Tesla scopre le carte sui costi reali della sua rete di ricarica rapida e pubblica un configuratore per i clienti che vogliono investire nei Supercharger. Dai dati del “Supercharger for Business” emerge che un sito standard con 8 colonnine V4 può arrivare a costare circa 940 mila dollari, tutto incluso.
Lo strumento permette a proprietari di immobili e stazioni di servizio di simulare investimenti e ritorni economici del modello proposto da Tesla. Un dato finora mai reso pubblico e ora svelato dal sito americano Electrek , che offre per la prima volta un riferimento economico concreto per operatori e investitori interessati a diventare proprietari dei siti di ricarica ad alta potenza.
Quanto costa un Supercharger? 940 mila dollari
Entrando nel dettaglio, il configuratore mostra voci di costo piuttosto rigide. Per un impianto standard con 8 stalli V4, il prezzo dell’hardware è fissato a circa 500 mila dollari, a cui si aggiungono costi di installazione medi di circa 55 mila dollari per colonnina.
Il risultato è un investimento complessivo di circa 940 mila dollari, cifra che non varia in base alla localizzazione geografica, almeno per quanto riguarda le componenti principali.

Il business del “modello Tesla” (che intasca 10 cent a kWh)
Oltre all’investimento iniziale, emerge un elemento chiave del modello Tesla: una commissione fissa da girare a Tesla di 0,10 dollari per kWh erogato.
Questa “fee” copre servizi come software, gestione dei pagamenti, assistenza clienti e integrazione nella rete. In pratica, Tesla costruisce un modello ibrido tra vendita hardware e ricavi ricorrenti, mantenendo il controllo operativo della rete.
Su base annua, a seconda dell’utilizzo, questo può tradursi in decine di migliaia di dollari di ricavi per Tesla per singolo sito.
Dal lato dell’investitore, invece, l’ammortamento dipende dal volume totale dei ricavi dalla vendita delle ricariche. Dato che varia di molto da località a località. Il comparatore Tesla tiene coto dei costi locali dell’elettricità, di un prezzo medio al dettaglio per la ricarica rapida e di una previsione dei kWh venduti per stazione al giorno, ricavato dai dati reali della flotta Tesla. Il risultato è una curva di ricavi stimata su 15 anni e un periodo di ammortamento.
Tesla: in Florida il primo Supercharger di proprietà di terzi
…e si ammortizza in 4 anni a San Francisco, 7 a New York
Prendendo in esame alcuni esempi, in aree ad alta domanda come San Francisco, il tempo di rientro può scendere a circa 4 anni, grazie a prezzi di ricarica più elevati e alto utilizzo. Al contrario, contesti più complessi come Manhattan possono allungare il payback fino a 7 anni, complice il costo dell’energia e una domanda meno intensa rispetto alle aspettative.
Altri mercati, come la Florida, mostrano invece condizioni particolarmente favorevoli, grazie a un buon equilibrio tra costi energetici e volumi di utilizzo.

Il programma “Supercharger for Business” è attualmente focalizzato sugli Stati Uniti, ma pone interrogativi rilevanti anche per il mercato europeo.
Da un lato, Tesla continua a rafforzare il proprio vantaggio competitivo grazie a una rete capillare e a un’integrazione verticale difficile da replicare. Dall’altro, il costo dell’hardware – 500 mila dollari per 8 stalli – appare elevato rispetto a soluzioni emergenti, soprattutto da fornitori asiatici.
Il configuratore rappresenta un passo importante in termini di trasparenza, ma le stime di utilizzo integrate nel modello sembrano ottimistiche e presuppongono location ad alto traffico. Sarebbe interessante scoprire le previsioni del comparatore per le principali location europee.
- Guarda anche il VIDEO di Luca e Valerio sul Comparatore EV-ICE


