Redwood Materials: più accumulo energetico con batterie di seconda vita

Redwood Materials batterie seconda vita





Redwood Materials punta sempre di più sul business dei sistemi di accumulo energetico, sfruttando batterie di seconda vita del settore automotive. Una strategia che prolunga il ciclo utile delle celle prima del riciclo finale. 

Fondata nel 2017, Redwood Materials si è imposta come uno dei principali operatori nordamericani nel recupero di materiali critici dalle batterie esauste. L’azienda dichiara di trattare oltre 20 GWh di batterie all’anno (equivalenti a circa 250 mila veicoli elettrici) e di intercettare il 90% delle batterie e dei materiali agli ioni di litio riciclati in Nord America.

Numeri che hanno attirato investitori di primissimo piano: solo pochi mesi fa Redwood ha raccolto 425 milioni di dollari da soggetti come Google e Nvidia.

Redwood Materials batterie seconda vita
Una stazione di accumulo energetico di Redwood Energy negli Stati Uniti

Nuovi orizzonti: second life battery e storage

Con l’avvento della divisione Redwood Energy, la società sta ora puntando forte sull’emergente business dei grandi sistemi di accumulo energetico, variando un po’ la sua strategia: meno riciclo delle materie prime e più riutilizzo delle batterie in seconda vita.  

Gli impianti di accumulo stazionario, infatti, in molti casi utilizzano batterie provenienti da veicoli elettrici non più adatte all’uso automotive, ma ancora in condizioni sufficienti per una seconda vita. Redwood sta cavalcando questo mercato in rapida espansione, cercando di prolungare il più possibile il ciclo utile delle celle prima del riciclo finale.

Con l’obiettivo, sostenuto a gran voce dal fondatore e CEO JB Straubel (ex braccio destro di Elon Musk in Tesla), di migliorare la sostenibilità economica e ambientale dell’intera filiera. E puntare su un segmento che potrebbe presto superare per ricavi l’attività aziendale storica del riciclo.

Redwood Materials si dà allo storage: batterie EV per alimentare i data center

Redwood Materials batterie seconda vita
Il recupero e riutilizzo di batterie EV usate è un trend in forte crescita

Energia stoccata per alimentare i data center

I sistemi sviluppati da Redwood sono destinati soprattutto ai data center statunitensi, inclusi quelli legati all’Intelligenza artificiale – in grande crescita – e al supporto della rete elettrica. Due mercati destinati ad avere un ruolo da protagonisti con l’aumento dei consumi energetici e della produzione da fonti rinnovabili.

Proprio di recente, l’azienda ha annunciato un ordine da Rivian per un sistema di accumulo con batterie di seconda vita nel proprio stabilimento di Normal, in Illinois.

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Redwood, un modello da esportare?

Il caso Redwood conferma una tendenza sempre più forte: il valore delle batterie non finisce con l’auto elettrica. Second life, storage e riciclo stanno diventando tre anelli della stessa catena industriale. Con la crescita di rinnovabili e mobilità elettrica, modelli simili potrebbero trovare spazio nei prossimi anni anche in Europa, soprattutto per stabilizzare la rete e valorizzare batterie dismesse.

  • LEGGI anche: “Il futuro delle batterie lo scrive l’Asia. All’Europa resta il riciclo (forse)” e guarda il VIDEO

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