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Quindicimila auto elettriche in dicembre o addio 87 milioni di bonus. Si può fare?

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auto elettriche

Restano inutilizzati 87 milioni di bonus per l’acquisto di auto elettriche e ibride plug in. Per non perderli, ed evitare che finiscano dirottati su auto termiche, bisognerebbe immatricolarne in dicembre almeno 15 mila. Ce la possiamo fare? Un raffronto con il mercato “gemello” del Regno Unito lascia  qualche speranza.

di Alessandro Abbotto∗

Qualche giorno fa un articolo del quotidiano britannico The Guardian ha catturato la mia attenzione: “Oltre mezzo milione di auto elettriche BEV vendute finora nel 2020 in Europa”. Incuriosito sono andato a vedere in maggior dettaglio, scoprendo che nel mese di novembre la quota di auto elettriche con ricarica (BEV+PHEV) in UK è cresciuta al 15.9% mentre quella diesel è crollata al 14%. Un sorpasso storico. Il mercato UK è per molti versi confrontabile col nostro: 38,5 milioni di vetture circolanti in Gran Bretagna, 39,5 milioni in Italia. Ho quindi pensato che fosse possibile un confronto con i dati del nostro paese.

UK “doppia” l’Italia. Perchè?

L’ultimo report di UNRAE ha invece deluso le mie aspettative. Oltre 40.000 vetture Diesel vendute nel mese di novembre con una quota di mercato di poco meno del 30%. Nello stesso mese la quota BEV+PHEV era invece inferiore al 7%. Un balzo enorme rispetto allo stesso mese del 2019 (1,3%) ma pur sempre molto distante da UK. Se andiamo a vedere i numeri assoluti si capisce ancora meglio l’entità del divario: a novembre sono state vendutie in UK circa 18.000 auto elettriche BEV o PHEV, da noi grosso modo la metà (9.750).

Ho cercato quindi di capire come mai nel nostro paese la transizione verso l’elettrico andasse più a rilento, non solo nei confronti di paesi notoriamente già lanciatissimi (Norvegia, Islanda, Germania ecc.) ma anche nei confronti di altri le cui abitudini potevano sembrare più simili alle nostre.

E questo nonostante i generosi incentivi messi in campo. Nel corso del 2020 tra fondo ecobonus istituito per la prima volta dalla legge di bilancio 2019, Decreto Legge Rilancio del luglio 2020 e il Decreto Legge di metà agosto, il governo nazionale ha messo in campo 612 milioni € di incentivi, di cui almeno 312 milioni € alle autovetture con emissioni di CO2 minori di 60 g/km.  Al 6 dicembre rimangono ancora a disposizione di questa fascia di emissioni circa 87 milioni €.

Incentivi, oltre un terzo resta in cassa

auto elettrica

Ho provato allora a fare qualche conto dal momento che non sono riuscito a trovare per ora dati ufficiali sulle vetture immatricolare in base agli incentivi, senza e con rottamazione. Sulla base dell’incentivo medio per autovettura si stimano circa 41.000 autoveicoli elettrici BEV+PHEV finanziati tra gennaio e novembre 2020, che torna abbastanza bene col dato delle immatricolazioni UNRAE BEV+PHEV (46.292 veicoli).

auto elettriche
Vendite di auto elettriche e ibride plug in, primi 11 mesi del 2020, fonte MOTUS-E

Nel periodo agosto-novembre per le fasce 61-90 g/km (autovetture full hybrid e mild hybrid, oltre ad alcuni modelli a benzina/diesel e metano a basse emissioni) e 91-110 g/km (Euro 6 benzina o diesel di bassa cilindrata) erano stati dati contributi dal DL di Agosto rispettivamente di 150 e 100 milioni di €, tutti esauriti. A questi si aggiunge la quota di 50 milioni € del Decreto Rilancio di fine luglio che, intempestivamente aperta a tutte le vetture nella fascia 0-110, si è volatilizzata nel giro di in pochi giorni grazie soprattutto alle immatricolazioni dei modelli più inquinanti.

Il paradosso: incentivate il 90% delle termiche

Anche qui, sulla base dell’incentivo medio (con e senza rottamazione) ho calcolato circa 230.000 autovetture che hanno beneficiato dell’incentivo da agosto a oggi. Nello stesso periodo circa 28.000 veicoli elettrici hanno utilizzato l’incentivo, cioè grosso modo il 10%. Quindi la stragrande maggioranza, quasi il 90%, delle vetture che si sono avvantaggiate degli incentivi sono vetture ibride o a combustibili fossili. A ciascuno le sue conclusioni.

Spesso ho sentito da più parti lamentarsi della quota troppo bassa data alle fasce ad emissioni più alte (61-90 e 91-110 g/km) sulla base dell’idea che il mercato italiano è più indirizzato verso quelle vetture e che quindi, se lo scopo è rinnovare il parco automobilistico, dobbiamo incentivare queste tipologie e non i veicoli elettrici, per i quali il mercato italiano non è ancora maturo. A dimostrazione di questo vi è il fatto che mentre gli incentivi nelle fasce ad emissioni più alte si sono velocemente esauriti, ad oggi rimangono ancora 87 milioni di € dedicati alla fascia 0-60 g/km.  Da cui anche la proposta di riversare questo residuo nelle altre due fasce, con buona pace di chi vuole guidare elettrico.

E’ corretta questa posizione? A mio parere è comprensibile e in parte giustificata ma non corretta. Il mercato UK (senza mettere in ballo le nazioni più virtuose) lo dimostra.  L’Italia ha fatto molto rispetto all’anno precedente ma il divario con gli altri rimane significativo. Basti pensare al rapporto elettrico/diesel a novembre nei due paesi.  E allora ho fatto anche qui due calcoli.

Un colpo di reni di qui a Natale?

La domanda è: è lecito pensare che questi incentivi vadano necessariamente persi a meno che non vengano dati alle autovetture più inquinanti? In base all’incentivo medio sarebbe necessario vendere a dicembre circa 5.000 autovetture elettriche e plug-in per esaurire i 50 milioni del Decreto agosto e 15.000 per esaurire quello più sostanzioso dell’ecobonus.

Un traguardo utopistico? No, per nulla. Se si pensa che a novembre sono stati vendute in Italia quasi 10.000 autovetture BEV+PHEV e nello stesso mese in UK ben 18.000. Il traguardo quindi è a portata di mano, tutt’altro che irrealistico o ingiustificato. Tutto dipende dalle nostre scelte, di chi acquista e di chi vende. Altrove hanno già scelto dove andare e con quanta rapidità. Certo sarebbe una bella soddisfazione per noi italiani, e un bel vantaggio per l’ambiente, scoprire che a fine dicembre anche in Italia si sono venduti 15.000 veicoli elettrici e sfruttati completamente gli incentivi, con un maggior numero di guidatori soddisfatti e maggiore ossigeno per la rete di vendita.

 Direttore del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano – Bicocca

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128 COMMENTI

  1. Volevo fare un’annotazione a Mauro Tedeschini e Massimo, dato che il fondo di agosto è sotto i 6 milioni credo che finiranno prima del 31 di dicembre in questo modo secondo voi si rallenteranno le prenotazioni aspettando il prossim anno?

  2. A quanto pare un bel po’ di persone(evidentemente tranne me e, da come si esprime, tranne lei 🙂 ) : facendo i conti sulle 50 auto più vendute tra gennaio e novembre 2020, sono state acquistate circa 476000 vetture il cui prezzo base di listino supera i 18000 euro, cifra alla quale un’elettrica diventa competitiva grazie agli incentivi.

  3. abbiamo gli stipendi che sono un terzo in meno della media europe ,un terzo in più di tasse ,la metà dei politici collusi con la mafia …devo continuare? Dopo anni di questa cura chi li ha i soldi ?

    • Ma basta, basta con tutti questi luoghi comuni tafazzisti.

      In nessun altro paese i cittadini parlano tanto male del proprio paese.

      Gli italiani sono vecchi (vecchi anche dentro, pure i giovani) e fisiologicamente lamentosi e incapaci di relativizzare la propria situazione.

      Ma quale terzo in meno della media europea? Fandonie, ho lavorato in Francia e anche paesi non UE, prendevo 100 euro in più ma niente 13esima (non esiste quasi li) e niente sostituto di imposta, alla fine quei 100 euro si annullano totalmente.

      Di quali paesi europei stiamo parlando??? Spagna? Irlanda? Grecia?

      Sembra che bel continente europeo esistano solo Norvegia, Lussemburgo e Svizzera a sentir voi.

      Basta con queste bugie e infamie sul nostro paese.

  4. Sono a favore delle auto elettriche e sto valutando se prendere una Zoe ma la mia paura sono i viaggi lunghi in zone sperdute…troverò una colonnina nella Mancha di Don Chisciotte?

  5. Indipendentemente dal marchio dell’auto la revisione delle bombole si fa ogni 2 anni, la prima revisione dopo 4 anni dall’acquisto, io ho una grande punto a metano.

    • Quindi mi dici che sono fuori legge? Ho superato la revisione da un paio di mesi e le bombole, al sesto anno, non sono state nemmeno guardate. Nella revisione recedente, quella del 2018 invece si, me le hanno tolte e revisionate. Stessa sua auto.

      PS mi scuso con tutti per la parentesi “metanosa”

  6. Andrea B. Deve anche calcolare e nessuno lo fa, la revisione delle bombole ogni 2 anni, vita 120 € a bombola, più la normale revisione

    • Sulle auto a metano (almeno sulle fiat) la revisione delle bombole è ogni 4 anni e non 2. Un po’ come va ricordato, se ho ben capito (lieto di essere smentito comunque) che con l’acquisto di una elettrica devi poi installare il wallbox per caricarla, no? Son costi che uno valuta sempre, si spera, prima di fare un acquisto 🙂

    • e il “bollino blu” senza bollino da fare ogni 2 anni per i fumi di scarico
      che hanno le altre caldaie a ruote ;D
      e che le lavtrici a ruote non devono fare , o forse costa meno , perché riguarda solo condizione gomme e frenata

  7. La risposta è semplice , ho permutato un’ibrida con una plug-in usata un anno fa ..
    averlo saputo degli incentivi, avrei preferito un EV nuova , anche con delle rate
    poi c’è il covid , che ha bloccato acquisti auto aziendali e liberi professionisti a data da destinarsi
    mi sa che gli incentivi in questo periodo favoriscono solo i “ricchi” o chi effettivamente ha bisogno di un’auto nuova per fare tanti km
    speriamo per incentivi più a medio periodo , magari banalmente riducendo l’iva , un bel taglio del 11% ad esempio per i prossimi 5 anni ad esempio

    io spero anche nei km0 o finti usati , piccoli concessionari che le acquistano scontate e poi le rivendono fornendo la permuta , servizio che Tesla non ha ad esempio ..

    my 2 cent

  8. Salve
    Personalmente, dal 28 dic. P.v. passerò ad una vettura full elettric e piu precisamente, ritirerò presso il punto vendita di Roma una Tesla Model 3 L.R., con autonomia dichiarata dalla casa madrenpari a 580 km, che naturalmente, come i veicoli tradizionali, varia in base al modo in cui la si guida. Personalmente ero inizialmente molto scettico, ma dopo una analisi durata circa 2 mesi, me ne sono convinto. Ho venduto la mia Citroen C4 G.P. del 2015 e con il ricavato + i 5000€ di incentivo statale, verserò a breve la caparra, avendo optato per il noleggio a lungo termine ( 5 anni e 130mila km). Bisogna uscire dagli schemi tradizionali e cercare di vedere oltre. Lavorando a Roma, ma vivendo in provincia, percorro giornalmente solo per andare e tornare dall’ufficio circa 80 km. Ho calcolato che, dopo 5 anni e circa 145mila km di percorrenza totale, risparmierò almeno 12mila € di carburante. Premetto che non sono un imprenditore, ma un militare di carriera. Ho calcolato che con la Citroen che ho avuto x 5 anni, spendevo mediamente circa 300€ mensili così suddivisi : Carburante, Assicurazione, Bollo, Manutenzione e ZTL. La differenza con la full elttric è: No carburante, No bollo x 5 anni, No Manutenzione (…a 100mila km va controllato solo impianto frenante), No ZTL, NO strisce blu. Ho optato per questa scelta (…full elettric), tenendo conto che lavoro in centro a Roma, i miei spostamenti e la dislocazione delle varie colonnine, ho i miei genitori in Umbria ed una casa in Toscana.
    Nota a margine: circa tre settimane fa, la sindaca Raggi ha indetto la domenica ecologica, BLOCCANDO l’ingrrsso nella fascia verde, di TUTTI I VEICOLI fino a Euro 6…non serve aggiungere altro.

    • Grazie Antonio per la sua testimonianza e complimenti per la lucidità della sua analisi. Si rifaccia vivo quando avrà provato la sua Tesla Model 3 per un mesetto e ci dica se i suoi calcoli sono confermati.

  9. Diciamoci la verità le elettriche da città sono ancora costose, anche con incentivi e richiedono condizioni particolare come avere un box privato , condizione che in città dove hanno più senso di esistere le city car elettriche , non è cosa da tutti.
    Inoltre anche con incentivi costano più di una piccola termica come una panda per esempio, e nel caso di una gita fuori porta sia pure 3 volte l’anno la panda va ovunque, con la Zoe o similari bisogna pianificare, calcolare adattare…
    Pacco batterie con scadenza contro una durata di oltre 10 anni per la piccola termica, in tempi di crisi perenne ovvio che non siano così appetibili.
    Nelle fasce superiori si fanno i conti con autonomia reale ( non molto più di 300 km per la maggior parte dei modelli) e i compromessi attuali delle strutture di ricarica..
    La tecnologia non è matura ma si vuole far ingozzare il consumatore di auto che di fatto non vuole comprare e i numeri lo confermano.

  10. Nonostante su questo stesso sito avessi avuto remore riguardo all’acquisto di una vettura elettrica (anche se solo per questioni economiche), ordinerò a brevissimo un Twingo Z.E. A seconda del concessionario e della versione ho avuto preventivi da 12k ai 14,5k €; per fare un raffronto una Dacia Sandero GPL più o meno mi veniva offerta alla stessa cifra. Facendo i conti tra le due vetture per i 20000 km annui percorsi, tagliandi, bollo e quant’altro, il risparmio è di circa 900 € all’anno a favore dell’ elettrica, a patto di ricaricarla a casa . Considerando l’autonomia decisamente inferiore, l’ impossibilità di un rifornimento in 5 minuti, le ridotte dimensioni e la “novità” della tecnologia (penso che sarò tra i primi, se non il primo, nel mio comune e dintorni) 75 € al mese non sono un motivo sufficiente a fare il cambio. Su questo devo dare ragione ai vari denigratori che si sono espressi in maniera più o meno colorita qua sopra. A meno di non salire di categoria di veicolo o di livello prestazionale il risparmio economico non è così rilevante. Va da sé che lo scelta per altri motivi: oltre che alla coscienza ecologica, ritengo che ogni evoluzione tecnologica, affinché si affermi, vuole un riscontro di mercato. Maggiore è tale riscontro, maggiore è la possibilità che la nuova tecnologia si diffonda. Grazie agli incentivi posso fare anch’io la mia piccolissima parte, quindi perché no?
    Assolutamente non posso sostenere che al momento l’elettrico sia per tutti, ma mi rivolgo a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui: se sei su questo sito, vuol dire che ci stai pensando. Ora è l’ultimo periodo in cui ci sono soldi come incentivo, non menate come detrazioni o qualcos’altro, ma cash sull’unghia. Approfittane. E se proprio temi che tra sei mesi penserai di aver fatto un’enorme ca**ata, non ti preoccupare: il valore residuo della vettura viene calcolato dal prezzo di listino, non da quanto l’hai pagata. Un altro fesso che la compra lo trovi 🙂

  11. Per lavoro percorro quasi 50.000 km all’anno e, sempre per lavoro, ho la fortuna di provare parecchie vetture, ibride, diesel, benzina, elettriche
    Il problema che frena l’acquisto di vetture elettriche è dato dalla poca conoscenza (pratica) del prodotto, anche da parte di chi dovrebbe venderlo, oltre a tempi di ricarica troppo lunghi nelle condizioni standard e percorrenze limitate, specie in autostrada
    Sono pochissime le vetture che si possono permettere di percorrere 300 km in autostrada tutti di un fiato, e questo, frena tanti all’Acquisto, me compreso

  12. Perchè pensi che l’endotermico è da meno? Un diesel comprato oggi vale domani e non fra 10 anni quasi 0 (sempre si riesci a piazzarlo perchè lo bloccheranno fra qualche anno) al contrario di un’elettrica che un minimo di mercato ce l’avrà. Indubbiamente stiamo parlando di auto che hanno svalutazioni molto importanti, ovviamente le elettriche di meno perchè sono il presente futuro ma se volete investire molti soldi spendetali altrove non nelle auto.

  13. Compratevele tutte voi di vai elettrico , dopo immatricolate non valgono nulla soldi buttati , la mia dopo un anno non vale niente …. ho buttato i soldi

  14. Com’è fastidio questo auto-pregiudizio di molti italiani verso la propria ricchezza.

    Chi compra la panda è un tirchio, è la mentalità di chi considera il comfort qualcosa di superfluo, mai avuto una panda e sono un povero proletario.

    Fra una panda e un SUV premium ci sono vie di mezzo ragionevoli.

    Gli italiani comprano la Panda perché non vogliono spendere o fare rate e il leasing non è tanto diffuso come altrove.

    Basta con sto mito che gli italiani sono più poveri e bla bla bla. Ho lavorato e vissuto in altri paesi UE.

    Certo dipende dalla regione italiana dove vivete, il centro-nord e la mia Toscana non mi sembrano affatto da meno di molte regioni di altri paesi europei.

    Anzi, tutti i dati indicano il nord Italia a livello della Baviera.

    Non sono né nazionalista né imbevuto di patriottismo (tutto il contrario) ma questo senso di inferiorità mi dà il nervoso.

    E che cavolo.

  15. Salve a tutti,
    Vw ,Skoda ,Seat hanno ritirato il modello che era diventato azzeccato…
    …di prezzo! È anche da dire, obiettivamente ,che era venduto sottoprezzo (sotto i 10K in alcune regioni).
    Chiaro che a noi consumatori vada bene, ma,le case devono fare utili,non perdite.
    Fare auto elettriche costa molto ,serve:
    tempo=soldi
    Idee=soldi
    materie prime=soldi
    Manodopera molto specializzata= soldi
    Fabbriche avanguardia = soldi.
    Etc…
    Per questo sono care e rimarranno care…pure una twizy è cara per quello che è…..

    L’auto elettrica nuova é uno status simbol bio… 20k per una scatola perfetta per la città sono tantini.

    Io lavoro nel settore e la cultura dell’elettrico è ancora di una sparuta minoranza…
    L’energia in Italia costa molto.
    Ho letto di lamentele sulla qualità del servizio in alcuni luoghi(Milano) per il discorso ricariche pubbliche.
    Si festeggia sempre all’arrivo di tariffe basse di ricarica non pensando che sono sottocosto per portare via i clienti ad altri operatori…
    Il mercato dell’energia non diventerà mai una giungla come quello telefonico perché ha dei costi elevati di gestione.
    Per questo va a rilento e solo dove c’è disponibilità di soldi…
    Saluti

    • Se non lo sa vw con e-up ha ripreso a prendere ordini per quest’ultima proprio dal 1° di dicembre quindi se va in concessionaria la può ordinare di nuovo. La fonte è una telefonata diretta in cui vw italia (verona) mi diceva proprio questo…

  16. I prezzi delle auto sono troppo alti anche con gli incentivi. Un’auto di segmento B non può costare 22.000€, è ridicolo quando la capacità economica media degli italiani è 8.000€. Se dovesse passare l’emendamento alla legge finanziaria per una detrazione irpef del 50% del costo di acquisto dell’auto ne vedremo delle belle. Io passerò all’elettrica a gennaio, nel caso l’emendamento venga approvato.

  17. Avete mai pensato che oltre a benzina ,diesel ed elettrico esiste anche il metano che costa pochissimo ed è una risorsa che si trova in abbondanza?
    Minor consumo,meno CO2, e praticamente zero inquinanti?

  18. Senza scannarsi tra favorevoli e contrari all’elettrico, al momento attuale l’auto elettrica se la può permettere chi ha almeno a disposizione anche un’altra auto. Non è solo una questione economica è una questione pratica. A chi può permettersi una sola auto al momento l’elettrico non conviene e i motivi sono evidenti

    • Io possiedo un’elettrica come unica auto dal 2018. Una e-Golf fino a un paio di mesi fa’ e ora una ID.3. Con e-Golf ho percorso 100.000 km in due anni. Se con ID.3 percorressi 300 km al giorno per diciamo 5 giorni alla settimana (cosa assolutamente fattibile e senza nemmeno dover caricare in giro presso le colonnine pubbliche), arriverei a percorrere quasi 80.000 km in un anno. Perché dovrei aver bisogno di una termica oltre a quest’auto?
      Certo, non è adatta a chiunque. Certo, richiede la possibilità di essere ricaricata a casa durante la notte (oppure al lavoro durante il giorno). Ma perché non può essere l’unica auto se ci sono le condizioni perché lo sia? Nel mio caso lo è. Non ho altre auto. E non ne sento il bisogno. E potrei portarle almeno 10 esempi di amici e conoscenti per i quali è lo stesso. Molte persone in Italia non percorrono più di 30 km al giorno. Di queste molte hanno un garage con la possibilità di una wallbox. Per queste persone un’elettrica non può essere l’unica auto? Perché? Perché quando vanno in vacanza l’estate non possono fare una sosta per ricaricare? Dopo aver dimezzato le emissioni in ambiente per tutto l’anno? Dopo aver risparmiato una barca di soldi per tutto l’anno?
      Il motivo per il quale si vendono ancora poche elettriche in Italia è che le persone si informano poco, approfondiscono poco, fanno analisi sommarie e superficiali. Questo è il motivo.

  19. Con tutti i pro ed i contro, seppur con “se” e “ma”, penso che l’elettrico sia la via del prossimo futuro.
    Non ne farei questione ideologica, non penso siano utili le posizioni da ultra’ a favore o contro – semplicemente e’ una naturale evoluzione socio-culturale-tecnologica a tutela dell’ecostenibilita’ ambientale.
    Ovviamente non e’ tutto oro quel che luccica: e’ vero che con l’elettrico l’inquinamento nelle grandi città si riduce, ma e’ anche vero che si sposta “a monte”, ovvero li’ dove si genera (almeno finché non avremo il 100% di energia da rinnovabili), e “a valle”, ovvero dove si devono gestire le batterie esauste.
    E’ anche vero che non e’ ancora una tecnologia matura, quindi, al netto degli incentivi, e’ ancora troppo costosa per tanti, e le ancora troppo poco pratica per limiti di autonomia, punti e tempi di ricarica.
    Per i motivi suddetti, al momento penso sia una tecnologia fortemente discriminatoria ed assolutamente non egalitaria – non tanto per il costo, ma per la difficoltà di ricarica, quindi di utilizzo.
    Pensiamo alle decine di milioni di persone che, abitando nei quartieri più popolari/popolosi delle grandi città non hanno la possibilità di ricaricare l’auto in garage o sotto casa, semplicemente perché un garage non lo hanno (la maggior parte dei condomini nelle zone popolose della mia città non hanno un garage di pertinenza, non c’e’ proprio spazio nel contesto urbanistico), e di colonnine pubbliche ce ne aranno forse nella percentuale del 2-3 per mille della popolazione (assumendo siano funzionanti).

    Tutti questi problemi saranno probabilmente risolti con la graduale maturazione della tecnologia – penso ad esempio alla ricarica ad induzione sulle strade, a batteria con capacità sufficientemente elevata da essere ricaricata magari una volta al mese, ricarica veloce di pochi secondi con batterie ecosostenibili, ricarica (almeno parziale) da pannelli solari sul tetto della vettura. Tutto questo renderebbe possibile raggiungere tutti, in maniera veramente green ed indiscriminata.

    • Il suo intervento, Carlo, è molto equilibrato e per questo assolutamente condivisibile. Le chiedo però se, secondo lei, sia solo l’auto elettrica ad essere discriminatoria e poco democratica. Non si può dire lo stesso delle abitazioni, dei quartieri, dell’istruzione, del tempo libero, della sanità? E le auto termiche, anch’esse fuori portata per ampi strati della popolazione? La nostra è purtroppo una società diseguale e ingiusta. Lo strumento per una redistribuzione del benessere ci sarebbe (le tasse) ma quando un ministro (il rimpianto Tomaso Padoa Schioppa) le definì “una cosa bellissima” scoppiò il finimondo. Quindi?

  20. Coglioni pure voi di vai elettrico , le auto elettriche non le vuole nessuno nemmeno regalate , vi rimarranno tutte sopra stomaco

    • Bah a mio avviso quel termine lei dovrebbe elargirlo a coloro che:

      – si lamentano dell’inquinamento e poi hanno un’auto a benzina/gasolio;
      – sostengono che l’alterazione del clima non esiste o non dipende dall’eccesso di combustioni;
      – dicono: “se la cambio solo io che differenza fa, dovrebbero cambiarla tutti”;
      – dicono:”mmmm è un’auto a pile, la mia è una turbodiesel” è lo dicono valorizzando la parola (turbodiesel) in modo tale che a volte penso che sia una questione psicologica, come se foneticamente fosse più appagante, come se a pronunciarla desse soddisfazione e risvegliasse in loro virilità, come se li facesse sentire più maschi;
      – difendono i combustibili fossili fregandosene altamente della salute dei propri figli e del pianeta:
      – alle redazioni di quelle riviste che non perdono occasione per denigrare l’elettrico ed Elon Musk (ed in italia è pieno).

      Poi dopo aver meditato su quanto sopra ho scritto magari, se lo ritiene opportuno, un po anche a se stesso 😉

  21. Dire, come fa ogni mese UNRAE, che bisogna tutelare l’ambiente rinnovando il parco circolante incentivando le termiche é come dire di non fumare e poi abbassare il costo delle sigarette.
    E poi basta con la solita litania che le elettriche costano troppo. Chi ha difficoltá economiche non puó permettersi nessuna auto nuova.

  22. Il problema è solo nel prezzo di acquisto, per quale motivo dovrei spendere 30/40 mila euro quando la mia punto euro 3 è una bomba e l’ho pagata 2000 euro 3 anni fa? Se devo cambiare auto togliessero il diesel dai distributori, allora probabilmente la cambierei 🤣

  23. Ma che è tutta sta fretta. E lo dico da possessore di bev.
    Aspettate che il mercato si riempia di auto sempre più diverse, che i prezzi diminuiscano in modo naturale e poi la gente le prenderà.
    Ecologicamente le auto non sono affatto il problema principale, ma i riscaldamenti e le industrie se il lockdown di marzo ci ha insegnato qualcosa.

      • Uno dei. Ho detto non è il principale.
        Sicuramente la qualità dell’aria locale migliora, senza dubbio ma vedo troppo spesso enfasi sulla trazione elettrica privata, quando invece il fulcro del discorso dovrebbero essere i trasporti pesanti, le industrie e le fonti energetiche rinnovabili per avere un abbattimento serio dell’inquinamento.

        Se gli automobilisti fossero gli ultimi ad adeguarsi invece che i primi, sarebbe meglio.
        Però immagino bisogna iniziare da qualche parte.

        • Con le energie rinnovabili siamo al 40%, Industria e abitazioni civili hanno ridotto le emissioni di oltre il 30% negli ultimi 20 anni. Solo i trasporti hanno continuato ad aumentarle. Quindi credo che ora debbano fare la loro parte.

    • Mi permetto di intervenire sulla discussione fra Cap e Massimo. A mio avviso entrambi hanno ragioni da vendere.

      Cap sottolinea che se l’obiettivo e’ di ridurre l’inquinamento globale, allora sarebbe piu’ efficace concentrarsi su chi emette grosse quantita’ di inquinanti. Qui l’auto da un contributo secondario rispetto a industria e trasporti pesanti (in primis quello marittimo: dal 2010, più del 40% dell’inquinamento atmosferico sulla terraferma proviene dalle navi. Fonte: http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3019686.stm).

      Massimo suggerisce che se l’obiettivo e’ ridurre l’inquinamento locale, allora e’ opportuno focalizzarsi sulle fonti che lo distribuiscono geograficamente. Le auto sono la sorgente principale in tal senso.

    • D’accordissimo con te.
      Più leggo questo articolo e meno lo capisco sinceramente..
      Ormai mi son deciso, devo cambiare auto ma la fretta è cattiva consigliera. A dicembre oltretutto sono costretto a stare in negozio e non ho tempo per uscire, vedere, provare e chiedere preventivi…

      Non capisco perché mai i fondi destinati alle sole EV debbano essere spostati verso le ibride, il contentino è stato già dato a fiat e concessionarie inserendo i le mild tra le beneficiarie…

      Mi risulta che i fondi non spesi saranno prorogati fino a esaurimento. O no?

  24. L’Italia è piena di nuovi poveri e a breve ne avrà sempre di più…. La classe media non esiste più, chi può lascia il paese, quegli che rimangono non hanno 35000euro da buttare in un auto elettrica e chi li ha li conserva sotto il materasso tanto l’inflazione e quasi inesistente tanto vale conservarli e non investirli…. Ma poi investirli in cosa? In nuove tasse? Ipt con costi assurdi, bolli assurdi da pagare mentre un tutta Europa vi è la tassa solo se circoli, le autostrade son fra le più care del mondo e se passi su un ponte rischi la vita…. Secondo voi gli italiani spenderanno quei pochi soldi rimastinelle auto elettriche? Con finanziamentica tassi assurdi? Per cosa per l’ambiente poi? Che in Cina ed India inquinano per tutto il mondo visto che ormai le fabbriche son solo li?! E poi per quanto costa la corrente elettrica in Italia…. Meglio andare a piedi a sto punto….

    • Nessuno nega che ci siano difficoltà e che forse in futuro ci sarà un peggioramento ma qualche tempo fa lessi dal sole24ore che proprio in questo periodo c’è stato il record di denaro “parcheggiato” sui conti correnti. Lo dico così sottovoce.

    • Andare a piedi o in bicicletta è la soluzione migliore, sempre.

      Il problema è che ti respiri un sacco di veleni, ma veramente tanti.

      Prima della seconda guerra mondiale mio nonno percorreva 35+35 km in bicicletta per andare al lavoro a Milano, oggi sarebbe impossibile (neppure con le ciclabili a fianco strada) grazie a gasolio e benzina.

  25. Da parecchi anni su cerca di fare togliere le ascisse sui carburanti. Se domani il parco macchine circolante fosse elettrico, la corrente per trazione costerebbe uguale? Come lo Stato compenserebbe la perdita di entrate? Finché non ci sarà un sistema capillare di rifornimento dei veicoli elettrici o si implementera’ la ricarica ad induzione (non so perché messa nel cassetto), come è possibile pretendere di cambiare le cose? Inoltre, nell’immediato, vista la possibilità che nel 2021 venga introdotta la detraibilità del 50% del costo, perché qualcuno dovrebbe comperare il veicolo oggi?

  26. Gli incentivi vengono in gran parte mangiati dalle case. Sarebbe stato meglio rendere sconveniente acquisto di ICE piuttosto (tasse benzina o su acquisto e uso, leggasi extra costo alla revisione del mezzo in base ai km percorsi, veicoli inquinanti in base a co2, anche plugin seppur poco). E le casse dello stato anziché uscite avrebbero visto maggior introiti.

    A quel punto la gente avrebbe smesso di comprare benzina e avrebbe guardato alle elettriche. E il mercato avrebbe fatto calare i prezzi. E di molto. Solo allora, avendo le case necessità di vendere, si sarebbe dovuto dare una mano al mercato con incentivi molto minori però degli attuali 8000€. E nel frattempo le tasse imbarcate utilizzate per favorire le imprese che investono in sviluppo e produzione EV in Italia, oltre che in creazione consorzio per rete di ricarica.

    Una citigo senza incentivi all’estero veniva 16600€.
    In Italia con 6000€ di incentivi la prendevi a 14000.

    La leaf 40 kWh Tekna la mettevano prima degli incentivi a 34000 circa (prezzi visti a settembre 2018). A metà 2019, con 6000€ di incentivi, la vendevano a 34000€ circa….ok…chi se li prendeva? Ora il prezzo della leaf è sceso molto, ma per via del mercato e della concorrenza, non degli incentivi.

    Io stesso ho preso a novembre una e208 allure con 1600€ di optional pagata 20500 senza finanziamento. Ovunque vai la paghi almeno 25000 così configurata. Però l’ho trovata a quel prezzo perché di queste non ne vendevano (caricatore da 7 kW, ora che c’è da 11 senza un prezzo migliore non la vendi). Anche il fatto che è la stessa auto della Opel Corsa fa capire che il prezzo è pompato dagli incentivi e da logiche di mercato. Che va stimolato, non drogato, se si vuole davvero favorire la transazione verso la vendita di EV.

  27. Buongiorno,
    Prima di fare paragone con altri stati bisognerebbe fare un analisi complessiva più approfondita. Si usa spesso la Norvegia come paragone ma è un paese molto diverso da noi.
    Quanti km di autostrade ci sono? Quali sono le velocità di percorrenze medie? Quanto guadagna mensilmente un norvegese? Qua ti costa l’energia elettrica? Quanto abitanti ha e quanti vivono in condominio senza autorimessa? Quanti hanno un garage? Che orari di lavoro e quanto si devono spostare per lavorare?
    Premetto che io non so rispondere a queste domande (anche se ho attraversato la Norvegia in auto ed un’idea me la sono fatta) ma la maggior parte degli articoli che spuntano qua e là lo trovo superficiali e di parte (verso una direzione o verso l’altra).
    Io tra poco devo cambiare auto e mi piacerebbe un auto elettrica ma per ora non me la sento di fare il passo e probabilmente nella mia situazione avrei troppi contro..
    Però mi piace documentarmi e cerco di essere più oggettivo possibile.

  28. Tutta colpa dei concessionari!! Quando vai a sentire degli incentivi la prima cosa che dicono è che sono finiti . Seconda cosa da agosto i prezzi delle auto hanno subito un aumento pari o quasi all’incentivo statale.
    Lo stato avrebbe dovuto vigilare di più sull questione prezzi.

  29. Poi ci si continua a lamentarsi delle autonomie e se uno fa tantissimi km, ma ad oggi quella fascia è coperta da tesla che ha ottime autonomie e una rete supercharger (in costante crescita) ed ormai abbastanza diffusa. E non raccontate che costa troppo perchè facendo proprio molti km un auto endotermica ha costi molto alti d’esercizio al contrario di tesla quindi il risparmio è molto importante!

  30. Con il mio diesel euro 6D da 22 km/l, con il gasolio alla pompa poco sopra 1 € al litro , con una autonomia di 1000 Km, con un pieno in 2 minuti anche nel posto più sperduto ma che convenienza ho a comprare un auto elettrica??
    Questi sono fatti il resto aria fritta!

    • A San Martino di Castrozza, che non è proprio il luogo più sperduto del mondo, non esiste pompa di benzina (qualche migliaio di prese elettriche e tre colonnine pubbliche invece sì). Distributore più vicino: Fiera di Primiero, 15 km a valle. Costo Diesel alla pompa (metà luglio 2020): 1,455 euro al litro. Chi parla di aria fritta Giovanni?

    • Poco sopra al € cosa vuol dire?? Quanti km fai al giorno? Quanto ti costa o ti costerà il.cambio della la cinghia di distribuzione?? Fai 2 conti va…ciao

    • Fiumi esondati, trombe d’aria, ghiacciai scomparsi, desertificazione. Danni per centinaia di miliardi di euro. Migrazioni di massa. Chi me lo fa fare di puntare sui combustibili fossili ?

  31. Buon giorno.
    In questo ultimo anno è stata fatta una campagna altamente discriminatoria nei confronti dei veicoli elettrici ma gli italiani ,conservatori e poco inclini alle novità,hanno abboccato ,tra l’altro preferendo ancora il diesel come motore da acquistare.
    Poi secondo me c’è un’ altro fattore da considerare noi italiani abbiamo uno stipendio troppo basso e la situazione attuale non giova di sicuro alle nostre tasche dovuto principalmente al momento di alto rischiò .

  32. ….ITALIANIII!!!!! siamo noi il problema.
    Un popolo che non vuole vedere avanti ma si “accontenta ”
    Allora vediamo cosa ho capito:
    Anni 90 impianto Gpl dicevano che era da pazzi circolare con un bombolone di gas “una bomba” poi con il tempo risultò economico e sicuro.
    Sempre anni 90 tutti con il diesel perché costa meno e sono più performanti…così andando ad inquinare mezzo mondo!!!!
    Primi anni 2000 il “cambio automatico” ti dicevano che era
    roba da “Americani” oppure da “invalidi” perché a Noi Italiani piace “usare le marce” poi si è visto il diffondersi.
    Adesso arriviamo alla “AUTO ELETTRICA” penso sia sempre un problema di “mentalità “.
    Trovo sia guidare questo tipo di auto una esperienza fantastica;
    1.pensare si non avere “il tubo di scappamento (inquinamento)
    2.silenzio (inquinamento acustico)
    3.non respirare i gas quando vai a fare “rifornimento ”
    4. tagliandi praticamente inesistenti .
    5. le prestazioni!!!! daiii se non avete mai provato un’auto elettrica non potete confrontare una Punto con una Zoe!!! Le soddisfazioni che ti da la Zoe in confronto non ha prezzo.
    QUANDO NON ACQUISTARE UN’AUTO ELETTRICA?
    Se devi fare tanta ma tanta strada al giorno, e vivi in un un’appartamento senza garage.
    Io vivo vicino a Venezia, casa singola, pannelli fotovoltaici, colonnine “gratuite ” del comune fatti i primi 5000 km con una spesa “redicola”.
    Acquisto Zoe con autonomia dai km 300 (autostrada)- km 400(città) con gli incentivi e rottamazione pagata € 16.200 con piccola rata mensile di “noleggio batteria” che ti da praticamente garanzia a vita dell’auto .
    Meditate..meditate ITALIANI.

    • Confermo, e aggiungo (escludo ovviamente coloro che non hanno la possibilità economica) gli italiani sono un popolo di ignoranti, di faciloni, di menefreghisti ecc.
      Ha presente la canzone dal titolo “l’italiano medio” degli Articolo 31? …ecco hanno colto nel segno.

  33. Tutti professori . E calcolatori..
    Chi abita a Milano quasi tutti lasciano la.macchina fuori ditemi voi dove la ricaricano di notte?
    I prezzii sono alti molto alti. Due figli affitto crisi dove vado a spendere 25.000€ per un elettrico . A voi piovono soldi dal cielo ,ma la maggior parte degli italiani non e così ,abbiamo stipendi da fame in Italia e con varie agenzie del lavoro ti fanno lavorare con le speranze di avere un futuro siamo sfruttati . E uno come compra le auto elettriche .facile parlare per imprenditori ho chi e figlio di papà con la pappa pronta.i cittadini normali non le compreranno mai tra figli e mangiare scuola vestirsi dove . E poi per fare le ricariche ma non siamo attrezzati e smetterla di dire che si può fare ma dove che è un casino. E chi non ha il box auto ,Milano Roma e altre città importanti non hanno parcheggi e non sanno nemmeno dove parcheggiare, e tu vuoi.mettere le auto in box a caricare .gli stipendi sono bassi e per l’elettrico in Italia ci vorranno anni e anni ancora. Poi pochi km e la corrente vedrete che salirà il costo perché in Italia tutto funziona così dove c’è da guadagnare lì lo stato ci mangia..sarà dura per elettrico in Italia per ora. Se non cambia qualcosa la vedo dura . Io andrò avanti a diesel finché posso .soldi per un auto elettricha non ne ho . mangio io e miei figli ho non mangiamo e compro l’elettrico.ditemi voi , ciao. Dimenticavo faccio anche due lavori .

    • Prendiamola così, Marco: si sfoghi pure (come non capirla) ma se avesse letto gli articoli e i commenti sul nostro sito avrebbe trovato centinaia di risposte alle sue osservazioni, che sono, mi parmetta, un pò grossolane.

    • I prezzi sono alti per tutte le categorie delle auto a combustione o meno! A milano le colonnine sono molto più presenti e diffuse, il comune ha imposto ai distributori di dotarsi di una colonnina entro il 2022 o comunque presentare un progetto poi a2a ha un abbonamento flat a 5 euro al mese non so di cosa si lamenta se viene comparato con il centro ma soprattutto sud mah.. I problemi ci sono ovunque per tutti ma se ha problemi a comprare un’e-up o twingo elettrica ce l’avrà anche per una qualsiasi macchina a combustione per quello deve orientarsi sull’usato. Poi ci dica quanti km fa che esigenze di grandezza d’auto e vediamo se le sue contestazioni sono sostenibili o meno. Infine forse lei segue poco lo sviluppo di questo mondo ma già dal prossim’anno ci saranno un bel po’ d’auto elettriche 80/100k immatricolazioni solo al 2021 ed a salire nei prossimi (e secondo me le stime sono per difetto). Quindi molti anni forse è quello che pensa lei inoltre stanno stringendo sempre più anche a livello europeo sulle emissioni e se passerà la nuova regolamentazione le case saranno “obbligate!” a vendere plug-in e solo elettriche quindi non so che cosa legge e vede.

    • La capisco, quello che le posso dire è se può usi il più possibile i mezzi pubblici, e se in futuro dovrà sostituire l’auto e non riuscirà a trovare un elettrico che risponde alle sue esigenze provi a dare un’occhiata alle auto a metano del gruppo VW, hanno consumi bassissimi.

  34. Sono povero per questi giocattoli da ricchi. E indebitarmi per anni non è nel mio stile. Piuttosto prendo una a GPL usata è viva così.

    • Il commento poteva essere quantomeno accettabile qualche anno fa ma ad oggi i prezzi sono molto vicini all’endotermico proprio grazie all’incentivo. Il suo commento deve essere rivolto forse a tutto il settore auto con prezzi alti in modo equo in tutti i modelli per questo lei vuole spendere il meno possibile questa e serve poco contestare l’elettriche tanto per..

      • La mia egolf con gli incentivi statali e regionali mi è costata 20900€! Prendete una golf gtd DSG e poi ditemi quanto costa!!

    • Meglio a metano, il gpl è pericolosissimo:

      – pesa più dell’aria e quindi in caso di perdita stagna (il metano è più leggero e vola via);
      – ha una finestra di innesco molto elevata (il metano ce l’ha stretta);
      – la bombola ce l’hai nell’abitacolo (nelle auto che nascono a metano è appesa al sottoscocca);
      – la bombola (che deve resistere a pressioni non eccessivamente elevate) è strutturalmente debole ed in caso di forte urto nella zona posteriore si può lacerare facendo fuoriuscire il gpl (quelle a metano sono robustissime, sono testate a 300 bar, in caso di incidente si distrugge prima l’auto…..del tutto.

      Il gpl arriva con le autocisterne generando inquinamento, traffico e pericolo (il metano viaggia con i tubi);
      Il gpl è figlio della raffinazione, che ha un impatto ambientale assurdo (il metano esce da giacimento ed al massimo viene liquefatto e rigassificato).

      Il metano inquina molto meno del gpl.

  35. Deve aumentare la cultura generale e quella automobilistica in particolare.
    Con la rottamazione la Twingo elettrica costa meno della Twingo termica con cambio automatico, è più piacevole da guidare e costa meno da mantenere sotto tutti i punti di vista, quindi il prezzo non è il vero problema, ma la mentalità.
    Quando le auto elettriche saranno più diffuse la gente le acquisterà seguendo l’esempio di quelli che l’hanno già fatto.
    Io ho preso la Zoe, una mia collega subito dopo ha preso la Twingo e un altro ha scoperto anche lui che con gli incentivi si possono acquistare.

    • Con la Twingo normale, 1.2 8v, a 18 anni neopatentato ci sono andato a Budapest e a 19 anni ci sono andato a Stoccolma, in entrambi i casi SENZA mai fare una sosta intermedia (per andare a Stoccolma dormii sul traghetto che partì dalla Germania). In Autobahn andavo fisso a 150 km/h (l’auto non faceva di più), dovendomi fare di tanto in tanto sulla corsia di destra per far passare le tedesche con motori più grossi. Con la Twingo elettrica ci vai dal salumiere sotto casa. Non è un caso che le elettriche più vendute sono tutte auto con autonomia decenti (inclusa la tua Zoe), non come la Twingo elettrica …

    • Io ho preso un Tesla Model 3 e in 3 mesi 11 persone che conosco l’hanno comprata e altra 5 hanno preso auto elettriche.

      Varese sarà la terra delle Model 3 🙂

      • Grande Mauro, la vorrei prendere anch’io, è la migliore di tutte, l’ho avuta per 3 giorni e quando l’ho restituita tranne i gatti eravamo tutti tristi.

  36. Inoltre quelli del decreto agosto molto probabilmente finiranno poco prima della fine dell’anno per poi limitare gli incentivi a solo quello dell’ecobonus e in tal caso le persone credo che aspetteranno il 2021..

  37. Provo io: la risposta è semplice, gli inglesi sono abituati a spendere di più per un veicolo nuovo (sono “più ricchi” mediamente di noi italiani) e cambiano il veicolo più spesso (questo perché la loro revisione è molto dura e quindi diventa costoso tenere in piedi un’auto con troppi anni di vita). L’elettrica è un’alternativa valida per chi spende tra i 30000 e i 50000 euro per un’auto nuova, non per un popolo che va avanti con Panda e 500 che poi usa per viaggiare in Italia. Senza considerare l’ennesimo paradosso delle elettriche: mentre con le auto ICE le auto più costose sono anche quelle che consumano di più, con le elettriche vale il contrario, ovvero il “ricco” che compra una Tesla a 130km/h in autostrada consuma meno di chi ha comprato la 500 elettrica (cosa mediamente non vera se invece confronti un 3 cilindri a benzina con un 6 cilindri in linea a benzina …).

    L’elettrica low cost per le tasche degli italiani non esiste. Esiste invece una sorta di city car elettrica, con una minibatteria, che ti vendono al costo di una berlina di fascia superiore. Chiaramente non è allettante e chi è capitato in queste “trappole” fa l’evangelizzatore “al contrario”, sconsigliando ad amici e parenti l’auto elettrica (ne ho un po’ di amici così, se volete ve li presento). Anche la 500 elettrica è un’auto che in autostrada, a 130 km/h, è inutilizzabile se non proprio per brevissimi tratti, con l’autonomia che scende a vista d’occhio.

    Inoltre non c’è alcuna garanzia sul costo dell’elettricità, in particolare alla colonnina: chi acquista un’auto ICE oggi sa già le oscillazioni che potrà subire la benzina o il diesel (e il forecast è di una discesa dei prezzi), chi acquista un’auto elettrica che ne sa di quanto gli costerà la corrente alla colonnina (che già costa tanto adesso)? Tra l’altro la tendenza è anche un aumento dei prezzi. Per la ricarica a casa … beh, che dire, visto che l’auto elettrica dà il suo meglio come city car, provate a Roma o Milano o Firenze, dove la notte i proprietari sono obbligati a fare il giro dell’isolato per cercare un parcheggio, a proporre a chi abita nei condomini senza box auto l’auto elettrica e vedete cosa vi rispondono …

    Utilizzavo una parola per definire il target dell’acquirente tipo di un veicolo elettrico ma me ne è stato vietato l’uso. Quindi – usando un eufemismo – l’auto elettrica è un’auto ad oggi destinata agli … “appassionati”

    • Sicuramente so dirti a chi non è destinata: ai prevenuti. E tu rientri a pieno in questa categoria. Al punto da ritenere “garantito” il costo della benzina (qui sfiori proprio il ridicolo).

      • Non ho parlato di garanzia, ma di forecast. Costo €/MWh anno 2015, reference 40.14, prezzi massimi 50.31, prezzi minimi 37.92. Long term forecast anno 2050, reference 58.85, prezzi massimi 75.32, prezzi minimi 38.94. Fonte: S. Simoes et al., The JRC-EU-TIMES model. Assessing the long-term role of the SET Plan Energy technologies. Le previsioni considerano l’inflazione, ovviamente. Ma aldilà dei numeri e degli studi, ci sono 3 considerazioni che mi fanno stare tranquillo:
        – non dipendiamo più dagli arabi, ormai con lo shale gas ci sono diverse fonti cui attingere e quindi le fibrillazioni in medio oriente hanno riflessi solo momentanei, con picchi speculativi, ma incapaci di condizionare il mercato sul medio periodo
        – più persone passano all’elettrico meno diventa critico il problema dell’esaurimento delle fonti fossili, quindi non c’è la necessità di aumentare continuamente il prezzo. In questo senso gli acquirenti delle auto elettriche stanno dando una mano a chi va a petrolio
        – questo è il pensiero che mi fa dormire sonni tranquilli. I petrolieri non sono stupidi e il loro business non è diverso da quello di qualsiasi azienda: con l’avvento delle elettriche, la ricarica a casa, gli incentivi governativi, se anche loro ci si mettono e aumentano il costo del carburante si sparano sui piedi, accelerando in maniera vertiginosa la migrazione all’elettrico. Un suicidio. Se vogliono sopravvivere devono tenere i prezzi bassi puntando tutto sull’inerzia del mercato, disincentivando il passaggio all’elettrico. La concorrenza aiuta a tenere i prezzi bassi, la Tesla ha dovuto abbassare i suoi prezzi e aumentare la sua competitività per continuare a fare volumi, altrimenti i competitor l’avrebbero spazzata via dal mercato. I petrolieri devono fare altrettanto.

        Vuoi la controprova? Ip entro la fine di quest’anno venderà in tutti i distributori il carburante diesel premium al prezzo del normale e il normale non lo vende più [ https://www.askanews.it/economia/2020/01/14/ip-presenta-optimo-carburante-premium-al-prezzo-del-normale-pn_20200114_00157/ ]. Non è un’operazione una tantum, è per sempre. Ed è solo il primo passo …

          • Enzo ha ragione e i bruschi risvegli li avranno chi è passato alle auto elettriche. Non perché la tecnologia non funziona ma per i costi di esercizio. Io ho fatto dei test con auto elettriche in autostrada anche durante questi mesi freddi al nord Italia con riscaldamento inserito, e se ti va bene si fa 5 km a KW (in estate la media è 6/6,5km) quindi con ENELX che vende 1 KW a 0,50euro o nelle case chi ha gli spazi e tempo a 0,30euro a KW, fate voi i conti e vedrete che 1000 km fatti con un elettrica costano 100 euro, mentre 1000 km fatti con una metano monovalente costano 40 euro, e con una hybrid tipo Toyota 1000 km costano 58 euro. Quindi chi costa meno e ti fa risparmiare? E poi a parte la capacità limitata delle batterie, vi ricordo anche che le batterie di media andranno sostituite ogni 10 anni quindi mettete a bilancio un costo pacco batteria di 6000 euro che sono 600 euro anno da accantonare ogni anno!

          • SE lei viaggia solo d’inverno, solo in autostrada, ricaricando solo nelle stazioni Fast e a casa ha il peggior contratto di fornitura mai sentito (di solito il costo è attorno ai 20 centesimi a kWh) e non dispone di impianto fotovoltaico, fa bene a non comprare un’auto elettrica. La informo che i 600 euro “da accontonare ogni anno” per il cambio batteria, sono esattamente quello che risparmia ogni anno in manutenzione programmata. In più non paga il bollo, in molte città i parcheggi e gli ingressi nelle Ztl, e risparmia sull’assicurazione.

          • Senza volere mi sono imbattutto nella tabella con lo storico dei prezzi dei carburanti. Il 20 gennio 2020 (prima del covid) il gasolio alla pompa costava mediamemnte 1,493 euro al litro e la benzina 1,590 al litro (Fonte: Mise). Poco più di un annio prima, fine ottobre 2018, addirittura 1,565 il gasolio e 1,665 la benzina. Auguro a lei e ad Enzo un tanquillo risveglio dai vostri sonni tranquilli…

          • Ammesso che il petrolio wti torni sopra i 60 usd come nel 2018, ma ne dubito visto che la crisi perdurera’ per anni con minori consumi almeno in Europa e nel occidente, quelli che vi risveglierete male sarete voi che siete saltati sul elettrico perché conoscendo lo stato italiano i mancati introiti Iva tasse e accise che perderà sulla vendita di diesel e benzina li scaricherà sul KW che aumenterà di parecchio per i prossimi anni! Le auto elettriche vanno bene solo per chi possiede impianti fotovoltaici e si autoproduce l’energia con stoccaggio proprio.

        • Premetto che possiedo un’auto a benzina ma che spero di poterla cambiare appena possibile con una elettrica.
          Mi rendo conto che le argomentazioni principali di chi si oppone alle BEV siano i costi di acquisto. È lecito…
          Ma quando vi affianca un vecchio diesel al semaforo e si allontana in una nuvola nera, non vi viene un po’ di schifo pensando a quanto di quella nuvola entrerà nei vostri polmoni?
          E avete mai visto le conseguenze ambientali dello shale oil? Qual è il costo di sentirsi sollevati nel non essere più dipendenti dagli arabi grazie al fracking? Milioni di metri cubi d’acqua inquinata che non sanno come smaltire, falde non più potabili, bilancio energetico ridicolo…
          Le BEV possono non essere per tutti, ma se mi faccio 2 conti in tasca spero di poter cambiare nel mio piccolo qualcosa, sapendo che il mix energetico italiano è intorno al 40% da fonti rinnovabili. Meglio che niente, avrò in qualche infinitesimale modo dato il mio contributo al mondo in cui vivo. In cui viviamo…
          Mi sembrano un po’ assurde queste difese a spada tratta dei motori endotermici. È una transizione, non prendiamola come una roba traumatica. Qualcosa si deve pur fare…

          • Ma la mia Giulietta diesel non fa la nuvola nera … se fa la nuvola nera non la stai manutenendo a dovere o peggio l’hai elaborata con criterio … ti rendi conto che la nuvola nera il diesel la fa solo se hai levato il catalizzatore o se ci sono problemi importanti alla carburazione? Tu vedi auto Euro 6D che emettono nuvole nere? Io mai. Inoltre sono curioso di conoscere le specifiche dell’Euro 7 (che sarà attivo dal 2026) perché le auto Euro 7 emetteranno mediamente nel loro ciclo di vita molta meno co2 di una auto elettrica (te lo dico se stai scegliendo pensando solo all’ambiente).

            Poi ci sono tanti validi motivi per scegliere un’elettrica, a partire dalle prestazioni notevoli …

          • E dai con la manina! Nel 2026 quanto emetteranno le auto elettriche? Tu lo sai? E dove saranno costruite le batterie? In Cina o in Norvegia? Le opinioni sono un conto, la disinformazione un altro.

          • Premetto di essere pro elettrico convinto e per quanto mi riguarda (nonostante abbia qualche moto e qualche auto storica) vieterei la vendita di idrocarburi sul pianeta terra….

            ….mi permetto di dire solo una cosa: la benzina (da cruda e da cotta) è molto velenosa, più del gasolio (particolato a parte), il gasolio fa sicuramente la nuvola nera, ma i componenti (IARC 1) della benzina sono molto più velenosi (in europa alcuni distributori riportano un teschio sulla pompa della benzina).

            Tutta la demonizzazione attuale del diesel parte dalla necessità della raffinazione di riequilibrare la produzione (ed aumentare i profitti) in quanto da un barile di petrolio si ricavano 72 litri di benzina e 38 di gasolio, ed il mercato attuale sbilanciato sul gasolio le mette in difficoltà.

          • x Massimo: l’iter non è stato concluso, ma fisserà sicuramente obiettivi impegnativi insieme a quelli sulla CO2 e siccome l’Unione Europea vuole diminuire la CO2 del 50% si chiederà un forte taglio alle emissioni emesse anche alle auto ICE. Vedremo tra qualche mese, come ho scritto, cito, “sono curioso di conoscere le specifiche dell’Euro 7”. Questa l’intervista di Antonio Desiderio ad Andrea Carlucci (Toyota Europa) [fonte: https://motori.ilmessaggero.it/interviste/andrea_carlucci_toyota_europa_emissioni_di_co2_euro7_gestione_valore_le_sfide_la_mobilita_futuro-5632897.html ]:

            Qual è la situazione di Toyota rispetto agli obiettivi di CO2 dei 95 g/km e come può cambiare lo scenario se venissero inaspriti ulteriormente i limiti previsti per il 2030?

            «Presso le istituzioni si discute di alzare la diminuzione della CO2 dal 37,5% al 50%. Questo potrebbe accelerare la transizione verso le zero emissioni. Ma credo anche che bisogna prestare attenzione alla dimensione del mercato ed è difficile prevederla. Ecco perché è così importante gestire il valore nel ciclo di vita del veicolo e la sostenibilità per l’ambiente deve andare insieme a quella di business. La difficoltà maggiore dopo il 2025 sarà creare valore per l’intera catena, compresi i concessionari. Secondo Toyota avranno ancora un ruolo centrale anche nella trasformazione da car company a mobility company. Le regole sono regole e noi non le discutiamo, siamo pronti ad adeguarci. La seconda sfida è l’Euro7 sulle emissioni inquinanti. L’iter non è stato concluso, ma fisserà sicuramente obiettivi impegnativi e, insieme a quelli sulla CO2, condizionanti per un costruttore che deve costruire l’offerta di mobilità per il futuro»

        • Da oggi è attivo il cashback di stato, quindi su ogni pieno prendo il 10% di cashback. E sarà così per i prossimi 2 anni. E se temete di non riuscire a fare 10 operazioni al mese con le vostre carte, vi basta dividere il rifornimento in più parti. Esempio: 20 euro di diesel + 20 euro di diesel + pieno di diesel. Pagate lo stesso e valgono come 3 operazioni ai fini del conteggio … Buon cashback a tutti 😉

      • Giusto…pervenuti a prescindere!
        Le colonnine ci sono e ci sono anke alcune gratuite.
        E il costo del energia elettrica è più stabile del petrolio!

  38. La risposta è semplice: autonomia delle batterie ancora limitata, pochi modelli tra cui scegliere, costi ancora elevati e soprattutto una infrastruttura di ricarica pressoché inesistente! Se poi si pretende che gli italiani debbano fare un atto di fede per l’auto elettrica questo è un altro paio di mani.

    • Autonomia dei veicoli e disponibilità di modelli sono gli stessi in tutta Europa. Eppure in UK, Germania, Francia, Olanda, Norvegia la quota di mercato delle elettriche è più che doppia rispetto all’Italia. L’infrastruttura di ricarica forse è più carente, ma le assicuro che con 8.467 stazioni e 16.659 punti di ricarica pubblici, viaggiare in auto elettrica anche da noi non è un’impresa impossibile.

      • Vero che i modelli sono gli stessi in tutta Europa, ma mentre c’è una discreta scelta su modelli di fascia medio alta, sulle citycar non ci siamo molto (oggi credo ci sia solo Twingo). Il mercato italiano da un po’ di anni si rivolge a fascie di prezzo più basse del resto d’Europa, quanto meno rispetto ad Olanda, Germania o Norvegia.

      • Buonasera Sig. Degli Esposti, allora per quale motivo gli italiani non comprano l’elettrico in massa, o quantomeno in misura tale da far esaurirne gli incentivi?

        • Mi sembra che il professor Abbotto lasci chiaramente intendere che la causa è l’incentivo esteso a Ice e ibride non plug-in

          • Che sono piu’ convenienti delle auto a combustione ancorche’ meno di quelle elettriche pure, ma senza tutte le noie pratiche di queste ultime. Ad oggi, spiace dirlo, le ibride plugin, che io aborro, sono la soluzione migliore in commercio, tutto considerato d’intende.

      • Credo che il problema sia altrove. Girando in autostrada in Germania ho visto un potere di acquisto che noi ci sogniamo. Sono più ricchi, quindi cambiano auto più spesso e comprano modelli più a cari. In Italia, la Panda resta l’auto nuova più venduta. Al prezzo della Panda, di elettrico compri solo il trenino

        • Io invece credo che gli italiani siano molto più intelligenti sapendo che l’auto è il peggior investimento possibile, è come buttare i soldi dalla finestra, che poi noi siamo martellati dal marketing qualità di vita e fare i fighi col macchinone ma se siamo cinici quando si entra dentro un auto o mezzo di trasporto l’importante è andare dal punto a verso b.

          • Esatto Leandro hai centrato il problema, non è questione di contrarietà tout court all’elettrico, quando la tecnologia offrirà auto con autonomia garantita di almeno 800 km, durata del ciclo batterie di almeno 500000 km e sufficienti punti di ricarica correrò anch ‘io a comprare la mia auto a batteria.

        • Non so… si, il nostro potere d’acquisto è molto più ridotto che in molti paesi europei (anche se va detto che ci autolimitiamo visto che siamo anche il paese europeo con la più alta propensione al risparmio) ma vedo comunque in giro auto nuove più costose della panda con alimentazioni tradizionali quindi un po’ di possibilità di spesa ci sono. A me fa strano, ma non so se all’estero va pure così, che nelle varie pubblicità televisive/radiofoniche (non parlo del web perché le pubblicità son molto più mirate) non si parli mai o quasi mai di auto elettriche, ma sempre e solo di ibride (che ormai mi avete convinto siano inutili da comperare). Io, sarò ignorante, non ho mai visto/sentito la pubblicità della ID.3 o della Corsa-e o vista la novità, della Cinquecento o della nuova Twingo. Magari non cambierebbe nulla, ma magari invece si

          Ciò detto apprezzo quel che si fa qui dando informazioni più possibile approfondite e permettendo il dialogo tra gli utenti, al netto di fanboy e troll vari.

          Io, torno a parlar per me, magari è un punto in comune con molti, non sento la necessità di cambiar auto “solo perché ci son gli incentivi”; un po’ come con i telefonini; c’è chi li cambia spendendo tantissimo ogni anno e chi resiste fino alla fine con un vecchio modello. Con le auto pure così va; c’è chi le cambia ogni 3/4 anni e chi le tiene finché ripararle costa meno che cambiarla, è sempre la propensione al risparmio (che qualcuno chiamerebbe taccagneria) che ci frega

          • Ben detto, sono almeno 5 anni che seguo il progetto di sviluppo di un veicolo elettrico e da allora i prezzi stanno andando verso un giusto livello di spesa, io sono interessato ad un veicolo elettrico tipo citycar che stia intorno ai 10000 €

        • Concordo. Aggiungerei anche che bisogna tenere in considerazione la conformazione del territorio italiano. Escludendo le grandi città siamo distribuiti in piccoli comuni, collinari o montuosi, cosa che riduce ancora di più l’autonomia e rende più necessario di altri paesi una rete di ricarica capillare.
          Io ho ordinato una elettrica e ne sono contento, ma prima di privarmi della seconda auto diesel passeranno penso 10 anni

      • Purtroppo gli italiani prima di mentalità ce ne vuole!!! Tutti mi chiedono: quanti km fai? Quanto stai a ricaricare? Quanto ti costa? Il limite ce l’abbiamo dentro di noi….meglio una plugin..”così se finisco la batteria vado a benzina”…devono ricaricarla ogni giorno x fare 30-40 km…e quando vanno a benzina consuma il doppio ed 8nquina…senza considerare i costi di manutenzione che sono gli stessi di un auto termica con il peso appresso di una batteria e motore elettrico!!

        • Siccome il cliente non lo cambi, o ti immedesimi nelle sue esigenze e fornisci una risposta convincente, o cambi mercato. Se l’italiano pone quelle 3 domande, chi vende elettrico deve fornire una risposta vera a quelle 3 e non argomentazione collaterali, ancorché più cogenti (tipo: con l’elettrico non inquini, et cetera). Esempio: Alle domande “quanti km fai? Quanto stai a ricaricare? Quanto ti costa?”, Tesla risponde: 550, 20 minuti, 20 Euro a pieno. E aggiunge: se vai da A a B, ti guido io indicandoti dove, quando, e per quanto tempo fermarti lungo il percorso. Unico neo: l’auto costa 50k (al netto degli incentivi). Fosse a 30k, Tesla supererebbe la capitalizzazione di Apple in una giornata di contrattazioni. Cio’ non accade solamente per un motivo: mancanza di production capacity adeguata.

    • A parte che gli incentivi (che molto probabilmente avanzeranno) potrebbero rientrare nel nuovo fondo del 2021 andando ad affiancare (forse) la nuova proposta del 50% di credito fiscale. Per il resto la colpa è che il nostro paese è stato e rimane ancora troppo indietro, nonostante cerchiamo di recuperare! Le varie associazioni come e-mob e motus-e hanno fatto sapere che dato il ritardo del nostro paese le quote dell’elettrico vengono indirizzate proprio su paesi molto più maturi come ad esempio uk germania e francia.. quindi abbiamo carenza di prodotto questo è uno dei più grossi problemi. Speriamo che il prossim’anno ci sarà sempre disponibilità di vetture elettriche in tempi ragionevoli ed anche pronte consegne o km 0.

    • Concordo con gli altri commenti, ed aggiungo che spendere cifre folli per auto con la data di scadenza (vedi batteria) mi sembra poco logico. E lo dico da possessore di un diesel con 400000 km che fa 23km/l che sembra appena uscito dalla fabbrica.

      • Non oso immaginare quanta schifezza emetta il suo Diesel da 400 mila km (e almeno 10 anni d’età, quindi al massimo euro 4, sbaglio?)

        • “Non oso immaginare quanta schifezza emetta il suo Diesel” voi pseudo ambientalisti siete la barzelletta di sto paese

        • E la schifezza di intere montagne sventrate per reperire la materia prima per le batterie? La schifezza di chi ci lavora dentro sottopagato e sfruttato minori compresi..già ma a noi ricchi ecologisti benpensanti e politicamente coretti questo non interessa, a noi basta avere il giocattolone elettrico nel garage e credere di avere risolto così i problemi del pianeta

          • Visto che sei cosí sensibile ai problemi dei minatori sottopagati elimina anche cellulare, tablet e computer. E mentre cerchi altri passatempi pensa ai milioni di tonnellate di petrolio riversate in mare e agli operai del Bangladesh che smontano quasi a mani nude le petroliere dismesse respirando e maneggiando sostanze tossiche per 5 dollari al giorno

      • Cifre folli le ha viste solo lei forse! Data di scadenza l’ha inventata lei. E tutti contenti con i grandi diesel ma come di massimo (quoto) chissà che cosa uscirà dalla sua vettura aria di montagna purissima, ma io dico almeno abbiate la decenza e rispetto di stare in silenzio cioè la gente dovrebbe respirarsi quello che esce dalle vostre auto! E basta!

        • Ahahahahhahahahahahaahjaahhaahhahahahhahaahahhhahahaahahahhaahahhaahahajhajhahahaah adesso bisogna stare in silenzio? Lo avete deciso voi?

    • Dobbiamo anche aggiungere la difficoltà di fare il ricarico a casa, noi abitiamo principalmente in condomini, dove mettere un wallbox in garage è un’impresa di burocrazia! In GB la maggioranza viva in case bifamiliare o addirittura familiare unico con il parcheggio privato a fianco della casa. Mettere un wallbox è un gioco da ragazzi e così possono partire già con la macchina a pieno carico e senza l’ansia dell’autonomia.

    • E basta con la storia dell’autonomia, ha stancato francamente, ho un auto diesel e faccio consegne a pranzo e cena e non faccio mai più di 300km a settimana.

      Adesso mi arrabbio, ma chi l’ha detto che un auto deve avere 1000 kilometri di autonomia??? Non vi rendete conto che è tutta una mera ansia psicologica?

      Del tipo : non so dove e quando ricaricare quindi punto su autonomia SUPER elevate così il problema si pone meno spesso.

      È una mentalità TOTALMENTE S.B.A.G.L.I.A.T.A.

      Basta un autonomia di 200 kilometri al 90% degli automobilisti in realtà.

      La questione è un altra, avere colonnine ovunque, e farlo in fretta, punto.

      Non voglio davvero più sentir parlare di autonomia limitata. Lo ripeto, è un ansia psicologica che ho spiegato prima (voglio tanta autonomia per pormi il problema della ricarica il meno spesso possibile).

      Il problema è appunto la ricarica, ma volere è potere, la rete elettrica è ovunque, ovunque, basta la volontà politica e in 1 mese si riempie l’Italia di colonnine elettriche se lo si decide, basta metterci i soldi.

      È un investimento. Ma serve la volontà politica, non si può aspettare l’investimento dei privati.

        • Le mie considerazioni. Non posso comprare una macchina nuova domani. Le mie auto hanno 10 anni e nel bilancio familiare devono rimanere in servizio ancora un po’. Se domani potessi, sostituirei la piccola da ricaricare a casa oppure a lavoro, ma non la grande, che cambierei successivamente. Temo le ricariche sui viaggi lunghi. Morale: il messaggio pubblicitario passa inevitabilmente atraverso l’evidenza che esiste una infrastruttura di ricarica, altrimenti non attechisce. Ciò detto, mi faccio anche la domanda: i concessionari propongono l’eletrico in modo obiettivo? E mi rispondo che dipende esclusivamente da quante auto ev avevano messo in piano rispetto a quante ne hanno vendute, il che ci porta indietro agli obiettivi delle case, i quali sono condizionati dalle norme della comunita. Co esapete il discorso va avanti ancora molto ma mi fermo per non annoiare

          • Lei, Roberto, ha centrato il problema. Anzi, i problemi. Il primo è un rete di ricarica che non solo sia capillare (oggi al Nord e al Centro lo è, al Sud non ancora) ma sia facilmente accessibile, efficiente, e soprattutto comunicata come tale. Il secondo problema è l’atteggiamento della rete di vendita, che in parte è ancor poco preparata ad accompagnare un automobilista al primo approccio con l’auto eletrica, in parte deve adeguarsi alle politiche commerciali della casa madre.

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