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Quelli che invece…il bonus-bici l’hanno preso

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quelli cheQuelli che invece…alla fine l’hanno preso e speso. Il bonus-bici, il buono mobilità per la precisione, ha portato sulle strade italiane ben 614 mila veicoli a emissioni zero: bici, e-bike e monopattini. Come numeri un successo, ma accompagnato dalle giuste lamentele di chi ha trovato difficoltà ad accedere alla piattaforma informatica del Ministero. O che il bonus, per mille ragioni, non l’ha ottenuto.  Ma qui vogliamo dare nomi e volti a chi ce l’ha fatta, capire come hanno speso i quattrini. Ecco alcuni “buonisti“, che ci hanno seguito nei nostri articoli.

Difficile che si sia arrivati alla sostituzione totale dell’auto nei percorsi quotidiani, ma i lettori che abbiamo sentito grazie ai nuovi acquisiti la macchina la utilizzano meno. Un bene per l’aria che respiriamo tutti. E un bene per chi è passato, anche solo parzialmente, alle due ruote, confessando una ricaduta positiva sul suo benessere personale.

Quelli che invece…/ Riccardo “L’e-bike me l’ha ordinata il cardiologo, ma che caos per avere il bonus”

buono mobilitò
Riccardo Bonelli con la sua e-bike

È stata dura per Riccardo Bonelli prendere il Buono Mobilità, ma la bici elettrica doveva prenderla per forza: ordine del cardiologo. Pedalare in elettrico fa bene al cuore. Ma leggiamo la sua testimonianza: “Per inserire la richiesta, tra blocchi, tilt, Spid, siti intasati o bloccati, c’era da andare al manicomio. Dalla rabbia ho fatto l’appello di tutti i Santi del Paradiso… Quegli stessi Santi con cui, una volta riuscito a presentare la domanda, ho interceduto per farmi la grazia”. Ma Riccardo non si definisce certo deluso. anzi:  sfodera la spada per difendere il provvedimento: “Il pensiero va a tutti coloro che, libro del moralismo in mano, hanno protestato, criticato, gridato allo scandalo. Per soldi che, a sentir loro, si sarebbero dovuti  spendere per ben altri scopi, in questo momento di pandemia. Inutile spiegare loro che era una destinazione precisa, messa in atto dall’Europa… non abbiamo rubato nulla, non abbiamo tolto il pane di bocca a nessuno… Ma i negazionisti del bonus stanno ancora a becerare sul monopattino“.

Quelli che… / L’e-bike come… un medicinale

Su Vaielettrico.it abbiamo scritto del valore “terapeutico” della e-bike  (leggi ui). Lo conferma il cardiologo di Riccardo: “Al di là del rimborso, non me ne vergogno, non navigo nell’oro, per me 500 euro fanno la differenza, la bicicletta a pedalata assistita è equiparata ai medicinali salvavita. Che, ahimè, mi stanno accompagnando da più di vent’anni. quelli cheAvevo assoluta necessità, con parere estremamente favorevole (quasi un ordine) del mio cardiologo, di prendere una e-bike che potesse aiutarmi. Oltre l’aiuto ed il beneficio che ne ho tratto, è diventata anche una passione travolgente. Che mi ha portato a fare quasi 5.000 km in 6 mesi con la Winora tracking con batteria, motore Yamaha e cambio Shimano. Fantastica!! Ho la fortuna di abitare in una zona (parco delle Foreste Casentinesi) piena di percorsi ciclabili naturali in mezzo a boschi e fiumi. Panorami da urlo. Per cui sono felicissimo ed in salute“.

Quelli che invece…/ Guglielmo: “Per sport e anche per andare al lavoro”

buono mobilitò
Guglielmo

Guglielmo da Foggia invece fa un mix tra uso sportivo e di necessità: “Ho comprato una giant ciclocross, la uso principalmente per allenarmi nello sterrato, ma la uso anche per andare al lavoro e in giro in città a passeggio. Ho scoperto il mondo della bici da appena 2 anni e mezzo, ne sono rimasto stregato per vari motivi. Il primo: fa bene alla salute; secondo motivo fa bene all’economia; terzo motivo fa bene al nostro mondo…”

“Potrei citarne almeno altri dieci di motivi. Ma la cosa che più mi ha colpito è che l’attività ciclistica in genere a qualsiasi livello, viene considerata da tantissimi esperti medici, associazioni competenti in maniera di salute, un vero e proprio farmaco naturale. Senza alcuna complicazione o effetto indesiderato. L’unica cosa negativa è la pericolosità legata al circolare in giro per le strade dissestate o a alcuni automobilisti, diciamo, disattenti. Viva la bici…”. 

Elisa, Gian e Francesca, due bici e un monopattino

Dalla Toscana ci ha scritto Francesca. Anche lei promuove il buono mobilità: “L’iniziativa è ottima. Abito in una città di provincia, Livorno. Ho acquistato una normale bici a pedalata muscolare. Al lavoro mi reco necessariamente in auto perché insegno in un comune distante 37 km. Ma, abitando in centro, una volta parcheggiata l’auto, non la uso quasi mai e vado solo in bicicletta“.

monopattini elettriciPoi è il turno di Elisa e Gian Mario, che abitano ha Parma e hanno preso una e-bike e un monopattino: “Purtroppo per andare a lavoro non possiamo proprio usarli. Lavoriamo fuori Parma e percorrere la via Emilia con mezzi diversi dall’auto è complicato, soprattutto per le distanze. Li abbiamo presi per andare in centro per evitare di prendere l’auto e per passeggiate vicino casa durante il weekend.”

Sentiamo anche Nina Anda, super impegnata a rispondere, spiegare, illustrare i problemi dei “buonisti” in uno dei diversi gruppi Facebook dedicati all’iniziativa del Governo: “Io intervengo solo per dare una mano, visto che un buon 80% non ha nemmeno letto il regolamento. Comunque: io ho acquistato una bici normale perché mi avevano rubato la mia, l’avrei comprata con o senza incentivo. Non la uso per andare a lavoro, perché la strada non è delle migliori, ma per muovermi nella mia cittadina che è fornita di ciclabili ben messe. Nel tempo libero mi muovo solo in bici“.

Il rivenditore: “Hanno comprato l’alternativa all’autobus”

quelli che invece
Ernesto Petti in monopattino

Abbiamo sentito anche un rivenditore: Ernesto Petti, ha il negozio Sefa Mobility a Calderara di Reno ad un passo da Bologna. “I clienti che hanno scelto di convertire il buono da noi usano sia la e-bike che il monopattino come mezzo sostitutivo dei mezzi di spostamento condiviso che volevano evitare vista l’emergenza sanitaria. Lo usano soprattutto in ambito urbano, alcuni hanno approfittato del buono per passare dalla bici muscolare a quella elettrica. Ci sono anche alcuni che l’hanno scelto per spostarsi al di fuori delle esigenze di lavoro e per lo svago“.

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