimento della capacità produttiva di turbine a gas per centrali elettriche.. ed alla lunga non si prospetta bene per chi punta tutto sul GNL.
    Per fortuna in USA la prima sentenza che sblocca la costruzione di un parco eolico off-shore potrà facilmente riverberarsi su altri 4 o 5 bloccati dalle politiche trumpiane…. con ulteriori riflessi su tutte le filiere di produttori componenti (turbine, accumuli etc)..
    Anche i recenti accordi tra USA & India porteranno nel secondo paese più popoloso al mondo l’insediamento agevolato (per tagli tasse ventennali ) di nuovi centri di calcolo A.I. ( https://www.cnbc.com/2026/02/02/india-tax-breaks-hyperscalers-ai-bet.html ) ma secondo me rischia di mandare ancora di più in crisi le aree ospitanti viste le attuali carenze di produzione locale di energia (e l’accordo appena firmato per importare IDROCARBURI U.S.A. / Venezuela al posto di quelli economici dalla Russia non lo vedo una grande garanzia); dovranno attrezzarsi molto rapidamente di storage distribuiti per fronteggiare la crescente domanda energetica (dovendo per altro diminuire l’uso di carbone per superamento dei livelli critici di inquinamento in vaste aree del paese.. in cui neppure le ferrovie hanno raggiunto livelli sufficienti di elettrificazione).

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