Quanto pesa il freddo sulla mia Megane

Quanto pesa il freddo sulla mia Megane: l’autonomia cala e, se non si è preparati, l’ansia pure. Come ci racconta questo lettore con la sua Renault Megane con 60 kWh di batteria. Un po’ di apprensione dopo le piacevolezze del viaggio di andata, dalla Lombardia alla Sicilia.

“Ad una ricarica sono arrivato con solo il 4% di batteria…”

“Visto che è  bello raccontare i viaggi in elettrico quando vanno bene, lo stesso si deve fare quando vanno meno bene. O, sicuramente, come non ti aspetti. Si chiama trasparenza. Il viaggio di ritorno, finite le vacanze, inizia la domenica pomeriggio alle 15:30 (orario strategico per non trovare confusione in A1). Con il 70% circa di batteria. Prima sosta alla Enel X di Rosarno est (Reggio Calabria), ricarica dal 40 al 60%. Prossima sosta programmata a Cosenza est (Free to X) e prime avvvisaglie. Arriviamo con  il 7% di batteria, perché  si sono abbassate le temperature esterne, e carico fino all’80%. Poi le ricariche successive programmate vanno meglio. Fino a quando ripartiamo da San Nicola est con l’80% per arrivare a  Prenestina est con il 4%.  E l‘ansia di ricarica che sale. Allora corro ai ripari e per sicurezza ricarico fino all’85 % arrivando  alla successiva all’8% e ricarico fino all’88% arrivando  a Secchia est più tranquillo, con 14% di batteria.

Quanto pesa il freddo: “3.100 km consumando 19,8 kw/100 km, ma quanta ansia…”

Qui volevo ricaricare fino al 90% per maggiore tranquillità, ma la Freee to X si blocca a 83%. Decido di ripartire, tanto mancano solo 190 km, ce la faccio penso. E qui iniziano i brividi, sì, anche per il freddo, con temperature fisse a 2° e la percentuale di arrivo calcola 9/10%. Ma stranamente l’autonomia si assottiglia in proporzione di più rispetto alla percentuale, fino ad esssere meno dei km che mancano per arrivare  a casa. E qui l’ansia sale e tanto. Allora, visto che ad Arda Est, prima di prendere l’A21 per Piacenza c’è l’ultima Free to X, decido di non sfidare il destino e mi fermo per un’ulteriore ricarica dal 48 al 60%. Arrivo a casa senza più problemi alle 10:30, ma quanta ansia. Da questa esperienza ho imparato che quando fa freddo è meglio caricare più dell’80% e programmare soste sotto i 200 km, velocità 100/110 km/h. In totale fra andata e ritorno ho percorso 3.100 km (per il 90% autostrada), con consumo medio di 19,8 kw/100 km. Un saluto e grazie per i vostri servizi, sempre preziosi. Alfio Fabio Cannavò.
Quanto pesa il freddo E a voi come stanno andando i consumi col freddo? Raccontatelo scrivendo a info@vaielettrico.it
– Climatizzare l’auto protegge anche la batteria col freddo? VIDEO-RISPOSTA

Visualizza commenti (25)
  1. Martedì ho fatto 134 km da sarpsborg a casa con un ID4 pro 4motion, nevicava e la temperatura esterna era compresa tra i -12 e i -8, velocità di marcia costante intorno ad 90 km/h in autostrda, riscaldamento impostato a 20 gradi. Sono partito con il 76% di batteria e arrivato con il 20. Quindi direi che in queste condizioni l’autonomia

  2. Voglio dare il mio contributo sul tema “incidenza del freddo sull’autonomia del veicolo”, sull’aiuto che ABRP puo’ dare nel gestire l’ev ansia, citando una recente esperienza.
    Viaggio dal Trevigiano al Pisano, circa 350km, 8-10°C all’andata, alla partenza ovviam con il 100% di batteria. Con una Kona del 2020 (wltp 484km, ma con gomme estive, io ora monto le termiche, piu’ energivore).
    Ritengo di potercela fare senza dovermi fermare a ricaricare, tanto all’arrivo era disponibile una wallbox. Ma – nel dubbio – decido di monitorare il viaggio avvalendomi di ABRP. Che in effetti mi stima l’arrivo con l’8% di batteria. Percentuale che si conferma all’arrivo (brava ABRP, l’hai centrata! Anche se ho notato che -rispetto ad altri precedenti viaggi – la tua previsione alla partenza nn e’ stata piu’ conservativa). Ansia personale 0, ho dovuto solo sopire quella di mia moglie che – non avendo il controllo di tutta la situazione, e temendo che la vettura potesse comportarsi come il suo vecchio telefono (che con la batteria ancora al 30% si spegneva improvvisamente :-)) – ha iniziato a chiedermi di fermarci a rabboccare un po gia’ da prima che valicassimo l’Appennino!
    Discorso diverso al ritorno, il 6 gennaio, temperatura tra i -1 ed i 2°C. Decidiamo di valicare l’Appennino via Pistoia e Porrettana, sia per evitare l’A1 di cui ci giungevano notizie di code in aumento causa nevicate in corso, sia per visitare brevemente quella citta’. ABRP stima il 18% all’arrivo a casa, ottimo, forse anche perche’ con qc km in meno dato dalla scorciatoia e diversi in meno di autostrada il consumo stimato era parecchio inferiore risp. all’andata.
    Il rientro pero’ nn va esattamente come previsto non tanto per la neve trovata lungo il percorso (quella si prevista, non molta, e gestita efficacemente grazie alle termiche ed andando un po piu’ piano nel valicare l’Appennino), quanto perche’ a circa 80km dall’arrivo noto che la stima di ABRP e’ scesa al 10%, e sembra continuare a calare. L’ansia di dovermi fermare, di fare tardi (non voglio!) viene a me, cosi’ adotto dei provvedimenti:
    – scendo dai miei 120km/h miei abituali (che mi fanno viaggiare rilassato, piu’ che per risparmiare sui consumi), ai 110
    – calo la temperatura in abitacolo dai 22°C ai 19,5, e chiedo ai passeggeri di considerare l’ipotesi di tornare ad indossare il giaccone
    All’innesto con l’A4 la percentuale prevista da ABRP all’arrivo e’ scesa all’8%, cosi’ – complice anche il traffico intenso trovato in quel breve tratto – scendo a 100km/h.
    Infine decido di uscire al casello prima di quello indicato dal navi, questo mi a consentito qc km in meno via statale e qc km in piu’ a velocita’ meno sostenuta dell’autostrada.
    Alla fine a destinazione ci siamo arrivati con il 10% di batteria, con 8 min in piu’ risp. all’orario stimato alla partenza, gestendo efficacemente l’ansia con provvedimenti minimi, e grazie alla situazione tenuta sotto controllo da ABRP.
    Del quale pero’ ho imparato a comprendere un limite: nelle stime evidentem. non riesce a tenere conto della temperatura esterna probabilmente perche’ dal veicolo non riesce a leggerla (o almeno non con la versione free che uso io).

  3. Mi piace il rumore che fa il gasolio quando scorre nel tubo per infilarsi finalmente nel serbatoio. Per quei *3 minuti* non penso ad altro. Sento la libertà di fare quello che voglio quando voglio (a qualsiasi temperatura). Penso che le auto elettriche siano perfette per la città e per brevi tratte extraurbane. Non escluderei di comparente una come terza macchina se mai ci fosse la possibilità. Immagino che siano molto silenziose e comode, su questo non c’è discussione. Fino ad allora continuerò a usare a panda benzina in città e il suv Diesel in autostrada.

    1. Mauro Testoni

      Io invece adoro non sentire nessun rumore, non perdere nemmeno un minuto mentre dormo o mentre lavoro e si carica l’auto da sola, ad un costo più che dimezzato rispetto al diesel.

    2. Mauro Testoni

      E questo accade per l’95% della mia percorrenza non business. Per percorrenza business intendo le trasferte di lavoro che mi vengono pagate con rimborso kilometrico che copre ampliamente il costo delle colonnine pubbliche e la mezz’ora di sosta mi viene comunque pagata.

  4. Sicuramente non è l’auto adatta a queste percorrenze, se non sporadiche.
    La potenza di ricarica limitata a 130 è purtroppo lo standard su auto di questa dimensione, mentre con una potenza più alta si poteva fare molto meglio. Al momento sui 4,2m la scelta è ancora poca e tutta più o meno su queste prestazioni di autonomia e ricarica (che io sappia).

    Dall’altro lato una presenza maggiore di colonnine in autostrada avrebbe aiutato a ottimizzare le soste senza dover caricare a 40% o a 4%.

  5. la Megane è molto bella ma dopo tanti anni senza aggiornamenti maggiori penso meriterebbe un ritocchino al CX e/o alle specifiche della batteria.. c’è in serbo qualcosa nel 2026 di Renault come aggiornamento vettura?

  6. Salvo Galofaro

    Il resoconto mi lascia senza parole, non trovo nessun elemento che mi possa far propendere per una scelta del genere. Io faccio la tratta Milano Ragusa 1500 km almeno 4 volte l’anno, e per scelta per non sottostare a orari, ritardi e speculazioni delle compagnie aeree viaggio sempre in auto. Faccio 2 pieni con le pause decise da me quando mi va e se mi va, è l’auto che si adatta alle mie esigenze e non viceversa, senza preoccuparmi di non superare un limite di temperatura in auto o una velocità inferiore al limite consentito. Non immaginavo che il “futuro” pensato qualche anno fa ci facesse tornare al “passato”. Io continuo a viaggiare con le mie auto, tutte rigorosamente termiche.

      1. Salvo Galofaro

        Certamente, partendo da Milano alle 6, prima sosta a Roncobilaccio per caffè e necessità espletate in un massimo di 10 minuti, pranzo poco prima di Roma Nord, 20 minuti al massimo, caffè e altro dopo Salerno, 1 rifornimento (85 litri) a Villa San Giovanni e cena al bar del traghetto con specialità tipiche Siciliane. Sbarco e arrivo a Ragusa per le 23/23:30

  7. Da felice possessore di una elettrica avrebbe speso la metà andando in aereo e pagano un taxi per arrivare dov’è arrivato.
    Viaggi lunghi a questi prezzi non ha senso, per quanto riguarda l’autonomia la mia ID3 2021 58 kW/h perdo circa il 15 %

  8. Roberto Grignani

    Vado un po’ controcorrente…. Ma avendo una bambina piccola che regge la macchina per un tempo contenuto, ho scoperto che mi conviene andare più forte. Mi spiego meglio: consumo di più, ma risento meno del freddo perché la batteria si scalda e arriva anche a 24-25 gradi (viaggio a 135/h). Così, poi, le ricariche sono più veloci. Viaggiando a 110, mi ritrovo la batteria a 12-15 gradi, con l’ esito che le ricariche avvengono a 60kw/h, invece che 120…o 130.
    Il tempo complessivo del viaggio è minore, il costo un po’ più alto, ma ragionevole

  9. Mauro Testoni

    Aggiungo che la settimana scorsa con il freddo record in Romagna, ho fatto circa 200 km con temperatura sotto zero (tra -6°C e -3°C), partendo con auto parcheggiata in strada a -5°C e nel consumo indicato dal computer di bordo alla voce “Temperatura e altro” ho riscontrato su 100km un consumo di ben 5,3kWh, attorno a 5°C questa voce sta sui 2,8kWh. In estate col clima acceso sta sui 2,3kWh.
    Non uso il clima in modo esagerato, 18-19°C in inverno e 25-26°C in estate.

  10. Mauro Testoni

    Ho la stessa auto, e come tutti sanno la temperatura influenza molto l’autonomia. Stesso dicasi per la velocità di crociera, ma siamo sempre su cose ovvie che chi guida un’auto elettrica deve sapere.
    A spanne ti dico che la Megane attorno ai 5°C perde un 20% di autonomia rispetto ai 25°C. A -5°C perde il 30% circa.
    Sempre a spanne ai 90km/h (e 25°C con clima acceso) consuma circa 16kWh/100km, ai 120km/h sei sui 23kWh/100km, ai 130km/h sei sui 28kWh/100km.
    Dati che rilevo durante l’uso e non ipotetici.
    Non si discostano tanto da quelli dichiarati da Renault qui https://www.renault.it/veicoli-elettrici-ibridi/megane-elettrica/simulatore-autonomia-ricarica.html

  11. Se non ho calcolato male ci sono volute 7 soste (brevi) per percorrere il tratto dalla Sicilia a Milano, a occhio almeno 1400 km. Capisco la possibilità di andare in un’area di servizio, sgranchire le gambe e mangiare qualcosa ma su distanze così lunghe star fermi almeno 20 minuti ogni due orette (scarse, viste la velocità di 100/110 kmh) è snervante.
    Anche se vi è la responsabilità del freddo, la batteria è troppo piccola e l’efficienza del veicolo migliorabile.

  12. Il viaggio è sicuramente lungo, le condizioni meteo con il freddo sono sfavorevoli, il percorso autostradale è anch’esso sfavorevole.
    La batteria da 60 è di tutto rispetto.
    Certo che fare 1500 km andata e 1500 ritorno ai 100/110 come si faceva con la 127 40 anni fa e con una via crucis di fermate per il rabbocco che non finisce piu’ non mi sembra il massimo…..
    Tutto si puo’ fare, ma c’è da sperare che viaggi del genere capitino massimo un paio di volte all’anno……

    1. Mauro Testoni

      Lo spero anche io per lui che sia un viaggio occasionale…
      Per la via crucis ci si può lavorare, ottimizzando le ricariche, fermandosi tra il 5-15% e staccando tra il 65-75% si economizzano i tempi di ricarica sfruttando la curva di ricarica nella sua zona migliore.
      Restano le soste ogni 200km in autostrada, non si scappa se si viaggia sui 120km/h.

    2. Non ho controllato se ci fosse la possibilità di fare soste diverse, ma mi pare dal racconto che l’autore abbia fatto più ricariche partendo anche da oltre il 40% che non è proprio il massimo per guadagnare autonomia velocemente e fare un viaggio più veloce.

      Sicuramente tra qualche anno con una rete strutturata in modo più capillare, soprattutto in autostrada, nessuno avrà ansia da autonomia residua: l’ansia arriva se non sei sicuro di poter caricare, quando si avrà la certezza di avere sempre colonnine in ogni stazione autostradale, allora anche l’ansia sparirà.

    3. Alessandro D.

      -Certo che fare 1500 km andata e 1500 ritorno ai 100/110 come si faceva con la 127 40 anni fa e con una via crucis di fermate per il rabbocco che non finisce piu’ non mi sembra il massimo…..-

      Praticamente un Intercity…
      “in partenza sul binario 13, ferma in tutte le stazioni, prima classe in coda al treno, servizio ristorazione alla carrozza quattro!”

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