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Quanto risparmio con la mia ibrida plug-in

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Una Toyota Rav4 ibrida plug-in.
Charxcontrol

Quanto risparmio con la mia ibrida plug-in, una Toyota Rav 4: un’altra risposta stizzita alla mail di Sergio, che vorrebbe addirittura proibire questo tipo di auto. Vaielettrico risponde. Le vostre mail vanno inviate a info@vaielettrico.it .

quanto risparmioQuanto risparmio con la mia Rav 4: in 3 anni 7 mila euro solo di costo benzina

“Scrivo a seguito articolo di certo “SERGIO” che demonizza le plug-in. Sarò sintetico:

l’auto va scelta per le esigenze e pertanto funzionale all’utilizzo;
● non è l’auto sbagliata, ma la scelta;
 ho una Rav 4 plug-in da 3 anni, 59mila km percorsi, 7.000 in ICE, 52MILA in EV!
autonomia 90 km;
KM GIONALIERI: 50;
carico di notte in 3/4 ore;
costo benzina risparmiata 7mila euro;
costo energia 1.000
costo x i 7.000 km in Ice 1.000
risparmio 5.000
in 10 anni minimo 15mila euro in meno…
bollo al 50%, assicurazione RC 250 in meno, tagliando 150 in meno, usura motore endotermico limitata, altri 5mila in meno;
ergo 20mila euro risparmiati….
I numeri parlano da soli!. Massimo Traversari 
non sparate sulle ibride
L’articolo “incriminato”, a cui risponde un altro lettore.

Far parlare i numeri, e non i pregiudizi, è sempre buona cosa

Risposta. Scambiarsi opinioni concrete basate su numeri, e non su semplici suggestioni, è sempre buona cosa. Come abbiamo già ribadito rispondendo a un altro lettore, non si può generalizzare criticando a priori la scelta di optare per un’ibrida plug-in. E l’uso sbagliato che ne fanno tanti che guidano auto aziendali (trascurando l’elettrico) non giustifica certo una stroncatura di massa.

Restiamo convinti che, per chi come Massimo può ricaricare a casa, l’elettrico avrebbe potuto essere ancora più conveniente, dato che i consumi sono in genere più contenuti. Le batterie sono un po’ più pesanti, certo, ma in compenso non ci sono due motori da portare a spasso.

Lei l’ha fatto per 7.000 km in tre anni e mezzo, quindi per circa 2.000 km all’anno. E’ proprio sicuro che quei 3-4 viaggi a percorrenza medio lunga non avrebbe potuto percorrerli con una full electric, ricaricando alle colonnine? Aveva sempre i minuti contati? Attraversava il deserto? Spendere 50 euro in più per ricariche fast in autostrade l’avrebbe mandato in rovina?

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41 COMMENTI

  1. Trovo i conteggi sul risparmio un po’ confusi (prima 7.000 euro di benzina risparmiati, immagino rispetto ad una benzina pura, poi altri 5.000 non ben identificati), ma soprattutto mi chiedo: 150 euro di tagliandi risparmiati rispetto a cosa? Ad un benzina di pari categoria, stessa marca (Toyota)? Ci credo poco.

  2. Mi ero ripromesso di non intervenire più perché sono sempre nel mezzo tra el due sponde di commentatori e mi sento a disagio. Pur rimanendo un lettore.

    Prima osservazione: una full hybrid del gruppo Toyota, presa a caso, già percorre mediamente il 40% in elettrico. Da anni. In città molto di più.

    Secondo spunto, anno 2005, allora prendevano in giro le ibride, dal film Be cool dialogo tra Travolta e De Vito:

    Chili Palmer : [about a Honda Insight] It’s the Cadillac of hybrids.

    Martin Weir : But what about speed?

    Chili Palmer : If you’re important, people will wait.

    Martin Weir : Hey, Chili, is that your car?

    Chili Palmer : Yeah, it’s an Insight, it’s the ‘Cadillac of Hybrids.’

    Martin Weir : A little tight for a big guy like you.

    Chili Palmer : Small price to pay for the environment.

    Niente di nuovo. La questione è che qualcuno vuole pagare un piccolo prezzo per l’ambiente mentre altri, che abbiano o meno una Bev, fanno ragionament diversi e contorti.

    • Solo un appunto non per darle contro ma per amor della verità: da ex possessore di ibrido Toyota (C-HR) posso confermare che percorrono il 40% della strada in elettrico ma questo non vuol affatto dire il 40% in meno di consumi….
      Infatti la stragrande maggioranza (se non tutti) di quel 40% è quella strada in cui il motore è in scarico (decelerazione, discesa e pianura a velocità contenuta e costante) cioè quei km che in termini di consumo valgono veramente poco…
      Lo slogan del 40% di strada percorso in elettrico, seppur vero, è una mera trovata pubblicitaria perché lascia pensare (e per quello è stato ideato) che quello sia il livello di abbattimento dei consumi e quindi anche degli inquinanti mentre invece in quel 40% il consumo realmente si abbatte se va bene di un 10% perché ogni metro dove serve davvero la spinta del motore (cioè dove si consuma realmente) è fatto esclusivamente con il termico ed anche a giri belli sostenuti (per effetto del cambio e-cvt).
      Ripeto, so quello che dico perché l’ultima auto prina di una BeV è stata un C-HR Toyota con cui ho viaggiato per ben 4 anni quindi so bene come funzionano e quello che fa o non fa…

      • Beh, io un’idea precisa di quanto consumi in meno una full hybrid in generale non la ho. Ho ovviamente letto tanti confronti ed addirittura un servizio di Quattroruote del 2019 (mi pare) diceva che in città le ibride passano in elettrico quasi il 70% del tempo. Boh! Direi che dipende dal traffico.

        L’unico confronto che posso fare direttamente è quello tra una berlina a benzina Honda Accord 2000 cc da 155 cavalli del 2007 con cambio manuale a 5 marce e la mia attuale Lexus UX che sempre 2000 cc è ed ha un motore da circa 150 cavalli termico abbinato ad un elettrico. Il peso è simile (circa 1450 chili) la Lexus è una quindicina di cm meno ma è sicuramente meno aerodinamica, se non altro per l’altezza. La potenza abbinata termico più elettrico della Lexus è 186 cavalli, ma non credo che questo influisca sui consumi.

        Fatte queste precisazioni, posso dire che, guidandola con un piedino di fata ed a parità di condizioni d’uso, la Honda sfiorava i 12,5 km/l e la Lexus, con la stessa guida, sfiora i 20 km/l. Forse anche meglio. Andremmo da 8 litri per 100 km a 5 scarsi. Probabilmente a chi guidava auto diesel questi numeri non fanno impressione, ma il confronto benzina contro benzina full hybrid è ancora strabiliante.

        Ovviamente la Lexus è limitata a 180 orari e la Honda filava a 217, ma qui parliamo di percorrenza rispettando il codice ed anzi stando attenti al piede destro. Come accelerazione siamo lì, in ripresa la Lexus ovviamente stravincerebbe grazie al boost dell’elettrico ed al tipo di trasmissione.

        Ora, il motore termico Honda era assai più sofisticato di quello dalla Lexus (che è un Atkinsons e non un ciclo Otto) ed era dotato del sistema Vtec che consente di avere una buona coppia anche a bassi giri e consumi perciò non esagerati (camme dal profilo più sportivo, in quello specifico motore, oltre i 4000 giri e camme “risparmiose” al di sotto: a mio modo di vedere, il Vtec è stato una delle innovazioni maggiori degli anni ’80, basti pensare ai 120 cv litro della S2000 o ai 100 cv litro della Civic 1.6 di inizio anni ’90). Senza il motore elettrico di supporto la Lexus sarebbe spompatissima, perché si tratta volutamente di un termico con molta inerzia (le valvole rimandono aperte più a lungo rispetto al ciclo Otto). Suppongo perciò che i minori consumi siano imputabili tutti al sistema ibrido che compensa anche la minor coppia del tipo di motore termico impiegato.

        A spanne, quanto meno in questo caso, penso che una riduzione di consumi del 40% ci stia tutta con l’aggiunta di una ripresa assai migliore. Insomma. la “cura” dell’ibrido pare non avere controindicazioni. Ciò pur considerando che la Honda era una vettura di una generazione precedente, sebbene con una meccanica piuttosto moderna ed ancora attuale.

        Sempre per onestà, la Honda consumava percentualmente meno in autostrada e di più in città, ma questo, da ex possessore di una ibrida simile alla mia, ovviamente lo saprà già.

        La mia impressione è che una full hybrid, se usata correttamente, dia guadagni pazzeschi nella percorrenza in città ed in tangenziale, tali da compensare ampiamente la relativa “fatica” che si fa in autostrada oltre i 115 km/h (ovvero quando il sistema ibrido si “sgancia”).

        Ripeto, è solo la mia esperienza su due vetture, non una statistica su tutte le ibride. Ed il passaggio all’elettrico non è un problema per me.

        Peraltro, a me sembrava soprattutto simpatico osservare che quasi 20 anni fa si faceva la stessa ironia sulle ibride che ora si fa sulle elettriche.

        Poi, sotto sotto, c’è sempre il mio sospetto che le case europee, non riuscendo a competere con buoni ibridi, abbiano spinto per il bando dei motori termici, pensando di papparsi il mercato elettrico in un attimo. Solo che non è andata così ed adesso vorrebbero tornare indietro…

        Mi scuso, è venuto fuori un romanzo, ma la tecnica motoristica mi affascina.

        • Confermo il fatto che alle elettriche è mirata molta della “spocchia” che prima era destinata alle ibride. Come se consumare e inquinare poco fosse una cosa, come dire, “da signorine e non da uomini duri”. 🤷

  3. Da felice possessore di un’ auto plug-in e di una elettrica, mi pare che ci sia un problema di prospettiva. Una plug in è un’ottima auto ibrida, non un’elettrica: l’equivoco sta tutto nei dati sballati di omologazione. Se si va quasi solo in elettrico, ad oggi, con la scelta molto più ampia di 3 anni fa, si può serenamente andare su una elettrica pura. Con la mia Kuga plug in, presa 3 anni fa, seminuova a meno di 30mila euro, ho un consumo medio combinato, dopo 40 Mila km di 4,4 litri per 100 km. Qualcuno potrebbe pensare che non la carico mai, è aziendale ecc. La realtà è molto più banale: la metà dei km sono fatti in elettrico ricaricando a casa, con fotovoltaico; l’altra metà, lunghi viaggi autostradali, ed ecco una media così lontana dal dichiarato. Avrei dovuto o potuto prendere altro? Certamente, l’alternativa sarebbe stata diesel: qualcuno ricorda le auto elettriche in vendita e i prezzi di solo 3 anni fa (oltre all’assenza di ricarica autostradale)? Dunque, è questione di prospettiva: rispetto al mio vecchio diesel euro 6 consumo un po’ meno carburante e sicuramente inquino meno in città, che è l’obiettivo di un’auto ibrida, non fare l’auto elettrica. Ricomprerei un’ auto plug-in? Oggi forse no, l’offerta di auto elettriche e di infrastruttura è molto migliorata e quindi non mi dispiacerebbe una Tesla model y; tuttavia qualche compromesso nei viaggi va ancora fatto (magari una sosta in più del dovuto, velocità di crociera più contenuta o comunque controllata ecc) ed è legittimo che non tutti se la sentano di passare dal motore endotermico all’elettrico oggi. Non è razionale? Ma quanti comprano un’auto razionalmente? Ecco perché per molti e soprattutto per che costruisce auto hanno ancora senso le plug in…

    • Giustissimo. E sono sicuro che se ci fossero BEV con range extender (con potenza resa intorno ai 20kW, quella che serve per andare ai 110/120 in autostrada) non ci sarebbe davvero bisogno di avere le plug-in.
      Perchè una plug-in aziendale si presta enormemente ad essere usata esclusivamente da termico, una BEV con range extender limitato in potenza al massimo ti rallenta un pochino in autostrada disincentivandone l’utilizzo ma nel contempo non ti impedisce di tornare a casa.

        • Beh, no. Il motore elettrico delle PHEV è quasi sempre inferiore di potenza al termico e la batteria ha autonomia limitata e recupero limitato. Una EREV (o BEVx) ribalta il concetto dato che il termico si attiverebbe esclusivamente a batteria scarica e sarebbe di potenza intorno ai 30kW, Se lo abbini ad un serbatoio da 8 litri, non ne abuseresti…
          Ora abbiamo 50 litri di carburante, 100kW termici e 60kW elettrici, 15 kWh di batteria. Io propongo 150kW elettrici, 30kW termici. 50/60 kWh batteria e serbatoio da 8 litri.

  4. L’ibrido sarà anche una tecnologia ‘ponte’, ma onestamente non si può dar contro a una persona che in 3 anni fa 52 mila km in elettrico (e solo 7 mila a benzina) perché non ha preso un’auto elettrica.
    Lo facessimo tutti sarebbe già un enorme passo avanti.

    • Concordo sul non dare conto, ma la questione è più sottile: davvero è necessario portarsi dietro un motore termico, e tutta la complessità e inevitabile necessità di mantenere in perfetto ordine di marcia che ne deriva, per fare 7000 km in tre anni?
      Riflettevo sul fatto che Rav 4 è un auto di gran successo, magari la scelta è più dovuta al fatto che l’auto piaccia, e la cosa ci sta tutta, oltre al fatto che il marchio che la produce non sia affatto leader nella trazione elettrica pura e che per questo troppo spesso si sia trovata a seminare scetticismo in merito.
      Non essendoci la possibilità di scelta non lo sapremo mai.

      • D’accordo con te. Anch’io avevo il dubbio nel portarmi dietro il peso di un motore endotermico. Però alla fine ho preso MG Ehs semplicemente perché i modelli elettrici non erano disponibili se non dopo 6 mesi. Adesso sto usando Ehs dal 12 giugno con un consumo medio di 2,5 litri x 100km e 11,6 kWh sempre per 100km dopo aver percorso circa 1400km. Sono però anche consapevole che una volta terminato il piccolo rodaggio di 1500km e spingerò sull’acceleratore i consumi saranno molto più alti… Però l’auto mi piace…

  5. In rwlata tutti i dato che ha approvato sono poco realistici. I tagliando costano dalle 2 alle 3 volte quelli di una vettura normale, il costo dei kw non pare realistico e 90km te li sogni proprio. Con 23 quintali di macchina al massimo ne farà 55 60 in estate, ma usandola solo su 5 km l’indovinometro segna sempre una valore fallato

    • Io ne ho spesi meno facendone 47.000 con circa 8.000 kWh (comprese tutte le dispersioni di ricarica e i consumi non di guida – preclimatizzazione e sentinella).
      Non dimentichiamo che 3 anni fa l’energia costava 10 centesimi al kWh e se, come me, aveva il prezzo bloccato, ha continuato a pagare quella cifra anche quando gli altri già pagavano 50 centesimi. Solo nell’ultimo anno sono salito a 27 centesimi e adesso ne pago 23 al kWh con cui faccio, comprese le dispersioni di ricarica, 8 km. Questo ignorando il fatto che in realtà almeno il 25% mi è costato zero avendo il fotovoltaico, ma volutamente trascuro questa agevolazione.

  6. Dal vangelo secondo San Gio: una plug in non la comprerei mai per via della doppia motorizzazione, doppio peso, doppia manutenzione, doppi problemi, doppi difetti ecc. Tuttavia riconosco che con autonomie vicine ai 100 km possono essere il modello ponte che porta dalla ICE alla BEV le persone che hanno timore a fare il salto. Amen.

  7. Prenderò un elettrica come auto aziendale perché mi viene impost, na senza dubbio potessi scegliere andrei di plug in. Il problema che sto notando è che molti utilizzatori dell’elettrico abbiano un approccio da evangelizzatori che li rende poco credibili.
    Non si può minimizzare il fatto che fare un viaggio lungo con un auto elettrica sia scomodo. Gestibile ma scomodo, e comprendo chi non vuole per questo rinunciare alla comodità di avere anche in motore a combustione.

    • Questa storia degli evangelizzatori comincia a stufare. Mica predichiamo dal pulpito, sa? Quello lo sta facendo lei. Noi usiamo auto elettriche ogni giorno e sappiamo a menadito cosa funziona e cosa no. Alla fine i benefici di tantissimi spostamento quotidiani a breve raggio compensano abbondantemente i problemi “gestibili” nei rari viaggi lunghi. Questa è esperienza vissuta. Se ne accorgerà anche lei.

    • Dunque il problema sono gli evangelizzatori, cioè se togliamo di mezzo gli evangelizzatori non ci sarebbero più problemi?
      No, perché abbiamo visto cosa succede, le plug-in sono tanto comode, soprattutto se le si manda a benzina invece di ricaricarle.
      Io lo dicevo anche tanto tempo fa, le plug-in sono una specie di cavallo di Troia per “mititgare” la drastica riduzione di petrolio che sarebbe causata da un sistema di trasporti esclusivamente elettrici.

    • Senta, l’auto aziendale sarà stata scelta dal datore soppesando pro e contro per il lavoro che dovrà svolgere.
      Se per la sua vita privata non è utile può sempre comprare un’auto termica personale che più si addice alle sue necessità. Sì, lo so non potrà più usufruire delle ricariche passate dall’azienda visto che dovrà poi passare dal distributore di carburante.

    • Lei dice che è scomodo, io e tanti come me che guidiamo già da un po’ auto elettriche, dopo vari decenni di guida di ICE, diciamo che un viaggio lungo con un auto elettrica ormai non è per nulla scomodo, ma anzi si guadagna ENORMEMENTE in comfort e piacere di guida. Non c’è paragone, molto meglio le BEV anche per i lunghi viaggi. Può tranquillizzarsi e condividere la decisione dell’azienda con entusiasmo e convinzione di contribuire attivamente a fare del bene all’ambiente e alla salute delle persone.

  8. Io non penso sia interessare vietare le plug in in quanto funzioneranno per chi non vuole passare subito a elettrico , MA le plug in devono essere caricate a casa o in ufficio, NON ALLE COLONNINE

  9. 50 km giornalieri, non 5. In questo caso c è un risparmio che copre il maggior costo della plug in. Se di km ne facesse 10 al giorno, non rientrerebbe in un investimento che era di 10k euro in più per una ibrida.
    Salvo che si allineino i prezzi.

    • 5km al giorno…. Compro una dacia duster a gas , inquino meno di un 25000 benza che in autostrada beve come un Ferrari e risparmio 30000euro sul prezzo di acquisto questo è un risparmio se non ho l esigenza di avere un auto bella e comoda , se è uno sfizio non ha senso fare la lista dei risparmi..

    • Forse ho capito male io…5 km/giorno, moltiplicati per 365 giorni/anno, moltiplicato per 3 anni… 59000 km??? È più probabile che faccia circa 50 km al giorno, forse anche qualcosa in più.

  10. Sinceramente non capisco a pieno la difesa della plug-in in questo articolo…
    Non contesto i conteggi sui risparmi ma evidenzio che con una BEV sarebbero stati gli stessi, anzi anche migliori dato che il bollo è 0, altrettanto il tagliando (se si sceglie il modello giusto), usura sul termico 0 in quanto non c’è proprio ed usura sull’elettrico (batteria) enormemente minore dato che a parità di km percorsi servono 5-7 cicli di ricarica in meno (la vedo dura che una batteria di una plug-in utilizzata come va fatto, cioè quasi esclusivamente in elettrico, duri per tutta la vita dell’auto visto che rischia di dover fare 1 ciclo di carica-scarica al giorno… e quando sarà da cambiare quanti ci spenderanno soldi e quanti invece “risparmieranno” andando con il termico??).

    Il mio pensiero riguardo le plug-in non è così drastica dal voler impedirne la vendita (d’altronde ancora non abbiamo vietato ke termiche pure non si capisce perchè si dovrebbe vietare le plug-in che sono si peggio di qualsiasi BEV ma comunque meglio di un termico puro….) ma visto che per avere un reale beneficio (riduzione pesante delle emissioni) per la collettività con una plug-in serve che la si utilizzi in una certa maniera e non è per nulla scontato che lo si faccia il mio parere è che non “meritino” di godere di sconti/incentivi che dovrebbero essere riservati solo alle BEV.
    Provo a spiegarmi meglio… se uno acquista una BEV anche se se ne infischia di utilizzarla al meglio a livello di emissioni non cambia nulla quell’auto non emetterà mai nulla.
    Con le plug-in invece non è cosi: non basta che venga acquistata ma per avere un reale abbattimento delle emissioni serve che venga anche utilizzata nel migliore dei modi… perchè se una plug-in viene acquistata per godere di certi privilegi (accesso ztl, sconti su bollo e quant’altro) come spesso accade nelle flotte aziendali e poi viene utilizzata da qualcuno che di emetterà non gliene frega nulla rischia addirittura di generare un aumento di emissioni perchè una plug-in che viaggia quasi sempre con il termico consuma ed inquina più di un termico (perchè pesa di più ed a diverse “inefficienze in più per la presenza della parte elettrica) specie se questo è un full-ibrido.
    Per questa ragione secondo me non si dovrebbero dare incentivi e bonus alle plug-in, perché non puoi incentivare una tecnologia dove la bontà o meno dipende dell’utilizzatore e non dalla tecnologia in sé.

    • Ma bisogna vedere anche di che emisisoni parliamo. Se ci riferiamo alle emissioni di particolato, allora probabilmente le plug in avranno un vantaggio sulle termiche, a patto di usarle bene e di non fare troppo spesso viaggi lunghi. Ma se parliamo di emissioni di co2, io non sarei così sicuro che con le plug in si abbia un vantaggio, bisognerebbe vedere qualche LCA che ci permetta di capire dopo quanti km in elettrico, si riescono a compensare le maggiori emissioni per la produzione della batteria. E se consideriamo che per avere un vantaggio sulle termiche, non dobbiamo percorrere lunghi chilometraggi, diventa un po’ lunga la strada per arrivare al punto di pareggio. In più dobbiamo aggiungere l’usura della batteria, maggiore rispetto ad una BEV, che rischia di azzerare tutto il risparmio di emissioni, perché andrà cambiata con una nuova.
      Bisogna guardare cosa dicono gli studi in merito, ma se dovessi dare un’opinione basata solo sul ragionamento, non direi che le plug in possano contribuire molto alla riduzione della co2 atmosferica. Diciamo che attualmente le vedi più come un modo per risparmiare sul carburante e girare tranquilli mei centri urbani che hanno limitazioni.

  11. Concordo con la redazione, comprare un ICE per fare meno di 2400 km all’anno (stima inevitabilmente per eccesso perché con una batteria più grande i chilometri fuori range per una BEV sono sicuramente meno di 2400).
    Ok dover mettere in pace l’ansia da colonnina, ma ne vale veramente la pena?
    A me pare proprio di no.

    • Scusa e invece comprare una BEV per fare meno di 2400 km all’anno, soprattutto se parliamo di citycar senza bonus (di cui l’ultimo è stato un unicum che non è detto venga nuovamente riproposto) ha senso?
      2400 km all’anno per una endotermica significa fare un tagliando ogni 4 – 5 anni, una citycar paga un bollo poco superiore ai 120 130 euro (in Lombardia la y di mia figlia 111), pensare al “piacere di guida” con una media giornaliera di poco piu di 6 km direi che è ridicolo (soprattutto se si parla di citycar),
      In queste condizioni dopo quanti anni o decenni ammortizzeresti il delta costo iniziale, se poi la citycar è una macchina tipo sandero a GPL (che peraltro ha un basso inquinamento) il delta costo te lo porti fino alla pensione o quasi e questi sono dati non opinioni.

      • Ehm, il signor Massimo di chilometri ne ha fatti 59.000 in tre anni (di cui lui stesso afferma 7000 grazie al termico) ovvero poco meno di 20000 all’anno (di cui circa 2400 all’anno grazie al sistema ibrido).
        Non parliamo di citycar ma parliamo di un bel SUV come il RAV4 che esiste solo in versione plug-in, non elettrico puro (in passato esisteva, ma Toyota non crede nell’elettrico, preferisce vendere ai propri clienti i combo vecchia+nuova tecnologia)

        • Il sig. Traversari non ha specificato se necessita di 4×4 .. magari fa pochi spostamenti lunghi ma in zone con strade dissestate, o va a sciare…e quindi il grande SUV AWD è una ottima scelta, specie se ha necessità di grade bagagliaio e posti a bordo.
          Mi risulta pure che nonostante il peso rilevante sia piuttosto parca se correttamente guidata .. quindi forse le alternative BEV non sono altrettanto appetibili; la Toyota ” bz4e ” è meno spaziosa, non ha grande autonomia..e dopo un lancio internazionale (un po’ timido .. Toyoda ha fatto scuola…) han dovuto pure stoppare consegne e procedere con richiami (compresa la “cugina” Solterra se non ricordo male) per problemi fissaggio ruote ed altri piccoli inconvenienti di “gioventù”.
          Tesla MY non è esattamente un fuoristrada, anche se può essere sufficiente per trasferte su sterrato (con cerchi e pneumatici idonei).
          Così come scegliamo le scarpe, generalmente provandole prima .. in base alle esigenze d’uso…anche le vetture sono oggetti che oltre che gusti ed ambizioni devono soddisfare praticamente le effettive necessità.
          Cerchiamo di essere meno “talebani”… altrimenti lanciamo messaggi boomerang… e i fan BEV oltranzisti sembrano solo un’ élite snob.
          Chi non ha budget adeguato…o usa poco la vettura… lasciamolo in pace anche coi commenti.. se potranno..si adegueranno..
          Hai fatto bene poi a rimarcare che il signore fa molti km e nel modo corretto “il suo contributo” all’ ambiente lo sta dando..e magari alla prossima generazione…un pensierino sul full-electric lo farà…

          • Va tutto bene, ed era il senso che davo io col fatto che RAV 4 è un’auto che piace molto e che ha poche rivali, per inteso se avessi bisogno di un’auto con le ipotesi che hai fatto tu l’avrei scelta anche io. Però un conto è dire “ho comprato un’ibrida perché per come serve e piace a me non c’erano alternative BEV” altra cosa è dire “meglio ibrida che BEV a prescindere” che è un po’ il senso che sembra dare il sig. Traversari, mettendo poi un dato che stona fortissimo che sono quei pochissimi km non in elettrico che mi fanno pensare che abbia preso quell’auto perché era perfetta per le sue esigenze. Sarebbe interessante chiedere al sig. Traversari cosa ne pensa se esistesse un RAV 4 con un powertrain tipo quello della Model Y…

          • Occorre anche considerare che il RAV l’ ha preso 3 anni fa…con minori scelte di ora..e poi c’ è anche un effetto “affezione al marchio” eventualmente da considerare…che porta a non tenere molto in considerazione altri marchi.. specialmente quelli che hanno bassa diffusione di punti assistenza.

      • Veramente i tagliandi secondo libretto andrebbero fatti ogni x kilometri o ogni anno. Quindi no, un tagliando ogni 5 anni manco per nulla.

      • Se uno deve fare solo 2400 km/anno non ha proprio bisogno di un auto… non si tratta di scegliere fra elettrica o termica ma scartare a priori un automobile e dirigersi su opzioni di mobilità leggera: in primis se possibile i mezzi pubblici, poi una semplice bici a pedalata assistita se non vuoi faticare (visto che se parliamo di 5 km giornalieri vuil dire muoversi in un raggio di 2,5 km non di più… più che affrontabili con una bici) ,ma se proprio vuoi avere la comodità di un mezzo personale con un tetto sulla testa un quadriciclo è assolutamente una soluzione molto più sensata (sia economicamente che ecologicamente) rispetto ad una cera e propria automobile….

        P.S. anche io giornalmente faccio pochi km visto che il tragitto casa-lavoro è di soli 6 km (quindi sono 12 km al giorno fra andare e tornare) ma a livello annuale faccio circa 20K km perchè poi dipende anche quanto ti muovi extra-lavoro: nel mio caso sono originario di Perugia, con tutta la mia famiglia di origine li, ed ora vivo a Bergamo quindi all’incirca 1 volta al mese, visto che la mamma inizia ad avere 70 anni con qualche acciacco normale per l’età (papà sfortunatamente é mancato da circa 1 anno dopo 20 anni di lotta contro il parkinson) vado giù a trovarli partendo il venerdì sera quando esco dal lavoro e tornando la domenica pomeriggio (ed ogni volta sono 1k km fra andata e ritorno).
        Quindi nel mio caso faccio mokti più km nei lunghi viaggi che nella quotidianità ma 4 anni fa, quando ho cambiato l’auto l’ultima volta, non ho avuto il minimo dubbio: una olug-in non l’ho neanche presa in considerazione, diretto su full elettrica (Tesla Model 3 SR+) è non me ne sono pentito per nulla!!!!

          • A volte ma, da quando sono torbato ad utiluzzare i supercharger (con la scomparsa degli abbonamenti da 0,35 €/kWh) mi fermo praticamente sempre al supercharger di Bologna che è più comodo essendo all’interno del parcheggio coperto di un grande centro commerciale dove c’è di tutto e di più….
            Oltretutto sono più stalli (18 contro 12), da 250 kW contro i 150 di Modena quibdi riesco a sfruttare tutti i 170 kW di punta massima della mia SR+ e anche a qualche centesimo in meno (0,42-0,47 contro i 0,48-0,53).
            Detto in altre parole a fermarmi a Bologna ci guadagno su tutta la linea ahahah

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